Fuocoammare

Film 2016 | Documentario 107 min.

Anno2016
GenereDocumentario
ProduzioneItalia, Francia
Durata107 minuti
Regia diGianfranco Rosi
AttoriSamuele Pucillo, Mattias Cucina, Samuele Caruana, Pietro Bartolo, Giuseppe Fragapane, Maria Signorello, Francesco Paterna, Francesco Mannino, Maria Costa .
Uscitagiovedì 18 febbraio 2016
TagDa vedere 2016
Distribuzione01 Distribution e Luce Cinecittà
MYmonetro 3,43 su 47 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gianfranco Rosi. Un film Da vedere 2016 con Samuele Pucillo, Mattias Cucina, Samuele Caruana, Pietro Bartolo, Giuseppe Fragapane, Maria Signorello, Francesco Paterna, Francesco Mannino, Maria Costa. Genere Documentario - Italia, Francia, 2016, durata 107 minuti. Uscita cinema giovedì 18 febbraio 2016 distribuito da 01 Distribution e Luce Cinecittà. - MYmonetro 3,43 su 47 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Attraverso la Storia del dodicenne Samuele, Gianfranco Rosi racconta l'isola di Lampedusa e la tragedia delle migrazioni. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 8 candidature a David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, ha vinto un premio ai European Film Awards, 1 candidatura a Cesar, 3 candidature e vinto un premio ai London Critics. In Italia al Box Office Fuocoammare ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 693 mila euro e 82,1 mila euro nel primo weekend.

Fuocoammare è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
3,43/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,13
PUBBLICO 3,15
CONSIGLIATO SÌ
Un film che ha il suo punto di forza nella totale onestà dello sguardo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 13 febbraio 2016
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 13 febbraio 2016

Gianfranco Rosi racconta Lampedusa attraverso la storia di Samuele, un ragazzino che va a scuola, ama tirare sassi con la fionda che si è costruito e andare a caccia di uccelli. Preferisce giocare sulla terraferma anche se tutto, attorno a lui, parla di mare e di quelle migliaia di donne, uomini e bambini che quel mare, negli ultimi vent'anni, hanno cercato di attraversarlo alla ricerca di una vita degna di questo nome trovandovi spesso, troppo spesso, la morte.

Per comprendere appieno un film di Gianfranco Rosi è prioritariamente indispensabile liberarsi da una sovrastruttura mentale alla quale molti hanno finito con l'aderire passivamente e in modo quasi inconscio ed indolore. Si tratta del format dell'inchiesta giornalistico-televisiva che si concretizza in immagini scioccanti, in interviste più o meno interessanti finalizzate a un impianto (in particolare sulla tematica delle migrazioni) ideologicamente preconfezionato. O si è pro o si è contro la presa in carico del fenomeno e su questa base si costruisce la narrazione.

Rosi, come il Salgado che abbiamo potuto conoscere grazie a Il sale della terra diretto da Wim Wenders, si allontana in maniera netta da quanto descritto sopra a partire dalla scelta, fondamentale, di aborrire il cosiddetto documentario 'mordi e e fuggi' che vede la troupe giungere sul luogo, pretendere di capire in fretta o comunque di mettere in ordine i propri pregiudizi e ripartire quando pensa di 'avere abbastanza materiale'. Il regista è rimasto per un anno a Lampedusa entrando così realmente nei ritmi di un microcosmo a cui voleva rendere una testimonianza assolutamente onesta.
Samuele è un ragazzino con l'apparente sicurezza e con le paure e il bisogno di capire e conoscere tipici di ogni preadolescente. Con lui e con la sua famiglia entriamo nella quotidianità delle vite di chi abita un luogo che è, per comoda definizione, costantemente in emergenza. Grazie a lui e al suo 'occhio pigro', che ha bisogno di rieducazione per prendere a vedere sfruttando tutte le sue potenzialità, ci viene ricordato di quante poche diottrie sia dotato lo sguardo di un'Europa incapace di rivolgersi al fenomeno della migrazione se non con l'ottica di un Fagin dickensiano che apre o chiude le frontiere secondo il proprio tornaconto. Samuele non incontra mai i migranti. A farlo è invece il dottor Bartolo, unico medico di Lampedusa costretto dalla propria professione a consatatare i decessi ma capace di non trasformare tutto ciò, da decine d'anni, in una macabra routine, conservando intatto il senso di un'incancellabile partecipazione. Rosi non cerca mai il colpo basso, neppure quando ci mostra situazioni al limite. La sua camera inquadra vita e morte senza alcun compiacimento estetizzante ma con la consapevolezza che, come ricordava Thomas Merton, nessun uomo è un'isola e nessuna Isola, oggi, è come Lampedusa.

