Io, Daniel Blake

Film 2016 | Drammatico +13 100 min.

Titolo originaleI, Daniel Blake
Anno2016
GenereDrammatico
ProduzioneGran Bretagna, Francia
Durata100 minuti
Regia diKen Loach
AttoriDave Johns, Hayley Squires, Dylan McKiernan, Briana Shann, Kate Runner Sharon Percy, Kema Sikazwe, Natalie Ann Jamieson, Micky McGregor, Colin Coombs, Bryn Jones, Mick Laffey, John Sumner.
Uscitavenerdì 21 ottobre 2016
TagDa vedere 2016
DistribuzioneCinema
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,90 su 61 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2016 con Dave Johns, Hayley Squires, Dylan McKiernan, Briana Shann, Kate Runner. Cast completo Titolo originale: I, Daniel Blake. Genere Drammatico - Gran Bretagna, Francia, 2016, durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 21 ottobre 2016 distribuito da Cinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,90 su 61 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un uomo ha la sola possibilità di sopravvivere dirigendosi in una casa lontana 500 chilometri di una ragazza madre. Riuscirà a raggiungerla? Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai David di Donatello, ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai BAFTA, ha vinto un premio ai Cesar, ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai London Critics, In Italia al Box Office Io, Daniel Blake ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 1,3 milioni di euro e 353 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente sì!
3,90/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 4,14
PUBBLICO 3,97
ASSOLUTAMENTE SÌ
Una tranche de vie carica di uno sguardo profondamente umano che provoca commozione senza utilizzare alcun artificio.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 13 maggio 2016
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 13 maggio 2016

Newcastle. Daniel Blake è sulla soglia dei sessant'anni e, dopo aver lavorato per tutta la vita, ora per la prima volta ha bisogno, in seguito a un attacco cardiaco, dell'assistenza dello Stato. Infatti i medici che lo seguono certificano un deficit che gli impedisce di avere un'occupazione stabile. Fa quindi richiesta del riconoscimento dell'invalidità con il relativo sussidio ma questa viene respinta. Nel frattempo Daniel ha conosciuto una giovane donna, Daisy, madre di due figli che, senza lavoro, ha dovuto accettare l'offerta di un piccolo appartamento dovendo però lasciare Londra e trovandosi così in un ambiente e una città sconosciuti. Tra i due scatta una reciproca solidarietà che deve però fare i conti con delle scelte politiche che di sociale non hanno nulla.
È bello ogni tanto verificare che i registi si contraddicono. Era accaduto qualche anno fa con Ermanno Olmi che, presentando Centochiodi, aveva dichiarato che non avrebbe girato più film di finzione. Fortunatamente per noi ne ha già realizzati altri due. Lo stesso succede ora per Ken Loach che sembrava, a sua volta, rivolto al documentario e invece ci regala un film di quelli che solo lui può offrirci. Carico cioè di uno sguardo profondamente umano e al contempo con le caratteristiche del grido che invita a ribellarsi a quello che sembra uno status quo inscalfibile. Per farlo è ritornato, insieme al fido Paul Laverty, per documentarsi, nella sua città natale, Nuneaton, in cui partecipa all'attività di sostegno di chi si trova in difficoltà.
Già dal titolo ritorna alla necessità inderogabile di non cancellare la forza dell'identità individuale di coloro che stanno tornando ad assumere le caratteristiche di classe sociale dei diseredati come nell'800 dickensiano. I nomi di persona hanno segnato alcuni dei suoi film più importanti (La canzone di Carla, My Name is Joe, Il mio amico Eric e il precedente Jimmy's Hall). Perché è la dignità della persona quella che si vuole annullare grazie a un sistema in cui dominano i 'tagli' alla spesa sociale e dove gli stessi funzionari che debbono applicarli si rendono conto della crudeltà (è questo il termine giusto) delle regole che debbono applicare.
Daniel e Daisy conoscono il senso della solidarietà e non intendono farlo dissolvere per colpa di chi ne ha volutamente smarrito qualsiasi traccia. La scena più intimamente toccante, in un film che provoca commozione senza però utilizzare alcun artificio, si svolge non a caso in un Banco alimentare. Si tratta di quelle realtà che un tempo si sarebbero definite caritatevoli e che oggi prendono il posto che dovrebbe spettare a uno Stato degno di questo nome, con tutta la precarietà che deriva dal volontariato. Non è necessario andare a Newcastle essendo sufficiente passare nelle prime ore del giorno dinanzi ai punti di distribuzione di associazione anche laiche come, ad esempio, Pane Quotidiano a Milano per vedere lunghe file di persone che attendono di poter ricevere la razione alimentare. Il numero di coloro che non sono extracomunitari aumenta ogni giorno. Allora in questo mondo libero Ken Loach continua a proporci le esistenze di persone qualunque con la forza di chi non descrive ma partecipa attivamente al dolore di chi subisce una delle umiliazioni più profonde (la perdita o l'impossibilità del lavoro). Daniel, Daisy e i suoi due figli si aggiungono alla galleria di persone di cui Loach ci ha mostrato una tranche de vie con la forza e la sensibilità di chi non ha alcuna intenzione di arrendersi alla logica del liberismo selvaggio.

