Selfie di famiglia

Film 2019 | Commedia +13 87 min.

Titolo originaleMon bébé
Titolo internazionaleSweetheart
Anno2019
GenereCommedia
ProduzioneFrancia
Durata87 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diLisa Azuelos
AttoriSandrine Kiberlain, Thaïs Alessandrin, Victor Belmondo, Mickaël Lumière, Camille Claris Kyan Khojandi, Arnaud Valois, Yvan Attal, Patrick Chesnais, Arthur Benzaquen.
Uscitagiovedì 19 settembre 2019
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,59 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Lisa Azuelos. Un film con Sandrine Kiberlain, Thaïs Alessandrin, Victor Belmondo, Mickaël Lumière, Camille Claris. Cast completo Titolo originale: Mon bébé. Titolo internazionale: Sweetheart. Genere Commedia - Francia, 2019, durata 87 minuti. Uscita cinema giovedì 19 settembre 2019 distribuito da I Wonder Pictures. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,59 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Prima della partenza della figlia, Héloise ripensa ai loro ricordi e si improvvisa regista filmando con il suo telefono i loro momenti. In Italia al Box Office Selfie di famiglia ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 52 mila euro e 33,7 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,59/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,67
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Una commedia familiare e autobiografica sul rapporto totalizzante tra una mamma e i propri figli.
Recensione di Paola Casella
giovedì 19 settembre 2019
Recensione di Paola Casella
giovedì 19 settembre 2019

Héloise è la madre divorziata di tre figli grandi: Lola, Théo e Jade, che a 17 anni sta per affrontare l'esame di maturità. Dopo il liceo Jade vorrebbe fare l'università in Canada e ha già spedito i moduli per la richiesta di ammissione. Ma Héloise è terrorizzata dalla possibilità che la piccola di casa venga accettata e se ne vada via lontano, lasciando di fatto un nido vuoto nel quale lei, che ha sempre avuto un legame strettissimo con i figli, non saprebbe cosa fare di sé. Intendiamoci: Héloise non è una casalinga disperata, gestisce un ristorante alla moda di Parigi, ha un gruppetto di amiche fedeli e ha avuto, nel corso degli anni della separazione e poi del divorzio dal padre dei suoi figli, svariate relazioni. Ma poiché Lola, Théo e Jade sono sempre stati la sua assoluta priorità, quelle relazioni sono rimaste estemporanee e nessuna è culminata in quella convivenza che avrebbe potuto interferire con il suo menage familiare, totalmente incentrato sulla progenie.

Selfie di famiglia è il sesto lungometraggio di finzione da regista, sceneggiatrice e produttrice di Lisa Azuelos, dopo successi al botteghino come LOL - Il tempo dell'amore e il suo seguito.

Azuelos ha l'età di Héloise e la "piccola di casa" Jade è interpretata dalla figlia (reale) Thais Alessandrin, che ha contribuito anche alla sceneggiatura: appare dunque evidente che in questa storia ci sia molta autobiografia, ed è proprio la partecipazione empatica che la regista mostra verso la sua protagonista e i suoi ragazzi la parte migliore del racconto, perché mette in luce l'attaccamento totalizzante che molte donne hanno verso i propri figli, che finisce per trasformarsi in un ostacolo alla propria crescita personale come individuo.

Il rapporto fra Héloise e Lola, Théo e Jade è innanzitutto fisico e ha radici nel momento stesso della loro nascita: per questo la narrazione si alimenta di continui flashback che ripercorrono la prima infanzia dei ragazzi ormai quasi adulti, facendoci capire che in fondo la donna li vede sempre come se fossero appena nati.

Il punto debole del film è invece la creazione di un personaggio femminile talmente scombinato che risulta difficile identificarsi nella sua confusione permanente, incompatibile con il lavoro di responsabilità che si è scelta (infatti non la si vede quasi mai nel ristorante che dovrebbe dirigere) e con il suo ruolo di donna adulta. Alla lunga il modo di Héloise di gestire la propria vita a botte di bugie, sotterfugi e assortite trasgressioni risulta irritante invece che (come era nelle intenzioni della regista-sceneggiatrice) irresistibile.

Nemmeno la bravura dell'attrice protagonista, Sandrine Kiberlain, riesce a rendere piacevole la vaghezza infantile del suo ruolo, e anche i tre figli risultano più indisponenti che simpatici. Peccato, perché questo ritratto di una donna che ha sempre dato tutto ai figli a scapito dello spazio per sé, ma non per questo ha smesso di essere una persona vibrante con una sessualità disinibita e un animo rock, avrebbe potuto essere molto interessante.

