39ª edizione del Torino Film Festival, il programma dei 46 film genere drammatico. Torino - 26 novembre/4 dicembre 2021. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Un film schietto e duro sul bullismo, con una piccola protagonista assolutamente eccezionale. Drammatico, Belgio2021. Durata 72 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una bambina si trova coinvolta in un grande conflitto interiore. Espandi ▽
Nora è al suo primo giorno di scuola e fa fatica a lasciare il padre. In una classe superiore c’è già il fratello Abel il quale però vuole che lei gli stia lontano. Il motivo c’è. Abel subisce le vessazioni da parte di un gruppetto di bulli e non vuole che la sorella si intrometta e neppure ne parli con il genitore. Lara Wendel, regista all’esordio nel lungometraggio, deve avere dei responsabili per il casting di grande qualità perché sono riusciti a scovare Maya Vanderbeque che ha sette anni ma sembra un’attrice navigata e più che efficace. La camera segue da vicino la ragazza nei suoi slanci così come nelle sue chiusure offrendoci più di un’occasione di riflessione. Ivi compresa quella sul fenomeno del bullismo in un aspetto che non sempre viene preso nella dovuta considerazione. Cioè quello delle cause di questo comportamento e di quali possono essere gli elementi che vi stanno alla base. Recensione ❯
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La vita di una di una ricercatrice sta per essere stravolta da un'inchiesta giudiziaria. Espandi ▽
Irene è ricercatrice presso un importante istituto zooprofilattico italiano. Ha una bella famiglia e una grande passione per il suo lavoro, che svolge con intelligenza e lungimiranza per affrontare epidemie dilaganti tra animali che potrebbero mettere in pericolo anche la salute degli esseri umani. A causa di un'inchiesta giudiziaria condotta nel corso di diversi anni, la sua vita è destinata a cambiare. Recensione ❯
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La storia di Jack e Ludovico: due anime ferite per motivi e vite diverse, che si ritrovano a convivere forzatamente in una serie di situazioni imprevedibili Espandi ▽
Ludovico è uno studente di economia eternamente fuoricorso che sogna di fare il fumettista e nel frattempo ciondola per casa. Ma un pomeriggio irrompe nel suo bell’appartamento Jack, uno sbandato che ha appena rapinato un boss della malavita e che, pistola alla mano, gli chiede di nasconderlo perché sotto il palazzo ci sono gli uomini del boss che cercano lui e la refurtiva.
Il film fa ripetuto riferimento a Il sorpasso e all’idea dell’incontro fra uno studente timido e insicuro che ha paura della vita e un bellimbusto tracotante ma estremamente vitale e carismatico, anche se invece che nel silenzio ferragostano si muove in quel sottobosco criminale capitolino che il cinema sta raccontando con grande frequenza e sempre meno originalità.
Il problema è soprattutto la messinscena che fa di questi personaggi dei delinquenti “da cinema”, che si muovono e parlano “come al cinema” con ben poca attinenza alla realtà e senza preoccuparsi troppo dell’improbabilità di certe situazioni e certe dinamiche relazionali. Non bastano i riferimenti cinefili o le citazioni di Nietzsche e Tolstoj a sollevare una narrazione manierata e una regia che segue i codici di genere in modo scolastico, benché professionalmente corretto. Recensione ❯
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Un'eccezionale prestazione di Renato Carpentieri in un'opera prima di qualità. Drammatico, Italia2021. Durata 77 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Roberto, scrittore affermato ormai cieco, torna dopo molti anni a Napoli per la morte della madre. Lì ritrova il fratello maggiore Lorenzo, musicista mancato. Espandi ▽
Dopo molti anni trascorsi in Argentina, Roberto, scrittore ormai cieco, torna a Napoli per la morte della madre. Insieme con il fratello Lorenzo, musicista mancato, intraprenderà un viaggio della memoria nella città della sua giovinezza, che non può più vedere ma solo percepire attraverso i sensi che gli restano, i ricordi e l'immaginazione, alla ricerca del tragico motivo del suo addio. Recensione ❯
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Un'opera nera che affronta un tema poco discusso: anche gli uomini possono essere vittime di abusi. Drammatico, Italia2021. Durata 106 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Giulio, marito e padre modello, si ritrova improvvisamente si ritrova senza casa e con una richiesta di divorzio, allontanato forzatamente dai figli, con false accuse di violenza e droga. Espandi ▽
Annalisa e Giulio si sono lasciati. Nel peggiore dei modi, nel peggiore dei mondi, regolato da un sistema giuridico che non fa che rivelare ai coniugi la violenza intrinseca della loro separazione. E in quella violenza, Giulio rifiuta di riconoscersi inciampando sull'ordine restrittivo per vedere le sue bambine o capire soltanto dov'è finito l'amore. Ma il sentimento, o quello che ne resta, si scontra con la realtà brutale di una coppia in crisi. Sarà Giulio a pagare con gli alimenti il prezzo più alto. Recensione ❯
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La città diventa coprotagonista di un film con un grande personaggio sempre in bilico tra il sorprendersi e il ritrarsi. Drammatico, Spagna2020. Durata 117 Minuti.