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IO, DANIEL BLAKE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 6 novembre 2016
Writer58

[Spoiler alert: nella recensione vi sono antcipazioni sugli sviluppi del film]. Da una vita intera Ken Loach sta dalla parte degli umili, dei diseredati, di coloro che scelgono di lottare contro le dittature fasciste (Terra e libertà), dei disoccupati, degii immmigranti clandestini (Bread and roses), dei cittadini vittime del neoliberismo e della privatizzazione del welfare, dei militanti sandinisti [...] Vai alla recensione »

domenica 30 ottobre 2016
silviamorganti

Cento minuti di pellicola per raccontare la vita di un uomo, riassumerne il passato e concentrarsi sul suo presente: Daniel Blake. Siamo a Newcastle, di cui si vede qualche strada, qualche casa, dei capannoni, alcuni marciapiedi con steccati, interni casalinghi, un supermarket e uffici. La società contemporanea fa mostra di sé:  mossa da una burocrazia schiacciante, che fa del computer [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 ottobre 2016
jacopo b98

 A Newcastle il 59enne Daniel Blake (Jones), operaio in una falegnameria, avendo preso un infarto è costretto a chiedere un sussidio di invalidità. Lo stato glielo nega tramite una visita decisamente arbitraria. Per Daniel inizia un incubo burocratico, nel tentativo di fare ricorso. Intanto fa la conoscenza di una giovane madre (Squires) in difficoltà.

venerdì 21 ottobre 2016
kimkiduk

Ho pianto e non me ne vergogno. Pianto dalla metà fino alla fine e mi trattenevo. Chi era con me ha detto "Il Pianto Sociale". Mi ha commosso il film in tutti gli aspetti, nella sua semplicità quasi frastornante, nella sua realtà perfetta e soprattutto nella sua dignità ormai persa. Mi ha commosso perchè, per certi aspetti, sembra parli di cose mai viste, [...] Vai alla recensione »

domenica 1 gennaio 2017
sergio dal maso

In un momento storico in cui una famiglia su quattro ha un tenore di vita prossimo alla povertà o addirittura all’indigenza e al sud un cittadino su due rischia l’esclusione sociale per la mancanza di lavoro o per la precarietà salariale, Io Daniel Blake, l’ultimo capolavoro del maestro Ken Loach, non può che essere un film necessario.

domenica 23 ottobre 2016
Miraj

Daniel e Daisy si incontrano in uno dei numerosi non luoghi della burocrazia amministrativa. Lui, Daniel, un carpentiere sessantenne dispensato dal lavoro a causa di un problema cardiaco. Lei, Daisy, una giovane donna sola con due figli, in cerca di lavoro. Si incontrano nell'ufficio adibito all'accoglimento delle loro istanze. Digitali di de fault, come sottolinea l'addetto alla sicurezza. [...] Vai alla recensione »

sabato 22 ottobre 2016
vanessa zarastro

Burocrazia, tecnologia e privatizzazione, sono, in ordine, le malattie del mondo occidentale nel XXI secolo. Se potevamo pensare che in Gran Bretagna le cose potessero andare meglio che da noi, questo film ci fa provare una grande delusione. E perché allora mandiamo i nostri figli a studiare e a lavorare lì dove la gente muore di burocrazia? La vicenda che Ken Loach narra nel suo Io Daniel [...] Vai alla recensione »

domenica 30 ottobre 2016
robroma66

Sono grata a Ken Loach anche se i suoi film sono un pugno nello stomaco. Se non ci fosse lui nessuno darebbe voce così forte e chiara alle persone stritolate dagli effetti tossici di capitalismo e burocrazia. La povertà costituisce il rimosso dei nostri tempi e Loach la racconta come fosse un pittore realista, Courbet o Guttuso.

