Pasolini

Film 2014 | Biografico 86 min.

Regia di Abel Ferrara. Un film con Willem Dafoe, Ninetto Davoli, Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Adriana Asti. Cast completo Genere Biografico - Belgio, Italia, Francia, 2014, durata 86 minuti. Uscita cinema giovedì 25 settembre 2014 distribuito da Europictures. - MYmonetro 2,78 su 40 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una ricostruzione dell'ultimo giorno di vita di Pier Paolo Pasolini, ucciso a Roma il 2 novembre del 1975. In Italia al Box Office Pasolini ha incassato 276 mila euro .

Pasolini è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
2,78/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,17
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO SÌ
Ardente, tragico e scombinato, Pasolini combina il sogno col reale, interrogandosi sul poeta e la forma con cui egli crea, sulla storia di un uomo e su quella del suo corpo.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

È il primo novembre 1975 a Roma ed è l'ultimo giorno di Pier Paolo Pasolini. Il suo mattino comincia col bacio di sua madre. Susanna lo richiama dal sonno e lo ritrova dopo un viaggio a Stoccolma, dove si è occupato della traduzione del volume, "Le ceneri di Gramsci". Incalzato dalla censura per Salò o le 120 giornate di Sodoma, intervistato "sulla situazione" e per La Stampa da Furio Colombo e avviato "Petrolio", un romanzo che insegue nella sua testa due personaggi-narratori (Carlo, ingegnere della borghesia torinese, e Andrea Fago, unico sopravvissuto a un incidente aereo), Pier Paolo fa colazione con caffè e Corriere (della Sera). Più avanti nella giornata pranza con Nico Naldini e Laura Betti, che ha appena prestato la voce 'demoniaca' a Linda Blair (L'esorcista) e quella orgiastica a Hélène Surgère (Salò o le 120 giornate di Sodoma). Congedati gli ospiti scrive a Eduardo De Filippo di Re Magi e Messia e infila la sua Alfa Romeo e la notte romana, dove incontra Nunzio, l'angelo custode di Epifanio e di un film che rincorre la cometa ma che non vedrà mai la luce (Porno-Teo-Kolossal). Perché Pier Paolo sprofonderà negli occhi neri di Pino Pelosi e nel buio di Ostia, muta davanti al massacro di un poeta.
Alla maniera di "Petrolio", romanzo incompiuto di Pierpaolo Pasolini, Pasolini è un film che non si può raccontare, perché nulla si svolge al suo interno eppure accade in continuazione qualcosa. L'impossibilità di narrazione non appartiene al film ma ad Abel Ferrara, che 'ammette' l'incapacità di restituire il vissuto del poeta. Perché ci sono cose, come sosteneva Pasolini e sostiene il suo doppio sullo schermo, che si vivono solo attraverso il corpo. Per quanto ci accaniamo a ricostruirle, immaginarle o interpretarle non sono più le stesse vissute attraverso un altro corpo. Ferrara denuncia subito lo scarto, la distanza che lo separa dal corpo reale del poeta friulano ed espone con pudore la difficoltà che ha incontrato. Un pudore commovente che dice bene del mistero, del mistero che è morto con Pasolini, di una continuità che si è interrotta con la sua morte. Se è vero che solo Pasolini poteva significare se stesso, nondimeno il regista lo mette in scena in un atto unico, aperto ai sensi e scaraventato dentro alla memoria e alle sue visioni personali. Lo afferra a intermittenza nei tratti spigolosi di Willem Dafoe e ricorrendo a frammenti, a visioni parziali del suo corpo nel teatro del delitto, alla sovraimpressione, alle immagini che non esistono mai isolate ma sempre in rapporto con le altre. Non immagini uniche ma dipendenti in cui si muovono i testimoni, i 'partecipanti' indispensabili a rendere leggibile il poeta. La madre Susanna, Graziella, Laura Betti, Furio Colombo, Nico Naldini, Pino Pelosi sono allora il momento in cui Pasolini si mostra e si fa percepire. Dentro una struttura circolare, che apre l'ultima giornata di un uomo col sorriso di sua madre e la chiude con una contrazione di inconsolabile dolore materno, Pasolini è la morte al lavoro, come sempre nel cinema di Abel Ferrara. La morte intesa come atto estremo, che monta retrospettivamente la vita di un uomo proprio come il montaggio fa con un film.
Capace da sempre di farsi carico del male oscuro che ammorba le sue immagini e il mondo, l'autore americano imbocca i passaggi sotterranei dell'inconscio, che da tempo e molti film non struttura più come un linguaggio. La memoria delle ultime ore di un poeta manda in tilt il controllo razionale e torna sotto forma di visione. Come i suoi killer, i suoi vampiri, i suoi gangster, il Pasolini di Willem Dafoe scende all'inferno e vaga negli anfratti bui e fatiscenti alla ricerca di qualcosa di desiderato e irraggiungibile. Nel modo di Epifanio, interpretato da Ninetto Davoli, il protagonista insegue una cometa che lo conduce all'Idroscalo e gli nega il Paradiso. Forse perché ha considerato la sua degradazione profondamente morale "e per di più l'ha considerata un suo diritto". A ragione di questo, Ferrara esibisce l'esibizionismo di Pasolini, l'intenzione massima di apparire che non è mai visibilità del corpo ma unica possibilità per il suo protagonista di esistere nel testo filmico. Ardente, tragico e scombinato, Pasolini combina il sogno col reale, interrogandosi sul poeta e la forma con cui egli crea, sulla storia di un uomo e su quella del suo corpo, su Pier e su Paolo, agiti sotto la cupola ribadita della Basilica 'omonima' dell'Eur, sdoppiati e fatti altri da sé nei territori della poesia e dell'incubo, dove da sempre cadono gli angeli ribelli, si uccidono i poeti e ci si scopre assassini.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 5 settembre 2014
Peer Gynt

