Un film delicato e profondo che guarda al futuro riflettendo sulla nostalgia per un passato rimosso. Drammatico, Canada, Italia, Bulgaria, Belgio2026. Durata 103 Minuti.
Un mercante d'arte viaggia dal Quebec alla Bulgaria, che ha abbandonato anni prima, per vedere i dipinti di una bambina prodigio. Espandi ▽
Il sessantenne Mihail è curatore di un'affermata galleria d'arte contemporanea di Montreal. Una gallerista di Roma, Giulia Mancini, gli manda il video di una bambina di otto anni, Nina, che a Karlievo, paesino sperduto della campagna bulgara, dipinge in modo meraviglioso. Mihail ha lasciato la Bulgaria trent'anni prima ed è riluttante ad intraprendere il viaggio. Ma il dovere, e forse anche un desiderio nascosto, lo chiamano verso quel mondo lontano. L'incontro con Nina risveglierà in lui una serie di emozioni che riguardano non solo se stesso.
Nina Roza è il secondo lungometraggio di finzione della giovane sceneggiatrice e regista franco-canadese Geneviève Dulude-De Celles, e si addentra a fondo nella nostalgia che un uomo adulto può provare verso un passato accuratamente rimosso.
Il film è imbevuto di malinconia e di "saudade", ma non è né cupo né privo di speranza, anzi, traccia un percorso verso la consapevolezza e la riappropriazione del proprio passato di cui potrà beneficiare anche il futuro. Recensione ❯
Un'avventura alla ricerca di un tesoro si trasforma presto in un'esperienza sospesa tra paura, mistero e
realtà. Espandi ▽
Sette ragazzi, ciascuno con una motivazione diversa, varcano la soglia di un antico
maniero appartenuto ad un'antica contessa. Quello che sembra l'inizio di un'avventura
alla ricerca di un tesoro si trasforma presto in un'esperienza sospesa tra paura, mistero e
realtà. Corridoi bui, stanze abbandonate, antichi ritratti e presenze inquietanti alimentano una
vera e propria atmosfera da ghost story. Ma nulla è esattamente ciò che sembra. Il confine tra realtà e spettacolo si fa sempre più sottile e quello che appare come un
viaggio alla scoperta dell'ignoto rivela una seconda dimensione ... Recensione ❯
Birmingham, 5 luglio 2025: seduto su un trono nero, con la formazione originale riunita dopo vent'anni, davanti a 40.000 persone e a 5,8 milioni di fan collegati nel mondo, Ozzy Osbourne canta per l'ultima volta. . Espandi ▽
Nessuno, quella sera, sapeva di assistere a un addio definitivo. Il 5 luglio 2025, allo stadio Villa Park di Birmingham - a pochi chilometri da dove i Black Sabbath hanno inventato l'heavy metal nel 1968 - Ozzy Osbourne sale sul palco per l'ultima volta. Non può più stare in piedi: canta seduto su un trono nero, la voce che trema e poi esplode, mentre 40.000 persone urlano ogni parola. Con lui, per la prima volta in oltre vent'anni, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward: la formazione originale, quella del primo giorno. Quattro canzoni. L'ultima è "Paranoid". Diciassette giorni dopo, il 22 luglio, Ozzy muore. Recensione ❯
Una storia che mescola umorismo, suspense e spirito d'avventura in pieno stile Halloween, confermando l'inconfondibile stile della celebre casa di produzione britannica. Espandi ▽
Halloween è alle porte, Shaun e tutti gli animali della fattoria si preparano per festeggiarlo al meglio coltivando un magnifico campo di zucche. Ma quando tutto sembrava ormai pronto, il contadino misteriosamente scompare e arriva dal bosco uno spaventoso mostro. Sarà compito di Shaun e i suoi amici salvare la fattoria dalla pelosa creatura e ritrovare l'amato contadino in tempo per la grande festa. Tra esperimenti impazziti e colpi di scena inaspettati, sarà un'avventura a tutta pecora per tutta la famiglia. Recensione ❯
Vent'anni dopo, Claudio Sestieri ritorna sulle tracce del suo film "Chiamami Salomè", trasposizione cinematografica in chiave post moderna del celebre dramma di Oscar Wilde, con un documentario creativo strutturato su tre piani narrativi. Recensione ❯
Un invito, antispettacolare, intellettuale e aperto, ad avvicinare le provocazioni e contraddizioni di una
pensatrice d'avanguardia. Documentario, Italia2026. Durata 80 Minuti.
