La versione di Barney

Film 2010 | Commedia 132 min.

Regia di Richard J. Lewis. Un film con Paul Giamatti, Dustin Hoffman, Minnie Driver, Rosamund Pike, Rachelle Lefevre. Cast completo Titolo originale: Barney's Version. Genere Commedia - Canada, Italia, 2010, durata 132 minuti. Uscita cinema venerdì 14 gennaio 2011 distribuito da Medusa. - MYmonetro 2,81 su 72 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Barney Panofsky, ebreo canadese, ha una sua versione da raccontare su come sono andate le cose, tanto nella sua vita sentimentale (tre burrascosi matrimoni) che nel mistero legato alla scomparsa del migliore amico Boogie. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai Golden Globes. In Italia al Box Office La versione di Barney ha incassato 2,6 milioni di euro .

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Consigliato sì!
2,81/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,09
CONSIGLIATO SÌ
Versione molto 'gentile' e poco yiddish del Barney di Mordecai Richler.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 10 settembre 2010
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 10 settembre 2010

Barney Panofsky è un produttore televisivo ebreo che vive a Montreal, dove colleziona mogli e bottiglie di whisky. Figlio affettuoso di un poliziotto in pensione col vizio del sesso e degli aneddoti, Barney è incalzato dalle ambizioni e dalle calunnie del detective O'Hearne, convinto da anni del suo coinvolgimento nella scomparsa di Boogie, amico licenzioso e scrittore dotato. Dopo l'uscita del libro di O'Hearne, che lo accusa di omicidio e di ogni genere di bassezza, Barney si decide a dare la sua versione dei fatti, ripercorrendo la sua (mal)educazione sentimentale e la sua vita fuori misura, consumata nell'Italia degli anni Sessanta e perseverata in Canada. Tra una partita di hockey e una boccata di Montecristo, l'irrefrenabile Barney rievoca il suo primo matrimonio con una pittrice esistenzialista e suicida, riesamina le seconde nozze con una miliardaria ebrea e ninfomane e riconsidera gli errori fatti con la sua terza e amatissima consorte, speaker garbata e madre dei sui due figli.
Indubbiamente non è facile misurarsi con il lavoro di trasposizione, figuriamoci poi sceneggiare le parole di Mordecai Richler e il suo romanzo più celebre ("La versione di Barney"), pubblicato in Italia all'inizio degli anni zero. Ma forse valeva la pena provarci perché Barney Panofsky ha 'carattere' cinematografico e personalità impetuosa per soddisfare quel pubblico trasversale che ama la letteratura e il cinema e resiste alla banalità dei pregiudizi. Purtroppo però la traduzione questa volta non funziona e l'omonimo libro di Richler eccede la versione di Richard J. Lewis, rendendo la sua conversione mediale trascurabile.
La versione di Barney è un film 'gentile', scritto e pensato da gentili, goym (non ebrei) gli avrebbe probabilmente chiamati l'ingovernabile Panofsky, che nel romanzo omonimo si racconta senza misura e in prima persona. Il regista, impegnato un decennio sulla scena del crimine (CSI), rinuncia consapevolmente all'uso della voce fuori campo del narratore, che non sempre è segno di difficoltà narrativa, prendendo così le distanze dal protagonista e lasciando che sia l'intreccio a prevalere sul personaggio.
Smarcandosi dalla fedeltà e appagato dall'esaltazione del tradimento, Lewis preferisce una 'versione' conciliata e conciliante di Barney, che manca l'identità ebraica e l'umorismo yiddish di Richler. Preoccupato forse della 'diversità' di Panofsky il regista finisce per renderlo troppo uguale a troppi eroi da melodramma, perdendo la peculiarità di un buontempone disprezzato da rabbini e gentili, sempre pronto a sacrificare verità e relazioni per una buona battuta. Una battuta che veicola sempre sentimenti profondi e sfoga un'energia nervosa a lungo trattenuta. A incarnare meglio del protagonista Paul Giamatti la straordinarietà espressiva dello spirito yiddish è il padre di Dustin Hoffman, attore ebreo e per questo probabilmente emotivamente prossimo al Barney letterario e in grado di riconoscerne e impiegarne l'umorismo e la superiorità paranoide.
L'Izzy Panofsky di Hoffman smaschera l'ordinarietà del Barney cinematografico, ereditando la pungente critica sociale di Richler e la sua precisa (e penetrante) ricognizione dei più piccoli dettagli della vita sociale. Mazel tov al piccolo grande uomo.

