50 giorni di cinema internazionale di Firenze 2023 produzione francia
50 giorni di cinema internazionale di Firenze, il programma dei 40 filmfrancesi. Firenze - 5 settembre/12 dicembre 2023. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Agnieszka Holland torna in Patria con una fotografia brutale della crisi dei rifugiati al confine polacco. Drammatico, Polonia, Germania, Francia, Belgio2023. Durata 147 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una famiglia di rifugiati siriani, un insegnante di inglese solitario dall'Afghanistan e una giovane guardia di frontiera, che si incontrano sul confine polacco-bielorusso durante l'ultima crisi umanitaria. Espandi ▽
Il cinema di denuncia sociale e politica di Agnieszka Holland non poteva non interessarsi alle turbolenze del presente che interessano in maniera diretta la sua patria, la Polonia, già in un tumulto interno per le politiche del governo e messa in una situazione ancor più delicata prima e durante l’invasione russa dell’Ucraina. Naturale che uno dei nomi di spicco del cinema polacco moderno abbia deciso di mettere in scena il travaglio umano delle migliaia di persone coinvolte in un sadico gioco di rappresaglia politica tra paesi e tra blocchi globali, in un corposo dramma in bianco e nero che vuole offrire molteplici punti di vista sulla vicenda. Lo fa in quel modo diretto, senza fronzoli e contundente che abbiamo imparato ad aspettarci da lei, autrice guidata dal principio - non privo di un certo didatticismo - che certe cose vadano semplicemente portate alla luce: Green Border è pieno di sofferenza e angherie, non lesina negli appelli diretti alla pietà spettatoriale, cerca emozioni forti costruendo una storia di abusi vergognosi su donne, anziani e bambini. Recensione ❯
Una lettera corale a Virginia Woolf da parte di tutti gli Orlando per riflettere sulle metamorfosi contemporanee con umanità. Documentario, Francia2023. Durata 98 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Partendo dal ritratto che ne fece Virginia Woolf, il regista si chiede chi siano gli Orlando contemporanei. Espandi ▽
Quando un filosofo attivista trans come Paul B. Preciado esordisce dietro la macchina da presa non può che farlo esplorando le aporie della nostra contemporaneità, andando a rintracciarne la radici nella letteratura. Aporie che riguardano l'identità, la fluidità, la scrittura di una biografia che nel suo essere assolutamente personale diventa collettiva. Il documentario si rivela un'interessante riflessione sulle metamorfosi contemporanee, narrate da una prospettiva individuale e collettiva al tempo stesso. Questo debutto dietro la macchina da presa centra in pieno l'obiettivo: senza la pretesa di impartire lezioni, punta sull'umanità viva dei suoi Orlando per ricordare a chi guarda il diritto imprescindibile di cambiare e di scegliere quale forma e sostanza avere, con una libertà (che dovrebbe essere) inviolabile. Recensione ❯
Un'operazione di forte astrazione che è anche riflessione profondamente ecologista. Documentario, Francia2023. Durata 83 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Il regista prova a immortalare la forza che lo attrae verso la Terra Adelia Espandi ▽
L'Antartide, o Terra (Australis) Incognita, "si può raggiungere da quattro accessi diversi: quello dall'America del Sud è il mio preferito", dice Luc Jacquet. A trent'anni dalla sua scoperta antartica, che ha originato l'apprezzato documentario La marcia dei pinguini, premio Oscar 2006, il regista non ha più abbandonato quelle regioni polari. Con Antarctica Calling ripete quel viaggio estremo tra i ghiacci per condividere con nuovi occhi e altre lenti fotografiche la meraviglia di paesaggi inaccessibili.
Il film si spinge oltre la mera osservazione naturalistica, in una volontà di fusione pacifica, non predatoria, con gli elementi naturali e animali di un continente minacciato.
Grazie alla domanda che lo assilla e lo tiene in vita ("cosa mi porta qui?"), possiamo illuderci di sentire la pressione del vento sulle ali di un albatross, percepire il gocciolare degli iceberg nell'oceano, intravedere forme antropomorfe nei tronchi di una foresta distrutta, ascoltare il richiamo d'amore delle foche sotto il ghiaccio, immaginare il volo dei condor sopra la testa. Incontrare di nuovo e all'improvviso, una colonia di pinguini: unica forma di vita in uno spazio lunare e spietato. Stavolta sono loro a guardare noi, ospiti imprevisti e irriconoscenti. In silenzio. Recensione ❯
Una ragazza appena adolescente deve fare i conti con la sua terra devastata dalle conseguenze del riscaldamento globale. Espandi ▽
Il Brahmaputra è un fiume che attraversa Tibet, India e Bangladesh. Lungo il suo corso resiste, tra un'isola di fango e un'altra, una popolazione poverissima, che le inondazioni recenti, dovute al cambiamento climatico, hanno messo in ginocchio. Il regista e reporter Angelos Rallis dal 2017 filma per cinque anni la quotidianità di Afrin, dodicenne incontrata durante le sue ricerche. Temporaneamente ospitata dalla zia perché orfana di madre e con padre lontano, la ragazzina combatte quotidianamente con le piogge torrenziali, cerca di arginare i danni raccogliendo e accatastando rami e canne di bambù attorno alla sua precaria abitazione. Le inondazioni hanno distrutto tutto, sostentarsi è sempre più difficile.
