Tad, Sara e tutta la squadra dovranno seguire la Mummia nel passato prima che cambi la storia. Espandi ▽
Taddeo Jones è diventato padre della piccola Olympia. Mentre lui e la moglie Sara si trovano a Londra con lei, trovano la mitica lampada magica che Sara cercava da tempo. La Mummia, che è gelosa della presenza di Olympia, chiede l’esaudimento del desiderio di tornare indietro nel tempo per mutare il proprio destino. Da lì nascerà una serie di problemi e di avventure. Enrique Gato raggiunge la piena maturità nell’esplorazione del personaggio di Taddeo nato da un cortometraggio.
Siamo ormai giunti al quarto capitolo (calcolando solo i lungometraggi) delle avventure di quel Taddeo Jones che nacque come rilettura ironica del suo modello che di nome faceva Indiana. Il rischio è noto a tutti ed è quello del logoramento del personaggio e di quanto gli sta intorno. Questa volta fortunatamente non è andata così.
Siamo quindi di fronte a un esempio di cinema di animazione di marca europea che, pur conservando la propria identità, riesce a mostrare un più che buon livello di realizzazione portando sullo schermo dei cinema (e non solo quello delle tv come ormai sempre più spesso accade) un film davvero per famiglie. Recensione ❯
La straordinaria avventura di un gruppo di giovani che ha percorso il Sentiero Italia. Espandi ▽
Sette giovani decidono di attraversare a piedi l'intero Sentiero Italia, il trekking più lungo del mondo. Sono 7.887 chilometri, 20 regioni, centinaia di montagne, migliaia di incontri e tre anni di viaggio. Quella che all'inizio sembra una semplice impresa escursionistica diventa presto qualcosa di molto più grande: un viaggio dentro l'Italia più nascosta, quella dei piccoli borghi, delle Terre Alte, delle comunità che resistono allo spopolamento e di chi continua a credere che un futuro diverso sia possibile.
Tra paesaggi mozzafiato, incontri straordinari e momenti di intensa umanità, Va' Sentiero racconta un'Italia fragile e potentissima, dove il cammino diventa uno strumento per conoscere, ascoltare e cambiare. Un documentario spettacolare che unisce l'epica del grande viaggio alla profondità del racconto umano, trasformando un'avventura straordinaria in una riflessione sul nostro tempo. Recensione ❯
Quattro persone che si incontrano mutando profondamente le loro vite. Espandi ▽
Sposati e con un figlio, Mi-ok e Ho-seok sono una coppia che vive una vita modesta ma costruita su fondamenta solide nonostante i recenti problemi di Ho-seok, il quale beve troppo ed è in preda alla depressione dopo essere stato licenziato dalla fabbrica in cui lavorava. Mi-ok incontra poi Ye-ji, documentarista che vuole realizzare un film intervistando i lavoratori rimasti senza impiego dopo l'occupazione della fabbrica e l'intervento della polizia. La donna, che è sposata con il ricco Sang-woo, ha un tenore di vita molto diverso da quello di Mi-ok ma il rapporto tra le due è schietto e sembra promettere bene, coinvolgendo anche i rispettivi mariti in una frequentazione più assidua.
Ciascun ritorno sulle scene di un maestro come Lee Chang-dong è un'occasione speciale; anche stavolta dopo otto anni di attesa, gli stessi che nel 2018 separavano Burning da Poetry, e anche stavolta ne è assolutamente valsa la pena. Recensione ❯
Nel labirinto di pietra del poco noto cimitero tedesco della Futa, sull'Appennino tosco-emiliano, memoria e oblio si intrecciano. Espandi ▽
Nel labirinto di pietra del poco noto cimitero tedesco della Futa, sull’Appennino tosco-emiliano, memoria e oblio si intrecciano tra corpi dimenticati, riti teatrali e paesaggi che mutano. Il documentario intreccia questi elementi facendone emergere la tragica presenza.
