La fine è il mio inizio

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Un film di Jo Baier. Con Bruno Ganz, Elio Germano, Erika Pluhar, Andrea Osvart, Nicolò Fitz-William Lay Titolo originale Das Ende ist mein Anfang. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 98 min. - Germania, Italia 2011. - Fandango uscita venerdì 1 aprile 2011. MYMONETRO La fine è il mio inizio * * * - - valutazione media: 3,03 su 46 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,03/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Giunto al termine della propria vita, Tiziano Terzani racconta al figlio Folco la sua storia, le sue esperienze spirituali e come si sta preparando ad affrontare la morte.
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primo piano
Un'opera di parole e silenzi che sfida le leggi dell'intrattenimento
Nicoletta Dose     * * * 1/2 -

Mancano poche settimane alla fine. Tiziano Terzani, da tempo malato di cancro, sta per morire. Mentre raccoglie i suoi ultimi pensieri, tra salutari risate e umane preoccupazioni, decide di richiamare il figlio Folco da New York per trascorrere con lui, nella sua casa di campagna, un momento di confronto confessionale. Quei dialoghi, registrati con devoto impegno dal figlio, diventeranno il libro "La fine è il mio inizio".
Il film di Jo Baier è un atto di coraggio che sfida le dure leggi dell'intrattenimento perché è un'opera fatta di parole, silenzi e sguardi, pochi movimenti agitati e tante inquadrature delicate. Chiusi, e allo stesso tempo liberi, nella casa di campagna del giornalista, i protagonisti sono in burrasca, attendono con controllata pacatezza un dolore annunciato. Ma il desiderio di ribellarsi ad un programma stabilito di sofferenza viene incanalato in un senso più ampio di pace. La confessione arguta di un uomo che ripercorre, episodio dopo episodio (l'incontro con la moglie Angela, gli aneddoti sui due figli), paese dopo paese (Cina, Vietnam, Singapore), tutte le più grandi esperienze della sua vita, investe il figlio della responsabilità di registrare tutto perché, mentre il corpo se ne va, l'animo continui a vivere nella memoria di chi rimane.
Lo spettatore deve predisporsi all'ascolto, deve calibrare i propri istinti emotivi, lasciarsi andare alla commozione ma allo stesso tempo rimanere vigile di fronte al pensiero finale di un uomo che potrebbe sembrare esoterico (il contatto stretto con la natura, la predisposizione a riflessioni sull'universo, e l'abbigliamento da 'santone'), ma che invece evita qualsiasi tentazione new age. Anche quando racconta del volo di una coccinella sull'Himalaya o delle cavallette che ricordano primavera, il suo personale panteismo naturalistico non rappresenta mai un punto d'arrivo ma un passaggio che chiama altro sapere. E così, anche alla fine della vita corporea, non smette di curiosare tra le profondità dell'anima, tentando - e infine trovando - un modo umanamente altissimo di andarsene.
Ridere per poter morire in pace, seppur con rabbia. E morire ridendo. Abbandonarsi a ciò che accomuna tutti gli uomini con accettazione, dimostrando che si può volgere lo sguardo al passato, ripensare a ciò che si è fatto e riconoscersi: fare la vita che si desidera è fattibile, dice il padre Tiziano al figlio Folco. Bruno Ganz e Elio Germano dimostrano di aver compreso la profondità del suo pensiero e, con dedizione e rispetto, rappresentano, il primo l'ingombrante ombra di un padre straordinario ma difficile da raggiungere, il secondo l'intelligente volontà di essere diverso dal genitore, pur ammirandone lo spirito da esploratore. Un'eredità aggraziata che, in tempi di distrazione cronica e rumore generalizzato, dimostra di essere un gioiello preziosissimo.

Incassi La fine è il mio inizio
Primo Weekend Italia: € 188.000
Incasso Totale* Italia: € 836.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 15 gennaio 2012
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Una occasione perduta

lunedì 4 aprile 2011 di ruggero

Gli ultimi giorni di vita del giornalista Terzani ritiratosi a morire sulle montagne di Pistoia, piccolo Tibet racccolto dopo le sue tante frequentazioni d'Oriente. Terzani affronta serenamente la morte e si piega solo al dolore che il corpo gli rimanda senza però che la mente ceda alla tentazione dell'autocommiserazione. Il dialogo tra un padre spesso assente durante la sua vita avventurosa e il figlio che ne raccoglie i ricordi. Una situazione con tante potenzialità espressive non sviluppate continua »

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Un dialogo di 500 pagine e una produzione da 500e

mercoledì 13 aprile 2011 di lorintenzo

Non si puo fare un film a basso costo su un liibro come quello di Folco/Tiziano Terzani.!! Per chi ha letto il libro,i dialoghi fra padre e figlio che devono per forza seguire tempi cinematografici vengono sminuiti. il senso  di una serie di aneddoti fondamentali per capire il personaggio Tiziano Terzani viene tralasciato. Dal libro traspare un ego piuttosto forte del giornalista. Anche per questo motivo il libro magari potrebbe essere criticato. Del film invece questo è l'unico continua »

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Un film di senso non comune

mercoledì 6 aprile 2011 di vince mas

Dopo essersi sottoposto alle cure contro il cancro e dopo averne subito l'inumana e inefficace ferocia, Tiziano decide di rinunciare alle terapie e di compiere un viaggio interiore alla scoperta della sua vera essenza. Un cammino per imparare a fare quello che miliardi di esseri hanno fatto prima di lui: morire. L'isolamento serve a fare silenzio, ad ascoltare la voce della natura, ma soprattutto la voce del cosmo, che parla anche e soprattutto da dentro. Prima sull'Himalaya, continua »

