La vera storia di Giulia Spizzichino interpretata da Elena Sofia Ricci. Espandi ▽
Il film ripercorre la storia esemplare di Giulia Spizzichino, ebrea romana segnata dallo sterminio nazista della sua famiglia. Mezzo secolo più tardi, quando Erich Priebke, esecutore materiale della strage delle Fosse Ardeatine, viene rintracciato in Argentina, Giulia si batterà per la sua estradizione e condanna, riaprendo le tante ferite del suo passato. Recensione ❯
Antonio Schiattaro, un imprenditore caseario tradizionale di Caserta, vede il suo mondo capovolgersi quando la figlia più piccola si innamora di Albert, un ragazzo altoatesino. Tra Merano e Villa Literno, scontri culturali e legami familiari si scontrano in una storia toccante sull'amore, la tradizione e il coraggio di cambiare. Un racconto universale con forti radici italiane, pronto a conquistare il pubblico di tutto il mondo. Recensione ❯
Il prequel basato sul celebre romanzo horror di Stephen King, dal quale sono stati tratti un adattamento cinematografico in due parti e, negli anni '90, una miniserie. Espandi ▽
Derry, inverno 1962: un dodicenne prova a scappare da una città che sembra respingerlo e, lungo la strada, una famiglia fin troppo gentile gli offre un passaggio. È l’innesco di una catena di sparizioni e visioni che travolge due fronti narrativi: da un lato un gruppo di ragazzini outsider decisi a capire perché i coetanei scompaiono; dall’altro l’arrivo in città di Leroy Hanlon (Jovan Adepo), maggiore dell’aeronautica trasferito alla base locale per un progetto segreto che lambisce un male più antico di qualunque protocollo. Il clown col palloncino rosso è lì, ma come un’ombra: la creatura preferisce manifestarsi in forme cangianti, insinuarsi nei dettagli – un sorriso, un riflesso, un oggetto fuori posto – e lasciare che sia la città a fare il resto del lavoro.
Dopo aver riportato It nell’immaginario collettivo con due capitoli (It e It - Capitolo due) capaci di dominare il box office globale e di fissare un’estetica dell’orrore pop con palloncini rossi, fogne e amicizie spezzate, Andy Muschietti ha trasformato un classico di King in una saga intergenerazionale. Il successo del dittico 2017/2019, con un Pennywise già iconico grazie al formidabile Bill Skarsgård (che riprende anche qui i panni del clown) e un mix calibrato di nostalgia e brividi, ha aperto la strada naturale a un’espansione seriale: lo spazio ideale per esplorare ciò che le cinque ore di cinema non potevano contenere. Ne esce un prequel che non vive di riverenza né di iconoclastia gratuita, ma che sfrutta il formato seriale per fare ciò che il cinema non poteva: allargare la mappa, seguire i ritorni e dare tempo ai luoghi di respirare. Recensione ❯
Un racconto di avventura e di amore, in cui i protagonisti scopriranno se stessi e capiranno di appartenere a una storia molto più grande, fatto di rivoluzione, di amore per la natura e di lotta per la libertà. Espandi ▽
Borneo, 1841. Tra le violente incursioni coloniali inglesi, Sandokan è a capo di una ciurma di pirati affiancato dal fedele Yanez de Gomera. Dopo aver tratto in salvo il Dayak Lamai, Sandokan scopre l'orrore della schiavitù nelle miniere di antimonio gestite dal Console Guillonk a Labuan. Attratto dal possibile profitto, il pirata pianifica di infiltrarsi sull'isola con Lamai, ma lo spietato cacciatore di pirati Lord Brooke attacca la sua nave. Scampato all'assalto, Sandokan viene soccorso da Marianna, la ribelle figlia del console nota come "Perla di Labuan".
L'incontro cambierà entrambi, ma Brooke, innamorato della giovane, è pronto a tutto per averla. Intanto Lamai, approdato sull'isola ferito e affidato alle cure della serva indigena Sani, intuisce il vero destino del pirata: Sandokan è l'uomo legato a un'antica profezia del suo popolo, quella della Tigre della Malesia.
