Altri padri

Film 2021 | Drammatico, +13 106 min.

Anno2021
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata106 minuti
Regia diMario Sesti
AttoriPaolo Briguglia, Chiara Francini, Maria Grazia Cucinotta, Lucrezia Guidone, Pino Calabrese Antonio Catania, Ricky Tognazzi.
Uscitalunedì 13 dicembre 2021
DistribuzioneMorol
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Mario Sesti. Un film con Paolo Briguglia, Chiara Francini, Maria Grazia Cucinotta, Lucrezia Guidone, Pino Calabrese. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2021, durata 106 minuti. Uscita cinema lunedì 13 dicembre 2021 distribuito da Morol. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Giulio, marito e padre modello, si ritrova improvvisamente si ritrova senza casa e con una richiesta di divorzio, allontanato forzatamente dai figli, con false accuse di violenza e droga.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un'opera nera che affronta un tema poco discusso: anche gli uomini possono essere vittime di abusi.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 7 dicembre 2021
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 7 dicembre 2021

Annalisa e Giulio si sono lasciati. Nel peggiore dei modi, nel peggiore dei mondi, regolato da un sistema giuridico che non fa che rivelare ai coniugi la violenza intrinseca della loro separazione. E in quella violenza, Giulio rifiuta di riconoscersi inciampando sull'ordine restrittivo per vedere le sue bambine o capire soltanto dov'è finito l'amore. Ma il sentimento, o quello che ne resta, si scontra con la realtà brutale di una coppia in crisi. Sarà Giulio a pagare con gli alimenti il prezzo più alto.

Bisogna essere temerari, in tempi sensibili alla violenza esercitata sulle donne, per girare un film come quello di Mario Sesti. Ma Altri padri si prende il rischio, anche quello di essere intempestivo.

Agito evidentemente da un'urgenza, affronta una problematica oggettiva, assente nella discussione pubblica e poco documentata sul piano scientifico: nel contesto coniugale, anche gli uomini possono essere vittime di abusi. Senza cadere in una lettura simmetrica della violenza tra uomini e donne, che raramente ricorrono a molestie, aggressioni sessuali o controllo coercitivo, Altri padri racconta una realtà a lungo negata e trattata di fresco da Noah Baumbach.

Cronaca sensibile di un divorzio all'occidentale, Marriage Story assumeva col punto di vista femminile quello maschile, l'anello debole della 'guerra coniugale'. Dopo aver mostrato le ragioni della protagonista, alla ricerca di nuovi orizzonti perché insoddisfatta della sua vita professionale e personale, Baumbach si concentrava sull'eterno ritardo dell'uomo, sulla sua ingenuità, sulla sua mancanza di determinazione. Mostrava come un fatto accertato l'ineguaglianza fondamentale della lotta tra la donna, che ha preso in silenzio la sua decisione tirandosi fuori da un matrimonio tossico, e l'uomo, che resta basito e condannato a 'pagare' lo scacco. La grandezza del film stava tutta nella sua imparzialità, nella sua misura.

Altri padri sceglie diversamente un partito preso che lo sbilancia pericolosamente e che il filtro del genere (e la sua prospettiva sul 'genere') precipita. Non è un 'film di separazione', è piuttosto un noir applicato a quel dramma sociale, una soluzione sovente brutale, definitiva, onerosa, soprattutto per gli uomini. Per Giulio il divorzio diventa di fatto un'interminabile discesa all'inferno. Tra deficit di reddito e assegni di mantenimento, la sua (piccola) fortuna deve compensare una storia d'amore finita male.

Mario Sesti, al suo debutto nella fiction, sceglie un genere che è per sua natura un affare di uomini. Uomini che precipitano negli abissi a causa di una donna. Chiara Francini è quella apparizione femminile e fatale, creatura sulfurea e pericolosa, Paolo Briguglia è la preda, l'uomo in crisi confrontato con un mondo su cui non ha più alcuna presa.

