| Titolo originale | Pigen Med Nålen |
| Titolo internazionale | The Girl With the Needle |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Danimarca |
| Durata | 115 minuti |
| Regia di | Magnus von Horn |
| Attori | Victoria Carmen Sonne, Trine Dyrholm, Besir Zeciri, Ava Knox Martin, Joachim Fjelstrup Tessa Hoder, Søren Sætter-Lassen, Thomas Kirk, Dan Jakobsen, Anna Tulestedt, Ari Alexander, Benedikte Hansen, Lizzielou Winding Refn, Petrine Agger, Magnus von Horn, Jakob Højlev Jørgensen, Anders Hove. |
| MYmonetro | 3,22 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 15 novembre 2024
Una favola su un'orribile verità. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, ha vinto 2 European Film Awards, Il film è stato premiato a National Board, 1 candidatura a Goya, Al Box Office Usa The Girl With the Needle ha incassato 11,5 mila dollari .
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CONSIGLIATO SÌ
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Karoline è una giovane donna che, nella Copenaghen al termine della Prima Guerra Mondiale, nel giro di poco tempo si ritrova sfrattata dall'appartamento in cui viveva, sedotta e abbandonata dal suo datore di lavoro nonché successivamente licenziata. C'è però una donna che si dichiara disposta ad aiutarla.
Una vicenda che ha tutte le caratteristiche iniziali del feuilleton ma progressivamente si trasforma in maniera inattesa.
C'è un fatto di cronaca accaduto nella Danimarca di inizio secolo scorso alla base del film di Van Horn ma chi vuole poter apprezzare l'evoluzione della vicenda farà bene a non andare a cercare preventivamente i riferimenti. Perché inizialmente, quasi fossimo dinanzi a una favola di Hans Christian Andersen, la protagonista viene caricata di una imponente serie di disgrazie. Viene cacciata per morosità dall'abitazione in cui vive, si concede al proprio datore di lavoro confidando nel matrimonio (convinta com'è di essere vedova a causa della prolungata assenza di notizie del marito al fronte). Non solo non vedrà le nozze ma assisterà al ritorno del coniuge orribilmente sfigurato. Come se ciò non bastasse scopre di essere incinta. La sensazione di trovarsi davanti a una di quelle storie che appassionavano i lettori di inizio secolo scorso e che in Italia avevano la loro più importante autrice in un'altra Carolina (la Invernizio) è forte. Ma a tenerla a distanza ci sono da subito due elementi. Innanzitutto la splendida fotografia in bianco e nero che, se da un lato ricorda quella di Pawel Pawlikowski (Ida, Cold War), dall'altro sa come trovare una propria originalità in particolare nei primissimi piani. Ci sono poi, appunto, i volti che compaiono nella lunga sequenza di apertura, destinati a deformarsi in maschere dell'orrore costituendo un potente segnale di messa in guardia.
In un mondo che ha conosciuto la devastazione del conflitto armato su scala mondiale la deturpazione può essere fisica ma anche morale. La prima lascia sul volto del marito di Karoline tracce indelebili destinate a creare ripugnanza e ad essere sfruttate in un circo in cui i freaks fanno provare brividi a un pubblico che ne è alla ricerca. Ma non è questa la più temibile. Ce n'è un'altra, tanto ammantata di interessato altruismo quanto animata da tutt'altre intenzioni. Van Horn, grazie alla scelta di un cast che si dimostra sempre all'altezza delle aspettative, riesce a portare sullo schermo la lotta, spesso impari, per conservare una purezza d'animo in un inferno in cui i volti sono coperti dalle maschere del perbenismo o della superiorità di classe. Più che a una fiaba il suo film finisce in definitiva con l'assomigliare a un romanzo di Dickens trasferito in analoga latitudine ma con diverso contesto sociale.
Sembra un film di altri tempi, raccontato in un bellissimo bianco e nero. Non avendo letto nulla riguardo a questo film, non sapevo in quale genere classificarlo, prima della visione. I ritratti all'inizio del film fanno presagire qualcosa di malvagio. Difficile raccontare la trama senza svelare qualcosa, per questo motivo posso solo dire che è molto bello, anche se un pugno allo stomaco. [...] Vai alla recensione »
Danimarca alla fine della Grande Guerra (cui il Paese rimase estraneo, tolti i volontari). Karoline perde la casa, da un pezzo non ha notizie del marito al fronte e lo crede morto, ha una relazione col datore di lavoro che la mette incinta ma di sposarla non se la sente (la madre cerbera si oppone duro) e anzi la licenzia. Karoline tanto fortunata partorisce e consegna il bambino a una donna che assicura [...] Vai alla recensione »