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Laurent Cantet

Laurent Cantet è un regista, sceneggiatore, è nato il 15 giugno 1961 a Melle (Francia). Laurent Cantet ha oggi 61 anni ed è del segno zodiacale Gemelli.

La straordinarietà delle persone "normali"

A cura di Nicoletta Dose

Uno di quei registi silenziosi, colti e indaffarati che preferisce stare in disparte ad osservare. Per poi creare un cinema fatto di persone reali, figure emarginate e solitarie che potremmo incontrare sotto casa ma che per distrazione non guardiamo. Laurent Cantet pone lo sguardo su di loro e li rende protagonisti di piccole storie quotidiane, ambientate nei luoghi delle classi meno fortunate, dalla fabbrica in sciopero alla scuola multiculturale della periferia parigina.

I corti del debutto
Dopo gli studi alla prestigiosa scuola di cinema IDHEC (ora rinominata La Fémis), diventa l'assistente di Marcel Ophüls nel film Veillées d'armes (1994) e gira il suo primo cortometraggio, Tous à la Manif (1994), incentrato sull'idea di un gruppo di studenti che organizzano una piccola manifestazione di protesta per aiutare un amico in difficoltà. L'esordio dietro la macchina da presa, vincitore del Premio Jean Vigo, delinea già la potenzialità dello spirito critico del regista, interessato ai problemi sociali e alle frustrazioni nel mondo del lavoro.

L'isola come prigione dell'anima
Il cortometraggio Jeux de Plage (1995) precede il debutto nel lungometraggio con Les Sanguinaires (1997), che racconta le avventure di un gruppo di persone in fuga su un'isola del Mediterraneo, rintanati tutti assieme per stare lontani dal chiasso di Parigi che sta preparando i festeggiamenti per l'arrivo del nuovo millennio. Una riflessione amara sulla convivenza forzata di uomini apparentemente anticonformisti, ostili alle convenzioni sociali e ferventi sostenitori della pace ma capaci di diventare violentissimi con il prossimo, se costretti a stare in un luogo chiuso e isolato.

Il tema del lavoro al cinema
Due anni dopo realizza Risorse umane (1999), premio César per la migliore opera prima, un'intelligente rappresentazione delle varianti della lotta di classe in tempi moderni e del legame padre-figlio, il primo operaio da una vita, il secondo neolaureato che crede fermamente nelle potenzialità del sindacalismo. Stesso argomento per il successivo A tempo pieno (2001) che prende in esame il dramma di un uomo che ha perso il lavoro ma non ha il coraggio di dirlo alla famiglia e finisce a percorrere la strada della menzogna, dalla quale è difficile tornare indietro. È il racconto di una persona qualunque che improvvisamente si trasforma in un caso di ordinaria follia.

Riflessioni sul sesso e sulla scuola
Nel 2005 chiama l'attrice Charlotte Rampling a interpretare una donna in età che, assieme a due amiche, decide di intraprendere un viaggio di piacere ad Haiti. Il film è Verso il Sud, una gita nell'universo del turismo sessuale al femminile, e anche qui la cifra stilistica di Cantet si fa riconoscere: la voglia di evadere delle tre protagoniste è un pretesto per sviscerare il desiderio di farsi amare, anche quando l'età sembra non permetterlo più. Per un regista così interessato ai temi sociali, non poteva mancare il mondo della scuola. Ecco allora che nel 2008 scrive e dirige La classe, tratto dal diario del professor François Bégaudeau (co-sceneggiatore e interprete), insegnante di francese in una scuola media della periferia parigina. Il realismo della pellicola, a tratti documentaristica, sorprende la giuria di Cannes che lo premia con la Palma d'Oro.
Quattro anni dopo ritorna a Cannes presentando il film collettivo 7 Days in Havana.
In seguito si dedica alla regia di Ragazze cattive, film al femminile, ambientato durante gli anni Cinquanta nella regione dell'Upstate New York e di L'atelier (2017).
Nel 2021 torna al cinema con Arthur Rambo - Il blogger maledetto.

Ultimi film

Drammatico, (Francia - 2017), 114 min.
Drammatico, (Francia, Canada - 2005), 105 min.
Drammatico, (Francia - 2001), 133 min.
Drammatico, (Francia - 1999), 100 min.

Focus

INCONTRI
venerdì 17 ottobre 2014
Raffaella Giancristofaro

Palma d'oro 2008 per La classe, indagatore delle dinamiche del lavoro (Risorse umane e A tempo pieno), curioso osservatore di psicologie femminili (le signore ad Haiti di Verso il Sud, le adolescenti di Foxfire), dopo l'episodio "La fuente" di 7 giorni all'Avana, Laurent Cantet scommette su Cuba con Ritorno a l'Avana: Il grande freddo che incrocia l'Odissea. Una reunion amara, annegata nel rum e autoconfinata su una terrazza che guarda la città: quattro amici che hanno creduto nell'ideale rivoluzionario festeggiano il ritorno di Amadeo, tornato da un misterioso autoesilio in Spagna

INCONTRI
mercoledì 8 ottobre 2008
Marzia Gandolfi

Gli anni in classe Ci tiene molto Laurent Cantet, a Roma per promuovere la sua Classe, a sgombrare subito ogni possibile equivoco: Entre les murs non vuole rappresentare la realtà della scuola francese, non intende affrontare problematiche pedagogiche-didattiche ne tantomeno indicare un metodo normativo per creare degli individui omologati. La classe è un "documentario di finzione" sui meccanismi delle relazioni umane che si instaurano dentro i muri della scuola e all'interno di un gruppo eterogeneo che vive e lavora attorno a un obiettivo comune, la costruzione di un mondo possibile

News

Nasce da un romanzo francese e dalla difficoltà di essere professori La classe di Laurent Cantet, "promossa" a Cannes...
Tratto dall'omonimo romanzo di François Bégaudeau.
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