Un bel mattino

Film 2022 | Drammatico, +13 112 min.

Titolo originaleUn beau matin
Titolo internazionaleOne Fine Morning
Anno2022
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia
Durata112 minuti
Al cinema12 sale cinematografiche
Regia diMia Hansen-Løve
AttoriLéa Seydoux, Pascal Greggory, Melvil Poupaud, Nicole Garcia, Camille Leban Martins Kester Lovelace, Ema Zampa, Sharif Andoura, Elsa Guedj, Masha Kondakova.
Uscitagiovedì 12 gennaio 2023
TagDa vedere 2022
DistribuzioneTeodora Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,49 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Mia Hansen-Løve. Un film Da vedere 2022 con Léa Seydoux, Pascal Greggory, Melvil Poupaud, Nicole Garcia, Camille Leban Martins. Cast completo Titolo originale: Un beau matin. Titolo internazionale: One Fine Morning. Genere Drammatico, - Francia, 2022, durata 112 minuti. Uscita cinema giovedì 12 gennaio 2023 distribuito da Teodora Film. Oggi tra i film al cinema in 12 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,49 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 11 gennaio 2023

Ll'incontro casuale con un vecchio amico, Clément, si trasforma per Sandra in una relazione appassionata. Clément però è sposato e Sandra non può abbandonarsi a questo grande amore come vorrebbe... Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Un bel mattino ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 126 mila euro e 41,8 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,49/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,48
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un film semplice e disarmante sulla vita che racconta la brutalità dell'esistenza.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 11 aprile 2022
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 11 aprile 2022

Sandra Kinsler, traduttrice consacrata al suo lavoro e al prossimo, vive a Parigi con la sua bambina e il peso di un lutto. Vedova da cinque anni, riscopre l'amore con Clément, un vecchio amico in piena crisi coniugale. Ma quel nuovo sentimento improvviso si scontra con la realtà e la malattia degenerativa di suo padre, un insegnante di filosofia che vive solo e ha bisogno di cure costanti. Per gestire l'irreversibile demenza del genitore, comincia per Sandra e la sua famiglia la dolorosa ricerca di un 'ricovero'. Tra una vita che si spegne e un amore che comincia, Sandra approfitta di quegli ultimi momenti di complicità col padre e cerca all'orizzonte un nuovo inizio.

Un beau matin è un film semplice e disarmante sulla vita, nient'altro che la vita.

Un racconto che interroga quello che resta quando ce ne andiamo, quello che lasciamo indietro con il ricordo di noi: i nostri libri, le nostre collezioni segrete, i nostri quadri, la nostra lingua, la nostra città, i nostri riti e tutto quello che fa lo spessore di un'esistenza.

Partendo da un'esperienza personale, Mia Hansen-Løve sceglie due regimi di rappresentazione, proprio come aveva fatto nel suo film precedente (Sull'isola di Bergman), meno radicali forse ma sempre distinti. Il travolgimento amoroso si riflette nel lutto di un padre che non è più veramente presente. Un uomo entra nella vita della protagonista e un altro se ne va. Qualcosa muore e qualcosa (ri)nasce spontaneamente, parole e gesti d'amore contro gli assalti di una malattia invalidante.

Mia Hansen-Løve fa del peso del dramma una sorta di pendolo che regola il movimento del film e racconta la brutalità dell'esistenza, esplorando la sofferenza e avventurandosi senza freni sul terreno di una passione ardente.

Un beau matin è senz'altro il film più carnale dell'autrice, alla fatalità della vecchiaia fa eco l'amore contrastato, all'orizzontalità tragica del genitore, ricoverato in clinica, fa eco l'orizzontalità degli amanti, spogliati letteralmente e psicologicamente. Se Melvil Poupaud, fragile e fermo, diffonde sul film il suo fascino opaco, Léa Seydoux è la vertigine erotica che rimanda costantemente al 'bel mattino' del titolo. Discreta, naturale e pratica dentro i jeans e sotto un taglio cortissimo, si impone emotivamente e si inserisce con umiltà nel disegno di Mia Hansen-Løve, all'estremo della condizione umana e pienamente dentro la vita. L'autrice rivela la forza dell'attrice, al di là del glamour e dentro una tristezza che non smette di versare lacrime.

