| Titolo originale | Harry Potter and the Prisoner of Azkaban |
| Anno | 2004 |
| Genere | Fantastico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 136 minuti |
| Regia di | Alfonso Cuarón |
| Attori | Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Gary Oldman, Alan Rickman David Thewlis, Emma Thompson, Timothy Spall, Michael Gambon, Warwick Davis, Robbie Coltrane, Julie Christie, Tom Felton, Richard Griffiths, Pam Ferris, Fiona Shaw, Harry Melling, Adrian Rawlins, Geraldine Somerville, Lee Ingleby, Lenny Henry, Jimmy Gardner, Jim Tavaré, Robert Hardy, Abby Ford, Maggie Smith. |
| Uscita | giovedì 4 luglio 2024 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,17 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 giugno 2024
Argomenti: Harry Potter
Terzo anno per Harry alla "Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts". Sirius Black, un pericoloso assassino, evade dalla prigione di Azkaban con una precisa intenzione: uccidere Harry Potter! In Italia al Box Office Harry Potter e il prigioniero di Azkaban ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 595 mila euro e 307 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Harry Potter è un assegno circolare. Fortunatamente per gli spettatori, è anche una serie che migliora di episodio in episodio, e questa nuova, spettacolare, puntata diretta da Cuaròn, che rientra nel progetto di far dirigere ogni nuova pellicola della serie ad un regista diverso, rappresenta, almeno fino al 2005, il punto più alto della eptalogia in divenire.
Pur armato di forbici e cesoie, il regista messicano, già realizzatore del bizzarro Y tu mama tambien, viaggio iniziatico di due adolescenti alla scoperta del sesso e della vita, riesce a conferire a Potter un'immagine molto più adulta e convincente che nei due film passati, a dispetto del solo anno trascorso cronologicamente dalle sue ultime avventure.
Eliminate le derive bamboccesce di matrice Spielberghian/Columbesche, Harry Potter si presenta al pubblico in una veste più dark ed oscura. Stavolta i nemici e gli incubi non vengono dall'esterno ma dall'animo dei protagonisti e molti temi, pur se non approfonditi, mantengono alto il livello di attenzione "sociale": la mancanza di genitori e di punti di riferimento, il razzismo, il dualismo delle personalità degli individui e la non assolutezza del male, le classi sociali, l'ingiustizia.
Strepitoso il cast, che, ancora una volta, raccoglie il gotha del cinema anglossassone. Oltre ai soliti noti (Smith, Rickman) si aggiungono due mostri sacri come Oldman (sottovalutatissimo e qui splendido "villain") e Thewlis (già strepitoso ne L'Assedio e Naked), la sempre apprezzabile Emma Thompson e una manciata di caratteristi che solo un certo tipo di cinema riesce a sfruttare appieno come Timothy Spall, attore feticcio di Mike Leigh e Julie Christie.
Formalmente perfetto, Harry Potter and the Prisoner of Azkaban, continua la climax ascendente della serie: lo spirito del libro, avviso per i puristi, è salvo, anche se le due ore e mezza di proiezione, fatalmente, non bastano. A questo punto, la patata bollente passa nelle mani di Mike Newell.....
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è la trasposizione del terzo dei sette romanzi che compongono la saga letteraria scritta da Joanne Kathleen Rowling. Per spiegare il successo della saga di Harry Potter, si può ricorrere alle parole scritte dallo psicoanalista Bruno Bettelheim in Il mondo incantato (Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe): «Perché una storia riesca realmente a catturare l’attenzione del bambino, deve divertirlo e suscitare la sua curiosità. Ma per poter arricchire la sua vita, deve stimolare la sua immaginazione, aiutare a stimolare il suo intelletto e chiarire le sue emozioni, armonizzarsi con le sue ansie e aspirazioni, riconoscere appieno le sue difficoltà, e nel contempo suggerire soluzioni ai problemi che lo turbano. In breve, essa deve toccare contemporaneamente tutti gli aspetti della sua personalità, e questo senza mai sminuire la gravità delle difficoltà che affliggono il bambino, anzi prendendone pienamente atto, e nel contempo deve promuovere la sua fiducia in se stesso e nel futuro»: si può sostenere che i ragazzi che leggono i libri e vedono i film di Harry Potter vi trovano una storia che soddisfa le istanze esposte da Bettelheim. Ciascuno dei film-romanzi della saga rappresenta uno stadio della crescita di Harry: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban ritrae il passaggio dalla pre-adolescenza alla prima adolescenza. In questo terzo capitolo, Harry scopre suo padre dentro se stesso. La sequenza in cui Harry salva se stesso unisce il complesso di Edipo alla fase dello specchio come riconoscimento della fusione tra identità e alterità. Sulla riva del lago, appare una luce accecante che salva Harry dai Dissennatori, e che fa pensare alla luce di cui parla Jacques Lacan in Il Seminario. Libro XI, una luce che «si rifrange, si diffonde, inonda, riempie – non dimentichiamo quella coppa che è il nostro occhio – trabocca anche», una luce che colma il soggetto e il suo sguardo: dalla luce di Lacan sorge il palpito nascosto, il fondo segreto, il cuore invisibile delle cose, del soggetto, della coscienza, quello stesso cuore che Harry svela a se stesso. Altri temi di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban sono: il fascino del proibito; il tempo, inteso come blocco apparentemente mobile e in realtà fisso, già scritto; il contrasto visivo e tematico tra la luce (della coscienza) e l’oscurità (dell’inconscio); l’esigenza del controllo sulla realtà (la Mappa del Malandrino).
Non può essere di certo preso alla leggera un fenomeno internazionale come quello di Harry Potter, diventato una vera e propria icona degli anni 2000 ed ancor oggi amato da centinaia di fans che sperano, forse non più invano stando a quanto è stato rilasciato di recente da fonti ufficiali, di tornare a respirare l’aria e l’atmosfere create dalla mente della scrittrice [...] Vai alla recensione »
Tuoni, fulmini e saette, cieli plumbei, micro castello sotto il diluvio,grotte, notte, buie foreste, corvi, stanze immerse nell’ombra, fantasmi oscuri: come il libro di J. K. Rowling da cui è tratto, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban di Alfonso Cuarón, terzo film della serie, è anche il più dark. Il mago ragazzino occhialuto affronta le dolorose rivelazioni sul suo passato, come Batman rimpiange [...] Vai alla recensione »
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