Attraverso materiale d'archivio inedito, fotografie e la voce della stessa Lonzi, Francesca Archibugi costruisce un racconto intimo e appassionato. Espandi ▽
Gli scritti di Carla Lonzi (1931-1982), storica dell'arte e teorica del femminismo, a distanza di circa mezzo secolo dalla loro prima pubblicazione stanno conoscendo una nuova circolazione. Ciò grazie alla riedizione italiana delle sue opere, curate da Annarosa Buttarelli, da parte della casa editrice La Tartaruga, diretta da Claudia Durastanti. Perfino in una recente serie di grande successo come L'amica geniale si apprende che i suoi testi sono stati determinanti nella presa di consapevolezza del personaggio Lenù.
Se pur brevemente, la regista Francesca Archibugi, classe 1960, ha conosciuto Lonzi da adolescente e ne ha in seguito sposato l'unico figlio, il compositore Battista Lena. Era abbastanza naturale, anche se non scontato, che fosse lei ad affrontare l'impresa di realizzare un ritratto non finzionale di una personalità così originale e detonante, le cui idee continuano a generare riflessione. Recensione ❯
Il documentario racconta le riprese del film di Sofia Coppola Marie Antoinette ed è diretto dalla madre della regista. Espandi ▽
Nel 2005, Sofia Coppola ha girato il suo terzo lungometraggio, Marie Antoinette, con Kirsten Dunst e Jason Schwartzman, alla Reggia di Versailles, ottenendo un permesso di ripresa mai concesso prima a nessuna produzione. Sua madre, Eleanor Coppola, l'ha accompagnata sul set, realizzando circa ottanta ore di riprese dedicate al percorso della figlia durante la realizzazione del film. Sofia Coppola ha montato quel materiale inedito. Making Marie Antoinette racconta l'artigianalità e la cura che hanno dato vita al film, segue la leggendaria costumista Milena Canonero al lavoro e restituisce uno spaccato di cosa significasse essere una giovane regista donna in quel periodo. Il risultato è uno sguardo sul processo creativo di un film di riferimento e, al tempo stesso, un ritratto familiare sorprendentemente intimo. Recensione ❯
Un adattamento che coniuga il commento storico e sociale del testo austeniano con un autentico senso di modernità. Drammatico, USA, Regno Unito2026. Durata 132 Minuti.
Adattamento cinematografico dell'iconico romanzo di Jane Austen. La storia segue le vicende delle sorelle Elinor e Marianne Dashwood che si ritrovano in ristrettezze economiche dopo la morte del padre. Espandi ▽
Dopo la morte del padre, Elinor, Marianne e Margaret Dashwood sono costrette a lasciare Norland, la magnifica tenuta nel Sussex dove sono cresciute. A ereditare, come da tradizione britannica del XVIII secolo, è il fratello, John Dashwood, nato da un precedente matrimonio. E John, soggiogato da una moglie avida di denaro, non lascia nulla, o quasi, alle sue sorellastre, che si trasferiscono con la madre in un modesto cottage nel Devonshire. Ospiti di una vicina della signora Jennings, cugina lontana dal carattere deciso, Marianne soccombe al fascino di John Willoughby mentre Elinor attende invano la visita di Edward Ferrars, il fratello mite della moglie del suo fratellastro. Ragione e sentimento sono i due poli attorno ai quali Elinor e Marianne dovranno ricostruire la loro esistenza, sconvolta dalla morte del padre e dall'arrivo di pretendenti che potrebbero cambiare il loro destino.
