Cafarnao - Caos e miracoli

Film 2018 | Drammatico +13 120 min.

Titolo originaleCapharnaüm
Anno2018
GenereDrammatico
ProduzioneLibano, USA
Durata120 minuti
Regia diNadine Labaki
AttoriNadine Labaki, Zain Alrafeea, Yordanos Shifera, Fadi Youssef, Boluwatife Treasure Bankole Yordanos Shiferaw, Kawsar Al Haddad, Haita 'Cedra' Izzam, Alaa Chouchnieh, Elias Khoury, Nour El Husseini.
Uscitagiovedì 11 aprile 2019
TagDa vedere 2018
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Nadine Labaki. Un film Da vedere 2018 con Nadine Labaki, Zain Alrafeea, Yordanos Shifera, Fadi Youssef, Boluwatife Treasure Bankole. Cast completo Titolo originale: Capharnaüm. Genere Drammatico - Libano, USA, 2018, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 11 aprile 2019 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Un ragazzo denuncia i propri genitori per averlo messo al mondo. Non accetta la vita che gli è stata donata. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a Cesar, 1 candidatura a Critics Choice Award, Al Box Office Usa Cafarnao - Caos e miracoli ha incassato 1,6 milioni di dollari .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film fragile e prezioso che vive a Beirut ma può svolgersi ovunque, e che tutti dovrebbero vedere.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 18 maggio 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 18 maggio 2018

Zain è un ragazzino dodicenne appartenente a una famiglia molto numerosa. Facciamo la sua conoscenza in un tribunale di Beirut dove viene condotto in stato di detenzione per un grave reato commesso. Ma ora è lui ad aver chiamato in giudizio i genitori. L'accusa? Averlo messo al mondo.

Nadine Labaki, al suo terzo lungometraggio, conferma la sua profonda empatia con coloro che si trovano a vivere situazioni di disagio sociale.

Questa volta però abbandona totalmente qualsiasi riferimento o anche solo accenno alla commedia per immergerci in una dimensione di dramma che ha al centro un minore e una società che, non sempre per colpa ma comunque oggettivamente, non ha alcuna cura nei confronti di chi invece ne avrebbe maggiormente bisogno.

Per chi non lo ricordasse, il termine cafarnao definisce un luogo pieno di confusione e disordine e tale era la lavagna su cui la regista scriveva i temi che intendeva trattare nel suo film da fare. L'infanzia maltrattata, i migranti, il ruolo genitoriale, i confini tra gli stati, la necessità di avere dei documenti sei si vuole essere considerati come esseri umani a cui si possa dedicare attenzione, la Dichiarazione dei Diritti dei bambini.

Da tutti questi elementi è scaturito un film che sembra aver fatto propria la lezione dei Dardenne portandola però alle estreme conseguenze. A partire della scelta degli attori ognuno dei quali, dal più piccolo agli adulti, ha subito nella propria esistenza i colpi avversi di una esclusione sociale. Questa però non vuole essere una cattura del consenso legata al vissuto degli interpreti. Perché Labaki ha saputo trarre dal cafarnao dei temi e dalle vite vissute un film che ci obbliga a confrontarci con gli argomenti trattati obbligandoci costantemente a porci domande.

I muri sono scrostati come gli animi in una storia in cui un fratello vuole difendere la sorella che lo ha seguito di un anno nella nascita da un matrimonio privo di qualsiasi senso che non sia quello della sottomissione passiva dei genitori allo status quo dominante. Zain non può e non deve comprendere ciò che li spinge a piegare il capo. Sa solo, intimamente, profondamente fino alla viscere, che non è giusto. E si ribella. Non ha avuto genitori che possa ritenere degni di questo nome e quindi non ha modelli di riferimento. Eppure si troverà a fare da padre a un bambino che ancora viene allattato.

