MYmovies.it
Advertisement
Selfie di famiglia e la sindrome del nido vuoto

Non è nostalgia ma un disagio patologico che va combattuto costruendo una nuova routine. Ripartendo dall'amore, o anche dal sesso. Al cinema.
di Ilaria Ravarino

Selfie di famiglia

Impostazioni dei sottotitoli

Posticipa di 0.1s
Anticipa di 0.1s
Sposta verticalmente
Sposta orizzontalmente
Grandezza font
Colore del testo
Colore dello sfondo
0:00
/
0:00
Caricamento annuncio in corso
Sandrine Kiberlain (51 anni) 25 febbraio 1968, Boulogne-Billancourt (Francia) - Pesci. Interpreta Héloïse nel film di Lisa Azuelos Selfie di famiglia.
sabato 21 settembre 2019 - Focus

In Selfie di famiglia di Lisa Azuelos, Héloise, madre single pragmatica e apparentemente realizzata, si trova a fare i conti con uno stato di angoscia e insicurezza scatenato da un evento largamente previsto: la partenza della figlia più piccola per il Canada, dove andrà a studiare all'università. Oltre a essere un efficace escamotage narrativo, capace di innescare un potente meccanismo di identificazione, la sensazione avvertita dalla donna corrisponde, in realtà, a un disagio patologico delle famiglie over 40: la sindrome del nido vuoto. Secondo la medicina, il cosiddetto empty nest è uno stato psicologico depressivo che può colpire i genitori nel momento in cui i figli lasciano la loro abitazione - quando cioè madre e padre si trovano a dover affrontare quel senso di solitudine e di abbandono provocato da una casa (il nido, appunto) profondamente trasformata dall'assenza della prole. E le madri, per una somma di concause, ne sarebbero soggette più frequentemente che i padri: per fattori sociali (come nel caso di Héloise: la cura dei genitori anziani, che ricade quasi sempre sulle donne, è uno stress che si somma a quello del nido vuoto), fisici (gli scompensi ormonali dovuti alla menopausa), ed economici (per le donne che non lavorano, la realizzazione personale passa ancora soprattutto attraverso i figli).

La principale differenza con la nostalgia, che in questi casi è fisiologica e "normale", risiede soprattutto nella durata dei sintomi depressivi, che, se prolungati nel tempo, richiedono una cura specifica.
Ilaria Ravarino

In tutti gli altri casi, la sofferenza da nido vuoto può essere combattuta costruendo una nuova routine e cercando di sfruttarla - proprio come fa la protagonista di Selfie di famiglia - come un'occasione per ritrovare finalmente il gusto di vivere il proprio presente.

L'amore 2.0
Sì, ma come si fa a vivere il presente quando la propria vita è sempre venuta dopo quella dei figli? Se lo chiede Héloise, e con lei se lo chiedono le sue amiche (e gli stessi figli). E la risposta è: ripartire dall'amore. O dal sesso. Se secondo il New York Times negli Stati Uniti il 45% degli over 60 sono divorziati, e la maggior parte di loro ricorre ancora ad agenzie di matchmaking per ritrovare l'anima gemella, in Italia l'Istat parla di 1,5 milioni di divorziati, la cui età media è di 44 anni. Nuovi single quarantenni che, pur non essendo nativi digitali, si rivolgono nel 25% dei casi alle app di dating per trovare nuovi incontri: secondo un saggio di Dan Slater, ex giornalista del Wall Street Journal, sarebbe infatti proprio la fascia dei 40-50enni quella più attivamente propensa a dedicarsi al dating online, soppiantando le generazioni più giovani. Non è un caso dunque se le amiche di Héloise le propongono di iscriversi su una di queste piattaforme - o meglio, come spesso accade, si propongono di iscriverla a sua insaputa - con una sola raccomandazione: evitare Tinder, e i suoi 50 milioni di utenti, perché "Sei troppo bella per loro". Di dating app, del resto, oggi ne esistono quasi 500.

La figlia preferita
Il rapporto tra Héloise e la figlia più piccola è speciale: in qualche modo, come lei stessa è costretta ad ammettere, è lei la sua "preferita". Ma è possibile che in una famiglia si possa volere bene più a un figlio che a un altro? È uno dei più grandi tabù dell'uomo, ma secondo uno studio della Purdue University, pubblicato sul Journal of Marriage and Family, la risposta sarebbe affermativa. Il 75% delle madri e il 70% dei padri avrebbe un figlio preferito: nel caso di una coppia di bambini la madre tenderebbe a legarsi di più alla femmina, mentre nel caso di figli dello stesso sesso i papà sembrerebbero "preferire" il primogenito. Gli ultimi nati, quando le famiglie sono più numerose (Héloise ne ha tre) sarebbero i più avvantaggiati: la sindrome del nido vuoto, nel caso della protagonista del film, è dunque quasi inevitabile. Così come è inevitabile che di figli prediletti, e delle conseguenze di questa posizione, sia piena la storia del cinema: non solo Selfie di famiglia ma anche Brothers di Jim Sheridan, In mezzo scorre il fiume di Robert Redford, Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti e La Scelta di Sophie di Alan J.Pakula.


In foto una scena del film Selfie di famiglia.
In foto una scena del film Selfie di famiglia.
In foto una scena del film Selfie di famiglia.
news correlate
in Primo Piano

{{PaginaCaricata()}}

Home | Cinema | TIMVISION | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2019 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati