68. Mostra del Cinema di Venezia, il programma dei 155 film. Venezia - 31 agosto/10 settembre 2011. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Un documentario scritto e diretto da Carlo A. Bachschmidt. Espandi ▽
La repressione è parte costitutiva della democrazia, sistema di potere che necessita di legittimità e consenso, ma anche di controllo e ridefinizione dei limiti entro i quali poter essere "cittadini liberi". Spesso si rende necessario contrastare il nemico, sino a renderlo inoffensivo. Il G8 di Genova 2001 l'ha dimostrato nella maniera più feroce. Attraverso Lena e Niels (Amburgo), Chabi (Zaragoza), Mina (Parigi), Dan (Londra), Michael (Nizza) e Muli (Berlino) il film intende restituire una testimonianza di chi ha vissuto in prima persona le violenze del blitz alla scuola Diaz e le torture alla Caserma di Bolzaneto. Recensione ❯
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Tratto dall'omonimo libro scritto dal regista Luigi M. Faccini, il film racconta la lotta di uomo contro il nazi-fascismo. Espandi ▽
Rudolf Jacobs era un capitano della marina da guerra tedesca durante la seconda guerra mondiale. Distaccato dopo l'8 settembre 1943 sulle coste liguri, visse in una villa sulle alture di Lerici, da dove diresse la costruzione delle difese a mare contro un temuto sbarco angloamericano. Di origini borghesi, era nato nel 1914. Chi lo conobbe dice che fosse alto, ossuto, gentile, con una buona conoscenza della lingua italiana. Nei paesi circostanti presto si vociferò di un tedesco che sequestrava derrate alimentari agli accaparratori per distribuirle alla popolazione affamata. Recensione ❯
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Presentato a Venezia 2011, nella sezione Contocampo italiano. Espandi ▽
La storia segue due ragazzi immigrati senegalesi Ayiva e Cheikh, che si troveranno al centro di una rivolta gestita dagli stessi operai di un lavoro sfruttatorio dietro cui si nasconde la mafia.
I due ragazzi, nel tentativo di darsi alla fuga, finiscono per dividersi. Una volta trovato rifugio a Foggia, Ayiva non si darà pace fino a quando non ritroverà l'amico. Recensione ❯
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Un viaggio che ripercorre attraverso i "mille" l'Unità d'Italia. Espandi ▽
"Piazza Garibaldi" è un toponimo che si incontra in qualsiasi città italiana. È la metafora della nazione e della sua storia. Come nel fortunato e premiato La strada di Levi, Ferrario si mette in viaggio: stavolta sulle orme della spedizione dei Mille. L'obiettivo: verificare il rapporto tra passato e presente, partendo da Bergamo, una volta "Città dei Mille" e oggi roccaforte padana, per arrivare fino a Teano. Il viaggio è pieno di sorprese, incontri, riflessioni: un grande road movie attraverso la storia e la geografia del paese, cercando di rispondere a una domanda assillante: perché noi italiani non riusciamo più a immaginarci un futuro? Recensione ❯
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Chi può ancora usare, senza tradire un sorriso, la parola "avanguardia"? "Avanguardia" è una parola che appartiene all'archeologia della cultura, come si parlasse dei Fenici che ci hanno tramandato le lettere dell'alfabeto? Oppure è una parola che, vivendo, come vive, nell'uso comune del nostro linguaggio, designa qualcosa di ancora vivo e operante, fosse pure nel segno dell'aspirazione utopica o vagamente sognante? E le "Avanguardie" davvero tali, quelle che, lancia in resta, partirono all'assalto del ventesimo secolo, che cosa hanno a che fare con le ultime avanguardie, le neoavanguardie, il Gruppo '63, la Transavanguardia? E con Giotto? Recensione ❯
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La storia di Fernanda Pivano, raccontata nel commuovente documentario di Teresa Marchesi. Espandi ▽
L'opera di una straordinaria figura di spicco nella cultura del '900 italiano, Fernanda Pivano, rivisitata attraverso alcune delle più importanti voci della cultura popolare italiana e americana. Attenta soprattutto al pubblico giovanile, Fernanda Pivano ha contribuito in modo determinante ad abbattere le barriere tra poesia "alta" e "bassa", contro le ghettizzazioni delle accademie, facendo rivivere nella coscienza di generazioni di ragazzi le pagine degli autori statunitensi che andava via via traducendo. Recensione ❯
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La necessità di questo documentario nasce un sabato sera a Catania. Un fiume di corpi, una calca di bocche mangianti e spingenti per farsi strada nella piazza del teatro Massimo, da anni punto di ritrovo dei ragazzi. Espandi ▽
La necessità di questo documentario nasce un sabato sera a Catania. Un fiume di corpi, una calca di bocche mangianti e spingenti per farsi strada nella piazza del teatro Massimo, da anni punto di ritrovo dei ragazzi. Negli anni '90 ho vissuto in pieno il boom della movida catanese; la voglia di stare per strada, i caffè-concerto, i pub che si aprivano in ogni angolo del centro storico erano i segni tangibili di una città che rifioriva dal buio dei decenni precedenti. Forse distorta dal ricordo, ma la mia percezione è che eravamo diversi da quei ragazzi che oggi si accalcano nelle stesse strade. Recensione ❯
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È la storia di chi fugge dall'Iran perché lì, per loro, era ormai impossibile vivere una vita normale. Espandi ▽
È la storia di chi fugge dall'Iran perché lì, per loro, era ormai impossibile vivere una vita normale. Sono tre ragazzi e un professore i cui percorsi si incrociano: sono finiti senza colpa nelle maglie del regime, alcuni sono stati imprigionati, torturati. Hanno negli occhi la violenza dei giorni delle manifestazioni contro il regime e raccontano l'orrore della repressione vissuta sulla propria pelle. Abbas, Ebrahim, Hossein e Narges hanno lasciato l'Iran viaggiando attraverso le montagne del Kurdistan, con l'aiuto dei contrabbandieri, o verso la Turchia; qualcuno più semplicemente è salito in aereo e non è più tornato. Recensione ❯
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In un vecchio palazzo popolare della periferia romana, all'interno di una modesta abitazione, un maestro delle scuole elementari si prepara come ogni mattina per andare a lavoro e svolgere la sua professione di insegnante. Espandi ▽
In un vecchio palazzo popolare della periferia romana, all'interno di una modesta abitazione, un maestro delle scuole elementari si prepara come ogni mattina per andare a lavoro e svolgere la sua professione di insegnante presso l'Istituto Elementare Alfredo Baccarini.