Condannato a una prestazione compensatoria che non riesce a sostenere, Giulio vive in macchina e finisce ingiustamente in prigione, vittima ingenua dei raggiri del suocero e di una consorte che lo ha lasciato per un altro uomo. Il film si focalizza sull'impotenza del protagonista, che vede morire negli occhi induriti della moglie il loro amore, perde gli amici e la famiglia, guarda le figlie portare sulle fragili spalle il peso di quell'inclinazione umana alla distruzione, si ritrova come un intruso nel mondo a cui credeva di appartenere.

Altri padri è un'opera nera aperta a capofitto sulla tragedia di un marito sul lastrico e sulla strada, un racconto che ha potenziale sulla carta e nessun rilievo sullo schermo. I dialoghi, la messa in scena come la performance attoriale non riescono mai a trascendere fatti e personaggi. Il film non trascende mai i confini della crisi individuale, non passa il segno ordinario.

La protagonista, come i suoi genitori odiosi e meschini, è catturata come prototipo senza raggiungere mai lo status di individuo. Appena più sfumato il protagonista, che avanza a fatica tra ellissi temporali e flashback sull'amore che passa. Dal principio l'ambizione è chiara. Con quel movimento di macchina a scoprire una vettura riconvertita in ricovero di fortuna, il film denuncia un male che rode la società contemporanea: un racconto post-coniugale in cui le voci degli uomini rovinati sono a malapena udibili. La sincerità del regista non è in causa ma la regia non integra mai quello su cui si interroga. La mano è pesante e la semplificazione dietro l'angolo.

Soprattutto per la parte femminile che sembra mossa da una forza irrazionale e nutre luoghi comuni triti nel tentativo forse di sfuggirli. L'incarnazione bidimensionale e mai evocativa della Francini fa il resto, disegnando un femminile che si dà soltanto nella forma dell'annientamento dell'altro. Bergman, Levi e Baumbach hanno dimostrato che si può essere crudeli, perfino implacabili, restando empatici e sottili, cercando sotto la guerra una forma di pace e un bagliore di umanità. Confessione di impotenza o semplice assenza di forma, Altri padri è afflitto da un'anemia cinematografica che precipita il film nel regno della soap. E in quel regno nemmeno Briguglia esce dalla trappola del suo personaggio. Nei panni di un marito 'abusato' prende il dolore come un soggetto da trattare, mai come materia da modellare.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 7 dicembre 2021
Rocco Moccagatta
Film TV

Ma chi glielo fa fare ai critici cinematografici di passare dall'altra parte della barricata? Forse un inconscio masochismo che scivola nel karma... Eppure, non mancano gli esempi, anzi, ce ne sono a bizzeffe, anche se quelli virtuosi (i giovani turchi, De Santis, Argento, Guadagnino...) sono sempre meno di quelli viziosi. Soprattutto se ci si butta nel film di finzione, laddove documentari e affini [...] Vai alla recensione »

sabato 4 dicembre 2021
Gianluca Tana
Sentieri Selvaggi

Quello dei padri separati è uno dei segreti di Pulcinella dell'Italia, un problema di cui tutti sono a conoscenza ma di cui si parla poco: nel 70% dei casi di divorzio la casa familiare resta al coniuge femminile, anche in situazioni di mutui condivisi o di proprietà esclusiva. I numeri salgono al 94% quando si parla di assegni di mantenimento. Altri padri, primo film di finzione del critico crinematografic [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
lunedì 15 novembre 2021
 

Regia di Mario Sesti. Un film con Paolo Briguglia, Chiara Francini, Maria Grazia Cucinotta, Lucrezia Guidone, Pino Calabrese. Dal 13 al 15 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
mercoledì 10 novembre 2021
 

Giulio, marito e padre modello, si ritrova improvvisamente si ritrova senza casa e con una richiesta di divorzio, allontanato forzatamente dai figli, con false accuse di violenza e droga. Vai all'articolo »

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