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Riflessione sulla vita

martedì 5 aprile 2011 di simonk92

Il film di Jo Baier racconta gli ultimi momenti della vita di Tiziano Terzani, giornalista e scrittore italiano. In questo contesto che il protagonista decide di chiamare il figlio Folco per trascorrere gli ultimi istanti della vita insieme a lui e insieme alla moglie Angela. Il film è formato da un insieme di dialoghi ,di racconti e di esperienze passate che il protagonista racconta al figlio per rivivere la storia della propria vita e per sentirsi più leggero, in pace. Le continua »

Tiziano Terzani
"Io voglio morire ridendo e se tutto sarà più difficile allora la risata sarà più corta"
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"La verità è una terra senza sentieri"
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Tiziano Terzani
.....la natura segue il suo corso, pur che muori ma che gliene importa! Stai male?.....e va bene passerà...la natura continua, maestosamente distaccata, niente la altera, niente la eccita.
Perchè non imparare questa lezione?
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DVD | La fine è il mio inizio

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 30 agosto 2011

Cover Dvd La fine è il mio inizio A partire da martedì 30 agosto 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La fine è il mio inizio di Jo Baier con Bruno Ganz, Andrea Osvart, Elio Germano, Erika Pluhar. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet fine è il mio inizio (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 7,49 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,50 €
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INCONTRI | Terzani rivive in La fine è il mio inizio, tratto dall'omonimo libro di memorie.

Ogni casa è illuminata

venerdì 25 marzo 2011 - Ilaria Ravarino

Ogni casa è illuminata Parla svelto, Folco Terzani, senza accento, e sembra un fiume in piena. Ha 41 anni ma ne dimostra dieci di meno, con i capelli lunghi e i jeans da ragazzino, questo adulto bambino che spende fiumi di parole su suo padre ma di sé dice soltanto di esser venuto al mondo «in una valigia». A due settimane di vita era già su una nave che dall’America lo portava in Italia, poco dopo era a Singapore, e ancora attraverso l’Asia, infine in Cina, dove a 12 anni di giorno faceva l’alzabandiera e di sera piangeva di nascosto per non deludere il padre Tiziano.

   

LIBRI | L'autobiografia di Tiziano Terzani che ha ispirato il film omonimo con Elio Germano.

Il libro

venerdì 1 aprile 2011 - Fabio Secchi Frau

La fine è il mio inizio, il libro Tiziano Terzani, uno dei più grandi giornalisti e scrittori italiani degli Anni Sessanta-Settanta, è giunto al limite del suo viaggio nel mondo e deve "lasciare il suo corpo" per un tumore all'intestino. Ritiratosi all'Orsigna, un paese in provincia di Pistoia, decide di passare gli ultimi tre mesi della sua vita raccontando a suo figlio Folco la sua esistenza e le sue riflessioni: dall'infanzia fiorentina al comunismo sfegatato di suo padre, dalla passione per i libri e per la conoscenza all'esigenza di evadere continuamente dalla città nella quale viveva, dai viaggi in America fino a quelli in Vietnam, dalla magnificenza della Cina al grigiore del Giappone.

   

Il grande Terzani qui non ha anima

di Alessandra Levantesi La Stampa

Una casupola dove ritirarsi in solitudine e, accanto, l’edificio principale di severa austerità toscana in cui intrattenersi con i familiari: è qui, nel rifugio di Orsigna sul selvatico Appennino pistoiese, che ha vissuto i suoi ultimi giorni il giornalista Tiziano Terzani, scomparso nel luglio del 2004 causa un cancro che prima aveva combattuto, salutando infine la morte come l’avventura più grande delle tante vissute. Spiace dire che, partendo da temi di questo livello, La fine è il mio inizio, basato sul libro/testamento curato dal figlio Folco, non ne sia all’altezza. »

La saggezza di Terzani chiedeva più coraggio

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Dopo tanti film sulla scomparsa del Padre, eccone uno che mette in scena il suo tramonto celebrando al contempo un delicato ma vittorioso passaggio di testimone. Delicato perché a andarsene non è un padre qualsiasi ma una figura imponente, Tiziano Terzani, grande giornalista e instancabile viaggiatore, approdato dopo un’avventurosa vita da corrispondente in Asia per i più grandi giornali europei a una intrepida ricerca interiore culminante, dopo la scoperta della malattia, in tre anni da eremita sull’Himalaya. »

Monologhi e silenzi nel film ispirato a Terzani

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Gli ultimi mesi di vita di Tiziano Terzani, grande giornalista e scrittore, che dopo essere stato condotto dalla sua professione quasi in tutto il mondo, spesso dove infuriavano le guerre, colpito da un male incurabile si era ritirato con la moglie nella sua casa in Toscana facendosi presto raggiungere dal figlio Folco, trapiantato a New York, per trasmettergli le sue più personali e profonde esperienze di vita. Una lunga, fitta serie di colloqui che il figlio, dopo la sua morte, ha raccolto in un libro intitolato "La fine è il mio inizio", come spesso il padre, ormai prossimo alla morte, affermava. »

Operetta “en plen air”

di Gianni Canova Il Fatto Quotidiano

Chiudere una vita - dice all’inizio del film la voce fuoricampo del protagonista - è come chiudere un cerchio. Lo si può fare con il compasso, oppure con un gesto della mano. Forse una cosa analoga la si può dire anche dei film: ci sono quelli fatti con il compasso, come chiusi nella loro algida e meccanica perfezione, e ci sono quelli disegnati a mano. La fine è il mio inizio fa parte di quest’ultima categoria. È fatto a mano, e si vede. Di più: trova le sue qualità più preziose proprio nell’accettazione delle proprie imperfezioni, delle proprie titubanze, perfino delle proprie contraddizioni. »

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