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Terence Hill

Terence Hill (Mario Girotti) è un attore italiano, regista, produttore, sceneggiatore, montatore, è nato il 29 marzo 1939 a Venezia (Italia).
Nel 2010 ha ricevuto il premio speciale alla carriera al David di Donatello. Terence Hill ha oggi 83 anni ed è del segno zodiacale Ariete.

Man to Horse

A cura di Fabio Secchi Frau

Un "man to horse" (uomo a cavallo). Dopo un pugno di successi italiani, possiamo già definirlo così, ed è un buon segno. Terence Hill è un attore che ben si è incastrato in quel contesto da cinema di genere per adolescenti anni Settanta/Ottanta e che ha portato, col sorriso birichino fra le labbra sottili e quegli occhi azzurri vispissimi, il personaggio di base del cowboy buono.
Nato come Mario Girotti nel marzo del 1939 a Venezia, figlio di un chimico italiano e di madre tedesca, ha passato la sua infanzia a Dresden, in Sassonia, sopravvivendo ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Gli esordi di Mario Girotti
Scoperto dal regista Dino Risi a soli dodici anni, per via delle sue incredibili doti da nuotatore, gli venne proposto da subito di entrare nel mondo del cinema con piccole parti da occupare. Esordisce così in Vacanze col gangster (1951), seguito, sempre per la regia di Risi, da Il viale della speranza (1953). Nei suoi film di debutto, utilizza il suo vero nome, lo ritroviamo come Massimo Girotti nel film di De Sica Villa Borghese (1953), con il mitico regista Georg Wilhelm Pabst in La voce del silenzio (1953), e poi ancora nelle pellicole di Maselli e Bolognini. Studia letteratura classica all'Università di Roma per tre anni, comincia ad appassionarsi alle moto e poi decide di dare il 100% come interprete, così studia recitazione.
Nel 1957, in coppia con Alessandra Panaro, farà commuovere l'Italia con la pellicola Lazzarella di Bragaglia, seguito da Cesarella (1959) di Matarazzo, mentre De Sica tornerà a dirigerlo in Anna di Brooklyn (1958), pellicola con Gina Lollobrigida e Amedeo Nazzari. Poi con l'arrivo degli anni Sessanta e una parte in Il Gattopardo di Luchino Visconti, firma un contratto per una serie di film d'avventura e western in Germania. La sua filmografia si arricchisce così di titoli come Là dove scende il sole, Giorni di fuoco e Sparate a vista su Killer Kid, mentre in Italia spopola nel genere peplum. E dopo la partecipazione ad alcune pellicole di Steno (La federmarescialla, 1967) e una piccola parte accanto a Rita Pavone nel film Rita nel West (1967) di Ferdinando Baldi, si sposa con l'attrice e sceneggiatrice americana Lori Hill, in Spagna.

Botte da Hill
È proprio da Lori Hill e dalla sua passione per le lettere classiche (Terenzio) che Mario Girotti prende spunto per il suo nome d'arte: Terence Hill. In un periodo in cui il cinema americano spopolava, per andare incontro alle esigenze del pubblico, cambia il suo nome e, da quel momento in poi, la sua carriera avrà una svolta eccezionale.
Giuseppe Colizzi, lo affiancherà a Bud Spencer in pellicole che entreranno con forza e vigore nell'immaginario collettivo degli adolescenti di allora come: Dio perdona... io no! (1967), I quattro dell'Ave Maria (1968), La collina degli stivali (1969) e Più forte, ragazzi! (1972). Similmente accadrà nelle pellicole nelle quali è diretto da Enzo Barboni, quelle della serie Trinità. Poi ancora successi di pubblico con Porgi l'altra guancia (1974) di Franco Rossi, Altrimenti ci arrabbiamo (1974) di Marcello Fondato, Pari e dispari (1978) di Corbucci e come non citare Io sto con gli ippopotami (1979) di Italo Zingarelli.
Lungo tutti gli anni Ottanta non si discosterà da questi bellissimi e popolari capolavori del cinema italiano. Pellicole che riescono ogni volta ad affascinare i giovani per le loro ambientazioni, per le colonne sonore, ma soprattutto per le ottime interpretazioni di Spencer e Hill.