L'opera in questa versione assume un'importante chiave critica e di denuncia. Temi come l'invasione, lo sfruttamento delle risorse e lo sterminio delle popolazioni indigene - elementi drammaticamente attuali nel panorama geopolitico odierno - emergono con forza al pari di quelli romantici. Recensione ❯
Uno sguardo inedito e dietro le quinte sulla vita di uno dei più grandi cantanti al mondo: Andrea Bocelli. Espandi ▽
Con un accesso senza precedenti alla vita del celebre tenore, la regista Cosima Spender ha seguito Andrea Bocelli oltre la ribalta, rivelando un artista rigoroso e un padre di famiglia devoto, con una passione per la vita senza compromessi. Per la prima volta, è Bocelli stesso a raccontare la sua storia con le sue stesse parole. Il film intreccia testimonianze toccanti di amici e familiari e dei più stretti collaboratori, offrendo un ritratto profondamente intimo e ispiratore, da condividere sul grande schermo con i fan di tutto il mondo. Recensione ❯
In una New York contemporanea, una serie che mostra un lato della città che mescola il successo dell'alta società con la criminalità urbana. Espandi ▽
La storia si apre con un brindisi che si incrina all'improvviso: la notte inaugurale di un ristorante-culto a Manhattan, un discorso di Jake Friedken e, subito dopo, un'irruzione armata che congela tutti sul posto. Da lì la serie torna indietro di un mese: Jake, ex musicista diventato imprenditore, sta preparando l'espansione del locale mentre suo fratello Vince riappare con addosso debiti, ricadute e vecchie dipendenze. Il loro ricongiungimento mette in moto una catena di favori, menzogne e accordi opachi.
La miniserie Netflix firmata dagli sceneggiatori di The Order, Zach Baylin e Kate Susman, punta a un crime da vetrina festivaliera, dichiaratamente prestigioso, e restringe il fuoco su una fratellanza interrotta, ostinata, che non trova valvole di sfogo fuori dal proprio perimetro.
Un racconto sull'attrito quotidiano di vite che si riparano alla meglio finché il meccanismo cede: per questo, e formalmente, Black Rabbit è una serie magnetica, grazie ai suoni curatissimi, a una fotografia pensata e una regia attenta alla psicologia dei personaggi. Recensione ❯
Un giallo strampalato ambientato nei piani alti, in quelli bassi e nei corridoi della Casa Bianca, tra l'eclettico staff della residenza più famosa del mondo. Espandi ▽
Durante una sontuosa cena ufficiale alla Casa Bianca, organizzata per accogliere una delegazione straniera, un collaboratore dello staff presidenziale viene brutalmente assassinato. La scoperta del corpo, in una delle stanze private della residenza, fa esplodere il caos dietro le quinte dell'apparente perfezione cerimoniale. Viene così chiamata a indagare l'agente Cordelia Cupp, profiler dell'FBI nota per i suoi metodi eccentrici ma efficaci.
The Residence è un prodotto molto elegante, anche ambizioso sotto certi punti di vista, e certamente molto riuscito da quello visivo, ma afflitto da una narrazione ipertrofica.
Rispetto ad altri prodotti dello stesso genere o affini, The Residence è poco centrata; non a caso si sbilancia verso l'howdunnit, ma sempre lungi dallo spingersi troppo oltre, verso quel whydunit (se non facendolo solo in calce alla serie), così da evitare di rispondere a una domanda che rimanda ad altre risposte complesse e reali. Ne deriva una serie molto ansiosa di dimostrare il proprio valore e, perciò, meno disposta a fidarsi della semplicità come veicolo di efficacia: un giallo che teme la verità, proprio mentre ne promette la rivelazione. Recensione ❯
I problemi della genitorialità e del rapporto di coppia in un horror psicologico
caratterizzato da un buon colpo di scena finale. Horror, Gran Bretagna2025. Durata 108 Minuti.