La dolcezza di un approccio, il piacere condiviso di un amplesso o di una conversazione insinuano i tempi della malattia. In compagnia di Haneke (Amour) e di Ozon (È andato tutto bene), l'autrice segue la pendenza della sera e il movimento discendente della perdita della memoria e della coscienza del proprio caro ma poi parte alla ricerca di pepite di vita.

Come in un verso di Battiato, Un beau matin trova "l'alba dentro all'imbrunire", il respiro dentro le scene più crepuscolari, trasformando in oro la pena, cavalcando il trauma e sormontandolo con la quiete della sua eroina. Pascal Greggory, attore nobile di Éric Rohmer e Patrice Chéreau, interpreta un uomo senza più storia, che ha perso tutte le sue facoltà ma che lascerà alle sue figlie soltanto bei ricordi.

Sempre sottovoce, e senza aggiungere amplificatori artificiali alla narrazione, Mia Hansen-Løve confronta una figlia con 'l'ora dell'inventario'. Ma come sovente nel suo cinema, alla malinconia corrisponde uno slancio vitale che permette ai suoi personaggi di rilanciare malgrado tutto. Lavorando sempre dalle parti della speranza, sceglie per la sua protagonista il mestiere della traduttrice, travolta da un grande amore e dall'irruzione di un accidente incomprensibile e vertiginoso. In ascolto del mondo, Sandra riorganizza le parole 'disorientate' di suo padre e del suo amante, trovando alla fine del dolore la sua armonia.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 1 febbraio 2023
Luca Pacilio
Gli Spietati

Quello di Sandra è un mondo precario che la donna percorre, zaino in spalla, da un punto all'altro, una dimensione nella quale la donna si è ritagliata una sua fittizia certezza (nessun amore a turbarla) e dove nasconde i suoi stati d'animo; l'incontro con Clément - già amico del marito morto, un'attrazione sottopelle esistente da tempo e mai fatta emergere - ricombina il labile schema interiore, ne [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 gennaio 2023
Fabio Canessa
Il Tirreno

Chi vuol ritrovare sullo schermo del cinema la quotidianità della vita vera apprezzerà molto la delicata naturalezza della regia e soprattutto la prova intensa dell'ottima Lea Seydoux. Noi invece abbiamo sbadigliato spesso, convinti che girare un duplicato della realtà non sia molto eccitante e che tanto varrebbe suonare un campanello per farci ospitare un paio d'ore a casa di qualcuno osservandone [...] Vai alla recensione »

martedì 17 gennaio 2023
Grazia Paganelli
Duels.it

Ancora una volta Mia Hansen-Løve parte da un'esperienza personale per raccontare la storia di Sandra, vedova da cinque anni, che vive da sola con la propria figlioletta. Buona parte del suo tempo, oltre al lavoro e figlia, lo passa in visita dal padre, un professore di filosofia in pensione che sta affrontando una grave malattia degenerativa e non è più autosufficiente.

martedì 17 gennaio 2023
Francesco Bonfanti
Close-up

I francesi lo fanno meglio. Tutt'altro che un'affermazione detta tanto per dire, nasconde invece un profondo significato: i francesi, in quanto a tatto, il cinema lo fanno meglio. E Un bel mattino di Mia Hansen-Løve ne è la prova. La pellicola non alza mai la voce, giusto sussurra che morte e amore sono momenti fondamentali della vita umana e che possono accadere in contemporanea, evita di affrontarli [...] Vai alla recensione »

domenica 15 gennaio 2023
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

C'è la vita in Un bel mattino (Un beau matin, Francia, 2022, 112'). L'ottavo lungometraggio della quarantunenne Mia Hansen-Løve ne racconta la tragedia e la magia. Il film inizia su una porta chiusa. Sandra - una luminosa Léa Seydoux - suona e bussa, ma dall'interno non c'è risposta. Sapremo poi che si occupa del padre (Pascal Greggory), affetto da una malattia neurovegetativa.

