| Titolo originale | Prometheus |
| Anno | 2012 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | USA, Gran Bretagna |
| Durata | 124 minuti |
| Regia di | Ridley Scott |
| Attori | Noomi Rapace, Michael Fassbender, Guy Pearce, Idris Elba, Logan Marshall-Green Charlize Theron, Rafe Spall, Sean Harris, Ben Foster, Benedict Wong, Kate Dickie. |
| Uscita | venerdì 14 settembre 2012 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,61 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 7 dicembre 2016
Argomenti: Alien
Diviso in due parti, il film rivela l'identità del gigantesco alieno ignoto, lo Space Jockey, fossilizzato sulla sedia di comando dell'astronave derelitta a cui accede la ciurma della Nostromo all'inizio di Alien. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Prometheus ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 5 milioni di euro e 2 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Nell'anno 2089 due scienziati portano a compimento le ricerche di una vita scoprendo che alcuni artefatti, ritrovati in diversi punti della Terra e tutti risalenti a migliaia di anni prima, riportano la medesima immagine di creature giganti che indicano un determinato pianeta. Ricostruito quale sia il pianeta in questione e trovati i fondi da un miliardario morente, i due si imbarcano assieme a un equipaggio misto di scienziati e piloti verso quel pianeta per andare a scoprire quel che ritengono essere l'origine della vita sulla Terra. Lì troveranno i resti di una civiltà aliena assieme a ciò che l'ha quasi estinta.
Ci sono due anime ben distinte che danno vita a Prometheus, la prima è quella visiva (in gran forma) di Ridley Scott, la seconda è quella narrativa di Damon Lindelof, uno degli autori principali di Lost, abile creatore di misteri, capace di porre due domande nuove a ogni risposta fornita. Il risultato è un film fatto a misura di serie, nato per avere uno o più sequel e non sempre abile nel costruire rivelazioni, emozioni o epica.
Tuttavia, nonostante la grandiosità delle proprie ambizioni e la quantità di misteri e intrecci che mette in scena, Prometheus è anche un film molto semplice, costruito sulla medesima struttura narrativa di Alien (stesse scene chiave, topoi gastrointestinali, decapitazioni robotiche e svolte narrative nei medesimi punti), che ne riprende il design delle astronavi, quello alieno (ricalcando con meno fantasia le idee biomeccaniche di Giger) e in certi punti anche alcune idee visive vincenti, puntando però verso obiettivi più grandi di quelli del film del 1979. E forse proprio dal titanismo di tali ambizioni il film rimane schiacciato anche se non lo meriterebbe.
Infatti, rinvigorito da temi che da sempre gli sono cari come il rapporto tra una creatura e il proprio creatore (sia nel senso di ricerca dell'origine dell'uomo e che di relazione con l'androide David), l'instancabile tenacia femminile che si tramuta in resistenza fisica e la conquista di un'umanità (sia per i robot che per gli uomini) attraverso la ricerca di essa, Ridley Scott torna a dirigere un film all'altezza del proprio nome.
Prometheus crea un universo visivo di straordinario impatto e ne sa gestire gli spazi (nel chiuso delle caverne o dell'astronave che dà il nome al film) con una fenomenale abilità che si riscontra pienamente nelle molte scene di paura, suspense o anche solo tensione. Nei suoi momenti migliori Prometheus è una lunga corsa che rimescola gli ingredienti di Alien per ritrarre la tenacia di un'altra Ripley (simile anche esteticamente), un'altra donna che combatte una battaglia impossibile da vincere con creature orrende e sconosciute, come in un'unica grande operazione chirurgica di rimozione dell'alieno da sè.
Continuamente si ha l'impressione che la forza muscolare del cinema di Ridley Scott lotti contro una sceneggiatura sciatta e che lo faccia con le armi della regia ovvero principalmente quel misto di direzione degli attori (specialmente Michael Fassbender, che trova il suo androide a metà tra il Peter O'Toole di Lawrence D'Arabia e un'inespressività capace tuttavia di malcelare la menzogna), montaggio rigoroso, fotografia desaturata di ambienti espressivi e uso di un 3D che una volta tanto lavora in armonia con tutto il resto per creare immagini profonde e coinvolgenti.
Non può essere un capolavoro Prometheus, di certo non a livello dei precedenti film di fantascienza di Ridley Scott, ma è lo stesso un film sorprendente, capace di esplorare senza freni e attraverso le immagini quella zona di confine tra l'insaziabile desiderio di conoscenza dell'ignoto e il terrore fisico e carnale che questo è capace di generare.
Il denaro non è sterco del demonio. Anche se i nostri sudati risparmi le banche centrali, da un secolo, ce li svalutano stampando a tavoletta fiat money di carta ed inflazionandola in tanti modi diversi per, ci raccontano, stimolare una economia manipolata (che non ha nulla del mercato di interazioni libere tra gli uomini) con iniezioni di liquidità che producono soltanto bolle finanziarie, arricchimenti [...] Vai alla recensione »
Anche gli alieni non sono più quelli di una volta. Sarà che il 3D ha ormai imposto la dittatura del cinema d’azione; sarà il clima da guerra religiosa in cui siamo sprofondati dopo l’11 settembre; sarà che il silenzio stellare, il vuoto cosmico, l’angoscia senza confini del primo Alien, sono impensabili nel cinema inoffensivo e formattato di questi anni.
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