Ritratto commovente di due sorelle completamente diverse, il film propone un duplice sguardo sulla condizione delle donne nel mondo della navigazione. Una vera e propria traversata, sia fisica che mentale. Espandi ▽
Con Polaris la cineasta spagnola Ainara Vera firma un ritratto intimo e contemplativo di una navigatrice alle prese con i traumi del passato. Costante compagna della vita professionale della protagonista, l’acqua diventa, nel corso del lungometraggio, emblema di qualcosa di più profondo. Come in una seduta d’analisi, le riflessioni malinconiche di Hayat si posano sui paesaggi estremi poeticamente ritratti dalla fotografia di Vera e Inuk Silis Høegh. Immagini mozzafiato del vapore sprigionato dal terreno, della pioggia battente, del mare increspato dalle onde e del magma incandescente di una colata lavica si alternano nel silenzio di un’atmosfera contemplativa spezzata dalla durezza delle parole pronunciate dalla protagonista. Ma l’acqua non è solo simbolo dell’universo interiore rimosso, essa è anche rappresentazione del ventre materno. E infatti è proprio in quei paesaggi lontani e quasi ultratterreni che Hayat inizia a pensare alla maternità. La notizia della nascita della nipote fa infatti sorgere in lei nuovi interrogativi e riflessioni sul passato, che questa volta si tingono di una rinnovata speranza verso il futuro. Recensione ❯
Una coppia deve fare i conti con il mistero che nasconde il loro seminterrato. Espandi ▽
Una coppia benestante, Alain e Maria, acquista una grande villa immersa nel verde: è la casa dei sogni e per di più, contiene un segreto che cambierà le loro vite. Scioccati dalla scoperta, Alain e Maria si adattano perfettamente al nuovo ambiente e lo condividono con gli amici, tra cui il capo di Alain, un donnaiolo che ha pure lui qualcosa da comunicare: un’invenzione che ha cambiato la sua vita… I film di Quentin Dupieux sono un momento di surrealismo nel contesto realisticamente assurdo della società in cui viviamo. Nella bolla asfittica creata dal film, il nonsense diventa parte del quadro, trasforma lo spazio fisico in una dimensione da cartone animato, il corpo umano in una bambola di plastica, rende interscambiabili gli individui e la merce. Tutto è confuso con il suo contrario, tutto è così piatto e alla luce del sole da mostrare anche l’oscurità, la follia, la morte. Certo, i film di Dupieux sono sempre uguali a sé stessi, così piccoli e svagati, così innamorati del proprio cazzeggio. Non fa eccezione questo che si vede con piacere e si dimentica quasi subito, in attesa del prossimo capitolo. Recensione ❯
Combattimenti impressionanti e un senso dello spettacolo invidiabile. I Turtles tornano e convincono. Animazione, Avventura, Azione - USA, Belgio2022. Durata 82 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Le giovani tartarughe e i loro leggendari superpoteri sono messi alla prova quando spietate creature provenienti da un altro universo scatenano un caos inimmaginabile. Espandi ▽
A due anni dalla chiusura dell'omonima serie Tv, arriva Il destino delle Tartarughe Ninja – Il film, un Tv movie realizzato con il medesimo e ipercinetico stile ma con un disegno molto più curato. Più simili a supereroi che non a guerrieri ninja, questi Turtles hanno conquistato il pubblico grazie agli impressionanti combattimenti – molti dei quali estrapolati dalla serie come clip su youtube – e se pur la loro fortuna non è arrivata in tempo per salvare la serie dalla cancellazione, ha comunque guadagnato questo film. Le battaglie di Il destino delle Tartarughe Ninja – Il film sono una vera gioia per gli occhi, ispirate all'animazione giapponese, ma senza le sue pause, in un affastellarsi di pose plastiche, figure deformate dal movimento, colpi impossibili e soprattutto azioni di squadra. Recensione ❯
Archivi e memorie privati rievocano uno spazio di libertà in tempi repressione sessuale. Un documento di storia queer. Documentario, Francia, USA2022. Durata 97 Minuti.