In America
Padre degli attori Jess e Ross Hill, affianca addirittura Henry Fonda in Il mio nome è Nessuno (1973) di Tonino Valeri, la pellicola sarà la sua prova d'attore per Hollywood che, in effetti, lo chiamerà per apparire in La Bandera - marcia o muori nel 1977, accanto a Gene Hackman, Catherine Deneuve, Max von Sydow e Ian Holm, e poi in Mister Miliardo (1977) di Jonathan Kaplan. Prende così casa in Massachusetts e lì comincia a pensare alla regia e alla produzione cinematografica. Nasce Don Camillo (1983) da lui diretto, scritto con la moglie e direttamente ispirato al libro di Giovanni Guareschi, che rese tanto celebre la coppia Cervi-Fernandel.
Disgraziatamente, dopo aver recitato accanto a suo figlio Ross in Renegade (1987), proprio quest'ultimo, per un grave incidente stradale perde la vita il 15 gennaio 1990, in America. È un periodo di lutto per Terence Hill che però lo spinge a dedicarsi totalmente al lavoro, firmando la regia di Lucky Luke (1991), dal quale nascerà anche una serie televisiva. Nel 1994, si riunirà con Bud Spencer nel film da lui diretto, Botte di Natale (1994).

Ritorno a casa e David alla carriera
Nel nuovo millennio tornerà in Italia, vestendo i panni di Don Matteo, sacerdote eroe della serie tv poliziesca omonima e campione di ascolti. Nel 2009 recita nei due film tv Doc West e L'uomo che cavalcava nel buio (nel primo firma anche la regia, insieme a Giulio Base).
Nel 2010 riceve insieme all'altro membro della celebre coppia, Bud Spencer, il David di Donatello alla carriera.
Sarà poi il protagonista (nelle prime tre stagioni) della fiction per la televisione Un Passo dal cielo, nel quale interpreta Pietro, uomo amante della natura e capo della squadra del corpo forestale.
Cinematograficamente opposto a Franco Nero, sicuramente più serio e meno faceto del familiare Terence Hill, il nostro Mario Girotti è uno di quei pochi attori che è riuscito a suscitare l'attenzione degli appassionati del cinema di genere: come si può resistere alle scazzottate che lui e Bud Spencer facevano nei saloon?

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Non solo i preti di campagna sono abili investigatori, ma anche le guardie forestali delle montagne. Dopo ben sette stagioni di Don Matteo, Terence Hill e la Lux Vide mettono momentaneamente a riposo il parroco di Gubbio per portare l'indimenticabile Trinità a Un passo dal cielo, lassù sulle montagne dell'Alta Pusteria, in Sud Tirolo. Più solitario e introverso del sacerdote, anche se non meno abile a risolvere delitti e misteri, il protagonista di Un passo dal cielo è Pietro, il capo della squadra del corpo forestale di San Candido

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domenica 29 marzo 2009
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70 candeline spente con un colpo di revolver Di difetti ne ha pochissimi, nonostante sia un attore. Il pregio maggiore è la sua tenacia, derivante probabilmente dalla mamma tedesca." Così Carlo Pedersoli (Bud Spencer sullo schermo) definisce con un pizzico di sagacia il suo compagno di mille batoste (inferte) Mario Girotti, in arte Terence Hill. Colui che assieme a Bud potremmo definire il re dello slapstick all'italiana di tenacia ne ha parecchia, pari forse solo al suo talento e a quella perfetta capacità di adattarsi professionalmente a ciò che i tempi richiedono maggiormente da cinema e tv

News

In occasione dell'uscita in Home Video, il regista racconta perché ha dedicato il film a Bud Spencer.
Terence Hill: la sberla più amichevole del West.
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