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Julie Andrews

Julie Andrews (Julia Elizabeth Wells) è un attore inglese, è nato il 1 ottobre 1935 a Walton-on-Thames (Gran Bretagna).
Nel 2007 ha ricevuto il premio alla carriera al SAG Awards. Dal 1965 al 2007 Julie Andrews ha vinto 5 premi: David di Donatello (1966, 1983), Golden Globes (1983), Premio Oscar (1965), SAG Awards (2007). Julie Andrews ha oggi 86 anni ed è del segno zodiacale Bilancia.

Supercalifragilistichespistrepitosa!

A cura di Francesca Pellegrini

Con un sol schiocco di dita ha rivoluzionato la fantasia di due fratellini monelli, entrando nei cuori - e nelle case - di generazioni di bambini, nei panni della Tata per antonomasia, Mary Poppins. Ha, poi, spalancato le porte dell'austera dimora del Capitano, Christopher Plummer, colorando di note le giornate dei sette figli e sferruzzando per loro abiti ricavati da tende tirolesi in Tutti insieme appassionatamente. In seguito, ha stuzzicato l'immaginario maschile e quello gay, celando la sua deliziosa femminilità nei costumi di un cabarettista noto come Victor Victoria. Dotata di una portentosa voce di quattro ottave, lei è la caramellosa e smagliante icona del buonismo cinecanterino. È considerata una leggenda vivente, poiché vincitrice di tutti i maggiori premi dello show biz - fra cui l'Oscar, Golden Globe, Emmy, Grammy, BAFTA, People's Choice Award, Screen Actors Guild - e insignita della prestigiosa onorificenza di Dama dell'Ordine dell'Impero Britannico e del Kennedy Center Honor. Ladies and gentlemen, la divina Julie Andrews.

Le Origini di un enfant prodige
La stella viene alla luce alle sei del mattino in una fresca giornata autunnale, frutto di una relazione lampo tra la madre, Barbara Morris, e un amico di famiglia. Poco dopo la nascita della piccola, la donna si sposa con Edward C. "Ted" Wells, un falegname. La coppia concepisce un figlio di nome John. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, i coniugi si separano e Barbara convola a seconde nozze con Ted Andrews. Nonostante l'estrema povertà, il signor Andrews infonde alle "sue" donne la passione per la musica e per lo spettacolo, esortando la figliastra a coltivare il talento naturale. La fa iscrivere - così - presso la Cone-Ripman School di Londra, sotto la guida canora del soprano Lilian Stiles-Allen. Proseguirà la sua istruzione tra le mura dell'accandemia Woodbrook di Beckenham.

Primi Passi
Julie ha appena otto anni quando debutta al fianco di mamma e papà, ormai duo musicale affermato nel circuito del vaudeville d'oltremanica. Grazie ad una straordinaria ugola dall'estensione di 4 ottave, la tredicenne - nel 1948 - spopola come solista nel Regno Unito, esibendosi accanto a Danny Kaye, nella Royal Variety Performance, alla presenza della regina d'Inghilterra Elizabeth Bowes-Lyon (la futura Regina Madre) e della principessa Elisabetta (futura Regina Elisabetta II). Seguiranno duri anni di gavetta al british music hall nonché alla radio, che si estenderanno fino all'inizio dei 50's.

Album
Nel 1947, la Andrews incide il primo disco: la Polonaise dall'opera Mignon. La sua carriera discografica continuerà, con fortune alterne, fino ai primi anni del nuovo millennio, con una discografia nutrita e composita che conta album (Julie Andrews Sings, 1958; Broadway's Fair Julie, 1962; Love, Julie, 1987), colonne sonore (My Fair Lady - London, 1958; Mary Poppins, 1964; Victor/Victoria - Broadway, 1996), LP natalizi (A Christmas Treasure - con la conduzione di André Previn, 1967; The Secret of Christmas, 1973; The Sounds of Christmas from Around the World, 1990) e audiolibri (Mandy, 1986; Little Bo, 2000; Julie Andrews' Collection of Poems, Songs and Lullabies, 2009), per un totale di più di 50 titoli, senza contare le tantissime riedizioni e compilation.

