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venerdì 24 novembre 2017

Thomas Trabacchi

Gassman in Trabacchi

52 anni, 5 Settembre 1965 (Vergine), Milano (Italia)
Biografia Filmografia Critica Premi Foto Articoli e news Trailer Dvd CD Frasi celebri
occhiello
"I matti sono come gli dei, non possono stare in mezzo agli uomini".
dal film C'era una volta la città dei matti (2010) Thomas Trabacchi è Lampo
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Thomas Trabacchi

Amori che non sanno stare al mondo

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di Francesca Comencini. Con Lucia Mascino, Thomas Trabacchi, Carlotta Natoli, Iaia Forte, Valentina Bellè.
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Genere Drammatico, - Italia 2017. Uscita 29/11/2017.

Nico, 1988

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,56)
Un film di Susanna Nicchiarelli. Con Trine Dyrholm, John Gordon Sinclair, Anamaria Marinca, Sandor Funtek II, Thomas Trabacchi.
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Genere Drammatico, - Italia, Belgio 2017. Uscita 12/10/2017.

Un bacio

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,66)
Un film di Ivan Cotroneo. Con Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani, Leonardo Pazzagli, Thomas Trabacchi.
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Genere Drammatico, - Italia 2016. Uscita 31/03/2016.

Uno per tutti

* * - - -
(mymonetro: 2,48)
Un film di Mimmo Calopresti. Con Fabrizio Ferracane, Giorgio Panariello, Thomas Trabacchi, Isabella Ferrari, Lorenzo Baroni.
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Genere Drammatico, - Italia 2015. Uscita 26/11/2015.

Romanzo di una strage

* * * - -
(mymonetro: 3,29)
Un film di Marco Tullio Giordana. Con Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Michela Cescon, Laura Chiatti, Fabrizio Gifuni.
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Genere Drammatico, - Italia 2012. Uscita 30/03/2012.

Quando la notte

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,71)
Un film di Cristina Comencini. Con Claudia Pandolfi, Filippo Timi, Thomas Trabacchi, Denis Fasolo, Michela Cescon.
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Genere Drammatico, - Italia 2011. Uscita 28/10/2011.
Filmografia di Thomas Trabacchi »

lunedì 23 ottobre 2017 - Amori che non sanno stare al mondo e Seven Sister sono due dei titoli rivelati dal Torino Film Festival. In lista anche le opere di Torre, Scimeca e Ferrario.

Il 35 TFF annuncia 7 film: ci sono Comencini e Wirkola

a cura della redazione cinemanews

Il 35 TFF annuncia 7 film: ci sono Comencini e Wirkola Il Torino Film Festival annuncia alcune anticipazioni della 35esima edizione: Cento anni di Davide Ferrario, Riccardo va all'inferno di Roberta Torre, Balon di Pasquale Scimeca, Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini. Tra i titoli internazionali troviamo My Life Story di Julien Temple, Seven Sisters di Tommy Wirkola, L'uomo che inventò il Natale di Bharat Nalluri.     Il Torino Film Festival ha annunciato oggi alcuni titoli che saranno presentati alla 35° edizione che si terrà dal 24 novembre al 2 dicembre.   Cento anni è diretto da Davide Ferrario e sarà presentato in prima mondiale nella sezione fuori concorso Festa Mobile. Il film, suddiviso in quattro capitoli, parte dal racconto della disfatta di Caporetto del 1917, di cui quest'anno ricorre il centenario, proseguendo poi con altre "Caporetto" che hanno segnato la storia italiana, vicende di sconfitta ma anche occasioni di riscossa: la Resistenza, la strage di Piazza della Loggia e la Caporetto della crisi demografica di oggi.

Riccardo va all'inferno è il musical dark e psichedelico della regista Roberta Torre, rivisitazione pop del Riccardo III di Shakespeare. Presentato in prima mondiale nella sezione fuori concorso After Hours, il film ha come protagonisti Massimo Ranieri, nel ruolo del temibile Riccardo Mancini, e Sonia Bergamasco, la potente Regina Madre, grande tessitrice di equilibri perversi: dopo anni di cura psichiatrica, Riccardo torna nel Fantastico Regno dove la Nobile famiglia Mancini gestisce il malaffare, e inizia a tramare nell'ombra assassinando chiunque ostacoli la sua scalata al potere... Le musiche e le canzoni originali sono di Mauro Pagani
  Balon di Pasquale Scimeca sarà presentato nella sezione fuori concorso Festa Mobile. "Questo non è un film sull'emigrazione ma un film che racconta l'Africa" dichiara il regista. Il film racconta la storia di due ragazzi (Amin e sua sorella Isokè) che vivono in un villaggio dell'Africa sub-sahariana. Un giorno una banda di predoni uccide la loro famiglia. Rimasti soli, fuggono verso il deserto finché non raggiungono la Libia. Catturati da una milizia, dopo mesi di prigionia e lavoro da schiavi, riescono a salire su un barcone che leva l'ancora verso l'ignoto.