Due donne raccontano gli arbori della trans-identità nell'America degli anni '50 e '60. Espandi ▽
Tra gli anni '50 e '60, in una residenza privata sui monti Catskills, nello Stato di New York, trovarono un posto segreto e riservato decine di donne transgender e uomini crossdressers, cioè con la passione per l'indossare abiti femminili. In quegli anni travestirsi era illegale, così come dichiarare la propria omosessualità, e tali incontri poterono avvenire solo tramite annunci personali pubblicati dalla rivista di nicchia "Transvestia". Battezzato "Casa Susanna" dal soprannome di uno dei suoi due promotori en travesti (Tito, detto Susanna, compagno di Maria, liberale parrucchiera di origini italiane), quel piacevole resort, teatro di incontri e anche spettacoli di female impersonators, in seguito chiuso, è richiamato alla memoria dalle testimonianze di due degli originali partecipanti a quelle riunioni e da familiari di frequentatori della casa.
Procedendo nel solco tracciato dal bellissimo e inusitato Les invisibles (2012), preziosa ricognizione nella clandestinità e nell'isolamento degli omosessuali francesi anziani, Sébastien Lifshitz aggiunge un nuovo capitolo alla sua opera di storiografia della comunità LGBTQ+, ovviamente molto prima che le distinzioni operate da questo acronimo fossero chiaramente espresse e chiare. Recensione ❯
Un viaggio in India che è anche un percorso interiore su quanto il vissuto passato influisca sul presente. Documentario, Italia2020. Durata 60 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un viaggio fantasioso e inconsueto alla ricerca di un'antica leggenda indiana, che parte dalla Sardegna e arriva fino alle pendici dell'Himalaya. Espandi ▽
Stefano Deffenu nel 2011 fece un viaggio in India con l’obiettivo di cambiare se stesso avendo cambiato mondo. Fece tantissime riprese video che gli vennero rubate da un bambino. Tre anni dopo se le vide recapitare in un pacco privo di mittente. Trascorsi altri tre anni il regista ha trovato la forza per vedere quelle immagini e suddividere la narrazione in capitoli con un prologo ed un epilogo. Alla base del viaggio con un amico c’era la ricerca dei misteriosi Ananda, dei bambini che avevano sovvertito le regole imposte dagli adulti ribellandovisi e creando una comunità. Ananda è un percorso nell’India contemporanea che, alla disordinata curiosità del turista quasi per caso, aggiunge una ricerca interiore sul proprio vissuto di fratello gemello. Recensione ❯
Il robot Baymax diventa il protagonista di una serie tv prodotta da Walt Disney Animation Studios. Espandi ▽
La serie segue le avventure quotidiane di Baymax, robot progettato per dare assistenza medica e sanitaria alla popolazione, a partire dal suo "campo base": la casa del giovane Hiro Hamada - che abbiamo conosciuto nel lungometraggio Big Hero 6 - e della zia Cass. Baymax porterà la sua assistenza di casa in casa, a ogni piccola avvisaglia di un malumore (basterà un semplice "Ahi!" per farlo attivare), talvolta - anzi sempre - senza una richiesta esplicita da parte del giovane o anziano paziente. Baymax! è la terza serie nata dalle costole del lungometraggio Disney Big Hero 6 - adattamento dell'omonima serie di fumetti Marvel, uscito nelle sale ben 8 anni fa. La serie presenta numerosi elementi ragguardevoli in quanto a originalità e importanza, che rendono Baymax! una boccata d'aria fresca nella torrida estate 2022.
Ricca di riferimenti al lungometraggio di derivazione e ad altri prodotti Disney, Baymax! si contraddistingue per riuscire ad affrontare, in alcuni casi per la prima volta, argomenti complessi con una semplicità e un'ironia che frantumano i muri secolari del tabù e della censura. Il tutto con un portato emotivo ragguardevole, capace di far sorridere, di commuovere e di far comprendere, al contempo, bambini e adulti. Recensione ❯
Dopo Tonya, Gillespie mette in scena un'altra storia tanto celebre quanto assurda portando in TV un dinamismo da grande cinema americano. Biografico, USA2022. Durata 65 Minuti.