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Lo stream of consciousness di un ebreo canadese che le ha vis(su)te un po' tutte.
Recensione di Emanuele Sacchi

Il mondo secondo Barney o lo stream of consciousness di un ebreo canadese che le ha vis(su)te un po' tutte e si ritrova a tracciare un consuntivo sulla sua travagliata esistenza.
Il romanzo del 1997 di Mordecai Richler è uno dei pochi punti di riferimento certi nella letteratura degli ultimi quindici anni, nonché un osso durissimo per qualsiasi tipo di trasposizione cinematografica. Tante, troppe le cose che succedono nel romanzo - volta per volta dilatate o ristrette dall'abilità di Richler (come riportare telefonate che occupano più pagine su grande schermo?) - per poter sperare di adottare un approccio di fedeltà assoluta al testo originario. Non a caso originariamente doveva essere lo stesso Richler a curare la sceneggiatura, prima della morte avvenuta nel 2001. Richard J. Lewis propende per l'introduzione di diverse ellissi narrative, riducendo drasticamente gli eventi legati al primo matrimonio di Barney (tra l'altro spostandolo da Parigi a Roma) e concentrando il focus dell'intreccio sul terzo matrimonio, quello con Miriam Gray, l'unica donna di cui Barney si innamorerà.
Considerata la non-autorialità della regia di Lewis, sostanzialmente di taglio televisivo, e lo smussamento delle asperità di un romanzo che rappresenta uno schiaffo nel nome del politicamente scorretto, non può che uscirne un film convenzionale, più o meno corrispondente all'idea di trasposizione hollywoodiana che chiunque si sarebbe atteso, secondo il consueto schema introduzione dei personaggi-eventi traumatici-love story-rottura-epilogo. Viene da pensare a un David Cronenberg, visto il cameo fugace che interpreta nel film, e a cosa avrebbe saputo estrarre da una materia simile, magari sfruttando l'espediente dei vuoti di memoria per osare e sconvolgere, portando la storia su terreni più personali e frutto di soggettività. Ma queste restano fantasie; la realtà è che, al di là delle ottime interpretazioni di Giamatti e Hoffmann, il Barney cinematografico è tutt'altro che memorabile.

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LA VERSIONE DI BARNEY
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 21 gennaio 2011
pepito1948

Lasciamo stare per una volta il confronto con il romanzo dell’ebreo Richler da cui il film è tratto; primo perché io non l’ho letto; secondo perché non si può chiedere ad ogni spettatore di conoscere la fonte letteraria dei film che va  a vedere; terzo perché detto confronto nel 90% dei casi è a favore del libro; quarto perché la discussion [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2011
Writer58

Policromo e suggestivo, evocativo nei luoghi, narrato con un ritmo rapido ma non frenetico, ben caratterizzato nei suoi personaggi principali - tra tutti spicca l'ottima prova di Paul Giamatti-, "La versione di Barney" mi è parso un film che lascia nello spettatore quell'insieme di suggestioni che definiamo con il termine sintetico "bellezza".

lunedì 29 giugno 2015
sergio dal maso

Irriverente. Incosciente. Goffo. Antipatico. Cinico. Irresistibile. Passionale. Romantico. Sincero. Può un uomo avere contemporaneamente tutte queste qualità ? Difficile, ma non nel caso di Barney Panofsky, l’eccentrico ebreo canadese, produttore di orribili soap opere televisive, protagonista della storia, anzi della sua versione della storia.

martedì 25 gennaio 2011
laulilla

Mi chiedo quale senso abbia la polemica presente in quasi tutte le recensioni, relativa all'inadeguatezza del film rispetto al romanzo. Il film va, secondo me, giudicato di per sé, poiché si avvale, nel narrare la stessa vicenda del romanzo, di mezzi espressivi, grammaticali e sintattici completamente diversi. Parafrasando il famoso titolo di un'opera di Roland Barthes, "La [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 febbraio 2011
Maria Cristina Nascosi Sandri