Dopo la morte della madre biologica, due bambini piccoli vengono affidati in prova alle cure dei loro potenziali futuri genitori adottivi. Espandi ▽
La coppia formata da Michelle e Cyrus riceve in adozione, dopo la morte della madre biologica per overdose, due bambini, Mia ed Elijah, ancora traumatizzati per la perdita. L'assistente sociale Sian, attenta alle necessità dei bambini, si rende disponibile per ogni necessità, ma Michelle è sicura ed entusiasta: saranno all'altezza del compito. Solo che Michelle è molto impegnata sul lavoro e quindi tutto il peso delle cure parentali ricade su Cyrus, allenatore di cricket attualmente disoccupato. Cyrus viene ben presto soverchiato dal compito di fare la "mamma" a tempo pieno e comincia ad avere incubi e visioni, arrivando a pensare che ci sia qualcosa che non va nei due bambini.
L'inversione dei ruoli tradizionali all'interno della famiglia è al centro della storia, con il marito che si vede costretto a occuparsi dei bambini e della casa e la moglie, sempre più autoritaria, che non manca di ricordargli, di fronte alle sue deboli proteste, chi è che porta a casa i soldi. Il tratteggio psicologico dei due protagonisti è ben delineato e sostiene l'interesse dello spettatore mostrando via via la deriva distruttiva che prende il loro rapporto. Recensione ❯
"Altrove" è allo stesso tempo un film e tanti film diversi. Mescola i linguaggi, incrocia continuamente i diversi mezzi con cui è possibile oggi raccontare la realtà. Tanti film quanti sono i personaggi, sperimentando e indagando i modi con i quali la macchina da presa, una piccola videocamera, un telefono cellulare possono mostrare quello che ci circonda e allo stesso tempo modificarlo con il loro sguardo specifico Recensione ❯
Una storia di periferia, dove la vita non è così tranquilla come sembra. Quando Lucia (Beatrice Cohen), la figlia di Elisa (Denise Gough) e Fred Blix (Jim Sturgess), scompare dopo quello che sembrava essere un normale pigiama party a casa di un'amica di scuola, l'esistenza ordinaria della coppia precipita nel caos. Elisa è costretta a intraprendere una frenetica caccia all'uomo attraverso l'Europa per scoprire la scioccante verità sulla scomparsa della figlia. Perché l'enigmatica Rebecca Walsh (Holliday Grainger) ha preso proprio Lucia? È stata una vittima casuale? Quale prezzo personale dovrà pagare Elisa per riaverla? Mentre quest'ultima inizia a mettere insieme i pezzi, la giornalista Selma Desai (Ambika Mod), caoticamente ostinata, realizza un reportage in diretta, distruggendo inesorabilmente la vita familiare di Elisa. Poco a poco, l'inquietante verità emerge: Rebecca non voleva una bambina qualunque, voleva Lucia. E ciò che sembrava un classico caso di rapimento si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più oscuro... Recensione ❯
Coreografia umana e IA robotica a confronto: il film esplora intelligenza collettiva, empatia e cooperazione tra danzatori e macchine. Espandi ▽
Da una cripta antica emerge nell'oscurità l'affresco di una figura umana, un piccolo homo, eppure al centro dell'universo. Alla Enginereed Arts, azienda statunitense di robotica, un programmatore alla sua scrivania dialoga fianco a fianco con Ameca, un androide (o "robot umanoide") modellato sul genere umano femminile. Ne testa le reazioni e ne indaga le capacità emotive. A seguire, osserviamo altri tecnici mentre allenano le intelligenze di un cane robot, scienziati che mappano il cervello umano, una coreografa che illustra come il corpo esprime il proprio pensiero.
Jalongo torna alla riflessione sulle applicazioni della scienza e all'intersezione tra discipline artistiche e scientifiche, legate forse da maggiori, invisibili e ancora poco note similitudini più che da differenze. Suggestivo, allusivo, non esaustivo, Più grande del cielo è un saggio teorico, a volte criptico, visivamente stupefacente, che con spirito ottimista guarda al futuro, consapevole del fatto che il presente è imperfetto e perfettibile.
Ancora fiducioso che tecnologia e umanità - dagli affreschi antichi ai visual artists di oggi - possano camminare e creare insieme. Recensione ❯
In un'isola mediterranea, Ettore e Giovannino vivono un'estate felice. Ma con la partenza di Ettore, Giovannino affronta l'assenza grazie ai filmati di Pino. Espandi ▽
Ettore e Giovanni sono due ragazzini che vivono a Linosa uniti da una forte amicizia. Sull'isola vive anche Pino un anziano videoamatore che documenta i più diversi aspetti della vita locale. Un giorno Ettore apprende dai genitori che si trasferiranno in città per consentirgli di frequentare una scuola migliore. Sta per iniziare l'ultima estate insieme dei due amici.