Alberto Gemmi realizza non un classico documentario quanto piuttosto un’immersione in uno spazio architettonico sconosciuto per la grande maggioranza. Nel cimitero militare tedesco del passo della Futa sono sepolti più di 30.000 soldati (il più giovane aveva sedici anni) in una struttura architettonica a cui sottosta un pensiero che si è trasformato in arte che coinvolge un’altra forma d’arte. Perché in questo labirinto di pietre tombali, di cui vediamo i disegni preparatori, conservati con estrema cura, la compagnia teatrale Archivio Zeta torna ogni anno a recitare una versione de “La montagna incantata” di Thomas Mann ritualizzandone il contenuto che viene connesso alla Storia che quei luoghi hanno vissuto. Gemmi si avvale di materiali d’archivio che innerva con l’aiuto di testi che vanno da Cesare Pavese a Elias Canetti passando per Julio Cortázar e ci mostra anche come ogni anno vengano riproposte da figuranti in divise militari alcune fasi delle battaglie che si sono svolte in quell’area. Recensione ❯
Ambientato all'apice della Guerra Fredda, il film racconta il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, giornalista e pilota di rally. Espandi ▽
Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l'autoesilio negli Stati Uniti e l'attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l'uomo e la Storia.
Se Roberto Rossellini ci aveva fatto sperimentare quasi in maniera diretta e immersiva il senso di distruzione materiale e morale della nazione tedesca in Germania anno zero con una prospettiva dal basso, Pawel Pawlikowski muta il punto di vista offrendoci una lettura anch'essa di considerevole spessore. Recensione ❯
Dall'omonimo romanzo del regista. Un infarto e la perdita della memoria possono diventare l'occasione per un uomo nuovo e una nuova idea di mascolinità. Espandi ▽
Giulio è figlio di Sergio Grossi, un uomo che ha seguito i dettami patriarcali di suo padre, e di innumerevoli padri prima di lui: fra le sue regole c'è il non dare baci e abbracci - altrimenti si passa da fregnoni - soprattutto fra uomini - altrimenti si passa da ricchioni - e non ballare, perché "è roba da femmine". Quando Sergio ha un infarto facendo sesso con una collega di lavoro, la sua compagna Gabriella e la sua ex moglie Alba gli si stringono intorno, come fa il figlio diciottenne Giulio. Sergio si risveglierà dal coma senza ricordare nulla del suo passato. Ma da questo reset potrà nascere un uomo nuovo, e una nuova idea di mascolinità?
Se ami qualcuno dillo segna il debutto alla regia cinematografica di Marco Bonini, attore e autore il cui romanzo omonimo era stato anche il suo debutto letterario. Nel film i ruoli si ribaltano non solo perché un figlio fa da infermiere a un padre e due donne devono accudire l'uomo che hanno amato come un bambino, ma anche perché è tempo che le persone escano dai cliché sociali cui sono ancora inchiodati, e si scoprano liberi di inseguire le cose che contano: l'amore, il mare, il calcio (fuori dalla curva), e la vita. Recensione ❯
Il film è liberamente tratto dal libro "Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce" di Alessandro Daniele. Espandi ▽
Il film racconta l'ascesa di Pino Daniele, dagli anni difficili dell'infanzia segnata dall'abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori.
C'è tutto, la musica nel suo farsi, la Napoli in fermento degli anni '70, i compromessi, le insicurezze, le gioie e i dolori di Pino Daniele interpretato in maniera straordinaria da Massimiliano Caiazzo.
Certo un biopic su Pino Daniele è qualcosa da far tremare le vene e i polsi di qualsiasi regista. Ma Nicola Prosatore si dimostra all'altezza del compito. Recensione ❯
Un racconto sul potere delle immagini, l'etica dei media e la vertigine del successo televisivo: la storia del creatore di uno dei docu-reality più celebri della tv americana. Espandi ▽
Nel 2004, il programma giornalistico Dateline sulla NBC lancia un nuovo format investigativo sotto la guida di Chris Hansen. I produttori usano degli attori "esca" che si fingono minorenni per attirare predatori sessuali e smascherarli a favore di telecamera prima che la polizia li arresti. La serie, intitolata How to catch a predator, diviene in breve tempo un successo enorme e nel 2006 a Hansen viene proposto lo spostamento in prima serata. Per il giornalista, che lavora con la fidata produttrice Andie e con Dan, giovane esca che sogna soltanto di diventare attore professionista, ciò si traduce nell'obbligo di trovare predatori sempre più di alto profilo per vincere la guerra degli ascolti televisivi.
Noto per i documentari Some kind of heaven e Spermworld, Lance Oppenheim passa alla finzione con un sordido thriller sui giochi di potere mediatici.
