Il film ritrae l'attore Marcello Fonte prima, durante e dopo, le riprese del film Dogman di Matteo Garrone. La storia di un percorso umano e professionale emozionante: la vita oltre l'attore, la famiglia, le amicizie. I provini, l'esperienza sul set e poi il premio come miglior attore al Festival di Cannes, si intervallano a momenti intimi, trascorsi con la propria famiglia, con gli amici. Recensione ❯
Robert Mapplethorpe, un uomo il cui franco omoeroticismo causò controversie e dibattiti su cosa si può definire osceno. Espandi ▽
Il biopic di Ondi Timoner esplora l'arte e la sessualità di Robert Mapplethorpe, fotografo noto per i suoi ritratti provocatori, morto dI AIDS 1989 a soli 42 anni e interpretato dal bravissimo Matt Smith (noto soprattutto per "Doctor Who" e "The Crown). I ritratti, le immagini delle calle e le foto della scena underground del BDSM di New York realizzati da Robert Mapplethorpe rimangono le pietre miliari della fotografia del ventesimo secolo ancora oggi, quasi tre decenni dopo la sua morte. La storia inizia con l'arrivo di Mapplethorpe a New York, il suo trasferimento al Chelsea Hotel dove inizia ad accumulare un portfolio di immagini e, allo stesso tempo, ad esplorare la sua attrazione per gli uomini. L'ambizione di Mapplethorpe, come dice in una scena iniziale, "Non posso essere solo Mapplethorpe il fotografo", minaccia di spezzare le relazioni che amava di più. Recensione ❯
Alcuni rifugiati cercano asilo in una cittadina americana dopo essere sopravvissuti a una guerra che in realtà si terrà nel futuro, precisamente 250 anni dopo. Espandi ▽
Le vicende di un gruppo di rifugiati che fuggono da un paese devastato dalla guerra e che sono alla ricerca di asilo in un piccolo villaggio americano di pescatori, ma la guerra da cui scappano non è ancora avvenuta. Mentre il governo prova a scoprire la verità riguardo a questa misteriosa migrazione solo una cosa è certa: la vita degli abitanti del villaggio e dei nuovi arrivati non sarà mai più la stessa. Recensione ❯
La storia di una Tokio in preda al terrorismo e alle agitazioni politiche. Espandi ▽
2024. La minaccia di Cina e Giappone spinge le due Coree verso la riunificazione. Un gruppo terroristico denominato la Setta fa di tutto per impedirlo, organizzando attentati di crescente violenza. Il governo coreano aumenta quindi le misure di sicurezza, formando la "Brigata dei lupi", una squadra speciale con licenza di uccidere.Un futuro distopico, privo di democrazia e ricolmo di violenza. Scenario già visto, ma nel caso di Mamoru Oshii - autore dell'anime da cui Illang è tratto - parliamo di chi quel tipo di atmosfere ha contribuito a plasmarle.Illang: uomini e lupi è infatti prima di tutto un anime di pregio, presente nel cuore dei fan quasi al pari del celeberrimo Ghost in the Shell. Solo nel 2019 si arriva a un'insolita trasposizione live action, in cui la vicenda si trasferisce dal Giappone alla Corea e il passaggio geografico innesca anche una mutazione socio-politica.
La macchina da presa passa nelle mani di Kim Jee-woon (Bittersweet Life, I Saw the Devil) e quindi è inevitabile che l'accento si concentri sulla parte "action". Mezz'ora di introduzione al contesto generale e di assalto a un gruppo di terroristi in tenuta da combattimento e Kim dimostra di essere tuttora uno dei maestri del genere, nonostante lo scivolone hollywoodiano con Schwarzenegger (The Last Stand).
Lo spettatore più sensibile al suo stile di regia elegante ma crudele è così già catturato tra le maglie di una vicenda destinata a intricarsi sempre più, tra doppi giochi e trame segrete in chiaroscuro. L'azione cede poi il passo al thriller di tensione e a un abbozzo di romance che non convince mai fino in fondo. Ma resistere al segmento centrale significa essere ripagati dalla deflagrazione dell'ultimo atto, con un vertice assoluto nella sparatoria sul grattacielo: l'ennesima dimostrazione che solo Kim o Johnnie To oggi sono in grado di allestire coreografie d'azione di questo livello.
