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Ultimo aggiornamento mercoledì 13 dicembre 2017
Argomenti: Star Wars
Il settimo film della saga di Guerre stellari è il primo episodio di una nuova trilogia ambientata trent'anni dopo gli eventi de Il ritorno dello Jedi. Il film ha ottenuto 5 candidature a Premi Oscar, 4 candidature e vinto 2 BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 25,3 milioni di euro e 8,4 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Luke Skywalker è scomparso. La mappa con il luogo in cui si è nascosto suscita l'attenzione di molti: di Primo Ordine, organizzazione paramilitare che si richiama all'Impero Galattico cercando di restaurarne l'autorità, e della Resistenza, gruppo di repubblicani decisi a contrastare l'autoritarismo di Primo Ordine. Quando Kylo Ren, malvagia pantomima di Darth Vader, scopre che la mappa si trova all'interno di un droide, si scatena una caccia all'uomo senza tregua, che coinvolgerà Finn, uno Stormtrooper che ha deciso di non uccidere, e Rey, una ragazza che vive rivendendo cianfrusaglie recuperate da astronavi.
Calcolare ogni mossa e rispettare l'esigenza di tutti senza "tradire" è un processo troppo complesso per risultare del tutto indolore. A farne le spese è il lato emozionale.
Dopo 32 lunghi anni la saga di Star Wars ha un seguito. Transitata dalle mani di George Lucas a quelle della Disney, la serie viene affidata a J.J. Abrams, creatore di Lost, già dimostratosi capace di rivitalizzare Star Trek. Le mani giuste, a giudicare dall'entusiasmo suscitato dai trailer prima e dal film poi, realizzato con i fan e le loro esigenze in mente, cercando di allontanarsi il più possibile, visivamente e narrativamente, dalla deriva presa da George Lucas nella trilogia prequel.
Abrams non tenta di riscrivere un'epica, non prova nemmeno a porsi su livelli rischiosi e impossibili da rendere attuali. Preferisce dichiarare immediatamente la resa di fronte a un mito così impossibile da scalfire che si può solo emulare. Il romanzo di iniziazione di un nuovo gruppo di eroi, catapultati in un'avventura più grande di loro, non può quindi che ripercorrere la struttura narrativa e gli stilemi dell'episodio originale, Guerre stellari o Star Wars IV - Una nuova speranza, di cui Il risveglio della Forza pare un remake sotto mentite spoglie, più che un sequel. Così facendo Abrams attribuisce a Lucas la valenza di classico che non si può riscrivere, al pari di Shakespeare o Omero, e insieme accontenta i fan e prepara il terreno per un'invasione mediatico-commerciale su vasta scala.
Operazione riuscita, quindi, ma a che prezzo?
Un distacco brutale, che porta con sé anche qualche lato positivo. A partire dalla crudeltà e dal verismo di sequenze belliche lontanissime dalla tradizione della saga. Gli assalti del Primo Ordine e i loro efferati delitti sono vissuti "dal basso", dalla parte di chi è vittima di un bombardamento o di un'invasione, di chi subisce gli effetti di un disprezzo raro per la vita umana. Quella empietà che prima era teatrino posticcio, troppo fantastico per suscitare inquietudine, qui per la prima volta si traduce in violenza genocida effettivamente percepibile.
Tra i molti e spesso inconsistenti personaggi introdotti da Abrams - molto deludente quello che sembra l'arcinemico della trilogia, a cui avrebbe giovato un po' di mistero in più - prevale la figura ambivalente di Kylo Ren, ora terrificante, ora tragica, ora patetica. Un'altra maschera nera che rivela ben presto la sua natura di mera emulazione, trasfigurazione di un ipotetico fan della saga catapultato nel suo stesso mondo di fantasia e incapace di mantenere il giusto equilibrio. Difficile dire se Abrams e lo sceneggiatore Lawrence Kasdan (Il grande freddo, Brivido caldo) avessero in mente la deriva dell'ossessione nerd di fronte a un potere smisurato o una riflessione più sottile sulla rilettura degli archetipi e sulla ripetizione dei medesimi errori, ma l'incastro tra Kylo e la natura speculare di Il risveglio della Forza rispetto a Una nuova speranza funziona.
