Ritorno a l'Avana

Film 2014 | Drammatico,

Regia di Laurent Cantet. Un film Da vedere 2014 con Isabel Santos, Jorge Perugorría, Fernando Hechevarria, Néstor Jiménez, Pedro Julio Díaz Ferran. Titolo originale: Retour à Ithaque. Genere Drammatico, - Francia, 2014, Uscita cinema giovedì 30 ottobre 2014 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 2,93 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Laurent Cantet torna a Cuba dopo 7 Days in Havana. In Italia al Box Office Ritorno a l'Avana ha incassato 175 mila euro .

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Consigliato sì!
2,93/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,80
PUBBLICO 2,98
CONSIGLIATO SÌ
L'elegia delle cose cubane, del "sud" del mondo, raggiunge qui il picco e ancora una volta senza alcun cliché.
Recensione di Dario Zonta
Recensione di Dario Zonta

Cinque amici sulla cinquantina si ritrovano su di un terrazzo che domina la città di Cuba. L'occasione dell'incontro dopo tanti anni di distanza è rappresentato dal ritorno di uno di loro, Armando, dopo quindici anni di esilio. Bevono, ridono, parlano, litigano, ballano, piangono, si abbracciano, fumano, guardano l'orizzonte, sentono la musica dei bei tempi... vivono la libertà di essere di nuovo insieme.
Laurent Cantet è un regista altrettanto libero e curioso, capace di muoversi sull'asse delle emozioni in una geografia politica e cinematografica che lui stesso disegna di film in film. Il regista Palma d'Oro con La Classe (nell'anno di Gomorra e de Il Divo) ha sempre avuto un'attrazione per questa parte del mondo e il suo cinema si è fermato da quelle parti sia con il lungometraggio Verso Sud sia in Sette giorni all'Avana, episodio di Fuentes. Proprio sul set di ques'ultimo lavoro - uno dei più belli della serie - Cantet ha incontrato Leonardo Padura con il quale è venuta l'idea di scrivere un film come questo. Il film è stato scritto a quattro mani con il romanziere cubano Padura che in questo modo è tornato, attraverso il linguaggio cinematografico, a raccontare il tema che definisce il suo lavoro: il posto che occupa la sua generazione nella recente storia cubana e le vicissitudini che hanno influenzato il destino individuale e collettivo di quei giovani.
L'elegia delle cose cubane, del "sud" del mondo, raggiunge qui il picco e ancora una volta senza alcun cliché, ricorrendo a un dispositivo davvero classico, da Grande freddo: una terrazza cubana (alla Scola) dove tutto accade in un'unità di tempo e di spazio che lascia il posto alle interpretazione degli attori e soprattutto alla storia di cui sono portatori in quella che potrebbe anche essere una pièce teatrale. La terrazza è una "azotèa" ovvero una parcella privata - come ha spiegato Cantet - ricavata da una grande terrazza condominiale, una cosa tipica a Cuba. L'idea era dunque quella di raccontare l'isola attraverso le parole, e le esperienze, di chi la Revolucion l'ha vissuta rimanendo sull'isola e di chi invece se n'è andato. Non bisogna però pensare a un film nostalgico, rivolto al passato tra ricordi, accuse e recriminazioni. Nel dialogo diretto e stringente tra i rimasti e l'esiliato la Cuba di oggi fa capolino e non è solo lo sfondo romantico alla terrazza del loro inverno; anzi le critiche al regime sono dirette e pesanti, e nonostante ciò il film non ha subito censure.
Cantet riesce con il suo fare cinema a raccontare un pezzo bello di storia cubana e lo fa con l'aiuto di cinque attori straordinari.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Su una terrazza dell'Havana si ritrovano Aldo, Tania, Eddy e Rafa, 4 intellettuali, amici dei tempi d'oro, per il ritorno di Amedeo, il quinto della vecchia guardia, che vive in Spagna da 16 anni. Cresciuti nella Cuba castrista, hanno creduto nella rivoluzione, hanno lavorato e contribuito alla costruzione di un paese nuovo, diverso. Ora parlano, ricordano, litigano. Il passato torna prepotente e svela vecchi segreti che possono cambiare il futuro. Per chi conosce Cuba, la situazione passata e quella attuale, è uno struggente affresco, onesto, affettuoso, impietoso, che parla degli ideali e della fine delle illusioni, della paura, dello stato psicologico di chi ha vissuto una vita dove il minimo è sempre stato garantito, ma tutto è sempre stato proibito, in un paese puro e corrotto insieme, come pochi. Per chi ne sa poco di Cuba, qualcosa può imparare. In substrato è anche un film che parla della vecchiaia in arrivo e della sconfitta, ma anche della possibilità di un futuro, qualunque esso sia. Comunque. Scritto a 4 mani dal regista con lo scrittore cubano Leonardo Padura Fuentes