L'errore è quello di pensare che questo tipo di donna debba essere per forza anche perennemente distratta, pasticciona e a tratti irresponsabile, rendendo l'identificazione con le sue preoccupazioni meno condivisibile.

Sei d'accordo con Paola Casella?
FOCUS
FOCUS
sabato 21 settembre 2019
Ilaria Ravarino

In Selfie di famiglia di Lisa Azuelos, Héloise, madre single pragmatica e apparentemente realizzata, si trova a fare i conti con uno stato di angoscia e insicurezza scatenato da un evento largamente previsto: la partenza della figlia più piccola per il Canada, dove andrà a studiare all'università. Oltre a essere un efficace escamotage narrativo, capace di innescare un potente meccanismo di identificazione, la sensazione avvertita dalla donna corrisponde, in realtà, a un disagio patologico delle famiglie over 40: la sindrome del nido vuoto. Secondo la medicina, il cosiddetto empty nest è uno stato psicologico depressivo che può colpire i genitori nel momento in cui i figli lasciano la loro abitazione - quando cioè madre e padre si trovano a dover affrontare quel senso di solitudine e di abbandono provocato da una casa (il nido, appunto) profondamente trasformata dall'assenza della prole. E le madri, per una somma di concause, ne sarebbero soggette più frequentemente che i padri: per fattori sociali (come nel caso di Héloise: la cura dei genitori anziani, che ricade quasi sempre sulle donne, è uno stress che si somma a quello del nido vuoto), fisici (gli scompensi ormonali dovuti alla menopausa), ed economici (per le donne che non lavorano, la realizzazione personale passa ancora soprattutto attraverso i figli).

La principale differenza con la nostalgia, che in questi casi è fisiologica e "normale", risiede soprattutto nella durata dei sintomi depressivi, che, se prolungati nel tempo, richiedono una cura specifica.

In tutti gli altri casi, la sofferenza da nido vuoto può essere combattuta costruendo una nuova routine e cercando di sfruttarla - proprio come fa la protagonista di Selfie di famiglia - come un'occasione per ritrovare finalmente il gusto di vivere il proprio presente.

L'amore 2.0
Sì, ma come si fa a vivere il presente quando la propria vita è sempre venuta dopo quella dei figli? Se lo chiede Héloise, e con lei se lo chiedono le sue amiche (e gli stessi figli). E la risposta è: ripartire dall'amore. O dal sesso. Se secondo il New York Times negli Stati Uniti il 45% degli over 60 sono divorziati, e la maggior parte di loro ricorre ancora ad agenzie di matchmaking per ritrovare l'anima gemella, in Italia l'Istat parla di 1,5 milioni di divorziati, la cui età media è di 44 anni. Nuovi single quarantenni che, pur non essendo nativi digitali, si rivolgono nel 25% dei casi alle app di dating per trovare nuovi incontri: secondo un saggio di Dan Slater, ex giornalista del Wall Street Journal, sarebbe infatti proprio la fascia dei 40-50enni quella più attivamente propensa a dedicarsi al dating online, soppiantando le generazioni più giovani. Non è un caso dunque se le amiche di Héloise le propongono di iscriversi su una di queste piattaforme - o meglio, come spesso accade, si propongono di iscriverla a sua insaputa - con una sola raccomandazione: evitare Tinder, e i suoi 50 milioni di utenti, perché "Sei troppo bella per loro". Di dating app, del resto, oggi ne esistono quasi 500.

La figlia preferita
Il rapporto tra Héloise e la figlia più piccola è speciale: in qualche modo, come lei stessa è costretta ad ammettere, è lei la sua "preferita". Ma è possibile che in una famiglia si possa volere bene più a un figlio che a un altro? È uno dei più grandi tabù dell'uomo, ma secondo uno studio della Purdue University, pubblicato sul Journal of Marriage and Family, la risposta sarebbe affermativa. Il 75% delle madri e il 70% dei padri avrebbe un figlio preferito: nel caso di una coppia di bambini la madre tenderebbe a legarsi di più alla femmina, mentre nel caso di figli dello stesso sesso i papà sembrerebbero "preferire" il primogenito. Gli ultimi nati, quando le famiglie sono più numerose (Héloise ne ha tre) sarebbero i più avvantaggiati: la sindrome del nido vuoto, nel caso della protagonista del film, è dunque quasi inevitabile. Così come è inevitabile che di figli prediletti, e delle conseguenze di questa posizione, sia piena la storia del cinema: non solo Selfie di famiglia ma anche Brothers di Jim Sheridan, In mezzo scorre il fiume di Robert Redford, Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti e La Scelta di Sophie di Alan J.Pakula.