Gli Anni Cinquanta - Broadway e il Piccolo Schermo
Ormai 18enne, la fanciulla approda a Broadway calcando la scena nel musical inglese "The Boy Friend" di Sandy Wilson. Dodici mesi più tardi, questa stellina emergente del teatro si aggiudica la sua prima nomination al Tony Award, incarnando la protagonista in uno dei musical più celebri della storia: "My Fair Lady". Il 1957 la vede esordire sul piccolo schermo, calzando la scarpetta di cristallo di "Cinderella", nell'omonimo adattamento per la tv. Nel 1959, l'artista pronuncia il fatidico "si" davanti allo scenografo /costumista, Tony Walton: dalla loro unione nasce Emma. La coppia divorzia nel 1967. E' il 1960 quando, sotto i riflettori, si cimenta in Ginevra (seconda candidatura al Tony), nella tavola rotonda di Re Artù/Richard Burton, nella pièce di "Camelot".

Gli Anni Sessanta - il cinema la consacra al successo
Nel 1964, Julie - che ancora non si è affacciata al mondo della celluloide - rimane semisconosciuta al pubblico statunitense. Quindi, al mega produttore Jack Warner (uno dei Warner Brothers) non resta che affidare il ruolo di Eliza Dolittle - personaggio consacrato sul palcoscenico dalla Andrews - ad un'affermata superstar quale, l'esile cerbiatta Audrey Hepburn, nella trasposizione cinematografica di My Fair Lady. Julie Andrews la doppierà nel canto. Questo scandaloso episodio suscita aspre polemiche ed è, tuttoggi, considerato uno dei casi di ingiustizia più clamorosi della Mecca del Cinema. Una manciata di mesi dopo, il riscatto si materializzerà nelle fattezze di Topolino, ovvero, quando la Walt Disney la ingaggerà nella parte di Mary Poppins. Il resto è, ovviamente, storia; la performance della bambinaia volante la eleva lassù, dritta nel firmamento di Hollywood, facendole conseguire - tra gli altri - l'Academy Awards come miglior attrice protagonista (la Hepburn non riceve neanche la nomination per My Fair Lady). Un prodigioso debutto che la trasforma in uno status symbol. Nel 1965, tripudio sulle colline austriache in Tutti insieme appassionatamente, diretto da Robert Wise, dove la nostra diva indossa il velo di una novizia innamorata, assicurandosi una seconda candidatura all'Oscar e il Golden Globe numero due. Nel 1966, la Andrews è l'attrice più pagata di Hollywood, il suo nome è garanzia di trionfo al botteghino ed è per questo che Alfred Hitchcock viene costretto dalla Universal Pictures a scritturarla nel thriller Il sipario strappato, in cui la troviamo vittima di una cospirazione, in coppia col marito Paul Newman.

Gli Anni Settanta e Ottanta - il sodalizio artistico e amoroso con Blake Edwards
Nel 1969, Julie sale all'altare al fianco del regista Blake Edwards; tutt'oggi, i piccioncini vivono fra le loro case di Malibu, New York e Gstaad in Svizzera. Sono genitori di due orfane vietnamite (Amy Leigh e Joanna Lynne) e di Jennifer e Geoffrey, frutto delle precedenti nozze del cineasta. Edwards spoglia la consorte della sua immagine zuccherosa, dirigendola nella commedia sexy 10, nel dissacratorio S.O.B. - son of bitch, dove la sorprendiamo in topless sboccata e strafatta, e nel suo capolavoro: Victor/Victoria. Alle prese con il ruolo più complesso di tutta la sua carriera, la diva da vita ad una donna che finge di essere un omosessuale che si esibisce come drag queen nella Parigi degli Anni Trenta. Questa strepitosa prova le vale numerosi riconoscimenti fra cui la sua terza nomination all'Oscar, un Golden Globe e un David di Donatello. Grazie all'ambiguo personaggio di Victor/Victoria, la Andrews è , tuttora, contemplata come un emblema per le comunità gay e lesbiche.