La versione di Barney di R. J. Lewis di Maria Cristina NASCOSI SANDRI Morirai anche tu colpevole, come tutti noi. La frase, tratta da uno stupendo film di parecchi anni fa, Pranzo di Natale, della francese Danièle Thompson, di chiara, intelligente, arguta impronta ebraica, ben si attaglia allo spirito che pervade La versione di Barney, l’ottima pellicola di Richard J.

martedì 25 gennaio 2011
lucadagostino85

Premetto di non aver letto il romanzo, e dunque il mio punto di vista sulla pellicola è strettamente inerente al film in sé, in quanto opera esclusivamente cinematografica. Certo da quanto osservato sullo schermo deve essersi trattato di una difficile trasposizione, visto lo straordinario quantitativo di materiale davanti al quale ci pone la cinepresa di Richard J.

sabato 22 gennaio 2011
giacomogabrielli

Un Paul Giamatti da urlo (oltre che da Oscar) per un film che può all'apparenza essere comune, ma che invece spicca di originalità e bellezza. Era ora che qualcuno si rendesse conto che il fantastico attore americano sa sorreggere un film tutto da solo! La vita del produttore televisivo ebreo Barney Panofsky, tra matrimoni falliti e tristi vicende passate, vista da un punto intelligente [...] Vai alla recensione »

domenica 16 gennaio 2011
C.V.B.

Difficile,come sempre,ridurre la complessa materia di un romanzo in un film.E non sempre operazione lecita,neanche per invogliare alla lettura.Le persone che erano con me al cinema e non hanno letto il libro hanno capito poco di questo strano personaggio che è Barney,hanno solo visto magari l'ubriacone irriverente,non l'uomo buono,simpatico,capace di amare,generoso con gli altri che [...] Vai alla recensione »

sabato 22 gennaio 2011
cararosa

Film molto intenso contro ogni aspettativa..Ha la capacità di coinvolgerti dall'inizio sino alla fine con un finale imprevedibile..ma che è il senso di tutto il film: far di tutto per costrurci la vita che vogliamo..ma non sempre quello che vogliamo è nostro per sempre.Perdiamo via via le persone care..tutto ci sfugge, anche la memoria, la lucidità,ma anche la vita...Film [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 gennaio 2011
giuliog02

Una vicenda umana, molto umana,  intrigante, raccontata con brio, talvolta con carattere  picaresco. Finale amarissimo. Un film ben recitato da tutti i protagonisti di una vicenda in cui si libera la forza vitale e l'estro dei personaggi, al di fuori degli schemi della buona educazione. A parte Miriam, impersonata dalla splendida Rosamund Pike.

sabato 15 gennaio 2011
Luigi.blu

Ennesima trasposizione cinematografica di un romanzo di successo. Il film e' divertente ed abbastanza coinvolgente ma non e' certo un capolavoro. La storia narra una vicenda di vita, in cui il protagonista (Barney), un ebreo canadese passa attraverso tre matrimoni: il primo per dovere (presunto), il secondo per interesse ed il terzo finalmente per amore.

domenica 16 gennaio 2011
renato volpone

Il film, attraversando la vita di Barney e i suoi matrimoni, ci fa capire come le cose accadano non sempre per il nostro volere e operare. Barney lotta disperatamente contro lo stato delle cose, ma arriva troppo tardi per salvare la prima moglie, troppo tardi per capire che il secondo matrimonio è sbagliato, e troppo tardi per capire che il tradimento uccide un sentimento vero.

giovedì 20 gennaio 2011
stefanovogna

...E chi non vorrebbe una storia d'amore come questa? Paul Giamatti in una grande interpretazione, Dustin Hoffman poco presente ma molto incisivo. Una commedia romantica, cinica e divertentissima. Da vedere! Da imparare!

lunedì 14 febbraio 2011
zampi100

Il film mi ha particolarmente appassionato grazie all' ottima interpretazione di Giamatti che è riuscito a entrare nella sua parte in modo sublime (naturalmente questo è il mio parere). Mi ha entusiasmato anche la trama e soprattutto le tematiche affrottante che spaziano dall' alcolismo,l' amore e le difficoltà di coppia, la vecchiaia per arrivare anche agli errori [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 febbraio 2011
Ale9191