a cura della redazione

Dopo Sacro GRA (vincitore del Leone D'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia), il nuovo film diretto da Gianfranco Rosi. Si tratta di una co-produzione italofrancese che vedrà come protagonisti gli "emarginati al contrario". Le riprese si terranno a Lampedusa.

FUOCOAMMARE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 28 febbraio 2016
LucaMariaMilazzo

Il film di Rosi è uno dei peggiori documenti su Lampedusa degli ultimi anni. E questo a discapito della fotografia (stupenda), di attori molto bravi e di una regia – alla Rosi – affascinante nel suo genere. Il risultato è terribile, nonostante la critica lo stia incoronando, semplicemente perché il film non racconta Lampedusa.

domenica 21 febbraio 2016
LBavassano

Giustamente Gianfranco Rosi ha deciso di dedicare ampio spazio alla narrazione della comunità di Lampedusa, ma lo ha fatto senza traccia alcuna di retorica, bensì con un raro equilibrio fra distacco documentaristico e umana partecipazione, privilegiando il punto di vista di un bambino, seguendone la vita quotidiana di giochi e di scuola, di piccole ansie e apprendistato alla vita; [...] Vai alla recensione »

domenica 21 febbraio 2016
Alberto58

 Prima di andare a vedere questo film pensavo che non valesse la pena di rovinarmi una domenica pomeriggio rinnovando le immagini drammatiche di barconi e morti tante volte viste mei TG e che quel film aveva vinto l'orso d'oro a Berlino per lavare la coscienza dei tedeschi che ci hanno lasciato da soli davanti a questa tragedia. A film visto lo penso ancora ma mi rimangono sopratutto [...] Vai alla recensione »

domenica 28 febbraio 2016
ROBERT EROICA

  “Fuocoammare” è al contempo una canzone antica, un ricordo di guerra e da ultimo, un film di Gianfranco Rosi, premiato con l’Orso d’argento all’ultimo festival del cinema di Berlino. In realtà sono due film in uno, tutti ambientati nell’isola di Lampedusa, più vicina all’Africa che alla Sicilia: da una parte la storia del piccolo [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 luglio 2016
Avventuroso

La mia sensazione è che chi ha apprezzato il film abbia confuso l'emozione per la tragedia umana dei migranti con il pregio della pellicola. Le immagini degli approdi drammatici di uomini, donne e bambini sono ovviamente "un pugno nello stomaco" per qualsiasi persona sensibile, come ha commentato una mia amica. Vero. Ma sono le stesse immagini che trasmette un telegiornale o che trovate su media indipendent [...] Vai alla recensione »

martedì 4 ottobre 2016
AlfioSquillaci

In Fuocoammare le immagini di salvataggi di immigrati in sequenza continua, che dovevano essere, suppongo, il reale focus documentaristico, avrebbero alla lunga saturato la retina dello spettatore. Accade allora che il sagace film-maker Rosi con passo di scrittura filmica piuttosto scontata incardini le scene degli sbarchi e dei salvataggi solo come climax periodici, ad intervalli, alternandole ad [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 marzo 2016
Cosmo15

Questo film abbastanza noioso, (malgrado alcune scene) mi pare cinico e manipolatore. Cinico perché il solo scopo del film sembra essere quello di filmare l'incongruenza tra la vita tranquilla di alcuni isolani e la tragedia dei migranti. Tutto cio' è filmato con lo stesso impassibile atteggiamento di un film sulla giungla : da una parte i leoni che sbranano delle povere gazelle, e dall'altra degli [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 marzo 2016
gambadilegnodinomesmith

