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Centochiodi
Un film di Ermanno Olmi.
Con Raz Degan, Luna Bendandi, Amina Syed, Michele Zattara, Damiano Scaini.
continua»
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 92 min.
- Italia 2007.
- Mikado
uscita venerdì 30 marzo 2007.
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Amicizia, amore e vita quotidiana di un giovane professore alle prese con una nuova, necessaria, vita.
![]() Ultimo film di finzione per il maestro Olmi
Giancarlo Zappoli
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Un giovane e attraente professore universitario di filosofia si rende improvvisamente irreperibile. È infatti ricercato per un reato del tutto insolito: ha letteralmente inchiodato al pavimento e ai tavoli di una biblioteca ricca di antichi manoscritti e incunaboli quegli stessi volumi preziosi che avevano nutrito la sua formazione. Mentre i carabinieri lo cercano, il professore trova rifugio sulle rive del Po, a Bagnolo San Vito, dove una piccola comunità gli offre riparo e accoglienza. |
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Uno dei miglior film della storia del cinema
mercoledì 25 aprile 2007
di Tiziano1963
Pensavo che il film capolavoro di Olmi fosse "L'albero degli zoccoli" ma evidentemente Ermanno ha superato sè stesso. E' raro che un film al cinema riesca contemporaneamente a suscitare grandi riflessioni e grande commozione, eppure Olmi è riuscito a comporre un capolavoro, vorrei che vincesse tutti i premi possibili: miglior attore protagonista, miglior attrice non protagonista, migliori comparse, fotografia eccezionale, colonna sonora, sceneggiatura, ecc., in sintesi ogni aspetto di questo film continua » |
Olmi si è scordato come si fa un film...
lunedì 2 aprile 2007
di lanacaprina
Film testamento di Ermanno Olmi... nel senso che il regista mette la pietra tombale sul buon cinema! Un improbabile Raz Degan, inespressivo e doppiato in maniera imbarazzante, nei panni di un professore universitario di filosofia (i suoi bicipiti mostrano con evidenza gli anni passati sui libri!) che, afferrata la "verità della vita", compie un gesto eclatante e abbandona i suoi studi e tutti i suoi averi (tranne carta di credito con oltre 25.000 euro, computer portatile dalla batteria infinita continua » |
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Un olmo di nome e di fatto
sabato 31 marzo 2007
di goldy Milano
La metafora è coraggiosa, tanto grande è il rischio del fraintendimento! Il libro cone strumento come utensile: un aratro, un martello, Srumenti per costruire la propria realtà, un proprio percorso che ognuno ha il dovere di perseguire nel rispetto delle proprie capacità e dei propri limiti. Sbagliando se occorre purchè nel rifiuto della falsariga di prescrizioni elaborate da altri. Un libro bello da gioia ma il senso della vita lo si può cogliere anche senza averne mai letto uno. Le regole continua » |
Controproducente
venerdì 6 aprile 2007
di Katua
Un film imbarazzante. Sorprende che un bravo regista come Olmi abbia confezionato una favoletta così traballante e melensa, con personaggi e narrazione sviluppati in modo così rozzo da risultare inverosimili anche per gli standard dei cartoni animati. Non funziona niente: il protagonista si esprime esclusivamente per frasi fatte, talmente retoriche da sfiorare il ridicolo; gli abitanti del villaggio sembrano spietate parodie dei contadini dell'Albero degli Zoccoli; il monsignore bibliofilo è la continua » |
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| Raz Degan | |
| Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico. | |
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| Raz Degan | |
| Nel giorno del giudizio sarà lui [Dio] a dover rendere conto di tutta la sofferenza del mondo. | |
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| Raz Degan | |
| Se mi volto indietro vedo solo pagine di libri: una vita fatta di carta... | |
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Altre frasi celebri del film Centochiodi
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DVD | CentochiodiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 10 ottobre 2007
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di Giacomo Vallati Avvenire
Piantare un chiodo. Ovvero: «Rifiutare i modelli imposti, fare una scelta di campo e lasciarci alle spalle tutto ciò che ci soffoca e ci opprime». In una parola: dire basta. Con il suo scorrere solenne e indifferente, l'aria sospesa fra gli argini immensi, il Grande Fiume sembra il luogo meno adatto alle scelte drastiche. E invece è proprio qui, sugli argini del Po, nella piatta e luminosa campagna mantovana, che Ermanno Olmi è venuto a «piantare il chiodo». O, meglio, a farlo piantare al protagonista del suo nuovo film (intitolato appunto Cento chiodi), agli ultimi giorni di riprese. » |
Olmi d'amore e povertà
di Lietta Tornabuoni La Stampa
«Tutti i libri del mondo non valgono un caffè, una carezza». «Le religioni non hanno mai salvato il mondo». «Nel giorno del Giudizio, sarà Dio a dover rendere conto della sofferenza degli uomini». Magari sono queste idee ad aver bloccato a lungo Centochiodi di Ermanno Olmi, ad aver fatto sì che RAICinema rifiutasse il film a Festival, e neppure lo facesse vedere a chi chiedeva di vederlo. E' un film bellissimo. Olmi ha annunciato che a 76 anni, dopo aver diretto tanti lungometraggi, dopo quasi cinquant'anni di lavoro, non dirigerà più cinema narrativo. » |
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Il nuovo vangelo mancato
di Marco Lodoli Diario
Chiedo venia agli angeli dei cielo, ai migliori critici cinematografici, ai conduttori televisivi più attenti, a tutti coloro che con sommo gaudio hanno osannato il film di Olmi: vorrei essere nel coro, far sentire anche la mia vocina perfettamente intonata alla laude, ma purtroppo la mia coscienza mi Costringe a dire la verità, anche se suonerà blasfema. Centochiodi non è un bel film. Ecco l’ho detto, passerò da capriccioso signornò, però che posso farci se a me il film non è piaciuto? Capita a volte che un’opera affronti grandi temi, che scaldano, inquietano, su cui si misurano filosofi e teologi, politici ed economisti, e la gente che ascolta, che legge, può approfittare di tanto bendidio, farsi venire la voglia di rileggere qualche testo decisivo, un Vangelo, la vita di San Francesco, il diario intimo di una mistica, e questo ovviamente è una fortuna. » |
L'ultima volta di Olmi è un film spirituale e realista
di Roberto Nepoti La Repubblica
Dopo aver trafitto con grossi chiodi i preziosi manoscritti di una biblioteca universitaria, un giovane professore di filosofia dell'università di Bologna fa perdere le proprie tracce; poi si nasconde in un rudere lungo l'argine del Po. Dato alle fiamme il trattato che gli ambienti accademici attendevano da lui, l'uomo (che per tutto il film resterà innominato) intreccia nuovi rapporti con gli abitanti del posto: una piccola fornaia che se se innamora, un postino, i componenti di un insediamento abusivo, gente semplice e benevola per la quale il tempo s'è fermato. » |
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