Lei odia gli uomini, lui odia le complicazioni: quando una notte di passione li rende inseparabili, due opposti irriducibili dovranno imparare a convivere. Espandi ▽
Alessandra e Valerio sono accomunati dall’incapacità di avere relazioni stabili, e soprattutto di poter concepire figli. I due si piacciono, fanno – più volte - sesso allegro e irruento, e poi scoprono che Valerio è il nuovo preside del liceo dove insegna Alessandra. Di più: lei rimane incinta. Riusciranno due opposti come loro a trovare un punto di incontro, oltre l’attrazione? 2 cuori e 2 capanne è una commedia romantica leggera ma non stupida, e molto attenta ai mutamenti in corso nella contemporaneità. In modo scanzonato il film affronta temi importanti, dal patriarcato alla violenza sulle donne, dai fermenti scolastici alle tecniche di insegnamento, e sceglie la via del dialogo spiritoso invece che della contrapposizione becera. Bruno torna alla visione più ampia sulla contemporaneità e i ruoli di genere e lascia spazio ad una modulazione dei sentimenti e delle relazioni più complessa e meno scontata, riscoprendo la verve gentile dei suoi inizi con Nessuno mi può giudicare. Recensione ❯
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Una testimonianza storica per comprendere la dinamica della guerra in Ucraina e la resilienza umana in condizioni estreme. Espandi ▽
La missione di un plotone ucraino: attraversare un miglio di foresta, pesantemente fortificata e minata, per liberare il villaggio strategico di Andriivka dalle forze russe. Un giornalista li accompagna, testimoniando le devastazioni della guerra e la crescente incertezza sulla sua conclusione. Recensione ❯
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Dopo l'universo creato da Danny Boyle e Alex Garland in 28 Anni Dopo, Nia DaCosta dirige 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa. Espandi ▽
Nel nuovo capitolo della saga, il dottor Kelson (Ralph Fiennes) si trova coinvolto in una relazione sconvolgente, con conseguenze capaci di cambiare il destino del mondo, mentre l'incontro di Spike (Alfie Williams) con Jimmy Crystal (Jack O'Connell) si trasforma in un incubo senza via di scampo. In questo scenario, gli infetti non rappresentano più la principale minaccia alla sopravvivenza: è la disumanità dei sopravvissuti a rivelarsi l'aspetto più inquietante e terrificante. Recensione ❯
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Mauro John Capece raggiunge la piena maturità stilistica e narrativa descrivendo con grande precisione le dinamiche di una famiglia disfunzionale. Drammatico, Thriller - Italia2026. Durata 105 Minuti.
Il ritratto impietoso di una famiglia che implode, una riflessione amara sulla fragilità dei legami e sul prezzo che si paga quando il desiderio di fuga si trasforma in prigionia. Espandi ▽
Agata e Anselmo sono sposati da molti anni e hanno tre figlie (due bambine e una ragazza maggiorenne). È quest’ultima, Andrea, a fare da voce narrante descrivendo con disprezzo il padre, con compassione la madre e con irritazione le due sorelline. Nessuno in quella famiglia, si trova a sperimentare la serenità. Andrea poi è una blogger con molti follower a cui offre suggerimenti non proprio definibili come corretti. Un giorno Anselmo si lascia attrarre dall’idea di pagare una escort e si trova coinvolto in una situazione drammatica.
Mauro John Capece raggiunge la piena maturità stilistica e narrativa descrivendo con grande precisione le dinamiche all’interno di una famiglia disfunzionale.
Capece è servito da una sceneggiatura affilata come una lama scritta da Corinna Coroneo la quale porta sullo schermo con lucidità quella che lo psicanalista Miguel Benasayag descrive, prendendo in prestito la definizione da Spinoza come "l’epoca delle passioni tristi". Capece segue la famiglia avendo costruito un cast assolutamente credibile che inserisce in un contesto abitativo di cui sa offrire, con sensibilità visiva, ogni particolare e che ridefinisce con cura nei titoli di coda. Recensione ❯
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Un horror inquietante che trascina lo spettatore in un crescendo di tensione, dove l'orrore diventerà sempre più reale e la sopravvivenza sarà l'unica via d'uscita. Espandi ▽
La vacanza tropicale di un gruppo di amici si trasforma in una terrificante e primordiale storia di orrore e sopravvivenza. Recensione ❯
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Il percorso umano e artistico di Noam Shuster Eliassi. Espandi ▽
Come fare ancora ridere quando la guerra bussa alla porta? A Gerusalemme, Noam Shuster- Eliassi, attivista e one-woman show, ha sempre scritto battute sulla difficile convivenza tra israeliani e palestinesi, fino al giorno in cui è tutto cambiato. Amber Fares disegna il ritratto di un'artista che in barba alle critiche continua a credere che l'umorismo possa riparare i vivi, o almeno (in)trattenerli dalla parte della vita.