Due umanità diversamente abbandonate, quella dei migranti e quella degli isolani, mostrate senza un confronto vero e proprio o un punto d'incontro, se non nell'emblematico ruolo di un medico restituito però marginalmente e nella disgraziata contiguità geografica, data talmente per appurata da non risultare mai. Da una parte seguiamo un empatico frammento del racconto di formazione di un bambino, un [...] Vai alla recensione »

sabato 5 marzo 2016
NERONE BIANCHI

Non è un documentario, non è un film, non parla del dramma dell'emigrazione, non parla di Lampedusa, allora cos'è e di cosa parla questo celebrato film che ha conquistato l'orso d'oro di Berlino? Parla di un isola, di un bambino simpatico, di un dottore in prima linea, di tanti disperati, di un ritmo di vita diverso. Le immagini sono molto belle, quelle in mare ancora di più, la scelta di non utilizzare [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 marzo 2017
Onufrio

Fa sempre piacere vedere un film italiano candidato agli Oscar. Fuocoammare, come in Sacro Gra, si mantiene fuori da una catalogazione ben precisa, definirlo documentario è eccessivo, definirlo film è riduttivo, rimane sospeso in un limbo che lascia un pò perplessi. Perchè se sei a Lampedusa e vuoi parlare della tragedia umana dei migranti il modo in cui lo fa Rosi è [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 febbraio 2016
Flyanto

Film-documentario di Gianfranco Rosi e vincitore del Leone d' Oro al contemporaneo Festival del Cinema di Berlino,  "Fuocoammare" racconta la quotidianità dell'isola di Lampedusa vissuta sia dalla parte di un ragazzino dodicenne isolano sia da quella delle povere popolazioni africane che qui sperano di approdare e trovare una vita migliore.

venerdì 7 ottobre 2016
maumauroma

Il significato da dare al Tempo e' il vero protagonista di questo  documentario di Gianfranco Rosi. Un Tempo che in mare  passa troppo in fretta per cercare di salvare  i migranti disperati, basta un attimo in piu' che passa' per riempire d'acqua i polmoni e spezzare una vita. Un Tempo eternamente lento sulla terraferma, un tempo fatto di abitudini e di noia, tra letti [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 marzo 2016
vanessa zarastro

Il titolo completo del film, a mio avviso, dovrebbe essere: “Fuocoammare, ovvero come si cresce a Lampedusa nonostante i migranti”. Rosi per girare il film ha vissuto un anno sull’isola, ha esaminato bene i problemi e ha conosciuto a fondo le persone del luogo. Il film, infatti, presenta due storie, o meglio due situazioni, che scorrono parallelamente nell’isola senza incontrars [...] Vai alla recensione »

sabato 27 febbraio 2016
FabioFeli

Samuele ha 12 anni e vive a Lampedusa, isola di 20 km quadrati a 20 miglia dalle coste africane e a 120 miglia dalle coste italiane. Esperto fabbricatore di fionde colpisce le pale di fichidindia sagomate a rudimentali visi verdi. Non è semplice la sua vita: ha un occhio “pigro” che non vuole vedere e lo deve allenare bloccando l’altro; in barca soffre il mare e deve camminare [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 novembre 2016
Riccardo Tavani

I documentari di Gianfranco Rosi vincono i migliori Festival del Cinema internazionale. Vincono non nella Sezione Documentari, ma quali Miglior Film in assoluto di tutta la rassegna. Sacro Gra vince il Leone d’Oro a Venezia nel 2013. Ora Fuocoammare vince l’Orso d’Oro a Berlino 2016. Ho conosciuto Rosi nel 2012 al Salina Doc Festival, nel corso del quale è stato proiettato [...] Vai alla recensione »

sabato 8 ottobre 2016
Filippo Catani

Attraverso una serie di storie, Rosi ci racconta la drammatica situazione che si vive sull'isola di Lampedusa. Rosi realizza un buon documentario. Inutile dire che le parti più forti sono quelle che raccontano dei drammatici e quotidiani salvataggi in mare aperto oppure le scene subacquee dove vediamo i relitti di queste bagnarole stipate di centinaia di persone disperate che scappano dalla [...] Vai alla recensione »

sabato 7 maggio 2016
MAURIDAL

Quando un regista di cinema d'autore, come Luchino Visconti, volle affrontare una realtà  da raccontare come lo sfruttamento  dei pescatori siciliani di Acitrezza,  allora scelse il documentario come linguaggio filmico, con tutte le caratteristiche dello stile neorealista. Volti di attori non professionisti, recitazione diretta, dialetto come lingua originale,poche concessioni [...] Vai alla recensione »