lunedì 24 ottobre 2016
Zarar

Da vedere e far vedere. Ken Loach sceglie il linguaggio e lo stile del documentario per un film che rinuncia quasi completamente a ogni suggestione visiva, ad ogni astuzia allusiva o metaforica per sbattere in faccia allo spettatore nudi e crudi gli orrori asettici della lotta impari tra i più poveri e la burocrazia, più feroce che mai in una società in crisi che si ristruttura a spese del welfare [...] Vai alla recensione »

domenica 4 settembre 2016
Filippo Catani

Un falegname è in cerca del sussidio da parte dello stato inglese in quanto non più in grado di lavorare continuativamente per problemi al cuore. Un giorno incontra una giovane ragazza con due figli e in cerca di lavoro. Tra i due nasce subito un rapporto di reciproca solidarietà. Un capolavoro premiato a Cannes questo di Ken Loach che parla di fame.

sabato 29 ottobre 2016
maumauroma

Beh, certo, muovere una critica alla filmografia di Ken Loach, quasi tutta schierata a difesa delle fasce da lui ritenute piu' deboli della societa', e' un po' come sparare alla croce rossa. In questa sua ultima opera il regista inglese prende di mira il sistema assistenziale e previdenziale del suo paese,da lui considerato particolarmente cinico e vessativo,   descrivendo [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 novembre 2016
Uno sguardo sincero

La disumanità di una cieca ed esasperata burocrazia miete vittime ogni giorno, sorda alle voci di chi implora aiuto, indifferente e spietatamente impassabile davanti a chi non ne comprende la sua stupida e ferrea complessità. Daniel Black è solo uno dei tanti che, vedendosi sbattuta la porta in faccia, bussa allo sfinimento in richiesta d'aiuto.

domenica 23 ottobre 2016
LBavassano

 "Io, Daniel Blake" di Ken Loach è un film bellissimo. E' un film meraviglioso, perché non può non destare meraviglia la volontà di grandi registi di non mettere il proprio talento al servizio di una vacua spettacolarità. E' un film commovente, nel senso più nobile. E' un film facile, che tutti possono capire, che tutti dovrebbero [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 marzo 2017
scratty

Ottimo Daniel Blake, film asciutto, solido,importante. Ha centrato in pieno il tema, piu' "il mondo progredisce" in tecnologie, piu' gli uomini perdono la loro identita', e vengono dep redati della liberta' e del "sentimento" della solidarieta'.Quanto e' importante il Lavoro per la dignita' di ciascuno di noi! Loach ricorda che oltre i giovani che non [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 marzo 2017
Eugenio

Quante volte in Italia abbiamo assistito a scene di ordinaria povertà dove a preclusi dalla vita, con malattie e problemi viene negato il necessario sussidio? Quante volte passando da centri assistenziali come Pane Quotidiano di Milano abbiamo visto, nell’indifferenza generale, file di persone in attesa del proprio turno per accedere in mensa? Tante, troppe.

domenica 5 marzo 2017
Luanaa

MI RIFACCIO ALL'OTTIMA RECENSIONE DI MAUMAUROMA, CHE SPIEGA MOLTO BENE LE SUE PERPLESSITA'. NON VOGLIO ESSERE TROPPO POLEMICA MA MI E' PARSO UN PHAMPLET CONTRO LA POVERTA' E LE INGIUSTIZIE BUROCRATICHE MA NON SOLO AD ESSA COLLEGATE, IN UNA SOCIETA' CHE NON CONSIDERA PIU' L'INDIVIDUO, LA PERSONA. DICIAMO CHE GLI INGREDIENTI CI SONO TUTTI MA FRANCAMENTE LA SCENA DELLA MENSA [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 ottobre 2016
Maurizio.Meres