Ecco perché il padre di Afrin è andato a cercare una nuova vita a Dacca, la metropoli capitale del Bangladesh. Lì si sposterà anche la ragazzina, per cercare il padre e sfuggire al possibile matrimonio, visto che a quattordici anni in quella parte del mondo si è già considerate "da marito".
Mix di documentario di osservazione e invenzione finzionale, realtà e fantasia, Afrin nel mondo sommerso va accolto come la testimonianza preziosa di un disastro ecologico e sociale ma anche come una fiaba magica e nera, un coming of age che invita a una nuova consapevolezza del pianeta. Recensione ❯
Una panoramica di quello che devono vivere gli abitanti a nord di Siracusa, territorio sacrificato sull'altare del progresso. Espandi ▽
Nella costa est della Sicilia, si patiscono le conseguenze dovute alla presenza del polo petrolchimico siracusano che tanto lavoro ma anche tante conseguenze sul versante della salute ha portato agli abitanti.
Un regista francese e un fotografo palermitano uniscono le loro professionalità per dare voce a chi non ne ha o si è stancato di averne. Non ci sono solo le pur indispensabili e giuste proteste in questo film. C'è anche il ricordo di un mondo che è stato cancellato per fare posto ai fumi delle ciminiere. A rievocarlo è Nino, ora non vedente, che, accompagnato dalla moglie, percorre spazi ormai degradati facendo a sua volta spazio però alla memoria di ciò che un tempo li rendeva vivi e abitabili.
La testimonianza più toccante finisce così con l'essere quella di un bambino che alla richiesta della mamma se voglia andare a vedere dove lavora il papà (ovviamente al petrolchimico) risponde: "No. Perché posso anche morire". Recensione ❯
Ventura vaga tra le macerie della periferia di Lisbona. Ogni giovane che incontra è per lui come un figlio. Drammatico, Portogallo, Francia2004. Durata 154 Minuti.
Nel quartiere periferico di Fontainhas, a Lisbona, gli immigrati capoverdiani vivono senza avere nulla e senza essere nessuno. Espandi ▽
Gli ultimi giorni del quartiere capoverdiano di Fontainhas, alla periferia di Lisbona. La maggior parte dei suoi 9000 abitanti sta per essere trasferita in nuovi appartamenti più a nord. Clotilde, non riesce a dimenticare il mare di Capo Verde e gli squali che nuotano in quelle acque, e a 75 anni decide di lasciare il marito Ventura. Ventura è diventato in po' matto da quando lavorando in un cantiere è precipitato da un'impalcatura. Rifiuta ogni cambiamento credendo che la vecchiaia possa essere come la giovinezza. Recensione ❯
Film-ritratto su Pete Doherty, tra musica, popolarità e dipendenze. Espandi ▽
Un ritratto intimo del musicista e artista più iconico della sua generazione: Peter Doherty, cantante e cantautore punk inglese e leggendario frontman dei Libertines, mentre sprofonda negli abissi della dipendenza, nel momento di massimo successo.
