Un adattamento dell'omonimo romanzo del 1994 di Christopher Pike. Espandi ▽
Anni 90. Ilonka è un'ottima studentessa del liceo, con una grande passione per la letteratura. Pronta per andare al college, non vede l'ora di affacciarsi alla vita adulta. Ma qualcosa va storto: una sera ad una festa, Ilonka inizia a tossire sangue e poco dopo le diagnosticano un cancro alla tiroide in fase avanzata. Incurabile. Decisa a non arrendersi, la ragazza viene a sapere dell'esistenza di una misteriosa struttura per malati terminali, gestita da un'enigmatica dottoressa. Lì entra in contatto con otto giovani pazienti, che ad ogni rintocco della mezzanotte, si riuniscono per raccontarsi storie inquietanti e trovare segni del soprannaturale dall'aldilà. Decidono così di fare un patto: il prossimo di loro a morire darà al gruppo prova della sua esistenza.
The Midnight Club non riesce a gestire le tante strade narrative aperte, ed è un peccato perché il rimando all'immaginario visivo dei '90 e al racconto horror come esorcizzazione della morte, erano davvero un'ottima partenza.
Insorgono dinamiche romantiche fra i protagonisti in pieno mood teen, e vengono trattati temi urgenti, come la questione della tossicodipendenza (con il personaggio di Anya, forse il più riuscito) o il suicidio giovanile. Recensione ❯
La storia di un gruppo di persone che vive nel deserto della California. Espandi ▽
Nasce da un percorso di passione personale, questo viaggio nella California profonda alla scoperta di un’idea di città nata e poi morta e poi trasformata in qualcosa d’altro. I materiali li ha girati sul posto la filmmaker italiana Susanna della Sala, che ora li assembla in un documentario di esplorazione molto efficace nel dipingere lo spirito e la filosofia di un luogo residuale. “Una baia di sale e decadimento” la definisce in una composizione rap-poetica uno dei residenti di Bombay Beach. Le difficoltà nel viverci sono ben evidenti, tra il lago inquinato che va prosciugandosi, le case abbandonate di chi è scappato e la scarsità dei rifornimenti nel deserto. Il film è però più dell’assurda cronaca di uno scempio geografico per mano dell’uomo, e trova notevoli punti di interesse antropologico su come l’umanità stessa sappia raccontare il proprio cambiamento. Recensione ❯
Un film sul ricordo e sui rimpianti, in cui l'intimità discreta ma partecipe di Bigoni trova corrispondenze col cinema di Soldini. Drammatico, Italia2022. Durata 83 Minuti.
I limiti di un amore, l'esaurirsi del tempo a disposizione, la fine. Cinque stanze si infila nei meandri della vita di una coppia e ne svela le fragilità, giocando con il tempo e con gli spazi. Espandi ▽
K, un uomo ormai prossimo alla pensione, sta leggendo una lettera che gli ha scritto la moglie Lara, gravemente malata, prima di andarsene di casa. I due sono stati sposati per circa trent'anni. All'inizio della loro relazione si sono amati intensamente ma la morte della loro figlia di quattro anni ha condizionato per sempre la loro vita. Da quel momento K si è allontanato da Lara. Negli ultimi sei mesi poi l'uomo ha iniziato una nuova relazione con Silvia. Non si rende conto del suo stato di salute. Quando accade, è già troppo tardi.
Cinque stanze oltrepassa la sua innegabile organizzazione dello spazio della scena e, attraverso la fotografia di Italo Petriccione, racconta molto dei suoi personaggi attraverso i primi piani, i silenzi.
