| Titolo internazionale | A Family |
| Anno | 2017 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia, Francia |
| Durata | 119 minuti |
| Regia di | Sebastiano Riso |
| Attori | Micaela Ramazzotti, Patrick Bruel, Pippo Delbono, Fortunato Cerlino, Marco Leonardi Matilda De Angelis, Ennio Fantastichini, Sebastian Gimelli Morosini, Alessandro Riceci, Gaetano Bruno, Manuela Lo Sicco, Giorgio Palombi, Giampiero Rappa, Sonia Maganuco, Lucia Floriana Fossi, Giacomo Bottoni, Yu Hsun Huang. |
| Uscita | giovedì 28 settembre 2017 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,61 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 5 ottobre 2017
Il diritto alla maternità di una coppia si scontra con la latitanza dello Stato. Pur di esaudire il loro desiderio dovranno fare i conti con il mondo criminale. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Una famiglia ha incassato 41,1 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Maria e Vincenzo vivono un'esistenza al limite, in cui il dominio psicologico di Vincenzo è evidente, e molto meno evidente la ragione per cui Maria vi si assoggetta da anni. Per Vincenzo, Maria è una (l'unica?) fonte di reddito, grazie ad una fertilità che l'ha resa madre più volte, ma l'ha anche prosciugata della propria energia vitale. Per Maria, Vincenzo è (forse) stato un tempo miraggio di salvezza, ma ora è, di fatto, severo controllore. È impossibile dire altro senza fare spoiler rispetto ad una costruzione narrativa che rende inizialmente misteriosa la natura del patto stabilito all'interno della coppia.
Quello che è chiaro fin da subito è che il corpo di Maria è il terreno depredato da Vincenzo, e che su quel corpo si gioca tutta la vicenda narrata da Sebastiano Riso, alla sua opera seconda dopo Più buio di mezzanotte.
Una scritta all'inizio avverte che la trama di Una famiglia, sceneggiata da Riso insieme a Andrea Cedrola e Stefano Grasso, è "ispirata a storie vere", ma la lettura del film ha luogo su due piani divergenti: quello realistico e quello metaforico.
Dal punto di vista realistico la vicenda narrata appare via via più improbabile, rendendo praticamente impossibile comprendere le scelte dei personaggi, anche quelli collaterali. La coppia al centro della storia non è priva di mezzi o di alternative, Maria è una donna adulta che, come le ricorda Vincenzo, può sempre prendere la porta e andarsene, e i personaggi di contorno si comportano in maniera via via più inconsueta (per non dire illogica). Anche i rapporti di coppia più perversi hanno una loro dinamica in parte comprensibile, ma qui sfugge completamente il nodo che tiene uniti i due protagonisti, personaggi senza storia e senza un'interazione dettagliata, pur nelle sue storture, a fronte invece di un dettaglio visivo accentuato su particolari meno utili a penetrare la storia.
Riso ci propone i suoi personaggi a distanza ravvicinatissima, in un eterno presente che non lascia spazio ad un'identificazione oltre la dimensione meramente epidermica. E Patrick Bruel, con il suo sguardo offeso e gonfio di una paura segreta, è più efficace di Micaela Ramazzotti, che invece estremizza le proprie reazioni invece di corrispondere emotivamente all'immobilità decisionale del suo personaggio.
La lettura metaforica è più generosa, e fa migliore utilizzo della fisicità sensuale e materna dell'attrice, rappresentando una battaglia tutta combattuta su un corpo privato (culturalmente, socialmente, economicamente) di ogni autonomia di scelta, raffigurato come un campo coltivato senza turno di rotazione, e come un oggetto di mercificazione senza guadagno personale. Anche lo schema dei colori legati alla coppia protagonista accentua l'aspetto metaforico della vicenda: se Vincenzo è sempre abbigliato in color morte, Maria (nome biblico e materno per eccellenza è scissa fra il rosa carne della propria disposizione naturale e il grigio cupo della propria condizione forzata, sfumatura del nero rappresentato all'infinito da Vincenzo. Persino la casa in cui si consuma la reciproca prigionia è grigia dentro e rosa fuori, e sorge sopra ad un mercato che simbolizza il mercimonio al grado zero dell'economia reale.
Purtroppo però Riso non trova mai una conciliazione e una sintesi fra la dimensione realistica di Una famiglia e quella metaforica, che avrebbe potuto (dovuto?) prendere decisamente il sopravvento, abbandonando ogni pretesa di credibilità "documentaria". Il suo film sconta la presenza ingombrante di un "verismo" che non trova riscontro né nella rappresentazione di queste vite al margine, né nella descrizione dei personaggi che fanno contorno alla coppia centrale, tutti uniformemente animati da un'ipocrisia di fondo che rende le loro azioni incomprensibili prima ancora che (narrativamente) ingiustificabili.
Il film di S.Riso sicuramente incuriosisce, lo spunto di partenza e i primi minuti fanno presagire ad un mistero da sciogliere o in uno scavo nelle profondità, forse oscure di una coppia. Purtroppo già dopo una manciata di minuti ( sempre più pesanti) la trama si comincia a svelare senza sussulti o interesse, i personaggi principali, fra cui la brava Ramazzotti, si avviano in un [...] Vai alla recensione »
Vincent è nato cinquant'anni fa vicino a Parigi ma ha tagliato ogni legame con le sue radici. Maria, più giovane di quindici anni, è cresciuta a Ostia, ma non vede più la sua famiglia. Insieme formano una coppia che non sembra aver bisogno di nessuno e conducono un'esistenza appartata nella Roma indolente e distratta dei giorni nostri, culla ideale per chi vuole vivere lontano da sguardi indiscreti. Sembrano una normale coppia innamorata, eppure, a uno sguardo più attento, la loro quotidianità lascia trapelare un terribile progetto di vita portato avanti da lui con lucida determinazione e da lei accettato in virtù di un amore senza condizioni. Un progetto che prevede di aiutare coppie che non possono avere figli. Arrivata a quella che il suo istinto le dice essere l'ultima gravidanza, Maria decide che è giunto il momento di formare una sua vera famiglia. La scelta si porta dietro una conseguenza inevitabile: la ribellione di Maria a Vincent, l'uomo della sua vita.
"Alla base della felicità di una donna, di un rapporto a due, ci deve essere un uomo accanto che la protegga, che la coccoli, che la tenga come un fiore perché le donne sono un bene prezioso per l'umanità".
Presentato in Concorso alla 74. Mostra del Cinema di Venezia, Una famiglia sarà al cinema da giovedì 28 settembre. Nel cast, diretti da Sebastiano Riso, figurano tra gli altri Patrick Bruel e Micaela Ramazzotti. In attesa dell'uscita in sala, presentiamo una video intervista proprio a Micaela Ramazzotti, in cui l'attrice racconta la genesi della sua Maria, le sue preoccupazioni e le sfumature di un personaggio sicuramente non facile da interpretare.
Periferia romana, in realtà il Pigneto super trendy, sottoscala disgraziato, in realtà pieno di design, coppia lei fuori di testa, lui mascella contratta che la trattiene Hanno perso un figlio, lo capisci da come lei guarda i bambini nel vagone della metropolitana. E invece no. Maria (Micaela Ramazzotti sempre generosa) e Vincent (Patrick Bruel) di figli non ne hanno persi, li hanno venduti, nel commercio [...] Vai alla recensione »