Un film di una intensità emotivamente parlando, è una rabbia che attanaglia lo spettatore che solo il neorealismo Italiano sapeva dare,purtroppo non siamo nel primo dopoguerra ma siamo ai giorni nostri,con tutto il malessere sociale che piano piano sta diventando il nulla, in una indifferenza totale così come Loach rimarca,in tutte le istituzione sia laiche che religiose,portando le persone alla distruzione [...] Vai alla recensione »

domenica 7 maggio 2017
francesca romana cerri

Il film è un attacco al cuore del Sistema Capitalistico magistrale, disegna con lucidità , realismo, con sentimento che mai sconfine nel sentimentalismo la ricerca di un diritto primario che a causa di un sistema cieco, sordo e aziendalista è rimandato , complicato fino ai paradossi burocratici per cui l'uomo anziamo che ha diritto ad una sistema di indennità per malattia [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 aprile 2017
stefano capasso

Daniel Blake è prossimo alla pensione, è un carpentiere che in seguito ad un infarto ha dovuto lasciare il lavoro su ordine del medico. La richiesta di sussidio statale non viene però accettata e per Daniel comincia un lungo calvario per vedere riconosciuti i propri diritti. Nel frattempo conosce Daisy, una giovane ragazza madre con grandi difficoltà economiche.

lunedì 14 novembre 2016
Guazza da Semifonte

Ken Loach, l'ottantenne regista britannico, stante l'età, non si tira mai indietro, memore delle sue origini di figlio del popolo, se c'è da denunciare le ingiustizie, le storture, le prepotenze che questa nostra società dal neoliberismo imperante perpetra, giorno dopo giorno, nei confronti degli ultimi, dei più indifesi fra i cittadini. In "Io, Daniel Blake" affronta il tema del crescente, silenzioso [...] Vai alla recensione »

domenica 13 novembre 2016
enzo70

Ed eccolo, qua, il solito Ken Loach che va dritto al cuore del problema, quello della gente ai tempi dell’austerità, con un film ambientato a Newcastle, ma che pone un tema attuale senza confini nell’Europa delle paure, da Amburgo a Salonicco, da Lione a Enna; la funzione sociale dello Stato si degrada dietro i tagli dell’efficientamento e persa nei gangli di una burocrazia fine a sé stessa.

domenica 13 novembre 2016
Kleber

Questo film, visto in Italia, ci fa seriamente interrogare sul "fino a quando" può reggere il sistema sociale italiano, esposto ad ogni abuso, per di più esteso agli immigranti irregolari, con tutele e garanzie impensabili in Gran Bretagna, Paese dal quale importiamo modelli sociali, economici e culturali, senza parlare del vecchio impero USA e del nuovo impero Cina.

giovedì 27 ottobre 2016
FabioFeli

Daniel Blake (Dave Johns) è un carpentiere sessantenne di sessanta anni che vive a Newcaste; ha appena subito un infarto cardiaco ed il medico gli proibisce il rientro al lavoro; è in attesa del riconoscimento della invalidità, ma si trova nella situazione kafkiana di dover chiedere un impiego tramite una specie di “agenzia per il lavoro”  pena la perdita dei [...] Vai alla recensione »

sabato 24 giugno 2017
Valter Chiappa

Lo ami subito Daniel Blake. Il viso aperto e improntato al sorriso, lo sguardo fermo, le spalle dritte. Da lui ti attendi una stretta di mano salda o una amichevole pacca sulla spalla. Perché per lui sono le mani che contano: con le mani si fa il lavoro, con le mani ed una matita si scrive, con le mani, le sue che sanno fare tutto, riparare, costruire, oppure stringere altre mani, si aiuta il [...] Vai alla recensione »

domenica 27 novembre 2016
Francesco Izzo

E' un film stupendo. Dopo aver annunciato che Jimmy's Hall sarebbe stato il suo ultimo film, Ken Loach torna invece alla grande sul grande schermo per raccontarci la storia di ordinaria follia di un povero falegname cardiopatico letteralmente schiacciato dalla cieca burocrazia di una cittadina dell'Inghilterra contemporanea. Bellissima e commovente la storia, toccante la magistrale interpretazi [...] Vai alla recensione »

sabato 26 novembre 2016
Riccardo Tavani

Serena l’arte e tremenda la vita: in questo contrasto si può riassumere la forza di I, Daniel Blake, il film che strappa la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2016. La serenità è nella forma che l’autore conferisce alla sua opera. Alle inquadrature, alla sequenza delle scene, al montaggio, ai dialoghi. Tutto scorre sullo schermo di luce pulita, con toni drammatici, cromatici e acustici discreti, [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 ottobre 2016
Flyanto