sabato 20 febbraio 2016
terencemallick

Gianfranco Rosi vince ancora . Dopo il leone d’oro a Venezia con Sacro Gra si ripete a Berlino con l’orso d’oro . Film documentario che scuote ; qual argomento se non quello dell’immigrazione in questo tempo per valicare il muro tedesco e portare alla luce immagini e reportage di ciò che accade di continuo ai fianchi europei . Scorrono immagini dure (corpi morti ammucchiati come spazzatura nella [...] Vai alla recensione »

lunedì 8 maggio 2017
yarince

Fuocammare” è un brano musicale lampedusano che rimanda ai bombardamenti inglesi della Seconda Guerra Mondiale, quando fu affondata la nave militare “La Maddalena”. A causa del grande incendio, di notte, il mare si tinse di rosso e gli isolani gridarono ““chi focu a mmari ca ce stasira!" Come allora, così oggi il mare si tinge di rosso: è il [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 marzo 2016
PerfettA

Parlare di documentario è troppo riduttivo per un film che coinvolge in tutto e per tutto e che mette lo spettatore di fronte ad una realtà sin troppo reale e sin troppo vicina. Tutto contribuisce a suscitare l'empatia di chi guarda, una fotografia mozzafiato, un linguaggio intriso di quotidianità e semplicità e le interpretazioni dei protagonisti testimoni inconsapevoli [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 marzo 2016
angelo umana

Fuocoammare: quando un film fotografa la realtà senza mischiarla con opinioni. Questo fà Gianfranco Rosi, se ne stà a lungo nei posti che vuole “raccontare” e le immagini sommuovono più di mille parole. Eccoci servita un’altra testimonianza, da Lampedusa: la cinepresa pare essere collocata in un angolo discreto, asettica e neutrale, e lascia parlare gli avvenimenti, nessun rumore oltre quelli della [...] Vai alla recensione »

domenica 28 febbraio 2016
Maurizio.Meres

Chiamatelo come volete, film,documentario,ma una cosa è certa Rosi riesce ad entrare nella coscienza di tutti per tutti intendo dire L 'Europa,non si vince al festival di Berlino senza portare una tematica di attualità così profonda,senza commozioni perché significherebbe in questo caso pietà,ma dando una visuale di vita solo per chi crede nella vita riscoprendo quei valori umanitari perché un popolo [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 marzo 2016
Stefanomaria

Non so cosa mi aspettassi realmente, quando sono entrato nella sala cinema-tografica per assistere alla visione di 'Fuocoammare', di Francesco Rosi, Leone d'oro alla mostra di Berlino 2016; ero in quello stato d'animo un po' distratto, noncurante, che, talvolta, contraddistingue qualche momento della nostra vita. Le immagini hanno cominciato a scorrere sullo schermo, iniziando da un prologo, se è possibile [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 febbraio 2016
Andrea Alesci

Con frasi slacciate che si accostano al nostro occhio. Così scava nelle nostre pupille Fuocoammare di Gianfranco Rosi, affinché ci sforziamo di correggere la nostra vista e collegarle tutte in un solo discorso. Sono frasi terragne e nodose come gli alberi di ulivo attorno ai quali conosciamo il piccolo Samuele impegnato nel giocare con la fionda.

giovedì 3 marzo 2016
catcarlo

un’opera complessa che rifiuta chiavi di lettura immediate già dal suo non essere documentario ma neppure finzione: la parte narrativa che illustra la vita di ogni giorno degli abitanti di Lampedusa viene utilizzata per mettere in risalto gli orrori che avvengono davanti alla loro (e alla nostra) porta di casa senza inutili pietismi o commozioni a comando, sebbene non manchino i passaggi [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 febbraio 2016
lollo-brigida

Samuele sulla barca del padre, vomita. Il padre gli consiglia di frequentare più spesso la passerella dove sono attraccate le barche, per “farsi lo stomaco”, per abituarsi alle onde. Il mare è severo con le sue leggi. E se le leggi non vengono rispettate, produce vittime. I profughi che arrivano sui barconi, dopo molti giorni di viaggio, spesso muoiono a causa del caldo e [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 febbraio 2016
no_data

Il documentario di Rosi ha un forte impatto sulla coscienza dello spettatore perché riesce a trasmettere tutto il dolore dei migranti. Il regista non lascia indietro nessuna immagine di quello che ha girato in oltre un anno a Lampedusa e neanche le immagini di morte e dolore vengono tagliate dando così un effetto da documento storico. Leggendo un'intervista a Rosi questo riferisce che il comandante [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 febbraio 2016
stefano capasso

