| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 134 minuti |
| Regia di | Abdellatif Kechiche |
| Attori | Ophélie Baufle, Hafsia Herzi, Salim Kechiouche, Andre Jacobs, Lou Luttiau Shain Boumedine, Alexia Chardard, Jeanne Corporon. |
| Tag | Da vedere 2025 |
| MYmonetro | 3,42 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 9 agosto 2025
Amin torna a casa nel sud della Francia e si riconnette con la sua famiglia, gli amici d'infanzia, suo cugino Tony e la sua migliore amica Ophelie. Il film ha ottenuto 3 candidature a Lumiere Awards,
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CONSIGLIATO SÌ
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Stessa spiaggia, stesso mare: proseguono le avventure di quell'estate del 1994 a Sète, tra gli altri con Amin che vuole fare cinema, vive a Parigi ed è tornato per le vacanze, e Ophélie che sta per sposarsi con Clément ma è segretamente incinta di Tony, cugino scapestrato di Amin, e vuole andare a Parigi per abortire. E poi il ristorante tunisino, la grande famiglia allargata, gli amici e i flirt, le interminabili serate di festa. La novità è l'arrivo dell'attrice americana Jessica Patterson e di suo marito, il produttore Jack, che si interessa alla sceneggiatura scritta da Amin e invita spesso i due cugini nella sua villa.
L'elemento del destino c'era in fondo sempre stato, e lo aveva individuato lo stesso Abdellatif Kechiche quando - reduce dal successo de La vita di Adele - decise di girare una grande saga dedicata all'idea del "mektoub", che in arabo rappresenta "ciò che è scritto".
Non poteva sapere che quell'opera diventata trilogia si sarebbe intrecciata alle complicazioni del reale in un modo che rende difficile distinguere ancora gli intenti artistici iniziali.
Il primo film, Canto uno, arrivò nel 2017 come un capolavoro folgorante; Intermezzo, nel 2019, doveva essere una piccola digressione, un gioco formale e audace sullo scorrere del tempo, ma è diventato un film maledetto e mai distribuito, presente soltanto nella memoria di chi lo vide in una mitologica proiezione notturna al Festival di Cannes. Da allora polemiche, voci di abusi sugli attori, una pandemia, il fallimento della società di produzione: la vita vera sembrava aver seppellito la saga, che pure continuava a vivere in un perpetuo 1994, con tanto materiale già girato che ora finalmente viene assemblato in un Canto due, senza che forse ne esisterà mai un Canto tre.
Cristallizzati nel loro presente, i personaggi riprendono da dove avevano lasciato - ma forse con un po' meno di quello smalto che rendeva il naturalismo di Kechiche così fluido e abbacinante, e l'educazione sentimentale di una gioventù bellissima così luminosa. Un regista che aveva il dono di governare e modellare lo scorrere del tempo si trova ora a inseguire quello perduto.
Qua e là si ode comunque la melodia: la grazia eufonica di un gruppo di amici liberi nell'animo e nella sessualità, nei cui non detti si intravedono mille altre storie passate e possibili, in un caleidoscopio di giocosa complicità. La si percepisce nel rapporto sublimato tra Amin e Ophélie, che era il nucleo primordiale del desiderio e ora si sviluppa in un sostegno amicale, o nello spazio dato ai membri secondari del cast e alle aggiunte come Dany. Più stonata sembra invece l'introduzione della coppia americana, soprattutto per come evolverà nel finale il loro impatto sulla storia.
Per quello che è stato finora un cinema di corpi, di linguaggio e di trance sensoriale, Canto due porta in dono gli sviluppi narrativi forse più concreti di tutta la trilogia, rivelandoli però come cliché che sfiorano anche la farsa. È un film che spinge a mettere in discussione il passato e l'impressione che avevamo avuto di una magia effimera, che in quanto tale non può durare. Alla fine ci lascia comunque sospesi con le nostre stesse domande, di corsa tra le vie di
Sète che è pur sempre la patria di Valéry e di Brassens, dubbiosi di stare vivendo veramente un epilogo.
La narrazione riprende le vicende del protagonista Amin, del ristorante specializzato in prelibatezze tunisine in cui lavora la sua famiglia e, in particolare, del cugino Tony, che ha messo incinta Ophélie e con la quale stanno pensando di abortire. Nel frattempo, un importante produttore americano, Jack Patterson, insieme alla giovane e avvenente moglie Jessica, si interessa della sceneggiatura di [...] Vai alla recensione »
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