Adattare un'opera canonica della letteratura suscita sempre una certa apprensione. Le aspettative sono ancora più elevate quando l'opera in questione ha già prodotto numerosi adattamenti e segnato intere generazioni di spettatori. La regista coniuga il commento storico e sociale proprio del testo austeniano con un autentico senso di modernità. Georgia Oakley firma un nuovo adattamento che non cerca di rivoluzionare Jane Austen e nemmeno di sottoporla a un ringiovanimento forzato. Fa qualcosa di più semplice e in definitiva di più efficace: le dà fiducia. Comprende perfettamente le risorse del suo testo e ce lo fa intendere senza fargli perdere la sua voce. Recensione ❯
Un romanzo di formazione sull'elaborazione del lutto. Dove resiste il sacro vincolo dell'amicizia, come bussola in un contesto limitante. Drammatico, Italia2026. Durata 105 Minuti.
La storia di Giovanna, una dodicenne dall'immaginazione sfrenata pronta a tutto pur di ritrovare il suo migliore amico. Il film è ambientato ad Albinia, Toscana, nel 1999. Espandi ▽
Ad Albinia, alle porte di Grosseto, mentre il Novecento sta per finire, la dodicenne Giovanna, "Giovacca" per l'inseparabile Mirko, teme i bulli, detesta la scuola, la stessa dove insegna sua madre Sabrina, e rimpiange il padre morto. D'improvviso, però, Mirko scompare e lei perde ogni riferimento. Il preside e i professori si mobilitano, la polizia inizia le ricerche e le conclude certificando il suicidio del ragazzo. Giovanna, però, non è soddisfatta della ricostruzione.
Tre anni dopo il successo di Margini, Falsetti torna nella Maremma di fine millennio per un romanzo di formazione sull'elaborazione del lutto, dove i toni da commedia nera sono risciacquati nell'umorismo animato di Zerocalcare.
Veniamo immersi in un microcosmo fatalista e sonnacchioso, fatto di leggi immutabili e di istituzioni incontestabili ma in crisi; se la famiglia ha perso centralità educativa, la scuola è palcoscenico di bullismo e di regole gerarchiche (le incarna un Sergio Pierattini in versione preside inflessibile). Recensione ❯
Una storia che esplora la perdita di identità e umanità, l'amore corrosivo e il lato oscuro dell'ambizione scientifica: la fulminea ascesa di Matt Hagen, da ragazzo di strada di Gotham a celebre star di Hollywood, viene tragicamente interrotta. Espandi ▽
Matt Hagen è un attore di successo, addirittura candidato all'Oscar, e sembra essersi lasciato alle spalle la vita difficile nei quartieri meno abbienti di Gotham City. Ma quando, con un amico, torna nella città natia e va in un club commette l'errore di credere che la fama lo protegga dalle conseguenze. Infatti balla e va a letto con la "pupa del boss", il quale deciderà di vendicarsi sfigurandogli il volto da star.
La chirurgia plastica non riesce ad aiutare Matt e amici e avvocati lo tradiscono avventandosi sui suoi soldi e la sua carriera come avvoltoi su una carcassa. Ad aiutarlo c'è solo una scienziata incompresa, Caitlyn Corr, che però commette a sua volta un errore e lascia a Matt l'occasione di iniettarsi una superdose del suo miracoloso farmaco di rigenerazione cellulare. Il volto di Matt sembra guarito, ma la degenerazione cellulare è dietro l'angolo, in compenso Matt acquisisce spaventosi poteri: sa cambiare il proprio aspetto, rigenerarsi dalle ferite e il suo sangue versato torna al suo corpo, come metallo a un magnete.
Una nemesi di Batman diventa il protagonista di un film horror, che però sa di vecchio come i tantissimi titoli del filone "left for dead", solo con più body horror e un protagonista che passa dalla giusta vendetta a una brama mostruosa e incontenibile. Recensione ❯
Un'avventura epica, tra meraviglia e atmosfere da commedia nera. Che incoraggia l'universo femminile alla rivolta. Animazione, Avventura, Drammatico - USA2026. Durata 139 Minuti.