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 1 novembre 2014
Luimez

Un'ora e mezza di sofferenza con un'unica soddisfazione, quando hanno cominciato a scorrere i titoli di coda: una liberazione. Non riesco a capire come una serie infinita di "Ti ricordi?" possa appassionare. Un dialogo intimo tra vecchi amici, così intimo che ti esclude. Una discussione tra loro, che c'entriamo noi spettatori? Che ne sappiamo noi di tutti gli altri personaggi [...] Vai alla recensione »

domenica 2 novembre 2014
giank51

Non c'è solamente malinconia in questo film ambientato su una terrazza dell'Avana con il Malecon sullo sfondo. Si coglie anche una diffusa e sottile poesia nello snodarsi della vicenda. Certo sono in primo piano le difficili situazioni personali dei personaggi. Evidente è la denuncia verso le scelte poitiche che in questi anni hanno condizionato la vita nell'isola ma non [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 marzo 2015
maurizio d

Come si puo essere felici in un isola in cui viene negata all'individuo ogni forma di realizzazione di se stesso? Questo è il dramma che scaturisce dall'incontro di cinque anime su una terrazza affacciata sul Malecon de la Avana. I sogni che animavano la gioventù dei  protagonisti sono stati tutti cancellati , negati dall'angustezza della situazione socio [...] Vai alla recensione »

martedì 4 novembre 2014
Flyanto

 Film in cui si racconta di un gruppo di amici a l' Havana che si riunisce una sera in casa o, meglio, sulla terrazza di casa, di uno di loro in occasione del ritorno dopo molti anni dalla Spagna di un altro loro amico. L'atmosfera e la conversazione in generale che verte sui più svariati argomenti riflettono sia i sentimenti di amicizia ed affetto che unisce i vari componenti del [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 gennaio 2018
giacomo2001

Io ho avuto l'occasione di poterlo guardare ieri sera in dvd. mi dispiace che ad alucne persone non sia piaciuto , forse perchè non riescono a capire la vera esenza del film. cito la frase di un commento che h letto proprio qui in questo sito : "   non risesco a capire come una serie infintia di "ti ricordi?" possa appasionare .

mercoledì 2 settembre 2015
sub.marcos1

E' un film chiuso in se stesso perchè il regista non ha permesso, a chi non conosce la storia di Cuba, le sue mille contraddizioni, i suoi mille volti e mille anime, di comprendere. E' risaltata solo la povertà (non associata minimamente all'inumano embargo a cui il popolo cubano è stato costretto dalla democratica America) e la dittatura (senza cogliere le differenze ad esempio con quella sovietica). [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 ottobre 2014
pressa catozzo

Opera meritevole di visione, un occhio attento ne verra coinvolto nell'apprezzarne la regia. Il mondo è pieno di oppressi . Non esistono dittature buone. Eccellente montaggio fotografia e colonna sonora. Ottimo doppiaggio. Da applaudire come se si fosse a teatro.

mercoledì 25 maggio 2016
Howlingfantod

Un grande freddo in salsa caraibica marxistica e cubana. Sulla disillusione di una generazione di dissidenti al cosiddetto regime castrista perdutisi ora dopo anni nel vasto mondo trionfante e capitalistico. l'incontro le rievocazioni della gioventù, le dis-illusioni di una generazione sulla propria vita, sulle inevitabili nostalgie, i conti da chiudere con il passato ed i chiarimenti da darsi, [...] Vai alla recensione »

domenica 11 ottobre 2015
ziomar

C' è sempre uno sguardo leggermente voyeuristico che interviene quando sentiamo le storie degli altri e spesso si rivelano storie vissute in prima persona. Ottimo cast, potrebbe benissimo essere riproposta in versione teatrale. Bravi!

venerdì 31 ottobre 2014
Kleber

LE PAROLE SONO IMPORTANTI! "...a l'Avana" Non è neanche la traduzione in italiano del titolo originale... suona talmente coatto che anche un traduttore precario e sottopagato avrebbe evitato un simile strafalcione. Non c'è bisogno di citare la versione italiana di Graham Green, libro e film, "Il nostro agente all'Avana" per ricordare che l'articolo delle città, in italiano, si declina.

lunedì 1 febbraio 2021
Fabri

Film che potrebbe essere un'opera teatrale, molto solido nei dialoghi. Personalmente non mi sono sentito affatto "escluso" dall'intimità del racconto, al contrario mi sono sentito incluso. Molto belli i cambiamenti emotivi dei personaggi, in sintesi mi è piaciuto. Certo, non lo suggerirei per una serata tra amici, serve trovare il giusto stato d'animo.