 Esce proprio in questi giorni nelle sale cinematografiche "Io, Daniel Blake", l'ultima opera cinematografica di Ken Loach, il regista sociale britannico per eccellenza. Discusso film vincitore della Palma d'Oro all'ultimo Festival del Cinema di Cannes, esso presenta un ennesimo caso di emarginazione sociale riguardante un individuo comune.

martedì 1 novembre 2016
Luigi Chierico

Non è un film di Ken Loach ma la sua DENUNCIA,infatti non c’è nulla da commentare in questa sede sul film,lo spettatore non viene distratto dalle immagini,dalla fotografia,dal commento musicale,dalla sceneggiatura o dalla scenografia.L’interpretazione è affidata soltanto alla bravura dei due attori Dave Johns e Hayley Squires,nella parte di Daniel e Katie.

mercoledì 15 marzo 2017
giuliog02

Un film indimenticabile. Una trama in cui due personaggi, in difficoltà nell' ottenere dall'organizzazione assistenziale britannica - vistosamente preda del più ottuso e cinico burocratismo neoliberistico - quanto di loro diritto, si incontrano, agiscono, si rispettano, si aiutano.  Uno svolgersi degli eventi,  narrato con semplicità, partecipazione [...] Vai alla recensione »

martedì 25 ottobre 2016
gpistoia39

Questo film per me è uno dei più belli fatti da questo regista. Nel seguire gli eventi e i fatti del film ci troviamo stupiti davanti a una Gran Bretagna completamente sorda alle esigenze dei suoi cittadini. La cosa mi ha stupita se penso a tutte le persone che conosco e che sono andate a lavorare a Londra e che hanno decantato la qualità della vita inglese.

domenica 6 novembre 2016
maurizio d

Daniel Blake non fa per nulla piangere Anzi l'obiettvo dichiarato è quello di far riflettere . Tutte le scene drammatiche , quella del Banco alimentare , quella del bordello, quella stessa della morte del protagonista , vengono volutamente smorzate il regista evita di fare appello a tutti quegli strumenti tecnci :le carrellate , i primi piani, la musica enfatica che avrebbero sottolineato [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 novembre 2016
gabriella

Ken Loach è una specie di Don Chisciotte e lo sa bene, continua a combattere contro i mulini a vento, solo che i suoi non sono fantasmi, ma qualcosa di assolutamente concreto che però se ne frega della miseria e della difficoltà cui è costretta a scontrarsi giornalmente certa gente. Danie Blake è un carpentiere inabile al lavoro in quanto è stato colpito da infarto, ma l'ingranaggio istituzionale [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 ottobre 2016
giorgio47

Avevo letto alcune recensioni di questo film che ponevano una serie di problemi e che in ogni caso non erano entusiastiche ma molto critiche e la cosa mi sembrava alquanto strana perché quest’ultime non erano indirizzate al film, alla regia, ma al contenuto dello stesso. Insomma ero perplesso, poi oggi sono andato a vederlo e ho assistito alla proiezioni di un film non solo girato bene, ma coraggioso [...] Vai alla recensione »

domenica 30 ottobre 2016
Miguel Angel Tarditti

   “Io, Daniel Blake”,    el nuevo film de Ken Loach   Ser espectador de este film de Ken Loach, es una especie de evocación de aventuras ya vivida por cada uno de nosotros en los paquidérmicos departamentos burocráticos de nuestros “Estados modernos”. Es, evocar la impotencia que conocemos por haberlas vivido mil veces en [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 ottobre 2016
Teresa Scarale

Di Teresa Scarale Lunga vita al cinema civile. Quello pulito, senza nessuna retorica, talmente vero che a un certo punto qualche bugia forse la si vorrebbe pure. Siamo a Newcastle. Daniel Blake (Dave Johns), da sempre falegname in fabbrica e non ancora arrivato alla pensione, ha per la prima volta in vita sua bisogno dell’aiuto dello Stato: è stato colpito da un infarto e secondo il parere [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 ottobre 2016
Flaw54

