Il biopic basato sulla vita del cantautore spagnolo Miguel Bosé. Espandi ▽
Fin dalla nascita, Miguel Bosé era destinato alla grandezza, nonostante le rigide convenzioni imposte dalla Spagna, suo paese natale, negli anni Sessanta. Suo padre, Luis Miguel Dominguin, era tradizionale e conservatore e una figura di spicco della corrida spagnola, mentre sua madre, Lucia Bosé, era una grande star del cinema italiano, sofisticata e moderna nei modi. Bosé nacque con il carattere forte del padre, la bellezza della madre, la ribellione e l'eleganza di entrambi.
Nel 1968 la tumultuosa relazione dei genitori di Bose giunge al termine dopo 13 anni e decidono di separarsi, uno scandalo all'epoca per la Spagna conservatrice. All'età di 11 anni, la separazione ha un grande impatto su Bosé, segnando l'inizio del cambiamento della sua personalità in un personaggio seducente e dirompente - tratti caratteriali che userà per scuotere il mondo un decennio più tardi. Recensione ❯
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Un film breve di finzione, che inizia un percorso di indagine sulla generazione nata nel 2000. Espandi ▽
Bianca festeggia i suoi 22 anni il 28 febbraio 2022, in un piccolo appartamento della periferia di Mosca dove vive con la madre. Bianca è Electa per il
mondo digitale, un alter ego ispirato alla protagonista della Sagra di Primavera di Igor Stravinskij. Electa è conosciuta sui social network per le sue toccanti
performance di danza e la sua ossessione per il bianco.
Bianca è nata a Norilsk, in Siberia, una delle città più inquinate del mondo e fa parte di un gruppo di ragazzi, provenienti da tutto il mondo, che si riunisce
online intorno a Radio Esperanza Libre, un canale di podcast fondato da Anita Lopez, giovane speaker ambientalista di Río Gallegos (Argentina). Radio
Esperanza Libre è ispirata ad una radio che è stata disattivata ma che una volta trasmetteva dall'Antartide argentina, da Base Esperanza. Anita ed Electa si
sono incontrate casualmente sull'Internet perché, oltre ad essere accomunate dall'impegno ambientalista, hanno in comune una data di nascita curiosa: il 29
febbraio.
Nella vita reale Bianca è profondamente insicura, non è abituata al contatto con gli altri e fatica a relazionarsi verbalmente anche con la madre. Bianca è
chiusa nell'impeccabile gabbia esibizionistica di Electa; quando il mondo intorno a lei sembra sgretolarsi, non solo a causa del cambiamento climatico, la rete
di connessioni virtuali di Electa diventa l'unica via di fuga possibile per Bianca, l'unica reazione per riscattare la propria voglia di vivere. Il podcast registrato
con Anita lunedì 28 febbraio 2022, a soli quattro giorni dall'invasione russa in Ucraina, costituisce per Electa l'occasione di lanciare un grido di aiuto. A partire
da lì, connessioni apparentemente labili e casuali dimostrano la capacità di cancellare le distanze e aprire inaspettate vie di fuga e speranza. Recensione ❯
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Una coppia appena trasferitasi in Irlanda deve fare i conti con l'esistenza di pericolose creature. Espandi ▽
I londinesi Maya e Jamie lasciano la realtà urbana per la tranquillità dell'Irlanda rurale. Lì scoprono l'esistenza di goblin malvagi e assassini in agguato nel bosco antico e nodoso ai piedi del loro nuovo giardino. Recensione ❯
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Una serie che racconta il passato della vita nei primi anni 2000. Espandi ▽
In un periodo in cui i sogni sembrano irraggiungibili, una giovane spadaccina segue le proprie ambizioni e incontra un giovane stacanovista che cerca di rifarsi una vita. Recensione ❯
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La registrazione della piece teatrale che porta in scena la difficile situazione politica che sta vivendo la Bielorussia. Espandi ▽