Amori che non sanno stare al mondo diretto da Francesca Comencini, dopo essere stato presentato al Festival di Locarno sarà proposto nella sezione fuori concorso Festa Mobile. Il film, interpretato da Lucia Mascino e Thomas Trabacchi, è tratto dall'omonimo romanzo di Francesca Comencini ed è una commedia sentimentale che racconta con ironia e lucidità una storia d'amore che non sa stare al mondo, il modo in cui le donne ne affrontano la fine e un nuovo inizio. 

My Life Story è il documentario diretto da Julien Temple che sarà presentato in anteprima mondiale fuori concorso nella sezione Festa Mobile. Il documentario è dedicato a Suggs, alla sua vita prima di diventare il leader dei Madness, il gruppo ska diventato quasi un'istituzione in Gran Bretagna, e alla sua carriera da frontman del gruppo. Un inno alla musica e un racconto intimo di uno dei personaggi più interessanti del panorama musicale britannico che si mette a nudo raccontando la sua gioventù, i trascorsi nelle difficili strade della Soho degli anni Settanta, fino alla sua prima apparizione al programma Top of the Pops a diciotto anni.

Seven Sisters diretto da Tommy Wirkola con Noomi RapaceGlenn Close e Willem Dafoe, sarà presentato fuori concorso nella sezione Festa Mobile. 2073: il pianeta é afflitto da sovrappopolamento e carestia. L'aumento incontrollato delle nascite ha costretto i governi a mettere in atto la drastica politica del Figlio Unico istituita dal Bureau per il Controllo delle nascite, diretto dalla Dott.sa Cayman (Glenn Close) che impone l'ibernazione dei figli in eccesso. Una donna muore durante il parto di sette gemelle (Noomi Rapace), e per salvarle tutte, il nonno (Willem Dafoe) le nasconde chiamandole Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato e Domenica. Ognuna di loro potrà uscire di casa solo nel giorno della settimana corrispondente al loro nome con l'identità di Karen Settman e il divieto assoluto di rivelare il segreto della loro famiglia. Nascoste per sei giorni a settimana, le sette sorelle sono libere di essere loro stesse solo nella prigione del loro appartamento. Tutto procede fino a che, un giorno, Lunedì non fa più ritorno a casa... 

L'uomo che inventò il Natale, diretto da Bharat Nalluri, con Dan Stevens, Christopher Plummer, Jonathan Pryce, Justin Edwards, Morfydd Clark. Il film è presentato in prima internazionale Fuori Concorso nella sezione Festa Mobile e racconta il tortuoso viaggio che ha portato alla creazione del personaggio di Ebenezer Scrooge, del piccolo Tim e degli altri famosi protagonisti del "Canto di Natale" di Charles Dickens. Lo scrittore inglese ha mescolato momenti della sua vita reale ed elementi fantastici per dare forma ai personaggi indimenticabili di un racconto senza tempo.

domenica 15 ottobre 2017 - L'opera di Susanna Nicchiarelli dimostra che, magari faticosamente, si può fare un film sul rock, sull'Europa e sugli anni Ottanta anche in Italia. Al cinema.

Nico, 1988, una svolta culturale per il cinema italiano?

Roy Menarini cinemanews

Nico, 1988, una svolta culturale per il cinema italiano? A torto si pensa che il genere biografico sia prevedibile e ampiamente codificato. Eppure, anche in questo periodo in cui la "storia vera" sembra aver raggiunto l'apice dell'interesse per il pubblico, le formule di riferimento sono molte e numerose. Agli abusati schemi di ascesa/caduta o ascesa/caduta/rinascita, Nico, 1988 per esempio oppone un approccio più articolato e complesso, che usa la tournée come detonatore per un road movie, e proprio su questo aspetto moltiplica i punti di osservazione e spiazza le attese dello spettatore. In gioco, dunque, non c'è solamente il confronto con il genere di riferimento (con il sotto-filone del maledettismo rock a fare da pericoloso modello) ma anche con il cinema italiano tout court, di cui Nico, 1988 costituisce lodevole eccezione. Ci sono alcune lezioni che altri registi potrebbero trarre dal film di Susanna Nicchiarelli. Per esempio, documentarsi attentamente sulla materia narrata: in Nico, 1988 troviamo non solo una serie di materiali di prima mano (come le opere sperimentali di Jonas Mekas dove Nico è presente da giovane, evitando imbarazzanti flashback con attrici sosia) ma anche episodi e ricostruzioni tratte da testimonianze dirette, trovando in questo modo un equilibrio palpabile tra rispetto umano dei protagonisti del tempo e autonomia di rappresentazione.

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