Non è un film, ma una vera e propria tranche de vie, una sorta di Zola dei nostri giirni. Purtroppo è cinema verità che apre la strada a profonde riflessioni che vanno al di là delle ideee politiche e mettono in primo piano lo scontro tra una burocrazia fredda, impietosa e insensibile e il valore della dignità umana.

martedì 1 novembre 2016
kate64

Perchè il mondo non ascolta (non ascoltiamo) le persone come Ken Loach che ci dicono che stiamo sbagliando tutto e ci implorano di provare a cambiare. Quando si riuscirà a capire che dobbiamo sottrarci a una logica basata solo sui valori economici che ci vuole consumatori, fruitori, clienti? Quando riusciremo a dire basta a tutto questo, allora forse riusciremo a capire che siamo persone, [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 ottobre 2016
fabriziog

 Ken Loach, uno dei più grandi registi al Mondo del cinema impegnato, sociale e di denuncia, giganteggia in un film la cui tensione emotiva tiene in apnea lo  spettatore per tutta la durata della proiezione. “Io, Daniel Blake” è bellissimo, perché è denso, perché è implacabile, perché è pura spremuta di autentica umanità. [...] Vai alla recensione »

domenica 6 novembre 2016
Xerox

5 stellazze sia per il film ma soprattutto per lui: Loach! "Io, Daniel Blake", ovvero benvenuti nel paradiso dell'ultima crisi economica. Benvenuti nel mondo di chi arranca, di chi non ce la fa a tenere il passo, di chi non ce la fa più... e basta! E' il risultato dell'onda lunga mossa contro le classi lavoratrici dal turbocapitalismo ultra liberistico iniziato da Reagan, continuato dalla Thatcher, [...] Vai alla recensione »

domenica 6 novembre 2016
Alex2044

Un film da trattare con delicatezza , un film impegnativo che non può essere liquidato con qualche slogan pro o contro . K.Loach fa un cinema militante ed anche un po' ideologico ma non dimentica mai che , per esistere deve essere visto e che quindi in dosi , diverse per ogni suo film , deve comprendere un certo compromesso fra spettacolo ed impegno .

domenica 30 ottobre 2016
FabioMillo

 Daniel Blake (Dave Johns) è un uomo solo che ha appena avuto un infarto sul posto di lavoro e, com'è suo diritto farlo, si rivolge prontamente allo Stato per chiedere il sussidio di malattia. Nonostante il parere crontario dei medici che lo hanno in cura, Daniel viene ritenuto non autorizzato a ricevere alcun tipo di sussidio.

martedì 1 novembre 2016
Maria F.

Provo un particolare coinvolgimento quando un film racconta della vita reale. Quest’opera magnifica ci riferisce come i nuovi poveri affrontano con coraggio e dignità il loro nuovo doloroso stato. Daniel e Kattie sono i protagonisti di situazioni non volute, vivono in condizioni di stenti, privazioni, ristrettezze, piovute nelle loro vite a causa di un infarto per lui e del trasferimento [...] Vai alla recensione »

martedì 16 ottobre 2018
Marcloud

Merita tutti i premi che ha ricevuto e anche qualcosina in più. Ken Loach non delude e firma una pellicola veramente importante che racconta quanto possa essere contorta la burocrazia.

martedì 12 giugno 2018
Ennio

I film di critica sociale di Ken Loach si assomigliano tutti, pur raccontando sempre storie diverse. La sua abilità è unica nel girare storie che, più che recitate, sembrano film-documentario, facendoti percepire da vicino che la finzione da lui rappresentata non è una "storia" ma una realtà possibile, quotidiana che molti di noi [...] Vai alla recensione »

lunedì 30 ottobre 2017
Tashi85

Non capisco come possano esserci così tante recensioni positive. Io ho trovato questo film davvero noioso, di una lentezza incredibile e assai scontata la trama. Per non parlare degli attori,  mediocri.

venerdì 1 settembre 2017
Nero Wolfe

C'è una cosa da correggere: La ragazza si chiama Rachel. Daisy è la bambina.