giovedì 22 settembre 2016
g_andrini

La scenografia è ridotta ai minimi termini, il film si basa in pratica unicamente sugli (ottimi) dialoghi. Non è certamente un prodotto ad alto budget ma la bravura degli interpreti è indice di produzione professionale.

domenica 9 novembre 2014
pablasono

Vado al cinema per vedere qualcosa che ti lega alla poltrona per la durata del film. Qui non succede NIENTE. Ho dormito .

giovedì 19 febbraio 2015
epassp

Bah, probabilmente a qualcuno sarà piaciuto. Personalmente avevo l'aspettativa di gustarmi i paesaggi e l'atmosfera "vera" della città. Niente di tutto questo. Tutto il film ambientato su una terrazza ed imperniato nel dialogo tra amici, dal quale sono emerse delle verità nascoste. Troppo "lento"; non vedevo l'ora che finisse.

FOCUS
INCONTRI
venerdì 17 ottobre 2014
Raffaella Giancristofaro

Palma d'oro 2008 per La classe, indagatore delle dinamiche del lavoro (Risorse umane e A tempo pieno), curioso osservatore di psicologie femminili (le signore ad Haiti di Verso il Sud, le adolescenti di Foxfire), dopo l'episodio "La fuente" di 7 giorni all'Avana, Laurent Cantet scommette su Cuba con Ritorno a l'Avana: Il grande freddo che incrocia l'Odissea. Una reunion amara, annegata nel rum e autoconfinata su una terrazza che guarda la città: quattro amici che hanno creduto nell'ideale rivoluzionario festeggiano il ritorno di Amadeo, tornato da un misterioso autoesilio in Spagna.

Frasi
«E non ho smesso di credere. Ho visto in una guerra quello che si vede in tutte le guerre, e credo ancora che fosse giusta che vi piaccia oppure no. Nonostante ora le cose siano anche peggiorate ho bisogno di credere in qualcosa. Lasciatemi credere cazzo! Io ho bisogno di credere che la gente si meriti di vivere meglio dopo tutto quello che ha passato. Io voglio credere che mio figlio troverà la sua strada.»
Aldo (Pedro Julio Díaz Ferran)
dal film Ritorno a l'Avana - a cura di Antonio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Sulla terrazza di un palazzone popolare affacciato sul lungomare, quattro uomini e una donna di mezza età, amici dai tempi dell'università, intrecciano chiacchiere e ricordi, screzi e tenerezze; e bevono, ascoltano struggenti canzoni d'epoca, risvegliano antiche memorie. Intanto il pomeriggio cede al crepuscolo, cala la notte e quando spunta l'alba qualche verità, catartica seppur dolorosa, ha placato [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un film tutto al presente per stanare i fantasmi del passato. Una storia fatta solo di parole ma incisa nel corpo dei personaggi. Un "grande freddo" cubano tutto girato su un terrazzo che domina il Malecon, con cinque ultracinquantenni riuniti per festeggiare l'amico di ritorno dopo un lungo esilio in Spagna. Che naturalmente, passata l'euforia iniziale, trasformano la festa in una resa dei conti, [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Quante chiacchiere, da far venire il mal di testa a Fidel Castro. Cinque maturi amici si ritrovano su un fatiscente terrazzo che domina l'Avana, per festeggiare il ritorno, dopo sedici anni, di tale scrittore mancato Amadeo. Ogni cinque minuti si alza su uno e chiede: «Ti ricordi?». E chissenefrega. Si parla anche di baseball, guarda caso lo sport più noioso del mondo.

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Toccante dramma, che racconta con grande finezza psicologica una storia, dolorosa e crudele. È a disagio sullo yacht del ricco ex suocero, la giapponese Naomi. Ha quattro giorni per dire addio a Ken, sei anni, figlio suo e del marito divorziato. Il bambino, guardato a vista da quattro rigidi custodi, osserva con sospetto quella madre sconosciuta. Poi la diffidenza s'allenta, ma è l'ora del congedo. [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Non perdete Ritorno a L'Avana ( Retour à Ithaque, come quello di Ulisse). Se non conoscete la storia cubana -ricca di aspettative che hanno contagiato il mondo; e di delusioni spesso banalizzate - ve ne darà il senso. E perché, sullo stesso impianto di Il grande freddo , contiene un sentimento senza frontiere. Una terrazza dell'Avana coloniale per il ritorno dall'esilio di Amadeo, scrittore che non [...] Vai alla recensione »

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