Oscar, ci siamo: fra poche ore sapremo tutto. Chi ha vinto, chi ha perso. Chi corre verso la leggenda, chi è stato re per una notte, chi rimarrà “a complete unknown”, un completo sconosciuto o quasi.
È il crocevia fra la leggenda e l’occasione perduta, fra il Big bang di una carriera e l’implosione, il Buco nero. Tutto in una notte: sogni di attrici sessantenni condannate ai popcorn movies, consacrazioni di registi indipendenti dall’immaginario smisurato, e pietre tombali sul fiammeggiante trionfo di attrici transgender travolte da un insolito destino, quello di scivolare sulla buccia di banana di un pugno di tweet.
E allora? Per il momento, stallo alla messicana: fra quattro film. Anora, The Brutalist e Conclave. Ma andiamo con ordine. La cerimonia di consegna degli Oscar si terrà domenica sera, al Dolby Theatre di Los Angeles. La presenterà il comico Conan O’ Brien, che prende il testimone da Jimmy Kimmel, conduttore delle ultime due edizioni. In Italia potremo vedere tutto in diretta e in chiaro, su Raiuno e su Raiplay, dalle 23:25 con il red carpet fino alla fine della cerimonia.
Sono l’ultimo atto della stagione dei premi, il più importante. È come una finale di Champions League, ma con tante squadre ancora in gara. In realtà, se si dà un occhio ai premi già assegnati nelle ultime settimane capisci che i film che lottano per splendere sono pochissimi. Nelle scorse settimane sono stati assegnati i SAG Awards, i premi del sindacato degli attori, i Golden Globes, i PGA e i DGA, premi assegnati dai produttori e dai registi, i WGA, assegnati dagli sceneggiatori, i Critics’ Choice Awards, gli Spirit Awards e i BAFTA. E molti di coloro che hanno votato quei premi fanno anche parte dell’Academy, che vota gli Oscar. I super nerd cinematografici si sono messi a incrociare dati su dati, come Benedict Cumberbatch davanti a un messaggio cifrato dai nazisti col codice Enigma. E ne hanno tratto previsioni al millimetro.
Noi, per ora, abbiamo capito che a contendersi gli Oscar più importanti quest’anno saranno tre film: Conclave, The Brutalist e Anora. Che potrebbe tagliare il nastro del traguardo più ambito. Andando più nel dettaglio: probabilmente The Brutalist e Conclave vinceranno il maggior numero di statuette, ma il premio per il miglior film potrebbe andare ad Anora, interpretato da una memorabile Mikey Madison, che tuttavia non dovrebbe vincere l’Oscar come migliore attrice, superata da Demi Moore di The Substance, che ha già vinto il Golden Globe e il SAG, mentre Madison ha vinto il BAFTA e l’Independent Spirit.
Naturalmente, in cima alla classifica delle nomination non c’è uno di questi tre film, ma il gangsta-musical di Netfilx Emilia Pérez, che ha fatto la storia con 13 candidature, record assoluto per un film in lingua non inglese. Ma i tweet offensivi dell’attrice Karla Sofía Gascón riemersi dalle tenebre di X hanno fatto più danno di un’invasione di cavallette. Speranze di Oscar al miglior film quasi del tutto evaporate, restano aggrappate alla speranza di una statuetta la splendida Zoe Saldaña come non protagonista e "El Mal" come miglior canzone originale. E veniamo a tracciare qualche ipotesi, categoria per categoria.