giovedì 10 agosto 2017
thomas

Struggente, profondo, vero. Daniel Blake è il vero eroe moderno: i veri eroi non sono coloro che cambiano il mondo, o lo salvano; i veri eroi moderni sono coloro che ogni giorno fanno il proprio dovere, sia quando le cose vanno bene, che quando vanno male. I veri eroi moderni sorridono anche nelle difficoltà, non smettono di avere uno sguardo solidale con chi è loro vicino e in [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 novembre 2016
Vincenzo Ambriola

Daniel Blake ha avuto un infarto e da quel momento deve interagire con la burocrazia britannica per ottenere un assegno di invalidità. Le sue vicende kafkiane sono un pretesto per affrontare il tema della povertà, dell'emarginazione, dell'ottusità della burocrazia. Il film scorre veloce, senza usare argomenti demagogici ma mostrando il lato umano di chi si trova a dover affrontare un'ordalia che non [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 ottobre 2016
giorgio47

Bellissimo film. Da vedere!

giovedì 19 gennaio 2017
degiovannis

Ha ragione Zappoli quando parla di mancanza di artificio, anche se la mancanza di artificio è a sua volta un artificio. Mi riferisco per es. all'assenza di musica in questo film, né tragica, né melanconica, nè romantica. La scelta d'altra parte si accompagna anche all'assenza di attori di grido che avrebbero potuto attirare il pubblico indipendentemente dal contenuto [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 23 ottobre 2016
Roy Menarini

Il tempo è galantuomo. All'epoca della Palma d'Oro al Festival di Cannes, maggio 2016, il premio a Io, Daniel Blake era stato contestato da molti spettatori e inviati, al solito irritati dal conservatorismo delle giurie. In fondo, il nuovo film di Ken Loach assomiglia a tutti gli altri del regista, e secondo i contestatori l'aver attribuito l'ennesimo riconoscimento a un regista così assestato era un'occasione perduta. Poi, col passare dei mesi, queste polemiche si sono assopite e il nuovo pamphlet di Ken il rosso ha raggiunto le sale circondato da lodi quasi unanimi. In alcuni casi, Io, Daniel Blake viene persino classificato come il miglior film della sua carriera.
Cercando di ragionare più pacatamente e senza pulsioni gerarchiche nella filmografia del cineasta inglese, bisogna intanto osservare i dati anagrafici. Ebbene, quest'anno Loach ha compiuto 80 anni e festeggerà tra pochi mesi il mezzo secolo di lungometraggi. Si tratta di un traguardo che ha dell'incredibile: per alcuni la sua cocciutaggine è sinonimo di testardaggine e ideologismo, per altri fa semplicemente rima con coerenza.
Tutto, di fronte a Io, Daniel Blake, sembra confermare lo status quo della sua filmografia.

Il tema delle ingiustizie lavorative, l'esclusione dei più deboli dal consesso sociale, gli ostacoli che la burocratizzazione pone ai meno istruiti, la ferocia del sistema nascosta nelle regole apparentemente asettiche, lo spaccato dei quartieri proletari, la solidarietà tra le classi subalterne (forse il dato più contestato al regista in quanto inverosimile), la sensazione che tutto congiuri per portare i protagonisti spalle al muro.

Al tempo stesso, però, su Loach ha sempre prevalso - complice la sua personalità militante e pubblica - il contenutismo delle interpretazioni, dimenticando che Loach si è fatto le ossa nel nuovo cinema inglese, ha sperimentato formule e codici, ha cercato di stare al passo con la mutevole società che raccontava, ha sapientemente dosato opere più drammatiche come questa e sprazzi di commedia, come Il mio amico Eric o La parte degli angeli, e ha letteralmente inventato un modo di dirigere sequenze collettive e di dialogo (con la polifonia delle voci e il realismo delle sovrapposizioni).