Dopo aver lasciato il lavoro Peter decide di andare a trovare il fratello in Spagna, ma una volta arrivato scopre che questi è scomparso. Espandi ▽
Manchester. Peter, un impiegato di banca messo in prepensionamento obbligatorio, decide di raggiungere il fratello Daniel, che non vede da anni, a Benidorm. Quando vi arriva però il fratello è scomparso senza lasciare tracce ma con molti conti da saldare inevasi. Con l’aiuto di una sua socia nonché artista di burlesque cercherà di capire cosa sia accaduto. Per chi non ne fosse al corrente Benidorm è la terza città spagnola come numero di camere d’albergo. Isabel Coixet non colloca la sua vicenda per ottenere benefit dal locale ente del Turismo ma perché questa località di villeggiatura che ospita persone non più giovanissime in cerca di sole, mare ed evasione, diventa con la sua skyline pressoché ininterrotta di grattacieli una coprotagonista in cui collocare solitudini in fuga da se stesse. Chi non è in fuga è, finalmente nel cinema della regista, un uomo magnificamente (come sempre) interpretato da Timothy Spall. Coixet però non dimentica la presenza femminile e la sdoppia. Quasi poi che sentisse ancora forte l’eco di La casa dei libri semina il film di rimandi a Sylvia Plath. Che qualcuno poté vedere in bikini sulla spiaggia di Benidorm. Recensione ❯
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Un film che fa emergere le crepe delle relazioni interpersonali con sapiente uso della scrittura, degli attori e degli spazi. Drammatico, Germania, Italia, Danimarca2021. Durata 102 Minuti.
Una riflessione sulla crisi della famiglia moderna, della società e dei mezzi di comunicazione nel nostro mondo iper-mediatizzato. Espandi ▽
Germania. Nina e Jan sono i contitolari di un’agenzia di pubblicità per la quale lui ha accettato un contratto per la campagna di un partito politico. Per prendersi una pausa si recano, insieme alla figlia adolescente Emma e al piccolo Max, nella casa di campagna in Belgio. Una sospetta incursione nell’abitazione, letta dalle diverse prospettive degli appartenenti alla famiglia, scatena una crisi fino ad allora latente.
Trocker non coltiva la stessa ferocia di Haneke ma ne ha mutuato lo sguardo, pronto com’è a far emergere le crepe nelle relazioni interpersonali anche quando sono coperte da uno strato di intonaco di non detto.
Trocker si dimostra in grado, al suo secondo lungometraggio, di saper gestire i due piani sia sul versante della scrittura che su quello della direzione degli attori nonché, va ribadito, sulla scelta degli spazi. Recensione ❯
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Desplechin adatta Philip Roth e realizza un film che dovremmo pregare di vedere. Luminoso e galvanizzante. Drammatico, Francia2021. Durata 105 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un uomo si trova a conversare con donne che non sa nemmeno se esistono. Espandi ▽
Tromperie è un film fervente che crede fermamente nel potere della finzione, della letteratura e del cinema, di tenerci in vita. Senza creazione non c'è desiderio e viceversa. E tutto il desiderio arriva dal romanzo omonimo di Philip Roth che Arnaud Desplechin ha pensato di adattare per anni, senza trovare mai l'occasione e la maniera. Desplechin tiene un profilo basso e firma un film emozionante il cui vero soggetto, appena nascosto e appena ostentato, è l'apprensione dell'età, la paura della malattia e il terrore della morte. Del romanzo di Roth, Desplechin fa meraviglie, fa un film profondamente intelligente e sensibile, un film sorprendente di voci off, in, sopra, sotto, di dentro, voci ebbre, tenere, furiose, intime, letterarie, un film di salti temporali e geografici, dentro i sogni, dentro i ricordi, dentro le pagine. Recensione ❯
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Una coppia di registi trascorre l'estate nei luoghi amati da Bergman. Espandi ▽