A Lampedusa c’è un giovane ragazzo, Samuele, che vive la sua vita a stretto contatto con la natura e le tradizioni locali, come del resto molte delle persone intorno a lui. In un'altra parte dell’isola ci sono tanti uomini costantemente impegnati nel salvataggio dei migranti che dai barconi lanciano sos: una battaglia drammatica contro il tempo che ha successo solo in parte. Vai alla recensione »

lunedì 29 febbraio 2016
M.Barenghi

Orso d'oro a Berlino, tanto per lavarsi un po' la coscienza  dalla colpevole miopia dimostrata dall'Europa negli anni recenti, di cui è felicissima metafora "l'occhio debole" di Samuele Pucillo, il giovane lampedusano protagonista di "Fuocoammare". Un anno di vita in Lampedusa per raccogliere il materiale filmico -poi mirabilmente [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 marzo 2016
Howlingfantod

 Forse dopo aver visto questo  film, incontrando qualcuno dei tanti nostri fratelli dal colore della pelle diversa nelle nostre città  si penserà che siano dei miracolati o dei frutti della selezione naturale, pensando a quello che hanno passato per essere sopravvissuti.  Non è un docu-film che ci rischiara la vista, ci ripulisce o che ci serve da politically [...] Vai alla recensione »

sabato 25 febbraio 2017
Morris7734

L'opinione è sull'opera e non sul problema. Non è un documentario perchè non informa a sufficienza, non è un film perchè non ha ritmo , non coinvolge, non converte gli indifferenti .E' un collage di filmati drammatici tenuti assieme dalla storia di un bambino e qualche intervista. Immagini viste e riviste nei telegiornali o in rete.

lunedì 21 marzo 2016
no_data

All'inizio ci viene comunicato che Lampedusa è più vicina all'Africa che alla Sicilia, ma dopo non si vedono altro che nuvole, pioggia e tuoni, come se fossimo a Nord delle Gran Bretagna. Ma a Lampedusa non c'è mai il sole? E poi, è un'isola completamente deserta? Non si sono mai visti altri abitanti tranne quei pochi inseriti nel film.

domenica 21 febbraio 2016
no_data

PENSATE CHE IO L'HO VISTO PROPRIO IERI AL CINEMA NEL PRIMO POMERIGGIO E POI LA SERA  HO SCOPERTO CHE HA VINTO L'ORSO D'ORO A BERLINO DUNQUE INCOMINCIAMO CON LA MIA RECENSIONE: UN FILM CHE SI LASCIA VEDERE MA NON E' PROPRIO UN CAPOLAVORO MI SAREI ASPETTATO MOLTISSIMO DA QUESTO FILM. LA SCELTA ERA O RIVEDERE THE DANISH GIRL O PURE GUAQRDARE QUESTO FILM ED IO INIZLMENTE PIU' PROPENZIO [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 febbraio 2016
cinema

Non ho mai letto l'organo di stampa Mediaset. Quindi non conosco il critico che si occupa di cinema ne "Il Giornale". Ho letto invece la recensione di "Fuocoammare" di Massimo Bertarelli: è un esempio di avversione verso il linguaggio cinematografico. che Gianfranco Rosi conosce bene.

mercoledì 24 febbraio 2016
goldy

Le scene della quotidianità del ragazzino raggiungono un grado di verità rara. E la stessa verità viene raggiunta dalla descrizione della tragedia che si vuole rappresentare. Non un’intervista, non un’opinione, non un commento fuori campo, niente politici,  niente di niente. A chi vuole capire   basti il proprio sguardo.

sabato 1 ottobre 2016
pier delmonte

Parte bene, l’attesa,la bellezza del mare e della costa che striderà con la tragedia imminente, poi… basta… il mare cos’è, la storia del ragazzino stufa, i disperati come pesci liberati dalla rete e le scene? Beh bastava accorciarle di un terzo e si arrivava ad una durata giusta, giusta per non finire ad addormentarsi. Sacro gra e questo , A Gianfra’, fermati con ‘sto tipo di film.