Non ho idea di come fosse stato il romanzo, ma dopo aver visto questo film penso solo ad una cosa: ottimo. Capisco che la trasposizione cinematografica non sia stata tra le più fedeli, ma non per questo uno spettatore deve partire preventivamente con l'idea che non gli piacerà. Un Paul Giamatti così, infatti, avrebbe meritato la candidatura all'Oscar: paga forse lo scotto [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 febbraio 2011
AudreyandGeorge

Arrivato alle soglie della vecchiaia con tre divorzi alle spalle, la prima moglie morta di suicidio, un'accusa di omicidio, Barney Panofsky ne ha di cose da raccontare. Ed è proprio per dare la sua 'versione' dei fatti che decide di ripercorrere il suo passato, tra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo. Presentato in concorso a Venezia, il film di Richard J Lewis [...] Vai alla recensione »

martedì 4 agosto 2015
Giorpost

Nel 2010 il regista di telefilm R.J. Lewis porta in scena un romanzo dello scrittore canadese Richler senza cambiarne il titolo: La versione di Barney. Ad interpretare Barney Panofsky, un produttore televisivo ebreo di second' ordine, viene chiamato Paul Giamatti, coadiuvato da Dustin Hoffman nei panni del padre pensionato malato di sesso, ma sempre pronto a dispensare buoni consigli.

mercoledì 29 agosto 2012
ultimoboyscout

E' il viaggio a ritroso di Barney Panofsky, che superati i sessant'anni ripercorre la sua vita fra amori, entusiasmi e illusioni ormai perse per chiarire definitivamente le cause della morte dell'amico Boogie che molti credono sia stato ucciso da lui. Deve essere stato un lavoro durissimo e complicatissimo riadattare il romanzo cult (ben 500 pagine!) di Mordecai Richler: il risultato è [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 luglio 2011
Rescart

Che cosa succederebbe oggi se si ripetesse la storia di Davide e Betsabea? Anzitutto non è detto che il nuovo Davide sia un bianco, potrebbe essere un nero, come è il caso dell'incipit di questo film ambientato negli anni '70. Profetico? Non saprei, rinvio la valutazione in merito a chi ha letto il libro perchè evidentemente la scelta del regista ha perso quel tocco di [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 maggio 2011
Dado1987

La versione di Barney è la storia della vita di un uomo, segnata da tre matrimoni ed un'accusa di omicidio. Parlando della parte tecnica, non si può non riconoscere un'estrema bravura di Paul Giamatti nell'interpretare la parte del protagonista ed anche gli altri attori sono bravi, in particolare Dustin Hoffman nelle vesti del padre. La fotografia, la sceneggiatura e la regia, pur essendo molto buone, [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 febbraio 2011
Spike

Il meglio della commedia americana. Interpreti eccezionali che sanno divertire ed emozionare. Dalle lacrime alle risa. Ottimo Paul Giammatti, buona l'interpretazione di Dustin Hoffman e Rosamund Pike. Buona regia ed ottima sceneggiatura. CONSIGLIATO

martedì 25 gennaio 2011
Domenico A

Abbiamo visto “ La versione di Barney “ regia di Richard J. Lewis. Barney beve come una spugna, fuma sigari Montecristo, ha in gioventù come amici geniali artisti ( nel libro vive a Parigi, nel film invece a Roma ), anche le tre donne che sposa sono belle e la summa di tre epoche differenti della sua vita, ha una carriera professionale ricca di danaro e bella vita.

venerdì 22 giugno 2012
Alessandro Guatti

Qualcuno sostiene che non bisognerebbe parlare di un film confrontandolo con il romanzo da cui è tratto. In parte sono d'accordo,  perché ritengo che essi rappresentino due opere d’arte distinte. Eppure bisogna farlo, perché il rapporto con la fonte è uno dei tratti caratteristici di un adattamento. Non si può realizzare un film traendolo da un libro [...] Vai alla recensione »

domenica 8 gennaio 2012
colibrì

Conclusa la lettura de La versione di Barney, mi sono buttata sul film. Classico esempio di trasposizione cannata, a mio modesto parere... Intanto non si capisce il titolo: se nel libro io interpreto che "la versione" si riferisca all'ipotetico omicidio di Boogie, nel film non c'è nemmeno un accenno al processo e comunque la scomparsa di Boogie resta un puntino piccolo piccolo, al massimo il "deus [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 gennaio 2011
olgadik