Bergman Island, il nuovo e luminoso film di Mia Hansen-Løve, è girato sotto l’influenza dell’autore svedese ma elude qualsiasi rischio, facendo un uso saggio della sua figura tutelare. Perché l’isola dove Ingmar Bergman ha vissuto e lavorato, dove i suoi personaggi dimoravano, si fa risorsa viva, riconfigurata incessantemente da una moltitudine di temi e scarti drammatici che rilanciano la narrazione. Mia Hansen-Løve prosegue il suo cinema di emozioni e di relazioni ‘in minore’. Girando intorno, senza che questo sia un difetto, e infilando loop temporali, rifiuta il terrore di esistere e firma un film più sensuale che cerebrale. Con uno sguardo personale, così generoso da diventare universale, ci rimanda ai nostri sogni, ai nostri desideri, alle nostre scelte e al potere incandescente del nostro immaginario. Lontano dall’essere convitato di pietra, statua sepolcrale, Bergman ritorna sulla terra e balla sul singolo irresistibile degli Abba. Recensione ❯
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Il cinema nel cuore del teatro: una coreografia misurata di corpi e di dialoghi cesellati. Drammatico, Francia2021. Durata 91 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Dall'omonimo testo teatrale di Marguerite Duras del 1968. Espandi ▽
Saint-Tropez d'inverno. Dentro una villa disabitata, Suzanna Andler esita tra suo marito e il suo amante. Parigina, nascosta dietro la sua classe e la sua fortuna, Suzanna ha sposato anni prima Jean Andler, gran borghese ricco e infedele. Oggi è intrappolata in un matrimonio agiato e deve scegliere tra una vita di moglie e di madre, governata dalle convenzioni, e un'esistenza libera ma più rischiosa, incarnata dal suo giovane e squattrinato amante. Alla ricerca di un'impossibile emancipazione, Suzanna Andler parla a mezza voce, dice delle verità, le sue che non sono sempre le stesse e inciampano nelle bugie. Pronunciate per paura o come un riflesso vitale mentre il sole tramonta sul Mediterraneo e sugli amanti riuniti che sembrano già mancarsi.
Non piaceva a Marguerite Duras questa pièce quasi sconosciuta, scritta nel 1968 e rappresentata fugacemente nel 1969. "Suzanna Andler" è sempre piaciuta invece a Benoît Jacquot, che decide di adattarla per lo schermo, sublimando il testo e Charlotte Gainsbourg.
Il risultato è un uragano lento che travolge una grande villa sul mare, lasciando entrare la sua aria densa, il richiamo acuto dei gabbiani e la luce del cielo. L'edificio maestoso non fa mai dimenticare il testo, un poema a quattro voci (Suzanna, l'amante, il marito e l'amica), un'architettura asciutta, precisa nelle indicazioni sceniche come negli incessanti slittamenti delle parole che i personaggi pronunciano per dire ciò che fanno e ciò che provano. Soprattutto Suzanna, sopravvissuta alle fughe del marito pluri-fedifrago e distante. Recensione ❯
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Un ritratto sociale e politico del Ciad contemporaneo, lucido e senza concessioni. Drammatico, Ciad, Francia, Germania, Belgio2021. Durata 88 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un'adolescente rimane incinta ma, pur non desiderando la gravidanza, nel suo paese è illegale l'aborto. Espandi ▽
Otto anni dopo Grigris, favola umanista su un eroe fragile in un mondo pericoloso e sulla pista da ballo, Mahamat-Saleh Haroun prosegue la sua opera coerente, disegnando un ritratto sociale e politico del Ciad contemporaneo. Aborto impedito, infibulazione imposta, stupro subito, ce n’è abbastanza per cui sollevarsi e battersi. E la solidarietà femminile nasce immediata sotto i nostri occhi e contro le tradizioni secolari. Quella sorellanza spontanea è sufficiente a dare al film il suo senso. I temi trattati sono forti e restituiti con sincerità e impegno. Tuttavia a confrontarsi con le considerazioni che pongono e gli abusi che denunciano si corre sovente il rischio di accontentarsi. Una madre e una figlia è un film degno sull’indegnità ma è ‘privo’ di cinema. Dal punto di partenza non si dispiega mai un gesto potentemente cinematografico e politico. La forma resta classica, non è certo un difetto, e la forza politica ancorata principalmente al suo soggetto: il controllo sul corpo femminile e la sua marginalizzazione. Recensione ❯
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Un giovane scrittore incontra una ragazza a Parigi e già sa che è quella giusta. Espandi ▽