Dove la goffaggine anacronistica della trilogia prequel aveva fallito, Il risveglio della Forza è il trionfo di un cinema contemporaneo nella sostanza anziché nel solo sviluppo tecnologico. Il confronto impari tra Lucas e l'industria dell'entertainment, culminato con un autore divenuto industria egli stesso, appartiene al passato almeno quanto Darth Vader e le sue gesta. Oggi Star Wars è industria in tutte le sue forme né sarà mai altro. Inutile farsi illusioni: o si accetta la nuova natura o si resta aggrappati alla nostalgia.
Ho visto ieri il film al cinema e devo dire che alla fine delle riprese è anche partito un applauso dalla sala. Non da me... Non ho applaudito non perchè non mi sia piaciuto o perchè non sia un bel film, non ho applaudito perchè non mi ha convinto... soprattutto nella trama e nella sceneggiatura. Partiamo dalle note positive: 1) il cast è molto ben assortito e Rey [...] Vai alla recensione »
Quando nei corridoi dell'industria cinematografica iniziò a girare la voce che si sarebbe filmata una nuova trilogia di Guerre Stellari, molti giovani attori cresciuti con il mito della Galassia iniziarono a lucidare le loro spade laser. Tra questi c'era John Boyega, il figlio di un predicatore nigeriano emigrato in Inghilterra molto prima della sua nascita nel 1992. Cresciuto a Peckham, uno dei quartieri più poveri e ostili di Londra, sin da piccolo John sogna di fare l'attore e nonostante il padre desiderasse per lui un altro tipo di pulpito, è sui palchi dei teatri che il ragazzo si fa le [...]
Se non fosse stato per J.J. Abrams e il vizio del regista di cercare i suoi protagonisti tra i book di giovani attori semisconosciuti, Daisy Ridley sarebbe ancora la ragazza della porta accanto nota più per la somiglianza con Keira Knightley che per le sue sporadiche apparizioni in tv. Nata a Londra nel 1992, da piccola Daisy non sognava di diventare attrice come alcune delle sue compagne di scuola.
Chiedersi se Il risveglio della forza sia un grande film, fuori da ogni contesto, è un errore. Chiedersi se questo sia il miglior Star Wars possibile, invece, ha senso. E la risposta è assolutamente positiva. Difficile immaginare un'impresa più ardua che dare un seguito alla trilogia originale, riconvocando attori e personaggi quasi quarant'anni dopo il capostipite in ordine di realizzazione, e costruire un nuovo universo seriale in grado di funzionare.
La Nuova Hollywood è cresciuta tra la cucina, il salotto e la spiaggia della casa di due produttori, moglie e marito, Julia e Michael Phillips. Con La stangata vincono l'Oscar per il miglior film (1973), fanno un sacco di soldi e comprano una villa vista mare a Malibù. I connotati del cinema americano li cambiano non tanto scrivendo, finanziando o scoprendo nuovi talenti (anche, certo) ma trasformando quelle mura in un open space dove le menti più creative del periodo trovano rifugio.
«Era tutto vero». È questa la frase chiave del nuovo episodio della saga di "Guerre Stellari". La dice Han Solo, rientrato a bordo della sua vecchia astronave, guardando negli occhi quelli che saranno i suoi successori, ma anche noi che c'eravamo quando tutto cominciò e le nuove generazioni, che avevano ascoltato leggende e promesse, fin qui annegate nella noia dei prequel.
Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza (1977)
Star Wars: Episodio V - L'Impero colpisce ancora (1980)
Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi (1983)
Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma (1999)
Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (2002)
Star Wars: episodio III - La vendetta dei Sith (2005)
Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza (2015)
Star Wars: Episodio VIII - Gli ultimi Jedi (2017)