Basato sull'omonimo romanzo di Colin Meloy, il film nasce dai visionari creatori di Coraline. Lo studio d'animazione Laika presenta un'avventura epica che prende vita oltre i confini del mondo conosciuto. Espandi ▽
A Portland, il piccolo Mac McKeel viene rapito da uno stormo di corvi davanti alla sorella adolescente Prue McKeel e al compagno di classe Curtis. Il neonato, trascinato in una foresta incantata ai margini della città, viene consegnato alla sua spietata regina Alexandra e sorvegliato da un branco di coyote, sue guardie imperiali. Così i ragazzi si catapultano in questo strano mondo, ma Curtis viene subito catturato. Prue, allora, prosegue in solitaria la ricerca del fratellino. Trova l'aiuto di Brendan, re dei banditi incatenati dalla sovrana, e del saggio gufo Owl Rex, che la informa sul piano di Alexandra: sacrificare il bambino a un'edera dai poteri magici per riportare in vita il figlio Alexandrei, morto anni prima cadendo da cavallo.
Dall'omonimo bestseller fantasy di Colin Meloy, Travis Knight trae una favola nera in stop-motion per indagare i compromessi estremi alla base del desiderio di genitorialità: un'avventura incalzante nei ritmi, canonica nella struttura, grandiosa e magniloquente nell'estetica. Recensione ❯
Sul filo della memoria e della nostalgia, un doc che sembra un raduno generazionale e indaga 40 anni di storia nazionale. Documentario, Italia2026. Durata 105 Minuti.
Quarant'anni di storia nazionale raccontati attraverso l'universo creativo del trio, per scoprire come il nostro Paese è cambiato a colpi di comicità. Espandi ▽
"Ora io a questi piccoli ma piccole uomini e a Japas Benz... che è il momento che la finiscono!". Sono le parole di Mago Gabriel che 'minacciava' a suo modo i tre creatori della Gialappa's Band, Carlo Taranto, Marco Santin e Giorgio Gherarducci. Il loro incontro è avvenuto nel 1985 nella trasmissione "Bar Sport" in onda sulle frequenze di Radio Popolare e il nome del gruppo, "Gialappa", deriva da una pianta floreale messicana da cui si estrae un lassativo per i cavalli. Dagli anni Novanta la Gialappa's ha creato trasmissioni che hanno fatto epoca tra cui Mai Dire Banzai, Mai Dire Gol e Mai Dire Tv dove, con la voce-off, commentava, smontava e ridicolizzava filmati di ogni tipo come, per esempio, i programmi della tv giapponese, gli errori e le interviste assurde dei calciatori e degli allenatori e i personaggi più bizzarri delle tv locali. L’assurda storia della Gialappa’s Band indaga dichiaratamente, dalle didascalie iniziali, quarant’anni di storia nazionale e racconta come sono cambiati gli italiani. Attraverso i racconti di Taranto, Santin e Gherarducci riaffiorano alcuni degli sketch più famosi. Il tono è colloquiale, anzi amichevole. L’atteggiamento di Veltroni è quello dei fedeli appassionati dei programmi dei Gialappi già dalla prima ora. Il documentario resta troppo dispersivo con il tocco cinefilo (Il circo di Chaplin) che va a cercare quel sentimentalismo di cui non sembra esserci bisogno. Resta una carrellata nella memoria ma niente di più. Recensione ❯
Un'estetica edulcorata banalizza la profondità filosofica del romanzo bestseller del Premio Nobel Kazuo Ishiguro. Drammatico, Fantascienza - Regno Unito, USA2026. Durata 116 Minuti.