Un film su Pasolini è una scommessa difficile da vincere: troppo complesso, sfaccettato, contraddittorio il personaggio, che fu poeta, romanziere, saggista e di certo uno dei più grandi cineasti italiani di sempre. Il regista americano Abel Ferrara ci prova e fallisce in parte il suo obiettivo. E non perché il film sia inguardabile, brutto, disastroso (come qualcuno ha sostenuto). [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 settembre 2014
patric

Le aspettative comuni erano di vedere un film che narrasse sì degli ultimi tempi della vita terrena dell’artista ma soprattutto della sua poesia, della sua arte e della sua visione del mondo, del suo esistenzialismo storico ed ateo, della sua grande vena artistica che faceva presagire a un non so che di mistico, quasi di accostamento alla fede in qualcosa che potrebbe chiamarsi Dio.

domenica 5 ottobre 2014
Camarillo

Il film di Ferrara ovviamente elude ogni rischio di agiografia e santificazione di Pasolini; ma questo, per chi conosce il regista, non sorprende. Più interessante mi pare il modo  in cui il film sviluppa su più piani il suo percorso: la necessità di percorrere l'inferno per tentare di raggiungere un paradiso che però, alla fine, resta misteriosamente lontano.

giovedì 27 novembre 2014
Bruno Venturi

"Tu te ne porti di costui l'etterno / per una lagrimetta che 'l mi toglie; / ma io farò de l'altro altro governo!" pesante come la luce del b.n che Tonino Delli Colli, 'inventò' per Accattone, mi torna alla memoria questa epigrafe dantesca già usata da Pasolini, vedendo questo 'Pasolini' di Abel Ferrara; perché uscendo dalla visione folgorante di questo film si ha la certezza che questo film-capolavoro [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 ottobre 2014
Emyliu`

