Alessandro Siani esordisce al cinema come produttore con un film che racconta le differenze tra due quartieri agli antipodi: il popolare rione Sanità e il borghese Posillipo.
Sette anni dopo aver recitato in Benvenuti al Sud, Alessandro Siani fa il suo esordio al cinema come produttore con un film ambientato a Napoli che mette in scena il dilemma di uno “scugnizzo” che s’innamora della figlia di un “chiattillo”. Attraverso lo sguardo del bambino, Troppo napoletano racconta le differenze tra due quartieri agli antipodi: il popolare rione Sanità e il borghese Posillipo. Sullo sfondo di una città difficile e complessa, quasi sempre protagonista di vicende altre e altri disagi, si svolge la trama di questa commedia tragicomica fatta di contrasti sociali e amori da fiaba.
Ciro è figlio della classe popolare e di un cantante neomelodico morto in seguito a uno sventurato volo dal palcoscenico. Sogna di sposarsi con Ludovica, figlia di un attore fallito di ceto benestante, e chiede aiuto sentimentale al suo psicologo che nel frattempo s’è innamorato della mamma vedova, napoletana verace. A fare da contorno, una famiglia numerosa e rumorosa che, tra un caffè, una pizza, un film di Totò e una commedia di Eduardo, rende tributo alla tradizione, alla cultura e alla calorosità partenopea.
Il titolo non lascia spazio a dubbi: sembra infatti fare riferimento proprio alla natura di un film napoletano fino all’osso. Napoletano è il regista, Gianluca Ansanelli, napoletano il produttore, Alessandro Siani, napoletano è il cast di cui fanno parte anche Gigi e Ross (Luigi Esposito e Rosario Morra), al loro esordio cinematografico, ma già celebri come presentatori del programma televisivo di cabaret prodotto e realizzato interamente nel meridione, il campione d’ascolti “Made In Sud”. Infine, anche la comicità di cui si alimenta il film è tipicamente napoletana.
Ma dietro quella parvenza scanzonata della commedia, si nasconde un messaggio: che “esiste una sola Napoli”, come dichiara Ross, “seppur divisa in quartieri molto diversi, con le loro tradizioni e spesso anche i propri santi. Nonostante queste differenze, però, la radice è unica e riunisce in sé le mille sfumature che fanno di Napoli una città unica al mondo”.
Se è vero, come si dice, che il potere della melodia delle canzoni napoletane, le cosiddette neomelodiche, le ha rese capaci di parlare un linguaggio universale in grado di comunicare i sentimenti e le emozioni indipendentemente dalle parole, è anche vero che una commedia che parli di amore, tema immortale, attraverso lo sguardo di un bambino, fa della napoletanità un aspetto altrettanto universale.