FOCUS
martedì 17 settembre 2019
Giovanni Bogani

Accidenti. Accidenti se Lisa Azuelos sa raccontare che cos'è una donna. Racconta una madre, che però è anche una figlia, che però è anche un'amica che ha voglia di ballare con le sue amiche, che è capace di finire a letto con un tipo con il quale ha scambiato tre parole; e che però è capace di svegliarsi, con sensi di colpa grandi come ciambelle, e correre a casa dai figli. E che è capace di accettare la vita, assorbirla, assorbirne le sconfitte e trovare un rimedio, un modo per aggiustare, per metterci una pezza, per fare in modo che la vita vada avanti.

Se poi aggiungi che questa donna imperfetta, sveglia, intelligente, pasticciona, generosa, sexy, vitale è interpretata da Sandrine Kiberlain, che si trascina addosso il film e attira la macchina da presa in una continua danza, spingendola a staccare il meno possibile, in scene che sembrano avere anche qualcosa di improvvisato e molto, molto di vero, ecco: hai un'idea del film. E del perché valga la pena vederlo.

Gli eroi dei film "maschili" vincono o perdono. La protagonista di questo film rammenda, rimedia, gioca con gli attacchi della vita come un judoka gioca con l'energia dell'avversario, facendosela scivolare addosso e, semmai, usandola per contrattaccare.

La donna di Selfie di famiglia viene a patti con tutto, con ogni scalfittura della vita, e riesce a rimanere in piedi. È come se spiegasse a tutti noi un piccolo segreto: nella vita si vince, si perde, talvolta si pareggia. E in ogni caso si va avanti, finché ce n'è.

Se c'è una parola chiave per questo film, è accettare. Non si può controllare quasi niente: una figlia che se ne va a studiare in Canada, il giorno in cui decide di fare l'amore, come andrà l'operazione di tuo padre, o se ritroverai o no il telefonino che hai perduto. La Héloise del film comprende che quasi niente si può controllare, che il corso delle cose non lo si può gestire, non lo si può dominare: ed è quello che insegna anche a noi. In un film che racconta un'educazione difficile, e preziosa, alla felicità.

Diciamolo di nuovo: fra i punti di forza del film, l'interpretazione di una Sandrine Kiberlain pazzesca: fragile e forte, ironica, drammatica e sdrammatizzante, che sembra abitare il film come se fosse vita vera, e non finzione. Accanto a lei la regista Lisa Azuelos - è quella di LOL, enorme successo in Francia, e di un biopic su Dalida - mette la sua vera figlia, Thais Alessandrin. Nel ruolo del fratello troviamo invece Victor Belmondo, nipote di Jean-Paul. Uno strano affare di famiglia, che però funziona.

La trama narrativa è molto esile, vive di aneddoti. Anche emotivamente, si sta più spesso nel mezzo, fra il sorriso e la tenerezza, piuttosto che agli estremi, fra la risata e il pianto. Ma non è detto che sia un male: anche la vita è così. E ci sono momenti di assoluta tenerezza, e di verità spesso sfiorata, nel film. Il nodo centrale del film - accettare che i propri figli se ne vadano, e per i figli accettare che la propria madre abbia pulsioni e desideri - è tenuto stretto e raccontato bene, con tenerezza e con charme. Ci sono freschezza, sincerità, purezza in questo film. E possono bastare.

Frasi
Domani m'iscrivo a Tinder!
Una frase di Héloïse (Sandrine Kiberlain)
dal film Selfie di famiglia - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 3 ottobre 2019
Chiara Parma
Cult Week

A dieci anni dall'uscita del suo film di maggior successo, LOL - Il tempo dell'amore con Sophie Marceau, torna Lisa Azuelos con un film in cui propone un ritratto realistico e genuino dei ragazzi d'oggi. Nella sua ultima opera Mon bébè (Selfie di famiglia, com'è purtroppo stato tradotto in Italia), la 53enne regista francese ci propone un tenero ritratto familiare che ruota intorno a una tematica molto [...] Vai alla recensione »

martedì 24 settembre 2019
Roselina Salemi
Tu Style

Héloise, divorziata, tre figli, è a una svolta. Jade, la sua "piccolina", vuole frequentare l'Università in Canada. «Perché non in Francia?» chiedono tutti. Forse perché vuol mettere un po' di distanza tra sé e una madre dolcemente possessiva che la filma in continuazione «per ricordarla quando sarà lontana». Pur essendo una tipa vivace (gestisce un ristorante, esce con le amiche, si fa rimorchiare [...] Vai alla recensione »

sabato 21 settembre 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Sulla pratica del selfie c'è l'ultimo strepitoso pezzo di Edoardo Bennato, perché dovremmo avere bisogno d'altro? Forse per questo il lodatissimo «Selfie di famiglia» della Azuelos, figlia cinquantatreenne di Marie Laforet, ci è sembrato alquanto insopportabile nonostante il protagonismo tra l'isterico e l'esasperato di una brava attrice come la Kiberlain.