domenica 15 gennaio 2023
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Certi film fanno disperare. "Un bel mattino" è così equilibrato, intelligente, apparentemente sereno, che ci si chiede: possibile? È mai possibile affrontare la malattia neurodegenerativa di un padre, il dolore e l'affanno che investono la sua primogenita, la vita che nonostante tutto va avanti, con tanta composta eleganza? Si può imporre a una materia così bruciante una grazia quasi mozartiana per [...] Vai alla recensione »

sabato 14 gennaio 2023
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Avevamo un amico che non guadava i film degli anni Trenta, soprattutto le commedie; meno che mai certi documentari sulla Prima guerra mondiale. Non sopportava di sapere che ormai erano tutti morti, attori e troupe. Abbiamo la stessa difficoltà a vedere invecchiare gli attori che abbiamo visto per la prima volta giovani e belli, come André Dussollier: era l'oggetto del desiderio di Béatrice Romand in [...] Vai alla recensione »

sabato 14 gennaio 2023
Nicolò Barretta
La Voce di Mantova

Parigi, giorni nostri. Sandra è una mamma single che cresce la figlia con senso del dovere, la- vorando come interprete e tra- duttrice. La donna intrattiene un bellissimo rapporto con il padre malato, Georg, professore di filosofia in pensione, affetto da una malattia neuro-degenerati- va. La strada di lei si intersecherà con quella di Clément, un amico di vecchia data con il quale nascerà una delicata [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 gennaio 2023
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Sandra (Léa Seydoux) è una donna sola che si divide tra il lavoro come traduttrice e una figlia che reclama attenzioni. Da anni vive un torpore sentimentale fino a quando ritrova Clemént, un vecchio amico sposato con figli, con il quale inizia una relazione tanto appassionata quanto tormentata. Un amore nato proprio quando la malattia degenerativa del padre di Sandra (Pascal Greggory), un ex professore [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 gennaio 2023
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Rimanere estasiati di fronte ad un film (francese) all'apparenza banale. Capita nel 2023, quando ci sembra di avere già visto tutto ("c'è solo merda dopo The Fabelmans", citazione reinterpretata da The Commitments). Il film in questione, che va visto subito, appena dopo aver letto questa recensione, s'intitola Un bel mattino. Titolo infingardo, peraltro, perché nel film un bel mattino sembra non arrivare [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 gennaio 2023
Jean-Marie Samocki
Cahiers du cinéma

Fin dalla prima scena di Un bel mattino, Mia Hansen-Løve suggerisce un sentimento di familiarità mettendo insieme gli elementi autobiografici seminati nei suoi film precedenti: un padre professore di filosofia in pensione, genitori divorziati, la maternità e la passione viscerale per il cinema. Ma invece di far ruotare la storia intorno a un punto di non ritorno e a un'ellissi brutale, sceglie di distillare [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 gennaio 2023
Miriam Raccosta
La Rivista del Cinematografo

Una delle voci più autorevoli della Nouvelle Vague francese, Éric Rohmer, ha sempre sostenuto quanto sia necessario rappresentare la vita in quanto tale, ma che per farlo bisogna "andare a cercarla dove nasce veramente, nei brividi del cuore, nel formarsi di un'idea", e soprattutto occorre riuscire a raffigurarla tramite la limpidezza del linguaggio e la semplicità del quotidiano, con lo scopo principale [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 gennaio 2023
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Cronaca famigliare, una traduttrice giovane vedova, la bambina inquieta, il padre in demenza che chiede di "dormire", poi l'amore. La regista di Il padre dei miei figli pare sfilare umori e sistema narrativo dal cinema francese delle "cose della vita" (da Sautet a Lelouch), in realtà drammatizza anche qui la vita sua, fedele al primo comandamento del romanzo: racconta quel che conosci bene.

giovedì 12 gennaio 2023
Alice Sforza
Il Giornale

La vedova Sandra, con bimba di cinque anni, si fidanza con l'amico Clément, che sta mollando la moglie. O, almeno, così pare perché è tutto un va e torna. lntanto il padre, insegnante di filosofia ha una demenza degenerativa che lo costringe al ricovero. Uno dei tanti film capaci di raccontare l'ineluttabilità della vita, ben diretto da Mia Hansen-Love che parte da una Sua esperienza personale.

giovedì 12 gennaio 2023
Roberto Nepoti
La Repubblica

Otto lungometraggi in quindici anni di attività, Mia Hansen-Løve non ha mai fatto parte del gruppo di registi che credono necessari grandi avvenimenti per realizzare grandi film. Il soggetto di Un bel mattino è semplice e quotidiano, ma l'emozione che scaturisce dalle immagini, sobrie e naturali, ha una straordinaria intensità. Seguiamo gli spostamenti di Sandra, vedova il cui tempo è suddiviso tra [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 gennaio 2023
Cristina Piccino
Il Manifesto