Per un periodo di 10 anni, Peter Doherty è stato filmato in maniera intima dalla regista-musicista Katia de Vidas, che ha girato oltre 200 ore di filmati esclusivi. Attraverso le parole dell'artista stesso, la lotta toccante e carica di emozioni di Doherty per superare i suoi demoni e riemergere dalle tenebre verso la luce. Recensione ❯
Primo film di Costa della trilogia dedicata alla trasformazione del quartiere Fontainhas a Lisbona. Un racconto sulla disperazione di chi sopravvive all'impoverimento, alla violenza, alla desolazione. Espandi ▽
Primo film di Costa della trilogia dedicata alla trasformazione del quartiere Fontainhas a Lisbona. Un racconto sulla disperazione di chi sopravvive all'impoverimento, alla violenza, alla desolazione. Recensione ❯
Lola Peploe racconta la storia di sua nonna Clotilde Brewster Peploe (1915-1997), pittrice che visse tra
l'Italia e la Grecia e fu madre degli sceneggiatori e registi Clare e Mark Peploe. Espandi ▽
Lola Peploe racconta la storia di sua nonna Clotilde Brewster Peploe (1915-1997), pittrice che visse tra
l'Italia e la Grecia e fu madre degli sceneggiatori e registi Clare e Mark Peploe. Un viaggio nella memoria
di più generazioni di donne, è anche il ritratto di un'Europa che vive ancora nel mito del Grand Tour e
del Mediterraneo, e che viene spazzata via dalle guerre. Con personaggi straordinari, travolgenti amori
epistolari e quadri di sorprendente bellezza da riscoprire. Con una delle ultime testimonianze di
Bernardo Bertolucci, che fu marito di Clare Peploe. Recensione ❯
Le tormentate vicende di due fratelli, figli di un anziano genitore ormai sofferente di demenza senile. Espandi ▽
A Rimini il cantante un tempo di successo Richie Bravo ora si esibisce soltanto per un pubblico di anziani turisti, costretto di quando in quando a prostituirsi e ad affittare la propria villa per guadagnarsi da vivere. E quando sua figlia, abbandonata in tenera età, fa capolino nella sua vita per chiedere tutto quello che le è stato negato la situazione si complica ulteriormente. Ewald vive invece in Romania, dove lavora come tecnico industriale e lascia la fidanzata quando alcune sue pulsioni nascoste prendono il sopravvento, al punto da spingerlo a lasciare il lavoro e la donna per trasferirsi nell'entroterra, dove aprirà una scuola di judo che potrebbe aiutarlo a sopire le sue inclinazioni. Recensione ❯
Il viaggio di un'infermiera con un suo paziente fa emergere le tensioni tra un mondo naturale e selvaggio e un altro urbano. Espandi ▽
Il viaggio di Mariana, un'infermiera che accompagna il suo paziente comatoso da Lisbona fino a Capo Verde, vivendo sulla propria pelle le difficoltà dei rapporti con la popolazione locale e con un ambiente radicalmente ostile. Recensione ❯
Pedro Costa film Jeanne Balibar alle prove del suo nuovo album. Espandi ▽
Immersa nel nero di spazi particolari - un palco, una sala prove - Jeanne Balibar prova i pezzi del nuovo album, si esibisce, prende lezioni di canto operistico, recita in uno spettacolo. Recensione ❯
Un film che segue Jean-Marie Straub e Danielle Huillet mentre lavorano al montaggio del loro film Sicilia. Espandi ▽
Pedro Costa filma Jean-Marie Straub e Danielle Huillet mentre lavorano al montaggio del loro film Sicilia. Assistiamo alle loro discussioni, condividiamo la pratica di un lavoro certosino sulle immagini, sul movimento, sulla durata delle inquadrature. Mentre la coppia di registi lavora al tavolo di montaggio, ciò che si dipana davanti ai nostri occhi è una potente idea di messa in scena, fondata sul rigore delle scelte ma segnata anche da un profondo amore per il cinema che emerge dalle parole dei due. Recensione ❯
Una musicista tenta di coronare i suoi sogni ma la realtà è sempre più complessa. Espandi ▽
Caiti è una giovane donna di 29 anni e fin da bambina coltiva un sogno: cantare a Broadway. Per realizzarlo ha cominciato a sostenere audizioni già in tenera età, per poi approdare allo studio del teatro musicale all’Accademia di Belle Arti. Insoddisfatta della sua vita, dà sfogo alle sue frustrazioni nel corso di un programma radio, in cui alla musica alterna il racconto delle sue emozioni. Caiti trova nelle sue canzoni uno strumento per dar voce - e in questo modo allontanare - le sue malinconie: i titoli stessi dei brani della musicista danno infatti il titolo alle diverse sezioni del documentario, che raccontano il passato e il presente di una sognatrice perduta. La regista non si limita ad accompagnare lo spettatore nelle profondità dell’animo di Caiti attraverso la musica, i monologhi radiofonici e i filmati di infanzia e lo avvicina alla protagonista anche attraverso i movimenti della macchina da presa. Il frequente uso del primo piano serve infatti alla regista per creare una connessione ancora maggiore con la malinconica cantante, ritraendola con intensa gentilezza. Alla fine, non possiamo far altro che tifare per Caiti, augurandoci che i suoi sogni, come i nostri, possano un giorno realizzarsi. Recensione ❯
Una giovane attivista decide di andare a vedere con i propri occhi le conseguenze del cambiamento climatico. Espandi ▽
Camille Etienne, giovane attivista decide di salpare in barca con due amici per un viaggio ai confini del mondo e vedere con i propri occhi gli effetti del cambiamento climatico. Questa sarà solo la prima tappa di un'articolata odissea che porterà i protagonisti a mettersi alla prova, prima di tutto con le proprie paure e contraddizioni. Mentre ai vertici del potere mondiale regna l'immobilismo, il documentario racconta con una fotografia mozzafiato la metamorfosi della natura in consonanza con le trasformazioni dei giovani protagonisti, capaci di mettersi intimamente in discussione in un mondo che sta rapidamente cambiando. Recensione ❯