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In questo mondo libero…
Un film di Ken Loach.
Con Kierston Wareing, Juliet Ellis, Leslaw Zurek, Colin Caughlin, Joe Siffleet.
continua»
Titolo originale It's a Free World….
Drammatico,
durata 96 min.
- Gran Bretagna, Italia, Germania, Spagna 2007.
- Bim
uscita venerdì 28 settembre 2007.
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![]() Ken Loach, un regista sempre più 'necessario'
Giancarlo Zappoli
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Angie è una giovane donna divorziata con un figlio undicenne, Jamie, che vive con i nonni. Licenziata in tronco da un'agenzia per cui procurava manodopera proveniente dai paesi dell'Est, Angie decide di mettersi in proprio. Insieme all'amica Rose crea un'agenzia di reclutamento che gestiranno in coppia. Il confronto con la realtà dell'immigrazione, clandestina e non, le imporrà delle scelte che non andranno tutte nella stessa direzione. |
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Libero che libero non è
mercoledì 3 ottobre 2007
di olga
Che ovviamente libero non è affatto per tanti di noi; figurarsi poi se si tratta di immigrati sottoposti a vari livelli di sfruttamento fino ad arrivare a situazioni estreme di quasi schiavitù. L’altra faccia di questo problema è costituita dalla mancanza di sicurezza o perlomeno dalla sensazione che essa sia meno avvertita da molti cittadini dei paesi oggetto d’immigrazione, i quali spesso vivono a contatto con gruppi di violenti o fiancheggiatori di situazioni terroristiche. Sono questi ultimi, continua » |
La qualità del realismo
giovedì 11 ottobre 2007
di attalo
Dopo le puntate sulla commedia sentimentale interraziale(Un bacio appassionato) e sul dramma storico(Il vento che accarezza l'erba), in entrambi i casi con esiti discutibili, Ken il rosso torna alle tematiche che preferisce, quelle dello sfruttamento e del lavoro, anche se in chiave globalizzata. Non tutto è perfetto nella sceneggiatura(tutto il tema del "privato" della protagonista non appare bene a fuoco) ma il film, soprattutto nell'asciutto finale, ha l'essenzialità delle cose migliori di Loach; continua » |
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Crudelia demon
lunedì 15 ottobre 2007
di Francesco
La storia di Angie, "bionda homini lupa" che si sente autorizzata a sfruttare perche' sfruttata, preda e predatrice nella catena alimentare della nuova giungla multietnica (anche quando si tratta di trovare un uomo per il sabato notte), offre un'attualissima occasione di riflessione sui meccanismi selvaggi e immorali della società della "totalmente libera impresa". Che piombano sullo spettatore come quel finale-mannaia, secco e improvviso. Mentre negli occhi ci resta un mucchietto di banconote passato continua » |
In questo mondo di loach
lunedì 26 novembre 2007
di gabry
Angie,ragazza madre licenziata per l'ennesima volta,decide di mettersi in proprio con l'aiuto di un'amica, offrendo lavoro precario ad extracomunitari per lo più. Dall'altra parte della barricata angie diventa da sfruttata a sfruttatrice speculando su situazioni di povertà a suo beneficio, indurendosi a tal punto che non esita a denunciare alla poizia un accampamento di clandestini.Tra l'altro ha un rapporto contrastante col padre, lontano da un mondo che sta correndo troppo in fretta e l'inadeguato continua » |
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| Karol ad Angie | |
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DVD | In questo mondo libero…Uscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 6 febbraio 2008
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NEWS | In questo mondo libero racconta attraverso la storia di una donna il mondo del precariato.Sono realista
sabato 1 settembre 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi
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Questo mondo libero ma così spietato
di Vito Attolini La Gazzetta del Mezzogiorno
Dopo il bell'affresco storico di Il vento che accarezza l'erba, Ken Loach ritorna con quest'ultimo film ai suoi temi di sempre, quelli che hanno fatto di lui il regista della classe operaia per eccellenza, di cui ha disegnato spesso con puntuale aderenza alla realtà alcune indimenticabili figure, non nascondendone spesso, come in questo film, tutta la contraddittorietà. In questo mondo libero... ha una angolatura di carattere per così dire «didattico», illustrato dal personaggio di Angie in maniera convincente: a lungo attiva per conto terzi nella ricerca di manodopera sottopagata per lavori interinali, reclutata qua e là nell'Europa dell'Est fra lavoratori più emarginati, diventa lei stessa protagonista di questo sistema dopo che, per alcune inadempienze (fra l'altro una giusta sua reazione a molestie sessuali), è licenziata. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Lo sguardo di Angie (Kierston Wareing) è di ghiaccio, svuotato di emozioni. O forse in esso trionfa l'unica emozione ancora possibile: quella d'una solitudine impaurita e furente, che si fa stile di vita. Attorno a questa solitudine si sviluppa la storia, anch'essa di giaccio,di In questo mondo libero (It's a Free World, Gran Bretagna, Italia, Germania e Spagna, 2007, 96'). Con lo sceneggiatore Paul Laverty, Ken Loach racconta un'umanità che alcuni osservatori da tempo chiamano " flessibile", e lo fa senza pesantezze sociologiche e senza cedere alla tentazione dell'ideologia. » |
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Lavoro flessibile, una tragedia secondo Ken il rosso
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Più Loach di così si muore. Perché è un film bello, secco e utile che si inserisce nel dibattito apertissimo sul lavoro nero. Ken il rosso salta una casella, parla direttamente di come il precario sia oggi una figura inglese della sociologia del lavoro da sfruttare con plus valore. La ragazza madre organizza Angie con un' amica, in postliberismo thatcheriano, un' agenzia di collocamento clandestina ed esentasse per extra comunitari, «ignara» del peccato mortale. La tragedia morale e materiale del lavoro flessibile è nell' indifferenza e nei ricchi clan che se ne approfittano, privi di ogni riflesso etico. » |
Quando la vittima diventa carnefice
di Paolo D'Agostini La Repubblica
I film di Loach sono una sicurezza quando il regista inglese gioca in casa e ritorna sui temi sociali che conosce da vicino. Angie lavora come precaria in un'agenzia di collocamento per immigrati. Conosce tutti i segreti e quando toccherà a lei subire le incertezze del precariato saprà che cosa fare. Assieme all'amica Rose mette su un business nello stesso ramo. Ma fuori dalla legge. Trattano - senza autorizzazioni, senza pagare tasse- il lavoro nero degli immigrati clandestini. Da vittime diventano carnefici. » |
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