Eccomi di fronte all’improba impresa di chiacchierare di un film tratto da un libro, per gli inevitabili fraintendimenti che si ottengono confrontando creazioni di diversa nascita e carattere. L’impresa, poi, è resa ancora più improba se si pensa che il libro in oggetto, La questione di Barney, di Mordecai Richler provocò alla sua uscita una netta divisione tra truppe [...] Vai alla recensione »

domenica 16 gennaio 2011
salvo

La versione di Barney è un film che non ti coinvolge emotivamente, piuttosto ti incuriosisce e ti lascia in balia di considerazioni negative sulla vita che potrebbe riservarti brutte sorprese, come la fine dello stesso Barney. Hoffman e Giamatti sono bravissimi, ma la loro bravura non è sufficiente a dare al film quella tensione che lo potrebbe salvare da appiattimento e monotonia.

lunedì 17 gennaio 2011
Franco Cesario

Ottima recitazione dei personaggi (Paul Giamatti assolutamente su tutti), qualche momento di vera ilarità e poco più nella trasposizione cinematografica del libro del canadese Mordecai Richler "La versione di Barney": un vero peccato e un'occasione mancata. L'opera, infatti, è prolissa, lenta e praticamente non succede quasi nulla per tutto il film che si limita a narrare con qualche guizzo istrionico [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 gennaio 2011
il conformista

Un buon film con alcune pecche perchè talvolta soffre della matrice letteraria complessa. La parte "romana" troppo ridotta, tale da rendere superficiale la storia della prima moglie. Visivamente ineccepibile, ricco di ambienti, costumi, situazioni diverse. Il protagonista a differenza del romanzo, NON è simpatico, non si fa il tifo per lui, non ha charme neanche quando corteggia [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 gennaio 2011
oigres62

.... ogni due anni circa esce una rivisitata edizione delle "invasioni barbariche" : stesso clima, stessa patinata irriverenza, guardacaso stessa ambientazione - Canada - stesse atmosfere d'imminente ma mai realizzata perdita d'identità. Mi chiedo perchè .... perché immolare un'opera letteraria di discreto livello, con profonde implicazioni psicologiche [...] Vai alla recensione »

martedì 25 gennaio 2011
angelo umana

Più che la versione di Barney Panofsky sulla morte del suo più caro amico è la sua versione/interpretazione della vita. E' un film che trovo un poco "descolocado", slegato, le cose ci sono dentro senza la giusta ragione. Troppi sigari e whisky, quasi oziosi, troppi matrimoni improvvisati, ben tre, c'è da scommettere che il terzo sia il più giusto finalmente, viste le esperienze fatte! Uno di questi [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 gennaio 2011
MAGTOI80

A volte non riesco a capire, sempre la solita storia....LA VOLETE CAPIRE CHE LEGGERE UN LIBRO NON è MAI COME VEDERE UN FILM???? semplicemnte xche' il libro ti fa' creare a te' la scenografia la fotografia o altri dialoghi che la mente puo' mettere, il regista o chi per lui ha la sua di mente e quindi di fantasia.... questo per dire che io oggi giudico il film dicendo che è [...] Vai alla recensione »

martedì 18 gennaio 2011
paapla

Il protagonista Barney (Paul Giamatti) è molto bravo ma diretto malissimo dal regista Rchard J.Lewis. La vita di Barney ha una svolta a Roma perché incontra Clara (Rachelle Lefevre) ed è convito d'averla messa incinta durante un fugace amplesso, la sposa, il bambino nasce morto ma non è figlio di Barney perché è albino, Clara si uccide e Barney fa ritorno [...] Vai alla recensione »

sabato 6 agosto 2011
soleserenita

Carino divertente ed emozionante!

domenica 29 maggio 2011
Fera82

Premessa: non ho letto il libro, nè ho letto sul suo autore. Il film merita di essere visto, è un inno all'amore, quello vero, snocciolato in modo non utopistico, ed anche se parte in sordina, ha molti pregi. Innanzitutto va assolutamente detto che si discosta da quella che è la mainstrem americana di genere. E' bello perchè è ben recitato, perchè [...] Vai alla recensione »

martedì 1 febbraio 2011
claudiorec

Paul Giamatti regge da solo le più di 2 ore di film.