Cresciuta nel paradiso in terra, dove gli ebrei convivono in pace e in prosperità coi palestinesi - un villaggio biculturale e utopico (Neve Shalom - Wahat al-Salam) isolato nel mezzo del deserto, che diventa rapidamente il simbolo di una generazione futura fondata sulla pace e la fratellanza - Shuster ha visto un mondo migliore e ha stretto la mano a Hillary Clinton, a Jane Fonda e al Dalai Lama, prima di diventare ambasciatrice presso l'ONU. Ma il suo ideale di convivenza pacifista non porterà a nulla.
Muovendosi tra passato e presente, tra uno spettacolo in America e una vita in Israele, Coexistence, My ass! affronta il trauma di due Paesi attraverso il corpo comico della sua protagonista, che dopo lo shock si domanda come ridere ancora quando si hanno soltanto le lacrime agli occhi. Recensione ❯
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Saggio sull'annosa questione palestinese e reportage al seguito di Francesca Albanese, nel mezzo delle recenti controversie. Documentario, Francia2025. Durata 80 Minuti.
Il difficile equilibrio tra diritto internazionale, informazione e potere. Espandi ▽
Dopo gli attentati terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023 la questione palestinese è notoriamente riemersa con prepotenza nello scenario internazionale. Una delle persone più esposte nel dibattito è l’italiana Francesca Albanese, dal 2022 relatrice speciale per l’ONU sui diritti umani all’interno dei territori palestinesi occupati, che porta l’attenzione sul rischio di pulizia etnica. Un incarico che svolge in quanto esperta di diritti umani e sulla base della conoscenza di quelle aree, coi dati che confluiscono in un documentatissimo rapporto semestrale. Le sue posizioni critiche verso il governo israeliano e i suoi scritti scatenano una campagna di boicottaggio nei suoi confronti, vengono fatte pressioni sulle università in cui la giurista tiene le sue conferenze, mentre la polizia reprime le proteste di chi manifesta in favore della Palestina. Mettendo in fila gli attacchi che la investono, il documentarista francese Christophe Cotteret, autore di opere a tema politico per i canali ARTE e la tv belga RTBF, realizza un film saggio sull’inerzia e sull’inefficacia dell’ONU, o Organizzazione delle Nazioni Unite, a dispetto della ragione per cui era stata concepita nel 1945: scongiurare nuovi conflitti, promuovere la cooperazione, vigilare sui diritti umani. E invece si “limita” a contenere i danni intervenendo sulle conseguenze e non a monte, sulle cause. Cotteret evidenzia uno squilibrio di trattamento, riguardo la questione palestinese, tra l’Assemblea e il Consiglio di Sicurezza, ma soprattutto segue Albanese nel tour dei suoi interventi pubblici nelle capitali. In chiusura il film pone la questione centrale delle immagini nella percezione della Storia: "stiamo imparando che non è l’assenza di immagini a rendere invisibile un genocidio ma le parole usate per descriverlo". Anche per questo il richiamo alle Nazioni Unite a riprendersi il loro mandato suona più alto e forte. Recensione ❯
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Bahram, regista censurato, intraprende con la produttrice Sadaf un viaggio in Vespa per proiettare clandestinamente il suo film in Iran, sfidando il sistema. Espandi ▽
Bahram, un regista sulla quarantina che realizza film d’impegno, si vede ancora una volta proibire dalle autorità la proiezione del suo ultimo film. Cerca allora di trovare una soluzione muovendosi su una moto rosa insieme alla sua giovane produttrice dai capelli colorati. Trovare un luogo in cui poter proiettare la sua opera non sarà facile. Tutti temono il controllo delle autorità e vogliono evitare i guai. Ali Asgari e Alireza Khatami tornano a fare coppia per una vicenda che racconta con ironia la dura vita dei registi non allineati in Iran. Dopo Kafka a Teheran fa indubbiamente piacere ritrovare sugli schermi una coppia di autori che non hanno piegato il capo dinanzi alle minacce degli ayatollah. Girato in maniera semiclandestina grazie alla maggiore difficoltà di controllo governativo sul digitale questo film mostra e dimostra come il saper far uso della satira sottile possa talvolta risultare più efficace dei pamphlet con attacchi frontali e drammatici. Recensione ❯
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La straordinaria storia di Elena Di Porto, una donna ebrea romana, forte, indipendente e coraggiosa che ha sfidato il regime fascista per salvare molte vite. Espandi ▽
Per essere diversi ci vuole coraggio: si rischia l'emarginazione e la punizione. I ribelli, però, intuiscono per primi quando qualcosa limita la libertà, e reagiscono anche in solitudine. Così fa Elena.