È un film di filtri e di superfici, che però ha un gusto analogico per il torbido sottostante. Lascia l'ipocrisia glossy di Los Angeles per seguire le piste investigative su e giù per il paese, dal Texas alla Florida, sporcandosi le mani di un'atmosfera umida e transazionale. Recensione ❯
Il film incontra e racconta la generazione immersa nei social network: un confronto necessario e reale tra madri e figli, relazioni, amicizie, desiderio di indipendenza e inevitabili ritorni a casa. Espandi ▽
Sono passati quasi vent'anni da quando Anne, mamma di Lola, raccontava le sue peripezie in LOL (Laughing Out Loud), la commedia francese scritta e diretta da Lisa Azuelos diventata un successo al botteghino e addirittura oggetto di un remake americano con Miley Cyrus, diretto dalla stessa Azuelos.
All'epoca Lola aveva 16 anni e Anne aveva appena divorziato, avevano entrambe il cuore spezzato e fra loro litigavano e si rappacificavano, come ogni coppia madre-figlia che si rispetti. Oggi Lola è andata a vivere lontano e la figlia minore di Anne, Louise, che ha 25 anni e viveva con il fidanzato Marco, torna a casa dalla madre, che pensava fosse finalmente arrivato "il suo tempo" e contava di godersi la singletudine con i boytoy di turno.
La convivenza non è facile: Louise è stata lasciata da Marco, "l'amore della sua vita" nonché suo partner in un progetto di startup naufragato insieme alla loro relazione, e Anne ha appena scoperto che la compagna del figlio Theo è incinta, dunque diventerà nonna, con ciò che questo comporta in termini di immagine e di futuri impegni accuditivi.
Si sorride, si apprezza l'interpretazione della sempre adorabile Marceau, ma Thais Alessandrin che ha il ruolo (ingrato) di Louise appesantisce un film che invece dovrebbe essere impalpabile, nel classico stile Azuelos. Recensione ❯
Una divertente commedia francese capace di trasformare una premessa surreale in un racconto profondamente umano. Espandi ▽
Rémi è un uomo di mezza età che vende metrature di finto prato e non ha mai superato il fatto di essere stato lasciato dalla donna che amava. Si è dotato così della compagnia di una bambola alta, bionda, magra e muta, che ha chiamato Audrey. Quando il collega che divide con lui la scrivania si deve assentare per beneficiare del congedo di paternità, al suo posto arriva una donna, Patricia, e la stessa sera, come per magia, Audrey prende vita. Lo schivo Rémi si trova così a dover interagire con ben due esseri di sesso femminile in carne ed ossa, in casa e sul lavoro.
Le cose si fanno interessanti con l'animarsi della statua di plastica, perché, svegliatasi alla vita senza sovrastrutture ideologiche, la bella Audrey, pur programmata per amare incondizionatamente, non può fare a meno di notare abusi e contraddizioni della nostra società in materia di genere e di infilare il suo ditino affusolato nella piaga del patriarcato.
Zoé Marchal dà sfogo ad un ampio repertorio vocale e espressivo per restituire la finta ingenuità della bambolona in sottoveste e ci strappa qualche sonora risata giocando con autoironia sugli sbalzi d'umori e sul sovvertimento delle aspettative. Recensione ❯
Un'odissea carceraria raccontata con essenzialità e rigore. Che ti fa uscire dalla sala con un barlume di speranza. Drammatico, Italia2026. Durata 111 Minuti.
Il film tratto dal libro di Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu dal titolo "Io sono innocente". Espandi ▽
Sardegna,1991. Il 27enne Beniamino Zuncheddu viene arrestato con l'accusa di aver sparato a quattro persone, uccidendone tre. La quarta vittima, unica sopravvissuta, identifica Zuncheddu da una serie di fotografie, e il giovane uomo viene condannato all'ergastolo, pur essendosi dichiarato innocente e avendo fornito un alibi confutato da più testimoni. Inizia così un'odissea carceraria durata 33 anni, forse "il più lungo errore giudiziario italiano".
Dal 2016 l'avvocato penalista Mauro Trogu lavorerà per dimostrare l'innocenza di Zuncheddu passando attraverso infinite lungaggini burocratiche, e a poco a poco capirà che la vicenda del suo assistito si colloca all'interno di un quadro più grande di corruzione e vendetta. Al centro della vicenda ci sono le testimonianze, quelle non credute e quelle false orchestrate da chi si trova ben più in alto di un pastore, perché "le pecore bisogna tenerle d'occhio".