Basato sull'omonimo romanzo del premio Nobel Kazuo Ishiguro, il film racconta la storia di Klara, un'amica artificiale (AA) altamente avanzata progettata per alleviare la solitudine degli adolescenti. Espandi ▽
In una città futuristica e inquinata Klara, un androide, trascorre le sue giornate esposta nella vetrina di un negozio gestito dalla Direttrice. Osserva il mondo esterno e parla col Sole, la sua fonte di energia vitale. È chiamata AA (Amica Artificiale), fa parte di un modello chiamato B1 ormai fuori promozione e desidera essere comprata da qualcuno con cui poter stringere un legame profondo. L’occasione arriva quando il suo sguardo si incrocia con Josie, una ragazzina affetta da una misteriosa malattia causata dal suo ‘potenziamento genetico’ che ha un rapporto conflittuale con la madre Chrissie e la cui vita è stata già segnata da un grave lutto familiare. Tra loro scatta un’immediata affinità. Così Klara, malgrado le perplessità di Chrissie, viene acquistata, imballata e portata nella loro casa di campagna. Accolta con ostilità dalla governante, conosce anche Rick, vicino di casa e fidanzato di Josie che è esperto di robotica. Nonostante le difficoltà iniziali, l’AA inizia a integrarsi gradualmente e arriva a compiere un pericoloso viaggio per cercare di salvare la vita alla sua amica e tenere unita una famiglia che è sul punto di crollare. Il film punta a un’estetica edulcorata ed esplora in maniera superficiale la tematica ambientalista, il consumismo e la disumanizzazione tecnologica come se fosse uno spot della Atlas Brookings, la prestigiosa università che rappresenta il massimo traguardo per i ragazzi potenziati geneticamente. Ma soprattutto ha tagliato le gambe al rapporto tra Klara e Josie e non ha valorizzato la presenza di Amy Adams togliendo profondità alla sua vulnerabilità. Il punto più basso della già incostante filmografia del regista. Recensione ❯
Tad, Sara e tutta la squadra dovranno seguire la Mummia nel passato prima che cambi la storia. Espandi ▽
Taddeo Jones è diventato padre della piccola Olympia. Mentre lui e la moglie Sara si trovano a Londra con lei, trovano la mitica lampada magica che Sara cercava da tempo. La Mummia, che è gelosa della presenza di Olympia, chiede l’esaudimento del desiderio di tornare indietro nel tempo per mutare il proprio destino. Da lì nascerà una serie di problemi e di avventure. Enrique Gato raggiunge la piena maturità nell’esplorazione del personaggio di Taddeo nato da un cortometraggio.
Siamo ormai giunti al quarto capitolo (calcolando solo i lungometraggi) delle avventure di quel Taddeo Jones che nacque come rilettura ironica del suo modello che di nome faceva Indiana. Il rischio è noto a tutti ed è quello del logoramento del personaggio e di quanto gli sta intorno. Questa volta fortunatamente non è andata così.
Siamo quindi di fronte a un esempio di cinema di animazione di marca europea che, pur conservando la propria identità, riesce a mostrare un più che buon livello di realizzazione portando sullo schermo dei cinema (e non solo quello delle tv come ormai sempre più spesso accade) un film davvero per famiglie. Recensione ❯
La straordinaria avventura di un gruppo di giovani che ha percorso il Sentiero Italia. Espandi ▽
Sette giovani decidono di attraversare a piedi l'intero Sentiero Italia, il trekking più lungo del mondo. Sono 7.887 chilometri, 20 regioni, centinaia di montagne, migliaia di incontri e tre anni di viaggio. Quella che all'inizio sembra una semplice impresa escursionistica diventa presto qualcosa di molto più grande: un viaggio dentro l'Italia più nascosta, quella dei piccoli borghi, delle Terre Alte, delle comunità che resistono allo spopolamento e di chi continua a credere che un futuro diverso sia possibile.
Tra paesaggi mozzafiato, incontri straordinari e momenti di intensa umanità, Va' Sentiero racconta un'Italia fragile e potentissima, dove il cammino diventa uno strumento per conoscere, ascoltare e cambiare. Un documentario spettacolare che unisce l'epica del grande viaggio alla profondità del racconto umano, trasformando un'avventura straordinaria in una riflessione sul nostro tempo. Recensione ❯
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