Elena è una donna fuori dagli schemi, separata dal marito, indossa i pantaloni, fuma, beve e gioca a stecca, per questo nel ghetto di Roma la chiamano "Elena la matta".
Il suo temperamento ribelle e indomito la porta a scontrarsi più volte con i fascisti che infestano il quartiere. Arrestata in diverse occasioni, Elena non si ferma. Quando i nazisti occupano Roma, si unisce alla resistenza e riesce a scoprire in anticipo i piani del rastrellamento del ghetto, avvenuto il 16 ottobre 1943. Cerca di avvisare i suoi concittadini, ma come farsi ascoltare quando sei considerata solo una "matta"? Recensione ❯
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Il film racconta la storia di Elli, una ragazza che vive in una città lontana e che si ritrova un giorno catapultata in un'avventura straordinaria.
Una strega malvagia di nome Gingema evoca un potente uragano che trascina Elli e il suo fedele cane Totoshka nel magico paese dei Munchkin. Qui, Elli si trova in un mondo pieno di colori vivaci e creature bizzarre. Durante il suo viaggio, incontra tre compagni che la accompagneranno nella sua missione: lo Spaventapasseri, l'Uomo di Latta e il Leone Codardo. Recensione ❯
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Gerard Butler torna protagonista di un disaster movie: qui vedremo le conseguenze di una catastrofe mondiale. Espandi ▽
La famiglia Garrity è sopravvissuta all'arrivo di una meteora. Ora deve lasciare la sicurezza del bunker della Groenlandia e intraprendere un pericoloso viaggio attraverso le decimate terre ghiacciate dell'Europa per trovare una nuova casa. Recensione ❯
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Opera prima di Joanna Nelson, un quadro che mostra il disfacimento della coesione sociale del Venezuela. Drammatico, Venezuela, Cile, Italia2024. Durata 110 Minuti.
Una raccolta di storie ispirate alla vita reale di individui ed eventi testimoniati o vissuti in prima persona, durante gli ultimi dieci anni in Venezuela. Espandi ▽
Selina proviene da una famiglia agiata ma ha scelto di vivere in Italia seppure in una condizione di vita precaria. Roberto è un giovane ingegnere, un tempo suo compagno di scuola, che ha invece deciso di restare in Venezuela per contribuire a risolvere i numerosi problemi che affliggono il Paese. I due si incontrano nel periodo natalizio e si trovano costretti dalle circostanze a prendere decisioni importanti sul loro futuro.
L'opera prima di Joanna Nelson ci mostra un punto di vista sulla situazione venezuelana che non nasconde i problemi che quella società si è trovata ad affrontare. La regista riesce a delineare un quadro che mostra il disfacimento della coesione sociale causato da una serie di privazioni che vanno oltre a quelle strettamente legate al titolo. L’acqua è razionata, la corrente elettrica è sottoposta a blackout, la benzina nel Paese che ha una risorsa ingente nel petrolio (che è poi ciò che interessa a Trump in maniera esplicita) viene a mancare mentre c’è chi se ne impadronisce.