La storia del primo sex tape virale della storia, quello di Pamela Anderson e Tommy Lee. Espandi ▽
Dopo la bizzarra ma reale vicenda di Tonya, Craig Gillespie affronta una storia altrettanto celebre e assurda, portando in Tv un dinamismo da grande cinema americano. Il regista firma i primi tre episodi della serie, che sfoggiano una notevole fluidità di movimenti di macchina e passaggi narrativi, in un montaggio serrato con abbondante uso della musica del tempo – dove l'effetto juke box anni 90 prende però un po' la mano. Il suo lavoro dà l'impronta stilistica a Pam & Tommy, poi seguita dalle registe che si avvicenderanno nei restanti cinque episodi. Il ritmo con loro si fa meno frenetico ma la serie non perde la spinta iniziale, anche grazie a diverse puntate di più breve durata, da poco più di mezz'ora, prima del gran finale giustamente più corposo. Spicca tra gli altri la prova di Seth Rogen, che si rivela qui un'ottima scelta cinematograficamente parlando: mette i panni del falegname da comico navigato e nei dialoghi con la pornoattrice ed ex moglie, interpretata da Taylor Schilling, è convincente tanto nell'ossessione quanto nella tenerezza e nel rimpianto. Di certo una delle interpretazioni migliori della sua carriera e lo stesso vale per quella di Sebastian Stan, mai così convincente fino ad ora. Recensione ❯
Un gruppo di artisti è al lavoro a un nuovo progetto ispirato al Ginger e Fred di Fellini. Espandi ▽
A partire da un soggetto di Deflorian e Tagliarini, con la collaborazione di Barbara Iannarilli, il film è al tempo stesso il racconto di come lo spettacolo sia uno modo per i due protagonisti di “riallinearsi”, proseguendo nella ostinata, certosina ricerca del senso in ogni motto e azione. Una testimonianza pulsante e insieme lieve della complementarità dialettica della coppia, della loro intesa creativa. A documentare con tocco sensibile ciò che è arduo spiegare in una recensione, perché di per sé imprendibile ed effimero come la preparazione di uno spettacolo teatrale, sono Greta De Lazzaris e Jacopo Quadri. Con un titolo che è già un manifesto esistenziale, Siamo qui per provare, si offre come un segno, un lampo di vita, una traccia intenzionale che tenga memoria del buio intravisto e respinto. Rispecchiando il lavoro degli autori, ciò che il film ribadisce ad ogni scena è che si può far teatro con tutto, anche con pochissimo, e che tutto è teatro. Recensione ❯
La storia di uomo che ha scontato più di sei anni in carcere e ora è pronto a ricomiciare. Espandi ▽
La regista esordiente Giulia D'Amato intreccia i propri ricordi di adolescente (con il padre da sempre militante e il fidanzato ultrà del Perugia) ai tragici fatti del G8 di Genova 2001. La memoria privata si mescola a quella collettiva, attraverso le testimonianze dell'autrice, dell'ultrà teramano Davide Rosci, condannato a sei anni e sei mesi di carcere per "concorso morale" in "devastazione e saccheggio" durante la manifestazione tenutasi a Roma nell'ottobre 2011, e di Mariapia Merzagora Parodi, madre di Edoardo, morto pochi mesi dopo l'amico Carlo Giuliani, ucciso da un proiettile sparato da un agente in piazza Alimonda a Genova, il 20 luglio 2001.
I ricordi personali diventano il racconto di un'epoca, attraverso uno sguardo d'insieme che a volte rischia di perdersi ma è sostenuto da una colonna sonora trascinante.
Particolarmente azzeccata ed originale la scelta musicale, che accompagna i filmati d'archivio con famosi brani del genere pop ("I migliori anni della nostra vita"), pop rock ("Total Eclipse of the Heart") e soprattutto dance: da "L'amour toujours", vero e proprio inno generazionale, romantico e disperato, di fine anni Novanta, alla hit dei primi Duemila "Dragostea Din Tei", fino a "Disco Samba". Recensione ❯
La toccante storia del rover della NASA in un documentario capace di commuovere, interessare e intrattenere allo stesso tempo. Documentario, USA2022. Durata 105 Minuti.