Labidi è un giovane scrittore che sogna Parigi e il suo primo libro (sulla guerra d’Algeria). A incoraggiarlo sono i genitori e il successo di un racconto breve che si è lasciato alle spalle come Lione. A distrarlo è Elisa, una studentessa che ama perdutamente e per cui sogna in grande. Ottanta minuti sono sufficienti al regista a dettagliare una generazione urbana precaria e depressa mentre scorre le possibilità e poi infila la scorciatoia, per guadagnare tempo, per guadagnare denaro, per prolungare l’illusione. Debutto vivo e urgente quello di Louda Ben Salah-Cazanas, che cattura l’angoscia della giovinezza nei lembi del décor, in fondo a una via o in un interno sufficiente a fare immaginare il resto. Le Monde après nous è un romanzo moderno e al cuore di un mondo iperconnesso, che ci ricorda, nonostante tutto, che la vita senza applicazioni o geolocalizzazione può ancora ‘unire’ le persone. Recensione ❯
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Leila e Damien lottano con il disturbo bipolare dell'uomo. Espandi ▽
Una coppia con un bambino vede la loro vita insieme condizionata dal bipolarismo di uno dei due genitori. Recensione ❯
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Quando nella comunità in cui vive Nikolai arriva Camille, ragazzina ribelle di quindici anni, lui la convince a scappare per andare a vivere insieme nella foresta. Espandi ▽
Nikolaï, che è stato abbandonato nella foresta e vive in un foyer per i giovani senza famiglia ha 16 anni ma sembra più maturo della sua età. Non lega con i compagni ma viene attratto dalla nuova arrivata Camille che è stata abbandonata alla nascita dalla madre e ha un padre che si è fatto una nuova famiglia. Lei ha abortito di recente ma avrebbe voluto tenere il bambino e Nikolaï comprende che ora con lei potrebbe avere il figlio che entrambi desiderano. Serge Mirzabekantz al suo primo lungometraggio mostra una sensibilità non comune sia nei confronti della materia trattata che dei suoi attori. Sono loro, insieme all’ambiente naturale, a riempire produttivamente le inquadrature di un film che, a parte un colpo di scena non poi così necessario nel sottofinale, riflette sulla genitorialità non lasciandosi però mai prevaricare dal contenuto. Il buio che talvolta invade lo schermo è sempre in attesa di una seppur tenue luce che ne attenui il rigore favorendo il percorso di due adolescenti che, seppur incoscientemente come direbbero gli adulti, sentono dentro di sé il bisogno di realizzare una genitorialità di cui loro non hanno potuto godere gli effetti come figli. Recensione ❯
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Il bel testo di Pirandello è spinto al massimo dal minimalismo del regista che accomoda in una stazione un'interrogazione sulla vita e la morte. Drammatico, Italia2021. Durata 103 Minuti.
Due personaggi in una notte piovosa d'estate, nella sala d'aspetto di una stazione ferroviaria in Sicilia. Espandi ▽
Stazione, interno notte. Due uomini si incontrano e cominciano a conversare. Uno ha perso il treno e attende (im)paziente il prossimo, l’altro ha un male incurabile e attende la morte. In quel breve intervallo, ingolla la vita, ci si aggrappa, osservando scrupolosamente il mondo che lo circonda, cogliendo la realtà nei suoi minimi dettagli. Lavia accomoda l’atto unico di Pirandello sulle panche di una stazione senza tempo, accomoda un’interrogazione sulla vita e la morte, quella di un uomo che assiste al lento e sicuro declino di sé. Due uomini sulla scena e la morte che rode e prende la forma di una donna che appare come un’ombra al condannato.
Il bel testo di Pirandello, cesellato come pietra da Gabriele Lavia e Michele Demaria, scava un’intimità segreta e solitaria. Avvolti nella notte gli attori sono diversamente investiti nella loro performance: Lavia sincopato tra i ‘tempi forti’ e i ‘tempi deboli’ della vita, Demaria in levare, più affannato che placido. Si aggiunge una meteorologia piovosa e una scenografia di chiaroscuri, realista e fantastica insieme per trascendere la vita con l’immaginazione. La musica accompagna, facendosi intendere e dimenticare come un viaggiatore sulla quai de la gare, in quell’ora incerta in cui la notte incontra il giorno. Recensione ❯
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