Questo PASOLINI di Abel Ferrara è un bell'omaggio filmico allo scrittore. Così aveva scritto sul suo passaporto: non regista, cineasta, letterato, intellettuale, giornalista, poeta, sceneggiatore, drammaturgo, e altro ancora, ma semplicemente scrittore. "Abolire i mezzi di controllo di massa del potere, come la televisione, perchè a causa di essa non ci sono piú [...] Vai alla recensione »

sabato 31 ottobre 2015
Onufrio

Impresa ardua quella di raccontare la vita di Pier Paolo Pasolini, ed è forse per tale motivo che il regista Abel Ferrara si limita nella descrizione minuziosa dell'ultima giornata di vita di Pasolini, ovvero il Primo Novembre del 1975, la sua morte è infatti avvenuta quella tragica notte (2 novembre). Willem Dafoe supera la prova, veste gli scomodi panni dello scrittore sfoderando [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 novembre 2014
Bruno Venturi

A parte 'Pasolini. Un delitto italiano' di Marco Tullio Giordana -importante per il tipo di indagine documentatissima che avanza-la cinematografia italiana non si è mai arrischiata sul terreno impervio di provare a raccontare in un film una vita complessa, apparentemente contradittoria e scandalosa come quella di Pier Paolo Pasolini. Ci doveva riuscire un regista americano -e già prima c'era riuscita, [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 ottobre 2017
Dandy

    Che fosse molto disprezzato qui da noi,visto il modo in cui è girato c'era da aspettarselo.Ma bisognerebbe riconoscere che è uno dei pochissimi gilm degni di nota di Ferrara dal 2000 in su.Un bioghraph,un pò fantasioso stile "Last days" e un pò acriticamente nostaglico,il film non mira a far luce sulla brutale fine di Pasolini.

giovedì 21 aprile 2016
enzo70

Abel Ferrara si cimenta in un lavoro complesso, raccontare in un film che a tratti assume un carattere documentarista, gli ultimi giorni di Pasolini. L’intellettuale friulano è alle prese con la censura per le 120 giornate di Sodoma, sta scrivendo Petrolio, pubblicato poi postumo, e con i suoi toni sempre dissacranti affronta la cultura italiana in balia tra il conformismo della cultura [...] Vai alla recensione »

martedì 31 marzo 2015
sydow

Chi sceglie di vedere questo film non deve aspettarsi una ricostruzione storico-narrativa della vita dello scrittore, né un omaggio commemorativo. Ferrara risponde poeticamente a un'urgenza che è quella di riascoltare frammenti di Pasolini. Come se egli rivivesse attraverso altri corpi ed altre voci. Dafoe compie un'azione mimetica incredibile, pur restando se stesso.

lunedì 6 ottobre 2014
veritasxxx

Abel Ferrara si imbatte nell'ardua impresa di realizzare un film su uno dei personaggi più controversi della storia del secondo dopoguerra e approfitta della straordinaria somiglianza di Willem Dafoe con Pasolini e le capacità recitative del bravo attore americano per affidare ad uno dei più poliedrici attori del momento la responsabilità della riuscita del film, incentrando [...] Vai alla recensione »

martedì 30 settembre 2014
Luca Scialo

Il controverso regista newyorchese Abel Ferrara ci descrive l'ultimo giorno di vita di Pier Paolo Pasolini, scegliendo una metodologia narrativa particolare. Che non si limita ai soli fatti di cronaca, ma intervalla l'intenso vissuto dello scrittore-giornalista (impegnato tra interviste per il suo discusso film Salò, l'intimità familiare, gli incontri professionali e le uscite [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 febbraio 2015
Francesco2

 L'inizio del film non promette bene. E' legittimo nutrire il sospetto che anche Ferrara, di cui tutto si può dire ma non che sia un  regista ossequioso rispetto ai canoni, sia caduto nella trappola del film didascalico. Ed  invece, l'omaggio del regista di "New Rose Hotel", è legato all'Immanenza Trascendente del  Totò [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 ottobre 2014
pepito1948