Gli Anni Novanta - Il ritorno a Broadway e la perdita della voce
L'ultima collaborazione fra i coniugi risale al 1995, nell'adattamento per il palcoscenico di Victor/Victoria. L'avvenimento costituisce l'esordio nella direzione teatrale di Edwards e il ritorno a Broadway della Andrews, dopo un'assenza trentacinquennale. L'entusiasmo nei confronti della diva è unanime ma la regia lascia perplessi i più che la definiscono fin troppo cinematografica. Quando vengono annunciate le nomine ai premi Tony, "Victor/Victoria" ne ottiene solo una per la migliore attrice protagonista. L'accaduto viene reputato dalla compagnia come un attacco personale, dall'ambito teatrale newyorkese, all'Edwards regista di Hollywood e - quindi - Julie decide di compiere un atto fino ad oggi unico. Rifiuta la candidatura (la terza), finendo sulle prime pagine dei tabloid di mezzo globo. Tutto ciò, non fa che dare maggiore pubblicità allo show che oramai registra il tutto esaurito. Purtroppo, però, la star - nel 1997 - viene ricoverata in clinica per quello che avrebbe dovuto essere un intervento di routine per rimuovere una cisti dalla gola (Liza Minnelli, amichevolmente, la sostituisce sulle scene in Victor/Victoria) ma un grave errore nel corso dell'operazione le lascia sulle corde vocali delle cicatrici permanenti che, con grande disperazione della stessa diva e dei fans, la privano per sempre della sua incredibile voce di cantante.

Gli Anni Duemila
Brillante, tenace e combattiva, la stella non si perde d'animo ma si tuffa in altri interessanti progetti. Con la figlia, Emma Walton, crea la "Julie Andrews Collection" per la casa editrice Harper Collins, pubblicando sia libri propri per l'infanzia (un amore che coltiva dagli anni settanta, con 23 titoli all'attivo) che quelli di scrittori emergenti. Nel 2008, esce la sua autobiografia intitolata: "Home: A Memoir of My Early Years". Divisa fra il ruolo di doppiatrice, narratrice e presentatrice, Julie recita in alcuni romance: è una nobile che scopre il figlio infatuato di un'attricetta da quattro soldi, ne La fidanzata ideale, svela alla nipote Anne Hathaway le origini regali in Pretty Princess ePrincipe azzurro cercasi, ed interpreta sè stessa in Insieme per caso. È, inoltre, portavoce per svariate associazioni benefiche (attività nella quale è da sempre impegnata, avendo fondato l'agenzia di aiuti a favore del Vietnam "Operation USA" ed essendo stata ambasciatrice dell'UNIFEM). Nel 2001, il Presidente degli Stati Uniti le conferisce la maggiore onorificenza insignita agli artisti, nell'annuale cerimonia dei "Kennedy Center Honors". Nel 2005, debutta nella regia teatrale nella nuova edizione di "The Boy Friend", il musical che costituì il suo esordio a Broadway.

Il 2010
La Andrews è, per la seconda volta consecutiva, la presentatrice ufficiale, in America, del concerto di capodanno, trasmesso da Vienna. In qualità di sostenitrice della sua Operation USA, l'attrice fa diverse apparizioni televisive chiedendo aiuti per il disastro di Haiti. Eccola anche al cinema, dove è una fata che lancia un incantesimo al giocatore di Hockey, Dwayne Johnson, ne L'acchiappadenti. La sua gamma vocale è ben lontana dalle quattro ottave che la contraddistinguevano ma i risultati sono abbastanza gradevoli da culminare nel 2008 in un concerto dal vivo all'Hollywood Bowl, intitolato "The Gift of Music". Quella notte, Julie intona, sostenuta da vocalist emergenti, alcuni suoi famosi pezzi in una modulazione adeguata alla nuova voce. Nel maggio 2010, la cantante porta questo stesso concerto alla O2 Arena di Londra, città nella quale torna ad esibirsi dopo più di venti anni di assenza.

Curiosità
La versione dell'attrice di "My Favorite Things" è stato uno dei pezzi preferiti di Michael Jackson. Nei 70's, la voce registrata della Andrews viene usata negli aerei della British Airways per dare il benvenuto ai passeggeri. Nel Maggio del 1992, al Chelsea Flower Show di Londra viene lanciata una nuova varietà di rosa chiamata "Julie Andrews". "Jooles" ha la distinzione di essere la personalità più ritratta dall'artista americano Al Hirschfeld (in 52 disegni dal 1954 al 1997). Nell'ottobre 2009, le maggiori testate di tutto il pianeta pubblicano la notizia secondo la quale, dopo estenuanti ricerche, lo scienziato Robert Langer, che da tempo si occupa della voce di Julie Andrews, è riuscito a creare delle corde vocali sintetiche usando un materiale conosciuto come "polyethylene glycol". Secondo il quotidiano britannico "The Guardian", fra un paio di anni, la star si sottoporrebbe all'esperimento, diventando il primo essere umano su cui si tenta un'operazione così delicata e rivoluzionaria.

Ultimi film

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I film più famosi

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