giovedì 19 settembre 2019
Paolo Perazzolo
Famiglia Cristiana

Dopo la separazione dal marito, dovuta a ripetuti tradimenti, Heloise si trova a gestire tre figli oltre che un bar -ristorante da sola. La difficile situazione non ha incrinato il suo rapporto con i ragazzi, ma l'ha addirittura rafforzato. Quando la più piccola, Jade, 18 anni, decide di continuare gli studi in Canada, la donna entra in crisi: prova l'umanissima paura di staccarsi definitivamente da [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 settembre 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Che bel ritratto di mamma. Nel quale si identificheranno tante madri in sala, quelle che, per amore dei figli, danno tutto, dimenticandosi a volte di essere donne. Come capita alla protagonista Héloïse la quale, dopo aver salutato i due figli più grandi, deve distaccarsi anche dalla minore, in procinto di trasferirsi. Davanti alla prospettiva della solitudine, la donna si comporterà in maniera strana, [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 settembre 2019
Marco Bolsi
Sentieri Selvaggi

C'è un sentimento del vero in questo racconto su una maternità matura perché la regista si affida alla vita e al proprio vissuto, a un'esperienza personale che l'ha portata a interrogarsi su di sé e su cosa significa l'amore per un figlio; il vederlo crescere, allontanarsi o andar via; su come percepiamo quella figura che a volte resta immutabilmente piccola nei ricordi, sempre bisognosa di affetto [...] Vai alla recensione »

martedì 17 settembre 2019
Giulia Lucchini
La Rivista del Cinematografo

Dopo LOL- Il tempo dell'amore la regista francese Lisa Azuelos torna con una commedia delicata, divertente e commovente. Protagonista è Héloise, una super-mamma single, interpretata dalla strepitosa Sandrine Kiberlain, con tre figli, un ristorante da mandare avanti e qualche amante. Ma il vero protagonista della storia è il passare del tempo e soprattutto quel sentimento ambivalente che prova ogni [...] Vai alla recensione »

martedì 17 settembre 2019
Maria Sole Colombo
Film TV

Se il selfie è il dispositivo principe dell'autofiction, dell'elaborazione immediata e standardizzata di un'immagine di sé da dare in pasto al mondo, quello famigliare di Héloïse è il simulacro crepato di un'unità affettiva che va scomponendosi: per il divorzio, per i figli che si innamorano e che se ne vanno di casa. Il film è, a sua volta, il selfie di Lisa Azuelos, che rimette in scena il suo ruolo [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 settembre 2019
Luca Barnabé
Ciak

Héloise è una mamma single di tre figli. I due più grandi vivono soli da tempo. L'ultimogenita Jade, se riuscirà a superare l'esame di maturità, andrà a studiare in Canada. La donna, divisa tra il lavoro e l'affetto per la sua "piccola", cerca di filmare ogni istante di vita ancora insieme a Jade, prima della partenza. Ritratto di famiglia contemporanea in forma di commedia agrodolce.

NEWS
CELEBRITIES
martedì 17 settembre 2019
Fabio Secchi Frau

Di origine polacca e di religione ebraica da parte dei nonni, trasferitisi in Francia nel 1933, Sandrine Kiberlain è figlia di un contabile che conobbe sua moglie proprio a teatro, luogo nel quale Sandrine tornerà per lavorare dopo essere stata ammessa [...]

CELEBRITIES
domenica 15 settembre 2019
Fabio Secchi Frau

Figlia della cantante e attrice Marie Laforêt e dell'uomo d'affari marocchino Judas Azuelos, Lisa Azuelos cresce assieme al fratello minore Mehdi. Dopo un'infanzia difficile e tormentata, verrà spronata dal padre a seguire le sue orme.

GUARDA L'INIZIO
martedì 10 settembre 2019
 

Héloise è una "super-mamma" single: ha tre figli, un ristorante da mandare avanti e all'occasione, perchè no, anche qualche amante. Ma la diciottenne Jade, la più giovane di casa, presto lascerà il nido per continuare i suoi studi in Canada.

TRAILER
martedì 23 luglio 2019
 

Héloise si improvvisa regista filmando gli ultimi momenti insieme alla figlia, in partenza per gli studi. Dal 19 settembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
martedì 23 luglio 2019
 

Prima che la figlia parta per studiare fuori, Héloise si improvvisa regista filmando con il suo telefono i loro ultimi momenti insieme. Vai all'articolo »

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