domenica 16 gennaio 2011
lunetta

3 stelle perchè è un film fatto bene, con ottimi attori. Ma finisce quì. Il titolo si riferisce allo scarso interesse che hanno per me la vita e gli amori, e i matrimoni, di un ebreo canadese, semi-alcolizzato.  Non ho letto il libro, e questo avrebbe dovuto essere un punto a favore del film; il film coinvolge poco, salvo alcune scene più intense.

venerdì 9 settembre 2011
Liuk

Meritatissimo il Golden Globe a questa pellicola sofisticata e profonda. Ciò che più emerge è l'accuratezza dei personaggi, ricchi di difetti e dalle mille sfaccettature; personaggi non positivi ma umani in collegamento tra loro attraverso rapporti interpersonali difficili e amori profoni. Giamatti incredibile nella parte di Barney, ruolo sicuramente degno di un grandissimo [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 gennaio 2011
Merlonia

Ho trovato il film davvero bello, intenso dall'inizio alla fine, mai lento e noioso un piacere la visione. La differenza con il libro di Richler non sono in grado di valutarla perchè il libro non l'ho letto , ma immagino la complessità di trasferire in un film la profondità di un testo. Comunque il film vale davvero la pena di essere visto, per me 5 stelle! 

lunedì 17 gennaio 2011
daniela todini

Non ho letto il romanzo ma il film "La versione di Barney" mi è piaciuto molto, bravo il protagonista e bravissimo Dustin Hoffman, è un film veloce (personalmente odio i films lenti); corre veloce e interessante per tutta a durata della storia. Grazie Daniela Todini

lunedì 17 gennaio 2011
mandatrix

non ho letto il libro, ma la storia sembra ispirata, in modo MOLTO soft, al grande Portnoy o ai personaggi di Philip Roth. certo quando lo vedrà qualche mia amica divorziata, rosicherà parecchio.

sabato 15 gennaio 2011
Eliguz

Ottimi attori tra cui spicca oltre alla bravura la naturalezza di Giamatti,leggendo il libro lo immaginavo proprio così. Ben ambientato, piacevole, ironico, assurdo, ma pur così vicino alla realtà di noi incomprensibili esseri umani, bella colonna sonora che sottolinea quanto si vede sullo schermo. Mi sono meravigliata delle risate del pubblico, specialmente femminile, battute troppo intelligenti per [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 dicembre 2011
target87

molto bello ed emozionante...l'ostinazione di un uomo con mille difetti e vizi nel cercare e rincorrere la donna della sua vita...vero,sincero e anche umoristico anche grazie a uno splendido dustin hoffman...da un film malinconico e introspettivo non vedo come ci si possa aspettare che "decolli" come qualcuno fa presente...ci sono dei valori sani come la protezione di un figlio verso [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 novembre 2011
Giammarco

Bellissimo film. Elogio della follia, dell'amore, della poesia e della profonda malinconia esistenziale dell'esistenza sottile sulla quale barcolliamo ogni giorno. Splendidi tutti. Indimenticabile. Da non poter non guardare.

sabato 8 ottobre 2011
Cenox

Il film in sè non è particolarmente brutto, ma presenta diverse parti in cui tende ad esser lungo e noioso..certo nel racconto di una vita è difficile interessare lo spettatore per tutti i minuti di film, ma lo si deve fare obbligatoriamente sennò si perde l'interesse astare concentrati, e risulta inutile aver cercato di raccontarlo in questa maniera (come esempio negativo [...] Vai alla recensione »

domenica 21 agosto 2011
Paola D. G. 81

... bello!!

martedì 18 gennaio 2011
MDriver_elimina

Credo che la stramaggioranza delle persone che erano con me al cinema a vedere questo film si sia rispecchiato molto nel ruolo di barney anche se poche persone hanno letto questo romanzo ciò non significa che la gente non abbia capito la sostanza del film e di questa storia realmente accaduta, il film in effetti aiuta a capire l'esilarante drammaticità del film di ciò che realmente vogliamo una vita [...] Vai alla recensione »

sabato 15 gennaio 2011
algernon

concordo con la critica di Emanuela Sacchi: un film convenzionale, che semplifica e smussa le parti più interessanti dell'originale. comunque una buona produzione, con grandi attori (anche con un'ottima ricomparsa di Dustin Hoffmann), per uno spettacolo complessivamente godibile (che giustifica le tre stelle). il personaggio di Barney è veramente insopportabile.