In principio era un testo teatrale, firmato dal drammaturgo Andrej Kurejcik, rappresentato in venticinque paesi diversi e tradotto da Giulia Dossi in italiano. È diventato un documentario di denuncia e sensibilizzazione per mano dell'attrice bielorussa Caterina Shulha, che per il suo esordio dietro la macchina da presa sceglie una storia che conosce da vicino. Si tratta delle elezioni dell'agosto 2020, che hanno confermato il sesto mandato presidenziale di Aleksandr Lukashenko. Il popolo bielorusso è sceso in strada a manifestare contro il dittatore, ma quando ci si allontana dalla democrazia ogni protesta viene messa brutalmente a tacere. Non potrebbe essere altrimenti, Insultati. Bielorussia è un film militante di grande attualità, che sacrifica l'estetica sull'altare della denuncia. È un documento visivo importante e vibrante di appassionata protesta firmato da una regista appena trentenne. Da segnalare, soprattutto, è l'ottima prova di un cast di livello, capace di trascinare chi guarda nella lotta di un popolo ancora costretto a battersi per la propria libertà. Recensione ❯
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La serie che adatta il manga di Mami Tsumura Espandi ▽
Un bambino solitario si trasferisce da solo in un condominio fatiscente e fa amicizia con l'artista di manga squattrinato che vive nella porta accanto. E non solo. Recensione ❯
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Un documentario intelligente che prova a fare i conti con la 'violenza' di Carmelo Bene, tanto irrispettosa quanto 'dislocante'. Documentario, Italia2022. Durata 54 Minuti.
Filippo Timi ci guida in un documentario sorprendente alla ricerca di una risposta possibile alla domanda: chi era davvero Carmelo Bene? Espandi ▽
Samuele Rossi, contro i detrattori e la pigrizia intellettuale, firma un documentario intelligente che prova a fare i conti con la 'violenza' di Carmelo Bene, tanto irrispettosa quanto 'dislocante'. Quale uomo di cultura oggi potrebbe intitolare il suo "Amleto" (1988), "Hommelette for Hamlet"? Nel bene e nel male, Carmelo Bene era indicibile. Tuttavia Bene! Vita di Carmelo, la macchina attoriale raccoglie la sfida e prova a dirlo, al di là delle semplici notazioni cronachistiche e cronologiche.
Prova a raccontare quel cuore in piena e quella festa di colori feriti, quel corpo non più vettore dell'azione, della poesia e del senso ma del loro schianto, quella voce come un tesoro da trovare e ascoltare e quei capelli rossi che portava sempre come maschera d'attore, insieme a un residuo di fard e a labbra dipinte male.
A 'interpretarlo' sullo schermo è Filippo Timi, che interrompe come tuono gli interventi critici e familiari. Le voci di Pietrangelo Buttafuoco (giornalista) o Franco Ungaro (studioso), di Lydia Mancinelli (ex compagna e attrice) o di Salomé Bene (la figlia), inciampano su quella sbucciata di Timi che sbriciola le parole e 'appare alla Madonna". Recensione ❯
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Primo film di finzione della regista tedesca Aelrun Goette, nota al pubblico internazionale per il
documentario Die Kinder sind tot (Prix Regard Neuf a Visions du Réel 2003). Espandi ▽
Nel 1988, a pochi mesidalla caduta del Muro, per una sua foto apparsa casualmente su Sibylle (il Vogue dell'Est), una
diciassettenne di Berlino Est si trova immersa nel mondo della moda. Tra fotografi, modelle, nuove
idee e stili di vita, il film è basato su fatti realmente accaduti, ispirato all'esperienza di modella della
regista stessa tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 nella Repubblica Democratica Tedesca.
Sospesa tra personale e pubblico, sentimenti e coerenza politica, un'opera che strada facendo si
trasforma in un energetico inno alla bellezza ed alla libertà. Recensione ❯
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La storia archeologica e nascosta di Venezia ricostruita e raccontata attraverso un documentario poetico, omaggio a Ernesto Canal e ai ricercatori del passato e di oggi che raccontano Venezia prima di Venezia. Panorami sommersi: le origini di Venezia, indaga i mondi e le storie legate alle realta` archeologiche celate nella Laguna di Venezia. Recensione ❯
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Il maggiore tra i gruppi nati dopo il '68 raccontato da chi vi ha partecipato ma anche da chi ne dà un giudizio molto severo. Con Erri De Luca, Gad Lerner, Gianpiero Mughini. Espandi ▽
Sul finire degli anni '60, mentre la rivoluzione anti sistema accomuna i giovani di tutto il mondo, in Italia nasce un gruppo rivoluzionario particolarmente interessante per capacità di aggregazione, aggressività politica e personalità dei dirigenti.