Da parte di Bigoni, c'è una cura esemplare nel disegnare gli stati d'animo 'provvisori quasi d'amore' che avvicinano i suoi protagonisti a quelli del cinema di Soldini. Qui non hanno la possibilità di fuga, di provare a reinventarsi una vita. Ma nel finale, proprio nell'ultima stanza, il film respira e trasforma la sua rabbia in tenera malinconia. Recensione ❯
Il manoscritto di Leonardo narra le gesta di un folletto che abita i boschi di Vinci, il Buffardello, capace di
donare arte e sapienza a chi gli mostra purezza e cortesia, aiuterà i nostri eroi a farla franca? Espandi ▽
Questa è la storia di Aldebrando Testori (Umberto Smaila), un editore fallito che trovandosi sull'astrico avrà un'idea geniale: mettere in piedi una banda di falsari per creare un finto manoscritto di Leonardo da Vinci e partecipare a un'asta spacciandolo per autentico. Per farlo avrà bisogno dei talentuosi Giovanni e Deborah (Rudy Smaila e Tatiana Previati), lui uno scrittore lei abile disegnatrice, del professor Tornabuoni (Pippo Franco), capace di invecchiare l'inchiostro, del Pinturicchio (Maurizio Mattioli) che può falsificare qualsiasi firma e di Marco Contini Bonaccorsi (Max Cavallari), un antiquario. Non mancheranno gli impicci però, il maresciallo dei carabinieri (Cesare Ragazzi) abita proprio sotto il loro
covo segreto e non ha intenzione di lasciarseli scappare. Recensione ❯
Dopo la morte del marito violento, una donna lascia alle spalle la Londra vittoriana, per dirigersi nel piccolo villaggio di Aldwinter, nell'Essex. Espandi ▽
Londra, epoca vittoriana. Cora Seaborne rimane vedova del marito, violento e possessivo: il lutto diviene liberazione e Cora può finalmente intraprendere il percorso professionale da sempre desiderato, quello della paleontologia. Si reca quindi ad Aldwinter, nell'Essex, dove la superstizione locale attribuisce a un fantomatico serpente marino gigante la causa di alcune sparizioni e morti violente. Cora è convinta che si tratti di un caso di "fossile vivente", ossia di un plesiosauro rimasto miracolosamente in vita, ma le sue convinzioni si scontreranno con il negazionismo del pastore locale, Will Ransome, e con il crescente stato di paura e intolleranza che attraversa la comunità di Aldwinter.
La caligine diffusa della campagna dell'Essex si traduce così in un effetto (voluto) di nebulosità dell'intreccio, quasi ad affermare che il mondo è un'infinita "zona grigia", in cui il senso ultimo delle cose è inafferrabile e inalterabile.
Il "mostro" non esiste ma è ovunque, sembrano dirci le riprese aeree della campagna dell'Essex e delle sue forme contorte, come un paesaggio che intende mappare fisicamente l'inconscio e le sue perversioni. Gli spunti del romanzo e i rimandi alla contemporaneità - amori non binari, emancipazione femminile - la triangolazione dei protagonisti che porta Cora a essere una trasfigurazione di Darwin, Martha di Marx e Luke di Freud sono suggestivi. Recensione ❯
Una moderna interpretazione musicale della classica storia natalizia di Charles Dickens "A Christmas Carol". Espandi ▽
Ogni vigilia di Natale, il Fantasma del Natale Presente (Will Ferrell) sceglie un'anima perduta da redimere attraverso la visita di tre spiriti. Ma questa volta ha scelto lo Scrooge sbagliato. Clint Briggs (Ryan Reynolds) stravolge le carte in tavola e il suo ospite fantasma si ritrova a riesaminare il proprio passato, presente e futuro. Per la prima volta, "A Christmas Carol" viene raccontato dal punto di vista dei fantasmi in questa esilarante rivisitazione musicale del classico racconto di Dickens. Recensione ❯
Una donna e sua madre devono affrontare i misteri che si nascondono dietro la loro ex casa di famiglia. Espandi ▽
Il passato si addice a Joanna Hogg, regista britannica radicale che si prende tutto il tempo per arrivare alla radice degli eventi. The Eternal Daughter è un tuffo autobiografico che riscrive il suo passato, dona a Tilda Swinton un doppio ruolo e garantisce al pubblico la vertigine totale. Joanna Hogg fa un cinema puro e duro, che non cede mai alle tentazioni pop. Qualche nota di musica e poi ci priva del suono, delle spiegazioni. Il film guadagna allora in sensazioni. La regista elabora uno stile in opposizione ostinata con la televisione, scene che perdurano, piani fissi, campi lunghi. La sceneggiatura importa poco o nulla, ad appassionare Joanna Hogg sono gli attori, che incoraggia ad approfittare della libertà di parola e di movimento. Recensione ❯