Esclusa la via del biopic, come fare a sintetizzare filmicamente e dare un senso ed un’anima all’immenso mondo di Pasolini e tutto ciò che fu, poeta, scrittore, autore e regista cinematografico, articolista, profeta (a sua insaputa) e tante altre cose, riassumibili in una sola definizione: pensatore? Personalità multiforme, multitonale e multi-tutto, e anche per tendenza anti-tutto [...] Vai alla recensione »

sabato 7 novembre 2015
Barolo

Atteso che è difficile fare un film su Pasolini,mi pare che già ci avevano provato una ventina di anni fa,il risultato è modesto.Il lavoro ambiziosissimo è frammentario,visionario e poco ci dice su uno dei piu grandi misteri italiani,la recitazione è buona,ma è la sceneggiatura che è carente,Ferrara è un grande regista,poteva attenersi ad un copione [...] Vai alla recensione »

sabato 16 maggio 2015
Alexander 1986

Le ultime ore di Pier Paolo Pasolini, raccontate alternando momenti di vita esteriore ad altri di interiorità filtrata mediante ricostruzioni dagli ultimi progetti dell'artista. Quando ti approcci a una figura come quella di Pasolini, entri in un ginepraio dal quale è impossibile uscire indenni. Perché o ti limiti a girare il classico documentario, e allora ti becchi gli insulti dei pasoliniani che [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 settembre 2014
Ludwigzaller

Il film, la cui trama non è assolutamente confusa od impossibile da raccontare, narra gli ultimi giorni della vita di Pasolini. Ne emerge il quadro di un uomo ancora giovane, attivo, impegnato in molti progetti: il montaggio di Salò, la stesura avanzata di Petrolio, la sceneggiatura quasi completata di un film fantastico sulla falsariga di Uccellacci ed Uccellini di cui dovrà essere protagonista Ninetto [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 settembre 2014
Andrea Lade

Il primo film che ho visto di questa edizione del Festival è il tanto atteso “Pasolini”, stroncato dalla critica, disprezzato dagli amatori del giornalista friulano ed ignorato da tutti gli altri. Ma è veramente così orribile il nuovo film di Abel Ferrara? Posso davvero permettermi di archiviare questa “biografia” come un lavoro mal riuscito? Pur essendo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 ottobre 2014
libmasi

Questo film altro non è che il modo migliore per tenere lontani giovani e meno giovani, che poco sanno del personaggio, dal genio letterario ed artistico quale era. Il film non mette assolutamente in risalto nessuna delle opere artistiche di Pasolini, non mette in eveidenza il suo pensiero politico, le sue idee sul mondo, sul'evoluzione dell'uomo, sul capitalismo, niente di niente. Vai alla recensione »

lunedì 29 settembre 2014
Flyanto

 Film in cui si racconta la vita e la figura di artista di Pier Paolo Pasolini, dove la sua persona come scrittore e regista viene messa in evidenza attraverso i lati particolari della sua personalità e pertanto egli viene presentato dal regista Abel Ferrara come colui che andava contro corrente di fronte alla moralità vigente troppo bigotta e perbenista, per il suo attaccamento [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 settembre 2014
patric

Film molto mediocre, mi aspettavo dei riferimenti espliciti sull’aspetto più profano ed umano della sua vita, della sua diciamo ‘diversità’ se per noi definire diverso chi si discosta da un comportamento sociale comune e ‘normale’ ci fa sentire più sicuri e convinti della nostra ‘diversità’ dalla normalità intesa invece dai ‘diversi’ come un tipo di normalità ben diversa dalle altre normalità per esempio [...] Vai alla recensione »

sabato 4 ottobre 2014
Emyliu`

NEL film, Laura Betti, grande amica di Pasolini, é un incrocio tra Hanna Schygulla e (..?..). Lo capirete vedendo il film. Vi spingo ad andarci perché é un bell'omaggio allo scrittore. Così aveva scritto sul suo passaporto: non cineasta, regista, letterato, intellettuale, giornalista, poeta, sceneggiatore, drammaturgo, e altro ancora, ma semplicemente scrittore.

