Il braccio violento della legge

Film 1971 | Poliziesco 104 min.

Titolo originaleThe French Connection
Anno1971
GenerePoliziesco
ProduzioneUSA
Durata104 minuti
Regia diWilliam Friedkin
AttoriGene Hackman, Frederic De Pasquale, Eddie Egan, Fernando Rey, Roy Scheider, Marcel Bozzuffi .
TagDa vedere 1971
MYmonetro 3,65 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di William Friedkin. Un film Da vedere 1971 con Gene Hackman, Frederic De Pasquale, Eddie Egan, Fernando Rey, Roy Scheider, Marcel Bozzuffi. Titolo originale: The French Connection. Genere Poliziesco - USA, 1971, durata 104 minuti. - MYmonetro 3,65 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Pop Doyle, un duro poliziotto della squadra antidroga, segue la pista di un famoso spacciatore francese. Questi sta concludendo un affare colossale, u... Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 5 Premi Oscar, ha vinto 3 Golden Globes,

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Consigliato assolutamente sì!
3,65/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,86
CONSIGLIATO SÌ
Un classico, tutto inseguimenti, del nuovo poliziesco americano anni Settanta, che riscrive il noir con un taglio documentaristico.
Recensione di Annalice Furfari
Recensione di Annalice Furfari

Jimmy Doyle "Popeye" è un poliziotto della squadra narcotici di New York dai metodi brutali e assai poco ortodossi. Messosi in cattiva luce con i suoi superiori, a causa di alcuni fallimenti professionali, Doyle è convinto di avere finalmente ricevuto la soffiata giusta, quella capace di imprimere una svolta a un'intera carriera. Un infiltrato è venuto a sapere di una grossa partita di eroina in arrivo dalla Francia. Pur senza mandato, il detective si lancia sulla pista indicatagli, che lo conduce alla mafia italoamericana locale. Con il collega Lo Russo, suo partner professionale fisso, avvierà un'indagine tutta pedinamenti e intercettazioni.
Diventato un classico del nuovo poliziesco americano anni Settanta, Il braccio violento della legge ha rivoluzionato le regole allora in voga nel noir investigativo a stelle e strisce, influenzando molto cinema d'azione successivo. Premiato con un'incetta di Oscar - miglior film, regia, montaggio, sceneggiatura non originale e attore protagonista (quel Gene Hackman lanciato dal film) - il lungometraggio diretto dal regista de L'esorcista stupisce soprattutto per lo stile di regia adottato da un William Friedkin in stato di grazia nelle sequenze degli inseguimenti. La più nota e celebrata resta quella dell'automobile lanciata da uno spericolato Doyle alla velocità della metropolitana su cui un narcotrafficante francese sta viaggiando. Questa è di certo la sequenza più complessa, adrenalinica e spettacolare di un film giocato per lo più su inseguimenti e pedinamenti, che Friedkin dirige sempre con mano sicura, accompagnandoli freneticamente con piani sequenza, soggettive indiavolate e riprese a spalla, in un ritmo forsennato che il montaggio accelera ulteriormente. Sta tutto qui il punto di forza del film.
L'azione prevale, infatti, sulla riflessione e non c'è da lambiccarsi il cervello come in un giallo tradizionale, dato che sappiamo sin dai primi cinque minuti chi sono i cattivi da sgominare. Zero suspense, quindi, e zero colpi di scena, in un poliziesco che sfuma i confini tra bene e male, laddove i cattivi sono dei ricconi raffinati, mentre il protagonista è un antieroe frustrato dai fallimenti del passato, col pugno facile, il vizio dell'alcol e una perversione per le ragazze con gli stivali. La figura di Jimmy Doyle, interpretato da un convincente Gene Hackman, risente dell'immagine ormai stereotipata di tanta letteratura hard boiled, ma la riscrittura del genere noir operata da Friedkin - che si basa su un libro di inchiesta di Robin Moore, ispirato a un clamoroso sequestro di eroina realmente avvenuto - sta nell'azzeramento di quell'alone nostalgico che circondava i personaggi e le atmosfere dei noir precedenti, a cui il regista preferisce un freddo taglio documentaristico.
La suggestione è data per lo più dall'ambientazione in un'invernale New York anni Settanta, tutta strade e marciapiedi periferici, botteghe di italoamericani e scintillanti night club. Scorci urbani valorizzati dalla fotografia di Owen Roizman, che ne coglie il cielo livido della sera o rosato dalle prime luci dell'alba.

Sei d'accordo con Annalice Furfari?

Pop Doyle, un duro poliziotto della squadra antidroga, segue la pista di un famoso spacciatore francese. Questi sta concludendo un affare colossale, un traffico di stupefacenti fra gli Stati Uniti e il suo paese d'origine. Doyle individua il contatto e tende un'imboscata nel porto alla banda. Questa viene distrutta, la droga recuperata, ma il capo della gang riesce a fuggire. Doyle, che nella foga della caccia ha ucciso accidentalmente un collega, riceve una nota di biasimo e il trasferimento. È forse il capostipite dei film sui poliziotti violenti che prima sparano e poi dicono altolà. Ne seguiranno decine, molte delle quali di produzione italiana. Questo almeno, sul piano della fattura, è dei migliori, ben diretto da Friedkin, ottimamente interpretato da Hackman, che ottenne un Oscar per la caratterizzazione di Doyle (detto Popeye, Braccio di Ferro). Memorabile un inseguimento automobilistico.