Un doc che è il lucido ritratto di una generazione. Giovani umiliati e offesi dalle rassicurazioni di un regime. Documentario, Svezia, Norvegia, Francia, Germania2022. Durata 103 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La testimonianza dei malesseri, dei conflitti e delle tensioni di una gioventù perduta. Espandi ▽
Girato nel corso di 12 anni, è il resoconto di una storia d’amore in una società in rovina.Marusya Syroechkovskaya e Kimi Morev. Due giovani come tanti, troppi, che nella Federazione russa non trovano una loro collocazione. Il film si apre con la smentita del titolo. Kimi non si è salvato ed assistiamo al suo funerale. Da quel momento il documentario diventa un lungo flashback che all’origine non doveva diventare un film. Siamo di fronte a un ritratto di una generazione che definire ‘perduta’ finirebbe con l’essere un’attribuzione impropria. Se vogliamo restare nel solco della tradizione russa possiamo rinvenirvi una matrice dostoevskiana trasposta ai tempi nostri. Ci viene mostrato un mondo di umiliati e offesi su cui cadono dall’alto le rassicuranti e patriottiche parole dei potenti. In questa descrizione partecipe e non finalizzata in anticipo sta la forza di un film che si dimostra più efficace di molti pamphlet contro il regime. Recensione ❯
Laurent Lafitte e Omar Sy di nuovo insieme per sconfiggere il crimine. Espandi ▽
Di nuovo insieme dopo dieci anni, due poliziotti male assortiti indagano su un omicidio in una città francese segnata da tensioni e coinvolta in un complotto più ampio. Recensione ❯
Tra equivoci, aiuti degli amici, telefonate inaspettate: tutto contribuisce a rendere la vita della protagonista la versione francese di Bridget Jones. Espandi ▽
Julie è stata lasciata dal compagno Hervè, vede la sorella sposarsi e deve prendere un coinquilino (su suggerimento delle amiche un omosessuale) per far quadrare i conti. Ma tornando a casa in taxi risponde ad una telefonata che non è rivolta a lei. Ma la voce è così affascinante che decide di presentarsi all'appuntamento, comincia così sullo sfondo di una Parigi estiva la battaglia di Julie per ritrovare la felicità, aiutata dalle amiche Manon e Stephanie e con la complicità del suo coinquilino che si scoprirà non essere così gay. Recensione ❯
Cinema e teatro si confondono in un'opera il cui oggetto è la recitazione e la creatività di un grande maestro. Drammatico, Francia, USA2022. Durata 63 Minuti.
Il complesso rapporto tra Tolstoi e la moglie documentato dalla loro corrispondenza. Espandi ▽
Wiseman filma l’attrice Nathalie Boutefeu nell’atto di dar voce alle parole e ai pensieri di Sonja senza mascherare in alcun modo il dispositivo (non c’è un reale tentativo di finzione; anche i costumi alludono soltanto all’epoca): la recitazione è l’oggetto del film, insieme alla natura romantica del testo, che non a caso dialoga costantemente col paesaggio, trovando in esso uno specchio e un amplificatore sentimentale. Lo spettatore è preso, così, in un vortice che lo inghiotte e lo risputa fuori dallo schermo di continuo. Teatro e cinema mirano a confondersi, così come fanno passato e presente, grazie all’utilizzo di un francese più moderno rispetto alle traduzioni disponibili (un lavoro, tecnico e creativo, svolto dall’attrice stessa, che la avvicina ulteriormente al personaggio) e ancora una volta per il tramite della natura incontaminata, capace di meravigliare e di sovrastare l’essere umano, oggi come ieri. Recensione ❯
Una detection dai temi davvero perturbanti che racconta l'abito mentale della nostra società. Drammatico, Thriller - Francia2022. Durata 92 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Tratto da un vero caso di cronaca giudiziaria, un film che tratta il tema della gravidanza e la possibile scissione tra la mente e il fisico delle donne. Espandi ▽
Claire è un'avvocatessa felicemente sposata a Thomas e madre affettuosa. Un giorno però il marito tornando a casa trova la moglie riversa in un lago di sangue. In ospedale c'è la polizia: un neonato è stato abbandonato su un cassonetto, e tutti gli indizi portano a lei. Ma Claire sostiene di non aver aspettato un terzo bambino. Da quel momento partirà un'indagine per scoprire la verità e Sophie, collega e amica di Claire, comincerà a costruire la sua difesa sulla base di un fenomeno psicofisico conosciuto dalla scienza medica ma poco clinicamente dimostrato: la negazione di gravidanza.