Zustissia è narrato con essenzialità e rigore, le due armi che hanno reso possibile il riscatto di Zuncheddu. Il suo respiro è soffocato finché non può finalmente aprirsi, e Piras alterna visivamente gli spazi di vita del suo protagonista, dai pascoli aperti alla cella della prigione, dal bar dove grazie a Trogu riesce a trovare un impiego e a tornare in contatto con la gente alle aule di tribunale che lo ricacciano continuamente in carcere. Recensione ❯
L'incontro di un uomo con un terrificante predatore marino. Espandi ▽
È passato un anno dalla morte di suo padre e Jay Gardiner rientra a casa dal college per la prima volta, tornando a Monterey in California. Il loro rapporto era travagliato e Jay è alle prese con sentimenti contrastanti di dolore e sollievo perché il padre si è tolto la vita mentre era prossimo alla morte a causa di un mesotelioma, gettandosi in mare sul ciglio del canyon di Monastery Beach, al largo della costa centrale della California. Jay va a fare un'immersione nella speranza di trovare i suoi resti ma s'imbatte in un calamaro gigante in fuga da un enorme capodoglio e viene inghiottito dal cetaceo. Ha solo un'ora di ossigeno a disposizione.
Sorprendente survival movie che mette in scena un'ora di pura claustrofobia per raccontare gli spazi quasi infiniti d'una complessa relazione padre/figlio. Recensione ❯
Una figura contemporanea che - a 20 anni dalla scomparsa - riesce a dialogare con le nuove generazioni. Espandi ▽
Carlo Acutis nasce a Londra il 3 maggio 1991 e muore a Monza il 12 ottobre 2006. In questo davvero breve arco di vita si sviluppa una personalità fuori dal comune di cui questo documentario ripercorre le tappe coinvolgendo in primis i suoi genitori e la nonna materna insieme a chi, come coetaneo o come adulto, ha percorso con lui importanti fasi della vita.
Un documentario che parla a tutti, credenti e non credenti, descrivendo senza agiografia la vita di un ragazzo che ha saputo essere straordinario nella quotidianità.
Quello che il documentario riesce a mettere in luce, con grande attenzione e sensibilità, è il fatto che Carlo non era un'asceta e che costantemente, sin dalla sua più tenera età, il suo amore per Dio si è tradotto in uno slancio di interesse verso il prossimo. Recensione ❯
Kitao Sakurai rilancia uno dei videogiochi più popolari degli anni '90, tra combattimenti adrenalinici, nostalgia e tono demenziale. Azione, USA2026. Durata 120 Minuti.
Torna al cinema Il nuovo adattamento del famoso videogioco della Capcom prodotto da Legendary Entertainment. Espandi ▽
1993. Un'epoca di sale giochi, monete consumate e leggende nate a colpi di joystick. Ryu e Ken Masters, Street Fighters un tempo inseparabili, oggi sono lontani, divisi da scelte e ferite mai rimarginate. Il destino li richiama sul ring quando la misteriosa Chun-Li li arruola per il nuovo World Warrior Tournament: un torneo spietato dove i pugni decidono il futuro e la furia riscrive il destino.
Il tentativo è quello di riesumare e rilanciare una proprietà intellettuale legata a uno dei videogiochi più popolari degli anni '90 non prendendosi mai sul serio per rivolgersi a un pubblico generalista ma senza dimenticare i fan più accaniti.
Non sono i singoli elementi a fare il film ma la sapiente miscela di ingredienti diversi e disparati che confondono lo spettatore trasportandolo per tutta la durata del film in un mondo altro, fatto di rimandi visivi eterogenei in cui però alcuni possono ritrovare qualcosa del loro passato, altri del loro presente grazie anche alla furbesca scelta di alcuni interpreti come Jason Momoa, Eric Andrè o 50 Cent. Recensione ❯
Oltre dieci milioni di spettatori in Indonesia e un primato che ne ha fatto il film d'animazione più visto nella storia del Paese Espandi ▽
Deriso dai coetanei con il soprannome di "Jumbo", Don sogna di dimostrare il proprio valore partecipando a un talent show con uno spettacolo ispirato al libro di fiabe scritto dai suoi genitori, ormai scomparsi. Quando un bullo gli ruba il libro, l'incontro con Meri, una bambina fantasma proveniente dal mondo degli spiriti, cambia il corso della sua avventura. Meri ha bisogno del suo aiuto per ricongiungersi con gli spiriti dei propri genitori: insieme, i due bambini intraprendono un viaggio tra mondi diversi, imparando ad aiutarsi a vicenda e scoprendo il valore dell'amicizia. Recensione ❯
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