| Titolo originale | The Lost City of Z |
| Anno | 2016 |
| Genere | Azione, Avventura, Biografico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 141 minuti |
| Regia di | James Gray |
| Attori | Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland, Angus Macfadyen Edward Ashley, Clive Francis, Ian McDiarmid, Franco Nero, Daniel Huttlestone, Bobby Smalldridge, Johann Myers, Michael Jenn, Frank Clem, Siennah Buck, John Sackville, Nicholas Agnew, Michael Ford-FitzGerald. |
| Uscita | giovedì 22 giugno 2017 |
| Tag | Da vedere 2016 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,25 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 23 giugno 2017
Un agente segreto britannico parte per l'Amazzonia alla ricerca di una civiltà avanzata. La sua avventura diventa un'ossessione. In Italia al Box Office Civiltà Perduta ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 626 mila euro e 196 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il militare Percy Fawcett nella Gran Bretagna dell'inizio del secolo scorso ha davanti a sé scarse possibilità di avanzare di grado. Accetta quindi la proposta della Royal Society di recarsi in Amazzonia, ai confini tra Brasile e Bolivia, per mappare un territorio sino a quel momento privo di definizioni cartografiche. Fawcett lascia la moglie per una missione che dovrebbe durare due anni. Rimane però così affascinato dalla foresta amazzonica da decidere di tornarvi alla ricerca di una città nascosta di cui è convinto di aver trovato significative tracce.
James Gray deve essere rimasto colpito dalla descrizione del carattere del protagonista che lo scrittore David Grann ha messo al centro del libro omonimo a carattere storico. Se si guarda alla filmografia del regista si vede come la sua attenzione sia stata spesso attratta da storie di personaggi in tensione tra due mondi in conflitto.
Percy Fawcett è stato di fatto un perfetto esemplare della società vittoriana ed edoardiana ma al contempo le si opponeva con il suo bisogno di scoperta e di avventura. Senza scomodare Conrad con il suo "Cuore di tenebra" e, cinematograficamente, Francis Ford Coppola a cui sembra alludere l'immagine che accompagna il titolo, in questo film veniamo condotti quasi per mano nella psiche di un uomo che non rinuncia ai valori della società del suo tempo ma non vuole comunque divenirne schiavo. La sua relazione con la moglie non è tale da spingerlo alla fuga dal tetto coniugale, anzi.
Non è un Mattia Pascal made in Britain che vuole far perdere le sue tracce nella foresta pluviale. Farà ritorno, e non una sola volta, ma farà anche valere quelle che ritiene siano le regole fissate per l'uomo nei confronti della donna ritenendo che i compiti affidati loro siano ben differenti.
Il sogno della scoperta di una città perduta è di quelli che potrebbero far pensare allo spettatore di trovarsi di fronte a non molto di più di una versione meno romanzata delle vicende di Indiana Jones e più seria di quelle di "Hooten & the Lady". Gray si muove su tutt'altro versante: si fa coinvolgere e coinvolge lo spettatore nella 'folle' ricerca di un uomo che riesce a convincere altri ad accompagnarlo trasformando anche una profonda ostilità che gli proviene dall'ambito familiare. Questo non significa per lui sottrarsi ai doveri imposti dalla Storia. Così la scena più significativa del film finisce con il divenire quella in cui lo si vede al comando di un plotone nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. Dinanzi alla follia devastatrice del conflitto la sua ricerca si fa rileggere come la razionalità di chi vuole riportare alla luce ciò che un'antica civiltà ha voluto non distruggere ma costruire.
Questo film del regista americano James Gray mi ha ricordato per alcuni versi "El abrazo de la serpiente", straordinaria opera di Ciro Guerra. Entrambi i film sono ambientati nell'Amazzonia "profonda" all'inizio del '900, entrambe le proposte sono fondate su un'ansia di conoscenza e di ricerca che contrappone l'esploratore occidentale con la saggezza atemporale [...] Vai alla recensione »
Esponente - assieme a Paul Thomas Anderson, Alexander Payne, Darren Aronofsky - di un'ottima generazione di registi americani intorno ai cinquant'anni, James Gray è il più misconosciuto di tutti. Malgrado la presenza ai festival internazionali, i suoi film paiono riservati a una cerchia ristretta: siano struggenti noir urbani (Little Odessa, The Yard, I padroni della notte) o cupe storie d'amore dostoevskij [...] Vai alla recensione »