lunedì 7 novembre 2016
Antonello Chichiricco

Ma per carità! Ma chi è questo vacuo, nullo individuo circondato da ectoplasmi privi di spessore? Questo film è la dimostrazione di come si riesce a vanificare la presenza di buoni attori come Willem Dafoe, Ninetto Davoli, Valerio Mastastrea, Riccardo Scamarcio e soprattutto Adriana Asti. Ma dov'è il nostro grande poeta, il prfetico,  lucido dissacratore? [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 ottobre 2014
massimocantone

il suo è il tipico giudizio dello spettatore televisivo abituato ad essere servito e riverito. Si sforzi per piacere di comprendere e di pensare che non le è dovuta una spiegazione, non so se ha mai letto la poesia, si cimenti e studi. Inoltre si tratta dell'ultimo giorno di Pasolini e non degli ultimi mesi e sull'interpretazione, lei è il solito arbitro che crederebbe [...] Vai alla recensione »

domenica 5 ottobre 2014
Emyliu`△

PASOLINI di Abel Ferrara è un bell'omaggio filmico allo scrittore. Così aveva scritto sul suo passaporto: non regista, cineasta, letterato, intellettuale, giornalista, poeta, sceneggiatore, drammaturgo, e altro ancora, ma semplicemente scrittore. "Abolire i mezzi di controllo di massa del potere, come la televisione, perchè a causa di essa non ci sono piú esseri [...] Vai alla recensione »

domenica 5 ottobre 2014
massimocantone

leggo questi commenti moralistici e che tacciono poi la complessità di Pasolini (ma lo avete mai visto Salò?, avete mai letto Petrolio?) gli ultimi giorni di Pasolini di cosa ovevano parlare, di quando girava il Vangelo? Ipocriti e moralisti, reazionari e omofobi. Meno male che il film vi ha scandalizzati, vuol dire che anche se imperfettamente hanno fatto bene a farlo

sabato 4 ottobre 2014
Emyliu`

 PIUTTOSTO che il silenzio, questo PASOLINI di Abel Ferrara è un bell'omaggio filmico allo scrittore. Così aveva scritto sul suo passaporto: non regista, cineasta, letterato, intellettuale, giornalista, poeta, sceneggiatore, drammaturgo, e altro ancora, ma semplicemente scrittore. "Abolire i mezzi di controllo di massa del potere, come la televisione, perchè [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 gennaio 2018
serse

Recensione eccellente! 

lunedì 25 aprile 2016
g_andrini

La visione risulta piacevole, è un prodotto di qualità artistica pregevole. La ricostruzione storica mi sembra più che verosimile, con un tocco di allegoria e surrealismo di alcune scene.

mercoledì 1 ottobre 2014
Ludwigzaller

Come si fa a definire Pasolini un giornalista  friulano!? La strana usanza di questo sito, consistente nel permettere a chiunque di assegnare un voto, fa sì che in una sorta di dittatura della maggioranza, questa recensione riceve un 100% di consensi. Ma da parte di chi? La forte impressione, e mi scuso se lo faccio notare, è che di Pasolini l'autore della recensione non sappia [...] Vai alla recensione »

martedì 16 settembre 2014
epidemic

sicuramente il film non è per tutti, come d'altronde non lo era Pasolini. Il film di Ferrara è difficile, una scelta azzardata e non del tutto riuscita. Da una parte una linea di regia buona sulla quale non si può dire niente con movimenti di macchina mai scontati. Dall'altra il difficile dipannarsi della matassa Pasolini, difficile spiegarlo in poco più di un'ora un personaggio così polivalente, se [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 dicembre 2014
Voland