Basato su una storia vera Senza prove, scritto e diretto da Béatrice Pollet, racconta non tanto un caso di cronaca giudiziaria, quanto l'abito mentale della società in cui viviamo. La regista e sceneggiatrice fa emergere a poco a poco i dettagli della vicenda e del passato di Claire, che dietro una vita apparentemente perfetta nasconde un abbandono e una morte misteriosa, seguendo le regole della detection ma anche quelle del diniego psicologico.
"Accettare la negazione di gravidanza sarebbe accettare di non avere controllo", dice Sophie: e non parla solo di Claire, ma di un'intera società impostata sull'illusione di poter governare anche l'irrazionale. E se la confezione del racconto resta abbastanza convenzionale, i temi che solleva sono davvero perturbanti. Recensione ❯
Dalla Svezia arriva una commedia sul rapporto tra fratelli, dove uno dei due sembra perfetto ma non lo è affatto. Espandi ▽
In un impeto di disperazione, una madre single in difficoltà decide di partecipare alla gara sciistica Vasaloppet con il fratello perfezionista... ma non così perfetto. Recensione ❯
Una serie thriller Apple Original con Uma Thurman. Espandi ▽
Tratta dalla serie israeliana False Flag, Suspicion è ambientata ai giorni d'oggi tra Londra e New York. Divisa in otto puntate, la serie d'azione originale Apple TV, creata da Rob Williams (fra le penne di The Man in High Castle e Killing Eve), conta nel cast anche nomi di un certo rilievo, come Uma Thurman nei panni di Katherine Newman, madre del ragazzo rapito e Noah Emmerich, in quelli dell'ispettore Anderson. Un serie action in tutto e per tutto, con un mistero alla base da risolvere e colpi di scena che si rivelano man mano che la trama si infittisce. Ma va detto: pur non lesinando su sparatorie, inseguimenti e momenti di pathos, Suspicion è una serie che fatica a tenerci col fiato sospeso lasciandoci, anche per quel che riguarda le rivelazioni finali, alquanto indifferenti. Recensione ❯
Le origini del supereroe della DC così dedito alla pace nel mondo da sfruttare la forza delle armi pur di ottenerla. Espandi ▽
Action e commedia demenziale, con massicce dosi di musica hair metal, fanno di Peacemaker una delle serie più divertenti degli ultimi anni, a partire dalla sigla con balletto divenuta subito virale. La serie abbraccia tutta la follia del sottobosco dei personaggi minori della DC Comics, a partire da un protagonista che dice di amare così tanto la pace, che non importa quanti uomini, donne e bambini debba uccidere per averla. Nemmeno un antieroe bensì una figura grottesca, che la serie vede lentamente maturare nel rapporto con il padre, ancora più mostruoso di lui, e in quello con i colleghi che hanno visioni del mondo più liberal e meno narcisistiche. A interpretarlo con sfacciata irriverenza, ottusità muscolare e dilagante scorrettezza politica c'è John Cena, mentre a scrivere e in buona parte a dirigere la serie c'è James Gunn. Recensione ❯