La scintilla scocca a Torino, dall'incontro tra gli operai di Mirafiori e gli esponenti del movimento studentesco. Il gruppo non ha ancora un nome. Lo prenderà dall'intestazione dei primi volantini distribuiti ai cancelli della fabbrica: "La lotta continua". Liberamente tratto dal libro "I ragazzi che volevano fare la rivoluzione", il film racconta un decennio di storia italiana, e lo fa attraverso le parole di alcuni dei ragazzi di allora. Dal primo corteo interno Fiat alle elezioni del '76, passando per l'autunno caldo, la strage di Piazza Fontana, la morte di Pinelli e l'omicidio del commissario Calabresi. Ma il film racconta soprattutto le storie, i valori, i sentimenti ed i ricordi di alcuni di quei ragazzi. Dopo lo scioglimento del movimento, alcuni di loro sono diventati politici, giornalisti, manager. Sono quelli di cui conosciamo i visi e riconosciamo la voce. Altri hanno preferito continuare la lotta attraverso forme più violente e drammatiche, ma la maggior parte ha semplicemente abbandonato l'attività politica. Il capo di tutti, l'uomo che fondò e sciolse 'Lotta Continua', il ragazzo che conquistò gli intellettuali e sedusse una generazione, Adriano Sofri, ha scontato 15 anni di carcere per un omicidio per il quale si è sempre dichiarato innocente. Recensione ❯
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Il remake dell'omonimo film di Paolo Genovese e il primo film in lingua araba di Netflix. Espandi ▽
Un gruppo di amici si ritrova insieme per una cena. Decidono ad un certo punto di fare un gioco: durante la serata leggeranno tutti i messaggi che arriveranno sui loro cellulari. Come andrà a finire? Recensione ❯
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Una donna comincia a stravolgere la propria vita quando scopre la doppia vita che conduce il marito. Espandi ▽
Un thriller psicologico che affonda con gusto nel cliché melodrammatico e sembra prendersi sul serio anche mentre si espone al rischio della farsa. Un film stavolta a colori, ma che guarda ancor più al passato. Civeyrac gioca di maniera, a tendere verso il classico, specialmente tramite la sempre più ingombrante colonna sonora. Ma il suo - grande intenditore musicale - è un riff sulla contemporaneità, quella della donna del titolo, che in preda alla gelosia reagisce in modo inaspettato e produce una seconda parte di film che lascia esterrefatti. L’arco finale diventa un labirinto di specchi tra uomini e donne, tra colpevoli e vendicatori, che si risolve nel modo più catarticamente diretto, in un film che di diretto non ha nulla e che nel suo coraggio decisamente sui generis trova una rara essenza cinematografica. Recensione ❯
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Miniserie che mescola il drammatico con il romantico e la commedia. Espandi ▽
L'aeroporto è gremito di persone che attendono il loro volo per partire e raggiungere i propri cari. Siamo alla vigilia infatti di Natale e tutti vogliono passare la festività in famiglia, ma il maltempo ha altri programmi e una tempesta di neve si abbatte sulla città impedendo agli aerei di volare. Tutti sono costretti a trattenersi all'interno dell'edificio e nessuno escluso scoprirà qualcosa di nuovo sulla sua vita e sulle sue priorità, dalla celebrità che nonostante il suo jet privato è costretto a trattenersi fino ai dipendenti dell'aeroporto. Tra i protagonisti troviamo la bravissima Ida Elise Broch che in questa miniserie interpreta la popstar Ida. Con lei troviamo piloti di aere, un prete o il brista, la bodyguard e l'agente di sicurezza oltre che un pianista o il pilota d'aerei. Tutti alla vigilia di Natale sono in aeroporto con un'unico obiettivo: partire per una miniserie pensata e realizzata appunto per essere vista durante le feste. Recensione ❯
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