Frasi
"Io sono Daniel Blake, un cittadino...niente di più...niente di meno…"
Una frase di Daniel Blake (Dave Johns)
dal film Io, Daniel Blake - a cura di Sergio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Un carpentiere di Newcastle, dichiarato inabile al lavoro per via di una grave malattia di cuore, non riesce a ottenere la pensione di invalidità perché agli occhi anaffettivi di una burocratizzata macchina sanitaria non risulta tale. Sembra un'odissea molto italiana, invece tutto ciò accade in Gran Bretagna, paese che prima di questo film (e prima della Brexit, e di certe disastrose gaffe «linguistiche») [...] Vai alla recensione »

Claudio Trionfera
Panorama

Prima contrastati, poi umiliati, infine annichiliti e forse uccisi dalla burocrazia. Anzi peggio. Da quella burocrazia digitalizzata nemica di chi, come il carpentiere sessantenne Daniel Blake (l'attore Dave Johns, foto). è immune al computer, alle sue password, alle firme digitali. E vi s'imbatte dopo aver subìto un infarto che gl'impedisce di lavorare per chiedere allo Stato quanto gli spetta per [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Nella Newcastle contemporanea c'è gente che muore di fame. E non si tratta di migranti stranieri bensì di cittadini britannici bianchi, sudditi di Sua Maestà fino al midollo e membri di quella working class oggi senza lavoro. Daniel Blake è uno di loro, ha 59 anni e attende la guarigione dagli effetti di un infarto per riprendere il lavoro. Nel frattempo una burocrazia kafkiana gli impedisce di accedere [...] Vai alla recensione »

Giona A. Nazzaro
Rumore

C'è un'immagine di Ken Loach che a Cannes affiora sempre alla memoria non appena la presenza di un suo nuovo film è annunciata in concorso. Il regista inglese, seduto in un bar dalle parti del porto, con la sua squadra di collaboratori, avvolto da una nube di fumo quasi impenetrabile (all'epoca si fumava ancora nei locali pubblici), a seguire una partita di calcio su un televisore.

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

De Sica e Zavattini a casa Loach, summa in purezza del suo personale neorealismo (con l'immancabile sceneggiatore Paul Laverty). Il carpentiere Daniel affronta a Newcastle la fatica del diritto. Dopo un infarto, aspetta due eventi: guarire e continuare a lavorare, e il sussidio a copertura del periodo di malattia. il sussidio è legato a un'assurda contraddizione: dimostrare di aver cercato lavoro. Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Palma d'oro a Cannes, il nuovo film di Ken Loach arriva ai tempi supplementari nella filmografia del regista inglese. "Ken il rosso", infatti, aveva deciso di chiudere bottega. Però l'indignazione per come stanno andando le cose in Gran Bretagna, e nel resto dei paesi tecnocratici, lo ha convinto a realizzarne un altro capitolo, che condensa in forma di epitome tutta la sua poetica e la sua militanza [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Dopo un attacco cardiaco, il falegname Blake è costretto a lasciare il lavoro. Chiede il sussidio di malattia e quello di disoccupazione, ma la burocrazia (ogni mondo è paese) gli nega, tra cavilli e analfabetismo digitale, quello che appare un suo diritto. L'uomo, generoso, porta avanti la sua battaglia e quella di Katie, ragazza madre senza lavoro.

NEWS
CANNES FILM FESTIVAL
martedì 24 maggio 2016
 

Cinema di Valerio De Paolis torna da Cannes con 5 titoli per la prossima stagione. Oltre alla Palma d'Oro I, Daniel Blake di Ken Loach e al film in odore di Oscar Loving di Jeff Nichols, che Valerio De Paolis aveva già acquisito prima di Cannes.

GALLERY
domenica 22 maggio 2016
 

Ribaltando i pronostici della vigilia, I, Daniel Blake è il vincitore della 69esima edizione del Festival di Cannes. Diretto con maestria da Ken Loach, il film è una tranche de vie carica di uno sguardo profondamente umano che provoca commozione senza [...]

GALLERY
sabato 14 maggio 2016
 

Il concorso del 69esimo Festival di Cannes si è caratterizzato ieri per due battaglie politicamente e socialmente impegnate: quella di I, Daniel Blake, ritratto dell'inghilterra più povera firmato da Ken Loach, e quella di Ma loute, con cui Bruno Dumont [...]

winner
miglior film
Festival di Cannes
2016
winner
miglior film dell'unione europea
David di Donatello
2017
winner
miglior film britannico
BAFTA
2017
winner
miglior film straniero
Cesar
2017
winner
miglior film britannico
London Critics
2017
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