venerdì 26 maggio 2017
leonardo raveggi

lo metto nella top ten dei film più noiosi degli ultimi quarant'anni. non c'è regia, un filo logico, una connessione fra le varie storie, dopo venti minuti che lo guardi l'unico sentimento che ti viene, è la speranza che finisca presto o che si guasti il proiettore. Eppure gli argomenti c'erano, i soggetti anche, e allora cos'è successo?

martedì 23 febbraio 2016
melania

Un film da vedere .

lunedì 26 settembre 2016
kate64

Da vedere e diffondere. E' importante che un film così rappresenterà l'Italia agli Oscar.

sabato 16 aprile 2016
Jacopo Mancini

“Fuocoammare” è un film documentario sull’isola di Lampedusa. La regia è di Gianfranco Rosi. Un documentarista deve conoscere le persone, relazionarsi con loro, mettere in gioco se stesso; deve trovarsi al posto giusto nel momento giusto; deve saper catturare la ricchezza di un istante irripetibile. Io credo che Rosi sia riuscito a fare tutto questo.

mercoledì 2 marzo 2016
Icilio

Un buon prodotto italiano sull'estrema realtà italiana. Vita - e morte - alle estreme condizioni affiancata ad una realtà isolana quasi ferma nella sua monotonia, documentario efficace empatico, ma non strappalacrime, e piccola commedia della vita quotidiana di un'isola ai confini tra il territorio italiano e quello africano. Grande fotografo e bravo regista.

FOCUS
FOCUS
lunedì 3 ottobre 2016
Pino Farinotti

Continua la dialettica su Fuocoammare, il documentario di Gianfranco Rosi, che è stato scelto a rappresentare l'Italia nella selezione per l'Oscar. Non tutti hanno apprezzato. Una premessa: Rosi è un ottimo documentarista. Fuocoammare racconta la vicenda di Lampedusa attraverso gli occhi di un ragazzino che nonostante tutto riesce a vivere da ragazzino. "Tutto" significa i migranti di passaggio laggiù che, dopo aver attraversato il mare, con tanti morti, cercano di raggiungere terre promesse. Una menzione per Pietro Bartolo, il medico che visita tutti e che conosce tutte le storie.

Documentario di grande qualità. Documentario, appunto. Nel 2013 Rosi ha vinto il Leone d'oro a Venezia con Sacro GRA, altro documentario che racconta una varia umanità che vive sul raccordo anulare di Roma. Anche il "GRA" possiede qualità. Quest'anno il regista si è aggiudicato l'Orso d'oro (Berlino) per Fuocoammare.

Sono due fra i più prestigiosi premi del panorama internazionale. Significa che entri nel cartello dei maestri di cinema. Rosi ne fa parte senza aver mai firmato un film "vero". Diciamo che è stato favorito dalle circostanze. Lo è stato troppo. La mostra di Venezia viveva un imbarazzo ormai pesante, rispetto al cinema italiano. Non vincevamo un Leone d'oro dal 1998, con Così ridevano di Gianni Amelio. In assenza di film, veri, all'altezza, si pensò di aggirare regole, identità e filosofia, del cinema premiando un documentario, certo di qualità, come ho detto.

FOCUS
lunedì 29 febbraio 2016
Pino Farinotti

Le chiavi di lettura di Fuocoammare, di Gianfranco Rosi, Orso d'oro alla Berlinale, possono essere infinite. Lampedusa e i migranti, figuriamoci. Sono più o meno vent'anni che vediamo e ascoltiamo: giornali, televisione, maggioranza e opposizione, ideologia, "socialmente-umanamente-politicamente corretto". E ogni tipo di approfondimento. Mediando fra l'eccesso di informazione e la faziosità delle parti, magari siamo anche riusciti a farci un'idea generale, se non proprio esatta. Tuttavia il dato è semplice: c'è un'isola dove sono passate centinaia di migliaia di vite, mentre alcune migliaia di corpi giacciono sul fondo di quelle poche miglia di mare fra Africa e Italia. E c'è la vita, povera, dettata dal mare, di chi vive là, e assiste a quel passaggio abnorme e a quel tragico, si direbbe "biblico", movimento della Storia. A Lampedusa si accoglie. Vedendo il film, nei primi momenti, il mio spirito professionale, critico, mi è risultato subito inadeguato e fuori luogo. Il termine che comanda, cultura e coscienza, è "cristiano". Lampedusa, Sicilia, Italia, Roma: da noi c'è l'erede fisico e spirituale della divinità, e infatti, papa Bergoglio ha detto "bisogna accogliere". E che altro poteva dire. Le strutture di accoglienza, marina, militari, centri, medici, volontari, sanno cosa sta succedendo e quali saranno gli sviluppi. La marina ascolta i messaggi disperati dai barconi e con calma dà le direttive. È un fatto automatico, "umanamente automatico". Ci sono pronte le mantelline impermeabili, e la prassi del passaggio da una barca (la "carretta") a un'altra barca (la marina) è anche un passaggio di status. A questo punto conta solo l'essere umano. È gente che arriva da tutta l'Africa, dal Sudan, ha passato il Sahara magari bevendo la propria urina per sopravvivere. Molti sono morti, in quel deserto e anche dopo, arrivati in Eritrea, in Somalia, in Libia. Per poi affrontare il Mediterraneo.