martedì 23 giugno 2015
Xerox

... nel film che doveva essere la sua consacrazione, e attore che mi piace un bel po'(a proposito, ma a parte me, c'è qualcun altro che lo trova MOLTO somigliante a Franz di Ale e Franz?), ma i minuti illuminanti del film sono per me quelli in cui c'è lo STREPITOSO Dustin Hoffman. Appena appare, lo schermo è suo, non ce n'è per nessuno. Penso che potrebbe fare anche lo spot del Ciappi e sarebbe sempre... [...] Vai alla recensione »

martedì 5 marzo 2013
GABRY

io non ho letto il libro, e ne sono contenta!! perchè ieri sera alla televisione ho visto questo bellissimo film che mi ha dato e lasciato delle emozioni stupende mi è rimasto dentro la delicatezza, la tenerezza di questo amore unico e grande, sinceramente non sapevo niente nè del libro nè del film e forse anche per questo sono riuscita ad apprezzarlo in pieno penso che [...] Vai alla recensione »

sabato 17 settembre 2011
Francovit

mi viene chiesto se son d'accordo con la recensione  della Lietta Tornabuoni: ma ne ho potuto leggere soltanto alcune righe. Mi rimandate a La stampa di non so quando: ma dove la trovo?

FOCUS
FOCUS
lunedì 17 gennaio 2011
Pino Farinotti

C'è voluto del tempo prima che Mordecai Richler, l'autore de La versione di Barney, si accreditasse anche da noi. Il suo romanzo è del 1997, in Italia è esploso quattro anni dopo. Richler è un superdotato, lo rilevi all'istante. Leggendolo non hai bisogno che scorrano alcuni capitoli per decifrarlo e assumerlo. Nella pagina ti corteggia e ti seduce due o tre volte. Per dirla col calcio, non è un centrocampista geometrico e costante che fa sempre la cosa corretta, è un fantasista del dribbling che non dà spazio, che ti sorprende, che ti fa balzare in piedi.

Frasi
siate grandi nelle azioni come lo siete stati nel pensiero
Una frase di Barney Panofsky (Paul Giamatti)
dal film La versione di Barney - a cura di Dudi
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

La versione di Barney di Richard J. Lewis, convenzionale, non arriva a trasporre il romanzo di Mordecai Richler (Adelphi): lo spirito caustico, l’autoironia, a volte il cinismo del canadese Barney Panofski (Paul Giamatti) diventano una sorta di tristezza alcolica; le scene girate a Roma, considerata una città di bohemien, sono goffe e non credibili; l’amore della vita, Miriam (Rosamund Pike) è banalizzato. [...] Vai alla recensione »

NEWS
INFINITY
venerdì 15 settembre 2017
 

Barney Panofsky è un produttore televisivo ebreo che vive a Montreal, dove colleziona mogli e bottiglie di whisky. Figlio affettuoso di un poliziotto in pensione col vizio del sesso e degli aneddoti, Barney è incalzato dalle ambizioni e dalle calunnie [...]

NEWS
venerdì 14 gennaio 2011
Nicoletta Dose

Di storie sugli alieni ce ne sono tante. Tutte, in un modo o nell'altro, raccontano come sia difficile l'integrazione tra extraterrestri e umani, così diversi e incompatibili tra loro, divisi su tutto eppure uniti, in ugual misura, nell'essere estranei [...]

VIDEO
mercoledì 22 dicembre 2010
 

Tratto dall'omonima opera letteraria di Mordecai Richler e presentato in concorso a Venezia 2010, La versione di Barney si accinge ad inaugurare il nuovo anno al cinema. Nel raccontare la rocambolesca storia di Barney Panofsky, un ebreo canadese irascibile, [...]

GALLERY
sabato 11 settembre 2010
 

Humor e commozione Apprezzato soprattutto dagli amanti del politicamente scorretto, ieri La versione di Barney (film in concorso) ha portato al Lido humor e commozione ma anche qualche polemica: la trasposizione del celebre libro di Mordecai Richler [...]

winner
miglior attore in un film brillante
Golden Globes
2011
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