Il maestro conduce un'esistenza "silenziosa". L'espressione un po' arcigna e i modi bruschi non fanno di lui un uomo molto simpatico, né per i vicini di casa, né per i vecchi colleghi di lavoro. Recensione ❯
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Presentato al Festival di Venezia 2011, nella sezione Controcampo italiano. Espandi ▽
"Il grillo" racconta il desiderio sopito e l'esplosione del cambiamento. E' una storia fatta di suoni e immagini, senza dialoghi, dove la potenza dello sguardo era una condizione necessaria per la riuscita di questo lavoro: così il viso "sofferto" di Birol Unel è subito sembrato quello giusto al regista.
Birol Unel interpreta un operaio immigrato in Italia che, a testa bassa, porta avanti il suo lavoro in un cantiere di un aeroporto e, solo apparentemente, non presta troppa attenzione a quello che gli accade intorno. Recensione ❯
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Una parabola esistenziale che sembra essere solo un incubo; anche se, una volta svegli, ci si ritrova soli e distanti. Espandi ▽
Una giovane coppia è impegnata nella costruzione del proprio futuro. Nella casa nuova Andrea e Anna scherzano, litigano, progettano. Si amano. "Ti devo dire una cosa": ci sono notizie che stringono i legami e scatenano passioni sconosciute. E ci sono eventi che quei legami e quelle passioni li distruggono. Come la perdita di un figlio. Una parabola esistenziale che sembra essere solo un incubo; anche se, una volta svegli, ci si ritrova soli e distanti. Recensione ❯
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Presentato al Festival di Venezia 2011, nella sezione Controcampo italiano. Espandi ▽
Mister Sid, cinematografaro siculo-americano, ricorda l'epoca in cui lavorava in Sicilia (quando ancora lo chiamavano con il suo nome, Sebastiano). Correva l'anno 1968, quando Lou Sciortino, rappresentante della "famiglia" per la quale Sebastiano lavorava, insieme al regista Leonard Trent, piomba in Sicilia dagli Stati Uniti per sistemare alcuni problemi. Rendendosi conto che la Sicilia che avevano lasciato non esisteva più, mentre se ne prefigurava un'altra dalla quale era meglio andare via. "O li ammazziamo tutti, o ce ne andiamo". Recensione ❯
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La dolce vita è stata inventata da Fellini, raccontata da Flaiano e vestita da Schuberth, il sarto delle "dive e delle regine". Espandi ▽
La dolce vita è stata inventata da Fellini, raccontata da Flaiano e vestita da Schuberth, il sarto delle "dive e delle regine". Nel suo sfavillante atelier di via Condotti s'incontravano tutti i protagonisti del jet-set internazionale, dell'alta società romana e di quella "Hollywood sul Tevere" che proprio tra la metà degli anni '50 e '60 viveva la sua stagione più intensa e frenetica: da Sophia Loren a Gina Lollobrigida, da Soraya a Martine Carole, tutte affascinate da quello stile unico, eclatante e femminile al punto che in molte, all'epoca, scrivevano sull'invito di nozze. Recensione ❯
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A Sud di Messina, il 25 ottobre 2007 è una giornata come tante altre, scaldata dalla coda estiva siciliana. I palpiti e le geometrie che da molti anni scandiscono il ritmo della loro quotidianità vengono improvvisamente stravolti da un mesociclone che provoca, senza mietere vittime, danni e distruzione. È solo il preludio della tragedia del 1° ottobre 2009. È pomeriggio inoltrato. Nella sonnolenta atmosfera della loro casa, un nonno sonnecchia accanto alla nipotina di otto anni, che, con timore crescente, osserva il cielo caricarsi di nuvole minacciose. Recensione ❯
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Un documentario diretto da Barbara Cupisti. Espandi ▽
Sono storie di quotidiana schiavitù quelle dei protagonisti: Mohammad, arrivato in Italia a 14 anni, lavora e studia per ripagare la cifra dovuta per il suo viaggio; Dadir, dalla Somalia approda in Italia dopo aver pagato il passaggio ben quattro volte; Solomon, ex bambino soldato fuggito dalla guerra in Somalia; Elizabeth, che è riuscita a ricostruire la sua vita, dopo aver denunciato i propri sfruttatori. E poi le vicende di Kabir, Jennifer, Julia e tanti altri. Arrivano in Italia spinti dalla fame, dalla miseria, dalle guerre o dalla ricerca di una propria identità, pagando cifre sproporzionate per il viaggio a organizzazioni illegali e criminali. Recensione ❯
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