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"Popeye" Doyle del Narcotics Bureau di New York, che lavora in coppia con il collega Lo Russo, è malvisto dai superiori per i suoi metodi brutali. Sventa un traffico di droga arrivata da Marsiglia con un divo della TV. Famoso per il forsennato inseguimento automobilistico lungo la metropolitana, è apprezzabile per l'ambientazione autentica a New York più che per la storia e per i personaggi ispirati alla realtà. Il suo limite più grave è il debole distacco critico della regia dalla materia e dal protagonista, fanatico praticante del "fine che giustifica i mezzi". 5 Oscar: film, regia, montaggio, sceneggiatura e G. Hackman. Influenzò molto cinema d'azione del decennio. Scritto da Ernest Tidyman dal romanzo (1969) omonimo di Robin Moore.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 28 dicembre 2015
andrejuve

“Il braccio violento della legge” è un film del 1971 diretto da William Friedkin. Il film inizia a Marsiglia dove un uomo viene ucciso a sangue freddo da un sicario senza conoscerne il motivo. Jimmy Doyle e Buddy Russo invece sono due poliziotti della sezione narcotici di New York. Dopo una delle tante giornate lavorative i due si recano presso un rinomato pub per bere qualcosa e [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 luglio 2013
jacopo b98

 Il poliziotto “papà” Doyle (Hackman), insieme al collega Lo Russo (Scheider), riesce a sventare un traffico di droga tra la Francia e gli USA ma pur di raggiungere il suo obbiettivo farà una strage. Il film di Fryedkin è una di quelle opere che hanno fatto (e continuano a fare) scuola. Famoso per alcune geniali invenzioni registiche, lo stile freddo e sporco, [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 dicembre 2016
Dandy

Un film rivoluzionario,tratto al romanzo di Robin Moore ispirato ad una autentica retata avvenuta 10 anni prima(Friedkin ha anche ingaggiato i veri Egan e Grosso come consulenti e attori[interpretano Simonson e Klein])e diventato un esempio-chiave dell'allora emergente "Nuova Hollywood".Alle frenetiche sequenze d'azione(ottimi gli inseguimenti a piedi e memorabile quello tra Popeye [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 agosto 2015
Andrea Alesci

Come un pugno che colpisce al buio, la sferzante musica di Don Ellis ci sbatte dentro una storia dai contorni francesi (The French Connection è il titolo originale della pellicola), ma con l’anima sfibrata di una New York anni ’70. Dentro il malaffare della città imbottita di droga e violenza, riflessa senza filtro nello squallore delle sue vie, là dove ci catapulta [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 marzo 2011
hi mate!

E' un discreto film,a mio avviso un tantino sopravvalutato,di sicuro non meritava tutti quegli oscar!!! L'ambientazione è il punto di forza,ma per il resto ho visto un film che non si innalza affatto al di sopra dei tanti film del genere. Scusate ma Arancia Meccanica è un capolavoro e nel '71 doveva vincere l'oscar,trovo scandaloso che sia stato assegnato al "braccio [...] Vai alla recensione »

sabato 8 settembre 2012
paride86

Bel gangster-movie sul tema del poliziotto violento. Prendi degli attori eccezionali, aggiungi molta azione, mettici pure un bell'inseguimento da antologia e poni il tutto nelle mani di William Friedkin: il risultato è assicurato.

lunedì 23 agosto 2010
AMBROGINO

bellissimo

giovedì 14 novembre 2013
vjarkiv

Non v'è dubbio che l'ipervalutazione che venne fatta nel periodo storico in cui uscì il film trova ragion d'essere: nasceva il new cinema americano anni 70 con i vari Altman, Coppola, Pollack.. e anche Friedkin con questo film, riuscì a ridisegnare il poliziesco, con criminali e poliziotti i cui confini etici si confondono.

lunedì 14 marzo 2011
nonnetti

uno dei pochi casi in cui userei l'abusata critica fatta "questo film .è sopravvalutato". al di là del meritorio valore atmosferico, catturato con una fotografia un sonoro e un'accurata scelta delle scenografie, la sceneggiatura almeno nella prima parte è piuttosto legnosa e fuorviante. la scena magistrale dell'inseguimento recupera terreno tout-court, ma [...] Vai alla recensione »

sabato 7 marzo 2015
il befe

bello

NEWS
NEWS
venerdì 14 agosto 2009
Giancarlo Zappoli

Una carriera da autodidatta È un William Friedkin in piena forma quello che si presenta alla gremita Master Class del Festival di Locarno dove riceverà il Pardo d'Onore. Inizia ricordando da subito la sua carriera di autodidatta che non ha frequentato [...]

winner
miglior film
Premio Oscar
1972
winner
miglior regia
Premio Oscar
1972
winner
miglior attore
Premio Oscar
1972
winner
miglior scenegg.ra non origin.
Premio Oscar
1972
winner
miglior montaggio
Premio Oscar
1972
winner
miglior film
Golden Globes
1972
winner
miglior regia
Golden Globes
1972
winner
miglior attore
Golden Globes
1972
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