Un mix di documentario e fiction che sa leggere nell'animo dei bambini ma lascia qualche perplessità sulla costruzione narrativa.
La riflessione sulla messa a fuoco della realtà in cui vive da parte di chi è rimasto si presenta comunque come occasione di meditazione sull'attrattiva che una vita lontana, nella giusta misura, da cellulari e social possa ancora rappresentare per una personalità in formazione. A patto che trovi la persona che sia in grado di motivarla anche se distante sul piano dell'età e dell'esperienza di vita. Recensione ❯
Un film d' animazione avventuroso, che intreccia azione, divertimento, amicizia e identità, conducendo Hopper verso la scoperta del suo vero destino. Espandi ▽
Continuano le avventure del giovane Hopper, l’eroe metà lepre e metà pollo, chiamato ora dal padre adottivo, il re di Piumaverde, a ritrovare la leggendaria “Marmotta con la faccia al contrario”, creatura mitologica capace di cambiare il passato, che il malvagio zio Harold vuole agguantare per spodestarlo dal trono. Nel frattempo, Hopper conosce per la prima volta sua sorella Gina: gli rivela che il popolo in cui è nato, ridotto in schiavitù, può essere liberato solo con l’aiuto della Marmotta. Così la Leprepollo scappa dal castello reale di notte con lei via mare con i fedeli amici Abe, la tartaruga sarcastica, e la puzzola marzialista Meg per trovare l’animale dai poteri miracolosi. La loro rotta, però, incrocerà presto quella di temibili antagonisti animati dallo stesso obiettivo.
Più che un sequel, il secondo film dalla casa franco-belga nWave con al centro la Leprepollo, diretto ora in solitaria da Benjamin Mousquet, è il naturale secondo atto di Hopper e il tempio perduto uscito nel 2022: quasi un unico film in due parti, con una terza già in cantiere. Infatti, non si avvertono sostanziali novità né stravolgimenti tra atmosfere, stile, trama e temi rispetto alla storia d’origine (allora diretta a quattro mani anche da Ben Stassen), pur nella fisiologica immissione di nuovi personaggi. Rimane l’ossatura da film d’avventura con una trama tutta protesa a esaltare il messaggio morale della storia: la multietnicità, la multiculturalità e l’incontro con l’Altro come valori imprescindibili nella società contemporanea. Recensione ❯
Un film d'azione ad alta tensione e con molto cuore. Espandi ▽
Il film segue la storia del Presidente degli Stati Uniti Danielle Sutton, che diventa l'obiettivo numero uno dopo che il vertice del G20 finisce sotto assedio. Sfuggita alla cattura da parte dei suoi aggressori, Sutton dovrà superare in astuzia il nemico per proteggere la sua famiglia, difendere il suo Paese e salvaguardare gli altri leader mondiali. Recensione ❯
Il racconto del movimento artistico che, più di cento anni fa, ha ribaltato l'arte, la scrittura, il modo di vivere: il Futurismo. Espandi ▽
Quando esce nel 1909, sulle pagine del quotidiano francese Le Figaro, il Manifesto del Futurismo appare immediatamente come una rivoluzione, un vigoroso scossone al mondo della cultura e della società, una provocazione estetica che intende ridisegnare ogni aspetto della vita del nuovo secolo.
Per riaffermarne la portata e le intuizioni avverate, Caffeina del mondo, scritto da Giordano Bruno Guerri con Massimiliano Orfei e codiretto con Massimo Spanosi, propone con un approccio laico e non paludato un'introduzione prismatica a una tra le avanguardie più decisive e anche divisive (il tristemente noto inciso "guerra sola igiene del mondo", poi ridimensionato dagli stessi estensori, dopo l'esperienza del primo conflitto mondiale).
Una monografia ancorata con precisione a dichiarazioni e opere degli artisti indagati: Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Antonio Sant'Elia, Luigi Russolo, Gino Severini, Barbara (Olga Biglieri), Giannina Censi. Recensione ❯
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