E c'è la vita, povera, dettata dal mare, di chi vive là, e assiste a quel passaggio abnorme e a quel tragico, si direbbe "biblico", movimento della Storia.

A Lampedusa, tutto ciò che ho scritto sopra non conta più. Non conta la politica, la parte che sostiene i migranti e quella che non li vorrebbe. Non conta ciò che succederà dopo, dove finiranno i singoli. Se si trascineranno per anni nella struttura di un paesino disponendo di una branda, di un fornello e di qualche euro giornaliero. Se cercheranno di raggiungere la Scandinavia o l'Inghilterra. Se qualcuno finirà nelle spire di qualche mafia. Se altri riusciranno, come si dice, a integrarsi. Se altri porteranno via la casa o il lavoro a un italiano. Conta il momento in cui vengono salvati. Poi si passerà la mano. Ma a Lampedusa la mano si ferma. E vale il comandamento solidale cristiano. Semplice. Parallele sono le vicende di un preadolescente, un medico, una famiglia autoctona. Il ragazzino - De Sica sarebbe impazzito per lui - gioca con la fionda, cerca i nidi fra gli arbusti di notte, va in mare col padre, mangia la pastasciutta, va a scuola, gli viene diagnosticato un "occhio pigro", dovrà curarsi per guarirlo: è la metafora della collettività europea, e oltre, che non vuole "vedere" il problema e la tragedia. C'è anche un eroe vero, il medico di Lampedusa. Ne ha viste di tutti i colori e continua a mantenere intatti dedizione e umanità. Tutto questo viene raccontato in silenzio, nuda verità, nessuna indicazione, nessuna chiacchiera. Niente piccolo schermo. È il grande valore del documentario.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Venti km quadrati, settanta miglia dall'Africa e centoventi dall'Europa, in 20 anni ha visto sbarcare 400 mila migranti di cui 15 mila hanno perso la vita in mare. Il film fornisce questi dati sul conto di Lampedusa. Il regista che ha vinto il Leone d'oro con un documentario (Sacro GRA) si è trasferito per un anno nell'isola e vi ha condiviso l'alternarsi delle stagioni, lungo inverno incluso.

Claudio Trionfera
Panorama

Il titolo, Fuocoammare, è espressione lampedusana: durante l'ultima guerra, i pescatori non uscivano di notte, spauriti dalla presenza delle navi che, transitando, lanciavano razzi tingendo il mare di rosso. È così che, simbolicamente, Gianfranco Rosi, documentarista noto anche per aver vinto il Leone d'oro a Venezia con Sacro Gra (2013), tocca le sponde di Lampedusa.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Fuocoammare, titolo italiano in gara per l'Orso d'oro a Berlino, ha la qualità di essere diverso da quello che ci si può aspettare. Usuale approdo di migliaia di profughi africani e mediorientali in fuga dalla miseria e dalle guerre, Lampedusa è stata spesso al centro delle cronache dei Tg e ci pare di conoscerne la realtà. Ma il documentarista Gianfranco Rosi ne mostra un aspetto che i media con il [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Non è proprio un documentario, ma annoia come se lo fosse. Gianfranco Rosi è recidivo: dopo il mal d'auto (Sacro GRA attorno al grande Raccordo Anulare di Roma, incredihile Leone d'oro veneziano), ecco il mal di mare di Lampedusa. Il dodicenne Samuele tira con la finda sui fichi d'india; la zia Maria fa il sugo; il dj Pippo trasmette musica e le suppliche degli isolani; il medico Pietro assiste con [...] Vai alla recensione »

NEWS
OSCAR
venerdì 24 febbraio 2017
 

'Per favore non parlate di delusione. Se perdo domenica non sarà una delusione. Tutto questo è già un successo", Gianfranco Rosi bacchetta i giornalisti nell'incontro che precede la notte degli Oscar, in programma domenica notte, quando si saprà se Fuocoammare [...]