Oppy, che ha esplorato Marte per quasi 15 anni. Espandi ▽
Nel 2004 due rover, Opportunity e Spirit, vengono spediti su Marte dalla NASA per documentare l’eventuale presenza di tracce di acqua liquida. Queste due sonde sul pianeta rosso dovevano svolgere il ruolo di geologi, ed erano state progettate per sopravvivere 90 giorni. Contro ogni previsione ingegneristica, i due rover sopravvissero molto più a lungo del previsto: Opportunity in particolare si spense definitivamente nel 2019, dopo 14 anni di onorato servizio. Gli sforzi dei due rover portarono, dopo anni di ricerche e di esplorazione del suolo marziano, alla cruciale scoperta di acqua liquida sul pianeta rosso. Goodnight Oppy. È la toccante storia di un rover che, con la sua sola resilienza, regala all’umanità una scoperta cruciale sulla vita nello spazio. È un film polytropos, poliedrico, proteiforme: la sua capacità di commuovere, interessare e intrattenere allo stesso tempo è semplicemente invidiabile, sempre tenendo a mente l’imperativo morale di puntare alle stelle. Recensione ❯
Un film dalle atmosfere surreali che guarda al cinema di Kaurismaki per raccontare le problematiche della terza età. Drammatico, Italia, Svizzera2022. Durata 80 Minuti.
Un racconto surreale e ironico che esce dagli stereotipi della vecchiaia e della morte raccontando per capitoli la quotidianità e i sentimenti di personaggi indimenticabili. Espandi ▽
Gli anziani Leopold e Alex hanno uno scontro frontale d’auto. Ne escono un po’ ammaccati ma disposti non a litigare come si potrebbe pensare ma invece a dare inizio ad un’amicizia. Henri e Irma formano una coppia che da molti decenni condivide ogni momento della vita. C’è poi un detenuto, espulso dal carcere contro la sua volontà che vaga per la città facendo un incontro speciale. A loro si aggiunge un medico che prova una tale empatia per i propri pazienti da mettersi a piangere quando li trova in condizioni precarie. Felix Tissi appare come un profondo conoscitore ed estimatore del cinema di Aki Kaurismaki. Il suo cinema si avvale di atmosfere rarefatte analoghe a quelle del regista finlandese nonché di personaggi che mettono a nudo il proprio disagio esistenziale anche quando tacciono o si trovano in situazioni apparentemente lontane dalla realtà di tutti i giorni. Perché questo è un film sul profondo senso di solitudine che attraversa tante persone in particolare (ma non solo) quando raggiungono la terza età. Recensione ❯
Il rifacimento della serie omonima (1999-2000) ambientata a New Orleans. Espandi ▽
Rivisitazione di una rivisitazione, la “nuova” serie Peacock riporta sugli schermi una delle serie che più hanno sconvolto il panorama audiovisivo nei primi anni 2000. Parliamo di Queer As Folk, serie televisiva nata nel 1999 dalle talentuose mani di Russell T Davies e poi subito esportata nell’omonimo e più fortunato adattamento americano (2000-2005) ad opera di Ron Cowen e Daniel Lipman. La nuova rivisitazione è affidata a Stephen Dunn, il quale reinterpreta le vite della comunità LGBT+, al centro di questo brand narrativo, alla luce di nuove, dolenti, forme di discriminazione. Una serie che, perciò, a differenza delle sue precedenti versioni appare assai più oscura e cruda nel mostrare le difficoltà dei suoi nuovi protagonisti. La serie Peacock è capace di muoversi tra le mille sfaccettature di cui il mondo LGBT+ (e non solo) è composto, in maniera organica e mai artefatta, mostrando soprattutto gli elementi di assoluta similarità al mondo etero-normato, e che perciò si scontrano con un'ostilità aliena nel momento in cui si dovrà fare i conti con la società circostante ancora omofobica – fino alle più aspre conseguenze che fungono da incipit alla storia. Recensione ❯