Sandra è una giovane donna che vive sola insieme alla piccola figlia dopo la morte del marito. Le due hanno una relazione di vicinanza dolce, dividono un appartamento parigino, passeggiate, confidenze, racconti della scuola della bambina in giornate di fretta, ritardi, corse, pause come quelle di tante e di tanti a quel punto della vita adulta. Molto del tempo di Sandra è occupato anche dal legame [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 gennaio 2023
Marina Visentin
Cult Week

Un amore fragile che inizia, un amore immenso che si spegne. È fra questi due poli che si dipana Un bel mattino, il nuovo film della regista e sceneggiatrice francese Mia Hansen-Løve. Sandra (Léa Seydoux) è una donna in bilico: dopo cinque anni da madre single, vedova, ha incontrato un nuovo amore, una relazione carnale, gioiosa, eppure complicata, capace a ogni passo di inciampare, incapace di riconoscersi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 gennaio 2023
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Léa Seydoux, 37 anni, è la plastica dimostrazione della differenza di mentalità che passa tra un'attrice di successo francese e un'omologa italiana. Ha girato kolossal hollywoodiani, anche due 007 con Daniel Craig, viene da una gloriosa famiglia di produttori transalpini, ma non se la tira, è brava e non ha bisogno di ribadirlo, sceglie con cura i film da fare, anche piccoli e d'autore.

mercoledì 11 gennaio 2023
Marco Minniti
Asbury Movies

Ottavo lavoro da regista di Mia Hansen-Løve, cineasta che ha fatto dell'economia emotiva e narrativa (ma anche di uno sguardo profondamente empatico sui suoi personaggi, con storie disseminate di forti elementi autobiografici) la sua cifra stilistica principale, questo Un bel mattino approda in Italia dopo la presentazione a Cannes 2022, nella sezione della Quinzaine des Réalisateurs.

martedì 10 gennaio 2023
Giulio Sangiorgio
Film TV

Ci sono film che sono piccoli miracoli. Piccoli nel senso che sono fatti, apparentemente, di cose minuscole, di dettagli e di rime che li trasformano in musica concreta, di cose che passano pudiche sotto un realismo piano, modesto, in apparenza neutrale. Sono film che non rimarcano, ma marchiano dolcemente e inesorabilmente, al fuoco lento del tempo.

martedì 7 giugno 2022
Ilaria Feole
Film TV

Dopo le trasferte di Maya e di Sull'isola di Bergman, Mia Hansen-Løve torna a Parigi e lo fa con uno dei film migliori della sua carriera, giustamente premiato come miglior titolo europeo alla Quinzaine des réalisateurs. Quel- la di Sandra, interpretata da una luminosa Léa Seydoux, è una quieta crisi esistenziale speculare a quella di Le cose che verranno: vedova e madre single, deve barcamenarsi tra [...] Vai alla recensione »

sabato 21 maggio 2022
Federico Pedroni
Duels.it

Sandra è un'interprete e traduttrice che vive a Parigi con la figlioletta. Colpita da un lutto che presto scopriremo, divide le sue giornate tra il lavoro, l'accudimento della bambina e le cure al padre Georg, un professore di filosofia debilitato da una malattia tanto rara quanto implacabile. Sandra non sembra abbattuta quanto rassegnata a una vita in cui i sentimenti hanno ormai il carattere di un [...] Vai alla recensione »

sabato 21 maggio 2022
Raffaele Meale
Quinlan

Johann Wolfgang von Goethe va posizionato fra gli scrittori tedeschi, Elias Canetti fra gli austriaci, Hannah Arendt fra i filosofi: tutti i libri devono essere ricollocati nella libreria, perché tanto il professore di filosofia in pensione Georg non saprà cosa farsene ora che la mente sta scivolando via, verso l'oscurità, la stessa oscurità in cui sono piombati i suoi occhi.

venerdì 20 maggio 2022
Sergio Sozzo
Sentieri Selvaggi

Per raccontare la passione che divampa tra Sandra e Clément, amici da una vita che improvvisamente si ritrovano amanti per via di un'attrazione innanzitutto fisica irresistibile tra i due, Mia Hansen-Løve si affida alle parole. Più che evocata dal magnetismo tra i corpi, questa sensualità è ripetutamente dichiarata a voce tra i protagonisti, con battute e messaggi del tipo "trovo il tuo corpo irresistibile" [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 23 dicembre 2022
 

Regia di Mia Hansen-Løve. Un film con Léa Seydoux, Pascal Greggory, Melvil Poupaud, Nicole Garcia, Camille Leban Martins. Da giovedì 12 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

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