PREMI
mercoledì 25 gennaio 2017
 

Dopo quella agli Oscar, Fuocoammare ottiene la nomination anche per i César, la massima ricompensa francese per il cinema. Nella lista diffusa oggi dall'organizzazione del premio edizione 2017, che sarà consegnato in una serata di gala alla Salle Pleyel [...]

OSCAR
mercoledì 25 gennaio 2017
 

La cinquina dei documentari nominati agli Oscar che con film come I am not your negro, O.J.: Made in America, 13th, insieme a Fuocoammare parla di temi come gli afroamericani e l'Africa, è anche una risposta dell'Academy a Trump che invece vuole costruire [...]

OSCAR
martedì 24 gennaio 2017
 

Continua la corsa verso l'Oscar di Fuocoammare: il lavoro è tra i cinque candidati per il Miglior Documentario. Già vincitore di svariati riconoscimenti - primo fra tutti l'Orso d'oro a Berlino 2016 - il film di Gianfranco Rosi racconta, attraverso la [...]

PREMI
lunedì 23 gennaio 2017
 

Fuocoammare di Gianfranco Rosi ha vinto il premio come Miglior Documentario ai London Critics Circle Award, riconoscimenti assegnati ogni anno da critici britannici alle opere artistiche di cinque categorie: ballo, arti visive, teatro, musica e cinema. [...]

OSCAR
venerdì 16 dicembre 2016
 

La corsa di Fuocoammare verso l'Oscar come Miglior Film Straniero si ferma qui. Il film di Gianfranco Rosi non rientra nella selezione di film in lingua originale selezionati dall'Academy per la vittoria finale.

OSCAR
mercoledì 7 dicembre 2016
 

Fuocoammare, il film di Gianfranco Rosi è il candidato italiano agli Oscar nelle categorie miglior film straniero e miglior documentario e ha già fatto un primo passo in avanti nella corsa alle preziose statuette.

PREMI
domenica 6 novembre 2016
 

Fuocoammare di Gianfranco Rosi, che continua inarrestabile la sua marcia internazionale; S is for Stanley di Alex Infascelli sull'autista italiano di Stanley Kubrick; Valeria Bruni Tedeschi, candidata come miglior attrice per il suo ruolo nel film La [...]

OSCAR
lunedì 26 settembre 2016
 

È Fuocoammare di Gianfranco Rosi il film italiano candidato all'Oscar per il miglior film in lingua non inglese, scelto dalla commissione di selezione, riunita presso l'Anica. Oltre al film di Rosi erano in lizza: Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano [...]

NEWS
venerdì 16 settembre 2016
 

Sono sette i film in corsa per la candidatura italiana a miglior film in lingua non inglese: Fuocoammare di Gianfranco Rosi, Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno, Indivisibili di Edoardo De Angelis, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, [...]

NEWS
venerdì 26 febbraio 2016
 

A partire dal 1 marzo 2016, tutti i martedì di marzo e maggio 2016, la rassegna porterà nelle sale cinematografiche di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza aderenti alla Fice opere cinematografiche d'autore che saranno fruibili al pubblico [...]

BERLINALE
domenica 21 febbraio 2016
 

"Meryl Streep mi ha detto, tenendomi per mano: "questo film può vincere l'Oscar. Farò di tutto perché sia portato negli Usa". Donatella Palermo, produttrice di Fuocoammare, il giorno dopo la consegna dell'Orso d'oro al film di Gianfranco Rosi, racconta [...]

POSTER
mercoledì 27 gennaio 2016
 

Dopo aver raccontato il mondo degli invisibili nei suoi precedenti lavori (l'India in Boatman, gli Stati Uniti in Below Sea Level, il Messico in El Sicario Room 164) e dopo aver guardato Roma dalla prospettiva inusuale del Grande Raccordo Anulare in Sacro [...]

winner
orso d'oro
Festival di Berlino
2016
winner
efa doc. - prix arte
European Film Awards
2016
winner
doc. dell'anno
London Critics
2017
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