Il film non riesce quasi mai a mettere a fuoco la complessa figura dello scrittore-regista Racconto per frammenti, con prolungate scene spesso fuorvianti e dispersive, sembra che il regista fatichi a portare il lavoro agli 87' dell'opera. Il finale sposa la tesi, ormai quasi accertata, che ad uccidere Pasolini siano state più persone. Lasciamo che la sua biografica o autobiografia, sia nei i suoi [...] Vai alla recensione »

sabato 11 ottobre 2014
Gable3

Il film mi ha lasciato un grosso amaro in bocca. Senza conoscere nei dettagli le opere di Pasolini, uno spettatore "ignorante" (quale mi reputo, rispetto a Pasolini), non può collocare i lavori dello scrittore inseriti nella messa in scena del film. Esasperate molte scene di sesso omo ed etero che fanno da contrappunto alla presenza di Scamarcio e Davoli (che ho letto come la personificazione atemporale [...] Vai alla recensione »

martedì 30 settembre 2014
davidino.k.b.

A parte la buona interpretazione degli attori, non c'è nulla di nuovo da raccontare sulla fine del grande PASOLINI. Il regista vuole dare un'impronta un po' Pasoliniana dell'opera ultima dell'artista con scarso successo. Film nel complesso lento e scontato.

martedì 30 settembre 2014
davidino.k.b.

A parte la buona interpretazione degli attori, non c'è nulla di nuovo da raccontare sulla fine del grande PASOLINI. Il regista vuole dare un'impronta un po' Pasoliniana dell'opera ultima dell'artista con scarso successo. Film nel complesso lento e scontato.

domenica 28 settembre 2014
brandokate

Una delusione questo ritratto di Pasolini di Abel Ferrara: un film in cui non c'è nulla della forza delle parole e della poesia di Pasolini. Sembra che al regista manchi uno sguardo profondo e una conoscenza vera dei testi di questo scrittore così complesso e controverso. Allo spettatore rimane solo l'esile storia dell'ultima notte di uomo che vive con la madre, di notte adesca [...] Vai alla recensione »

Frasi
"La fine non esiste. Aspettiamo, qualcosa accadrà."
Una frase di Epifanio (Ninetto Davoli)
dal film Pasolini - a cura di Francesca
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Pasolini, chi era costui? Abel Ferrara punta sul fine-vita, prende l'attore feticcio WilIem Dafoe, gli concede la libertà di parlare in inglese davanti a Furio Colombo, anglo-italiano a casa, italiano con Pino Pelosi e i ragazzi di vita. Una Babele calcolata? No, e Scamarcio che fa Ninetto in napoletano, Ninetto che fa De Filippo in romanesco in Porno-Teo-Kolossal non aiutano.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

È un film appassionato quello che Abel Ferrara ha dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini mettendo a fuoco le ultime ore del poeta assassinato nella notte del 2 novembre 1975 secondo modalità che accostano i dati di cronaca a una percezione così personale da indurre nell'idea che il regista italo americano abbia sentito il personaggio (attraverso la mediazione dell'attore Willem Dafoe a sua volta [...] Vai alla recensione »

Maurizio Caverzan
Il Giornale

Willem Dafoe somiglia a Pasolini, la postura è studiata, belle le riprese della partita di calcio, efficaci la madre (Adriana Asti) e Nico Naldini (Valerio Mastandrea). Ferrara mette in scena i progetti di PPP, soprattutto Porno-Teo-Kolossal destinato a Eduardo, ed è la parte migliore del film. Per rendere la statura dello scrittore narrandone le ultime 48 ore ci voleva un'idea forte.

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venerdì 5 settembre 2014
 

Il red carpet della nona giornata della 71. Mostra del Cinema ha visto sfilare, per il Concorso, i protagonisti di Pasolini - atteso film di Abel Ferrara con Willem Dafoe, la moglie Giada Colagrande, Maria De Medeiros e Riccardo Scamarcio - e il cast [...]

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