Il mio Nome è Thomas

Film 2018 | Commedia +13 95 min.

Anno2018
GenereCommedia
ProduzioneItalia
Durata95 minuti
Regia diTerence Hill
AttoriTerence Hill, Veronica Bitto, Andy Luotto, Guia Jelo, Francesca Beggio, Giuseppe Gandini Renato Ansaldi, Eva Basteiro-Bertoli, Matt Patresi, Cinzia Susino.
Uscitagiovedì 19 aprile 2018
TagDa vedere 2018
DistribuzioneLux Vide
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,00 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Terence Hill. Un film Da vedere 2018 con Terence Hill, Veronica Bitto, Andy Luotto, Guia Jelo, Francesca Beggio, Giuseppe Gandini. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2018, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 19 aprile 2018 distribuito da Lux Vide. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,00 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una storia on the road, tra la Spagna e l'Italia in cui Thomas, in sella alla sua motocicletta affronta un viaggio solitario verso il deserto. In Italia al Box Office Il mio Nome è Thomas ha incassato 55,8 mila euro .

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
L'attore/regista infonde alla sua storia una dose di umanità che è cifra stilistica dei personaggi da lui interpretati per la tv.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 19 aprile 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 19 aprile 2018

Thomas parte dall'Italia per raggiungere il deserto nella zona di Almeria dove poter meditare sulle pagine di un libro che ama in modo particolare. Poco dopo la partenza sulla sua Harley Davidson aiuta una ragazza, Lucia, a fuggire da due tipi poco raccomandabili a cui lei ha sottratto del denaro. Anche la ragazza ha per meta la Spagna dove dice di essere attesa da una zia scrittrice. Il viaggio, in cui non mancheranno occasioni per perdersi di vista per poi incontrarsi di nuovo, li spingerà a conoscersi e a comprendersi.

Terence Hill ha accarezzato il sogno di dirigere questo film per un decennio. L'idea era quella di fondere il contenuto di un libro a lui molto caro con una storia che fosse contemporanea ma anche evocatrice di un senso di epicità.

Il libro è "Lettere dal deserto" di Carlo Carretto nei confronti del quale il film avrebbe già compiuto un'importante missione se spingesse chi non lo conosce a leggerlo. Si tratta di meditazioni sulla fede scritte da un uomo che fu sempre 'scomodo' per la Chiesa ufficiale proprio perché dall'interno ne segnalava le contraddizioni. Basti sapere che nel 1974 aderì al movimento "Cristiani per il NO", opponendosi a chi voleva abrogare con un referendum la legge sul divorzio.

Detto ciò nessun timore: Terence non ci fa nessuna predica, non trasferisce Don Matteo ad Almeria. Semmai invita Trinità (il film è dedicato all'amico Bud) a compiere un viaggio in cui oltre a padelle usate come corpi contundenti, a moto che sostituiscono i cavalli e all'inevitabile scazzottata ci si prenda il tempo anche per guardare le stelle. Magari in compagnia di una giovane donna che ha alle spalle un passato non facile e che sta cercando se stessa tra molteplici incertezze.

L'attore/regista infonde alla sua storia una dose di umanità che è cifra stilistica dei personaggi da lui interpretati per la televisione scegliendo di narrare in modo solo apparentemente semplice. La colonna sonora è lì a testimoniarlo: si passa da Ligabue a Piero Focaccia per farsi poi accompagnare da un Requiem senza che il soundtrack originale (composto da Pino Donaggio) risulti squilibrato. C'è nostalgia per il cinema che lo ha reso famoso in quella scenografia che ci ricorda che molti spaghetti western vennero girati in Spagna ma c'è anche la voglia di parlare a un pubblico che lo segue da anni nelle fiction offrendogli la dimensione di spazi a cui solo il grande schermo può rendere giustizia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 25 aprile 2018
edi15stat

Ci sono momenti scanzonati come da tradizione spencer-hill, ma il punto forte, il valore aggiuntivo di questo film, è la sua profondità vera, la sua bellezza davvero poetica. Terence Hill ha superato se stesso, e una parte del grande pubblico purtroppo rimane troppo in superficie per apprezzarlo in pieno.

domenica 22 aprile 2018
Slim01

Mi aspettavo un film discreto, da vedere semplicemente perché segna il ritorno di Terence Hill sul grande schermo, e perché è dedicato al suo grande amico Bud Spencer. Invece è molto più di quanto mi aspettassi. E’ delicato, ironico e commovente. Piacevolmente diverso dagli altri film in circolazione. E sapere quello che c’è dietro a questo film, lo rende davvero speciale per chi ama il cinema genuino, [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 aprile 2018
Nina

Poche scazzottate, molta poesia. Grande Terence. Veronica Bitto  è fresca e credibile.

venerdì 4 maggio 2018
nanaisla

Sono andata a vedere il film senza aspettative particolari, e ne sono uscita sorpresa e commossa. Il film è insieme lieve e profondo, poetico e divertente... sempre attraversato dallo sguardo saggio e maturo  del regista e uomo Terence Hill/Mario Girotti. Musica (Pino Donaggio), fotografia e scenografie (Francesco Bronzi) molto belle. Dispiace che sia stato penalizzato da una distribuzione [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 aprile 2018
FC77

Si rimane coinvolti per un'ora e mezza, si sorride, si riflette, poi si arriva a ridere di gusto e a piangere commossi. E' questo, il vero cinema. Si paga volentieri il biglietto per queste emozioni, che sono autentiche dall'inizio alla fine.

martedì 24 aprile 2018
8e1/2

 Improponibile. Visto, diciamo così, per lavoro: preferisco non scrivere niente e trincerarmi dietro un diplomatico "no comment".

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 19 aprile 2018
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Terence Hill torna sul grande schermo con un film da lui anche diretto, che va preso per quello che è, senza andare troppo per il sottile. Nei panni del motociclista Thomas, decide di recarsi nel deserto dell'Andalusia, sulle tracce di un libro di Carretto. Durante il viaggio, incontra la giovane e problematica Lucia che gli sconvolgerà, più volte, i piani.

Veronica Bitto nella parte di Lucia
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