Il film racconta la contraddittoria e intensa vita insieme di Edda Mussolini e suo marito Galeazzo Ciano. Espandi ▽
Edda Mussolini figlia primogenita del Duce sposa Galeazzo Ciano, figlio dell’ammiraglio Costanzo il 24 aprile 1930. Da quel momento i due diventano una delle coppie più in vista del regime ma anche due personalità che vedono la Storia da prospettive diverse che finiranno con l’avvicinarsi solo dinanzi alla tragedia. Una ricostruzione documentata e drammaturgicamente efficace di una vita di coppia che non è come quella di tanti perché vissuta nelle stanze del Potere. Wilma Labate, grazie alla performance in perfetto equilibrio tra passato e presente di Silvia D’Amico e Simone Liberati, ricostruisce la vita privata e pubblica della coppia. Ne esce un ritratto complesso e al contempo estremamente lucido di dinamiche che vedono coinvolti i sentimenti più comuni di un uomo e una donna (affetto filiale, amore, dissimulazione, tradimenti, litigi) con quelli di chi, per ragioni di parentela o di ruolo politico, può influenzare le sorti di un intero Paese. Recensione ❯
Ji-woo, studente spiantato in difficoltà nel prestigioso liceo che frequenta, incontra Hak-sung, la guardia di sicurezza della scuola, e gli chiede di insegnargli matematica e diventare amico, ma la loro amicizia è a rischio dopo un incidente a scuola. Espandi ▽
In Our Prime è la storia di un incontro inaspettato. Quello tra Ji Woo, uno studente spiantato che per merito finisce in un liceo privato iper-competitivo e frequentato solo dai rampolli delle famiglie più facoltose di Seoul e Hak Sung, un disertore nord-coreano che lavora come sorvegliante notturno della scuola. Per le sue difficoltà in matematica Ji Woo rischia di dover abbandonare l’istituto, ma per fortuna gli viene in aiuto Hak Sung che si rivela essere un matematico di incredibile abilità. Che altri misteriosi segreti custodirà Hak Sung nel suo oscuro passato? Per quanto possa sembrare superficialmente solo un film di formazione, una specie di versione coreana di Will Hunting (operazione che già detta così sembrerebbe encomiabile), In Our Prime rivela invece un mosaico di tematiche importanti, capace di conciliare aspetti di critica sociale, che donano spessore e profondità al film, a una storia emozionante, coinvolgente e, come avrebbe detto Calvino, anche molto leggera.Esclamativa la performance di Choi Min Sik, che ricordiamo sicuramente per le sue indimenticabili interpretazioni nei film di Park Chan-wook (Oldboy e Lady vendetta su tutti), che uscendo dalla sua zona di comfort si conferma sempre più come uno dei migliori attori coreani di sempre. Recensione ❯
Un coming of age atipico e personale. Rivedibili alcune posizioni, soprattutto sul finale. Drammatico, Francia, Costarica, Belgio2022. Durata 102 Minuti.
Una coppia si separa. La figlia di sedici anni sembra prendere sempre di più le difese del padre. Espandi ▽
Un’opera molto sentita, che colpisce forte e in profondità; per quanto sia ascrivibile al genere del coming of age è al tempo stesso del tutto atipica e personale. In questo senso Valentina Maurel ha senza dubbio l’intuizione giusta: ossia la presa di coscienza che la vita è un unico grande tunnel e vederne la luce in fondo talvolta può essere complicato. La regista, però, finisce per spingere questa riflessione sul dolore fino alla sua deriva più totale, arrivando a conclusioni francamente inaccettabili dal punto di vista ideologico e umano. La verità è che non ci sono scusanti per un padre che sottopone la figlia a violenze come quelle rappresentate, così come non ce ne devono essere per nessuna violenza, fisica, sessuale o psicologica che sia. Ma soprattutto, l’amore non è mai un attenuante. Recensione ❯