Visto al momento della sua realizzazione Hambre avrebbe sicuramente suscitato riflessioni sullo stato di degrado di una società. Visto oggi si propone come un film di denuncia e di lettura di vicende che toccano purtroppo anche altri Paesi nei confronti dei quali però l’attuale amministrazione statunitense non prova un’analoga indignazione. Recensione ❯
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Un'esperienza sensoriale disturbante e sconvolgente nei meandri della mente. Drammatico, USA, Polonia, Francia2006. Durata 172 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
La storia di un mistero. Il mistero di un insieme di mondi che si svelano intorno a una donna. Espandi ▽
Un flusso di pensiero libero di un artista, che non richiede spiegazioni, ma solamente intuizioni, emozioni personali, positive o negative che siano. Si potrebbe parlare di mondi paralleli, di realtà e finzione che si fondono, si incontrano, si abbandonano, di cinema e televisione (e di pellicola e digitale), del concetto del Tempo, non sequenziale, "random" e assoluto. Si potrebbe anche analizzare il film nei dettagli dei frammenti che compongono la storia. Si potrebbe anche non giudicare, e semplicemente sentire, subirne il suo effetto.
Inland Empire, infatti, per la lunga durata (172 minuti di Lynch, in ogni caso, mettono a prova anche i suoi fan), è uno straordinario bombardamento di immagini e suoni, ai quali lo spettatore non può non reagire. Recensione ❯
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Un'opera che risponde alla necessità di non seppellire nell'oblio quanto accaduto in Brasile negli anni della dittatura. Thriller, Brasile, Francia, Paesi Bassi, Germania2025. Durata 158 Minuti.
Negli anni '70 in Brasile un uomo torna nella propria città di origine essendo ricercato da chi lo vuole morto. Espandi ▽
1977. Il Brasile vive sotto un regime militare dittatoriale. Con il falso nome di Marcello un professore universitario torna con il figlio nel nordest del Paese per cercare notizie sulla madre in attesa di espatriare. Nel passato si è messo di traverso rispetto all’attività di un corrotto imprenditore di origini italiane ed ora due killer sono sulle sue tracce per eliminarlo. Kleber Mendonça Filho torna a Recife, sua città di nascita, per raccontare il clima di violenza che dominava nel Brasile degli anni della dittatura. Il film viene strutturato in capitoli come fosse un romanzo e inserito, da un certo punto in poi, nella ricerca che due giovani studentesse stanno svolgendo nel presente in un archivio al fine di far emergere storie del periodo della dittatura. Questa modalità di narrazione ci rimanda alle origini giornalistiche del regista offrendo anche occasione per un riferimento alla necessità di non seppellire nell’oblio quanto accaduto in quegli anni. Recensione ❯
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Un'ode comica e malinconica sulla condizione umana. Un film toccato dalla grazia, con Toni Servillo che giganteggia. Drammatico, Italia2025. Durata 131 Minuti.
Ritratto immaginario di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica alla fine del mandato. Tra dilemmi morali sulle grazie e vita privata, dovrà scegliere. Espandi ▽
Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, è a fine mandato; è infatti entrato nel semestre bianco. Vedovo da otto anni della moglie Aurora, ha due figli. Si trova davanti a due dilemmi morali. Il primo riguarda la richiesta di grazia per Isa Rocca che ha fatto fuori il marito nel sonno dopo essere stata a lungo maltrattata e per Cristiano Arpa, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer. Il secondo: non sa se firmare o no la legge sul diritto all'eutanasia.
La grazia non è un film sulla nostalgia ma sulla memoria che riaffiora nelle parole, nei pensieri, nelle cose che non si sono fatte, nel rapporto con i figli, in particolare Dorotea, dove risalta l'ottima prova di Anna Ferzetti.
Nel film si incrociano le pause del cinema di Sorrentino ma in realtà non c'è un attimo di tregua. La forma, che segna sempre l'identità della sua opera, accompagna il piacere autentico del racconto. Per questo, oltre ad essere sorretto da Toni Servillo che giganteggia, è un dramma privato, una commedia dell'assurdo, un film sentimentale. Un'ode sulla condizione umana. Allegra e triste. Comica e malinconica. Un film toccato dalla grazia. Recensione ❯
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