Rispetto all'anime Illang: Uomini e lupi insiste sulla metamorfosi in animale selvaggio della squadra speciale, esemplificata sul piano visivo da una uniforme che ricorda tanto un fantasma che un soldato tedesco della seconda guerra mondiale. Una maschera di terrore creata per sigillare ogni traccia di umanità, spegnere ogni residuo di sentimento. La metafora di Cappuccetto rosso e del lupo però è eccessivamente spiegata, con una ridondanza mai giustificata dalla profondità dell'assunto. Illang è in sostanza molto meno di quel che avrebbe potuto essere - al botteghino è stata una cocente delusione - ma alcuni istanti di furia, in cui Kim ritrova la gioia di comporre tableaux vivants corali, fatti di sangue e piombo, meritano la visione. Recensione ❯
Un racconto corale di cinque oratori della Lombardia che delinea un Nord diverso dalle narrazioni che prevalgono nei media. Espandi ▽
Il film segue le attivita` oratoriali, i legami che si instaurano e i processi emotivi e spirituali dei personaggi coinvolti: un giovane prete di città, un educatore senegalese, un'anziana suora, un gruppo di adolescenti, il parroco di una cittadina montana. Le cinque storie creano un ritratto compiuto non solo del ruolo degli oratori nel nostro Paese, ma soprattutto un ritratto della società contemporanea poco raccontato. Recensione ❯
Due studenti universitari, Jule e Jan, lasciano Berlino in un vecchio camper. Entrambi vogliono andare verso Sud, ma per ragioni diverse. Espandi ▽
La storia di due studenti universitari, Jule (Mala Emde) e Jan (Anton Spieker), che decidono di lasciare Berlino su un camper e di viaggiare insieme verso Sud. La strada è la stessa, le ragioni del viaggio sono diverse. Durante il percorso si troveranno a filosofare sul mondo. Recensione ❯
La storia di tre vecchi amici, uniti dagli anni '60 nonostante le loro differenze. Espandi ▽
Pierrot, Milie e Antoine sono tre tardo settantenni amici da sempre e uniti anche dall'attivismo politico, ma la vita li ha poi portati in direzioni diverse: Pierrot continua a fare l'anarchico rivoluzionario e insieme al suo gruppo d'azione inventa stratagemmi per "grippare la macchina capitalista" e "sfuggire al racket delle autostrade"; Milie, dopo aver girato il mondo, si è ritirato in una casa di riposo; e Antoine, un tempo combattivo sindacalista, vive in campagna insieme all'amata moglie Lucette, marionettista. Sarà proprio la morte di Lucette a riportare insieme i tre "vecchi forni", come sono affettuosamente ribattezzati secondo un modo di dire francese. E una rivelazione a proposito della defunta li spingerà ad un rocambolesco inseguimento attraverso la Francia e l'Italia. Recensione ❯
Lontano nei boschi un uomo anziano vive in completa solitudine, ma un mistero turba il suo isolamento: ogni notte, nell'oscurità che avvolge la montagna di fronte alla sua casa, inizia improvvisamente a palpitare una lucina. Cosa sarà? Inizia una ricerca che conduce l'uomo a incontrare un bambino. Quale relazione li lega? Cosa li sospende tra la vita e la morte? Recensione ❯
A causa del malvagio Miden, le Pretty Cure tornano bambine. Tutti i loro ricordi sulle tecniche di combattimento vengono risucchiati da Miden. Riusciranno a tornare normali? Recensione ❯
Interpreti all'altezza di un testo ben congegnato, che può fare anche a meno del riferimento a Beckett. Commedia, Italia2018. Durata 83 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Reinterpretando il celebre dramma di Beckett, tre amici fondono la loro vita con quella dei personaggi che mettono in scena, nell'attesa che prima o poi il loro Godot - o la loro Bardot - arrivi. Espandi ▽
Cinque attori e un regista stanno allestendo uno spettacolo il cui titolo si rifà al beckettiano "Aspettando Godot". Anch'essi sono in attesa. Stanno aspettando l'arrivo di un impresario nelle cui mani stanno le sorti dello spettacolo. Ognuno di loro però ha dei problemi che confliggono con la concentrazione necessaria per ottenere il meglio sul palcoscenico. Recensione ❯
La storia di 800 bambini, orfani a causa dei campi di sterminio, che dal 1945 al 1948, trovarono una nuova vita in un piccolo comune lombardo. Espandi ▽
Nell'immediato dopoguerra, la brigata di genieri ebraici dell'esercito britannico, la Solel Boneh, riuscì a portare in salvo centinaia di bambini scampati al terrore dei campi di sterminio. Per tre anni, dal 1945 al 1948, un piccolo comune lombardo di nome Selvino, divenne la loro casa.
Orfani delle rispettive famiglie d'origine, perse proprio in quella tragedia, i "bambini di Selvino" riuscirono lentamente a ritovare momenti di serenità e ripresero una vita normale. Tra il 1946 ed il 1949, la maggior parte dei "bambini di Selvino" fu imbarcata sulla Motonave Rondine Enzo Sereni. Quasi tutti furtono accolti in Eretz Israel, nei kibbutz Tze'elim e Hanita. Tutt'ora vivono lì insieme come una grande famiglia, replicando il loro felice modello Selvino. Recensione ❯
Una donna deve fare i conti con la rete della tratta sessuale. Espandi ▽
Joy è una giovane donna nigeriana caduta nella rete della tratta sessuale. Lavora in strada per pagare i debiti al suo sfruttatore Madame e per sostenere la sua famiglia in Nigeria, e intanto stando a Vienna spera che la sua piccola figlia possa condurre una vita migliore. Mentre Joy cerca di comprendere faticosamente il proprio ruolo in questo spietato sistema di sfruttamento, è incaricata da Madame di tenere d'occhio Precious, una ragazza appena arrivata dalla Nigeria che non è pronta ad accettare il suo destino. Recensione ❯
La storia di vendetta di una donna nella corte di Francia. Espandi ▽
Il marchese des Arcis, un presunto libertino, si innamora follemente di Madame de La Pommeraye, un'attraente vedova che, dopo avergli resistito per anni, cede al suo desiderio. L'uomo però si stanca presto della donna e decide di chiudere la relazione. A causa del dolore straziante, Madame de La Pommeraye non cerca altro che vendetta e per riuscirci assolda due prostitute, Madame de Joncquières e sua figlia, una ventenne dalla rara bellezza. Recensione ❯