In una città in cui dominano i rumori del traffico e l'indifferenza del prossimo, Zain si impegna a non cedere escogitando le strategie di sopravvivenza più ingegnose. Così come non cede Nadine Labaki il cui cinema di impegno civile rende testimonianza a quegli ultimi in favore dei quali lancia un dolente grido di richiesta d'aiuto concreto.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 28 ottobre 2018
gaiart

Un film intenso, utile, sociale, nitido, cristallino. Un cast d'eccezione fa già il 90 per cento della riuscita di una pellicola. Ecco qui i bambini Yonas e Zain sono eccellenti. Hanno l'intensità di Mastroianni con 60 anni in meno. Hanno i capelli arruffati di Antoine Doinel in 400 colpi. Hanno la magia negli occhi. Ambientato in Libano con la bravisisma regista di Caramel lei stessa attrice nel [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
martedì 19 marzo 2019
Claudia Catalli

Zain è un bambino che ne ha viste troppe. Così tante da voler denunciare i genitori per averlo messo al mondo. Il sottinteso è che nessuno, da quel momento in poi, si è mai occupato di lui. Zain è uno dei bambini che crescono nelle baraccopoli libanesi, nel cuore gli batte la voglia di volersi ribellare a un destino ingiusto. Non sa che allontanandosi di casa finirà peggio, non immagina i terribili incontri che lo attendono, ma è proprio in questo suo candido non sapere che sta tutta l'essenza di un viaggio insieme di formazione, esplorazione, scoperta, confronto costante con la fame e il dolore. Imparerà a crescere malgrado tutto e tutti, il piccolo Zain. A farsi grande e uomo, a badare a un bambino ancora più sfortunato e affamato di lui, a sopravvivere contando solo sulle proprie esigue risorse.

Nadine Labaki ha la forza delle grandi narratrici. Con mano matura e consapevole alla sua terza prova dietro la macchina da presa non si spaventa a raschiare il fondo dell'oscurità, ma firma un dramma sociale di spessore di cui si fa avvocatessa - ritagliandosene anche il ruolo.

Senza timore di risultare retorica sceglie di raccontare le disavventure esistenziali quanto emotive di un ragazzino come quei tanti di cui ignoriamo, o fingiamo di ignorare, l'esistenza. Ecco allora che Cafarnao diventa un commovente grido di denuncia, un film fondamentale per ricordare ciò che accade nel mondo tutti i giorni sotto i nostri occhi, per raccontare i tanti Zain sparsi in giro per il pianeta.

Se poi accanto alla denuncia vibra il pathos di una storia carica di umanità che sa toccare ed emozionare fino in fondo, allora il film diventa  indimenticabile. Come gli occhi magnetici del piccolo Zain.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 25 marzo 2019
 

Zain ha 12 anni e appartiene a una famiglia numerosa. Facciamo la sua conoscenza in un tribunale di Beirut dove accusa i suoi genitori di averlo fatto nascere, condannandolo all'infelicità.Nadine Labaki ci immerge in una dimensione di dramma che ha al [...]

CELEBRITIES
venerdì 22 marzo 2019
Fabio Secchi Frau

Fin dai suoi inizi, e parliamo degli Anni Venti, il cinema libanese ha attraversato molte fasi. Dopo l'indipendenza dai francesi nel 1943 e fino ai primi Anni Settanta, ha spopolato con produzioni nazionali, soprattutto musical, che gareggiavano con l'Egitto [...]

TRAILER
mercoledì 20 marzo 2019
 

Zain ha dodici anni, ha una famiglia numerosa e dal suo sguardo trapela il dramma vissuto da un intero Paese. Siamo a Beirut, nei quartieri più disagiati della città. Zain non ha però perso la speranza ed è pronto a ribellarsi al sistema, portando in [...]

NEWS
giovedì 7 marzo 2019
 

Zain è un ragazzino dodicenne appartenente a una famiglia molto numerosa. Facciamo la sua conoscenza in un tribunale di Beirut dove viene condotto in stato di detenzione per un grave reato commesso. Ma ora è lui ad aver chiamato in giudizio i genitori. [...]

winner
premio della giuria
Festival di Cannes
2018
Zain Alrafeea nella parte di Zain
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