17a edizione della Festa del Cinema di Roma, il programma dei 49 film genere documentario. Roma - 13/23 ottobre 2022. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Molta ricerca d'archivio per un'immersione nell'opera della regista di Lezioni di piano: una pioniera indipendente. Documentario, 2022. Durata 98 Minuti.
Il racconto della carriera di Jane Campion, la donna che rivoluzionò il Festival di Cannes. Espandi ▽
Nata nel 1954 a Wellington, Nuova Zelanda, Jane Campion è stata la prima donna a vincere la Palma d’oro, nel 1993 (ex aequo con Chen Kaige per Addio mia concubina). Perché una collega – Julia Ducournau con Titane – ottenesse lo stesso riconoscimento si è dovuto aspettare il 2021. Da quando nel 1986, da completa outsider, Campion era stata invitata sulla Croisette dal critico francese Pierre Rissient con Peel, uno dei cortometraggi realizzati alla scuola di cinema in Australia negli anni Ottanta, è stata l’esempio, unico e lampante, della possibilità per le professioniste di imporsi in un ambiente fortemente maschilista, come ricorderà anche nel 2019 davanti ai membri dell’Academy, in occasione dell’Oscar onorario a Lina Wertmüller. Grazie a due anni di lavoro durante il lockdown e alle ricerche di Véronique Nowak, Bertuccelli ha avuto a disposizione molto materiale d’archivio, in buona parte inedito o poco visto, tra immagini private e interviste risalenti a momenti diversi della carriera della regista. Da profonda ammiratrice della sua opera, Bertuccelli ha costruito il film alternando le sue dichiarazioni a sequenze dai suoi film e rari momenti di backstage. Recensione ❯
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Un percorso attraverso gli studi degli artisti romani per affrontare temi socialmente utili. Espandi ▽
Roma come un laboratorio estetico, sconosciuto a molti ma aperto a tutti, dove l'arte, in ogni sua espressione, diventa un bene comune capace di mettere in comunicazione tra loro persone e spazi. I Monkeys Video Lab (Alessio Rucchetta, Valerio Sammartino e Simone Nazzaro Valente), insieme alle ideatrici Raffaella Frascarelli e Sabrina Vedovotto, iniziano con questo film un percorso attraverso gli studi degli artisti romani, che si aprono al pubblico per riflettere su temi sociali, politici, economici, e sul rapporto tra l'arte e la vita quotidiana. La loro disponibilità e soprattutto i loro stili, ambienti, modelli e ritmi espressivi diversi compongono un immaginario inedito della città. Recensione ❯
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Attraverso decine di interviste e materiali di repertorio, Jacopo Quadri restituisce il clima della stagione
irripetibile in cui Ronconi fu direttore della Biennale Teatro, l'ultima fiammata dell'Utopia. Espandi ▽
Alla metà degli anni Settanta una generazione si convince che il teatro possa cambiare il mondo. Si sono affermati sulla scena internazionale i giovani maestri che segneranno i decenni successivi: Peter Brook,il Living Theatre, Jerzy Grotwski, Ariane Mnouchkine, Meredith Monk, Andrei Serban, Giuliano Scabia, Dacia Maraini, Robert Wilson... Luca Ronconi, reduce del successo internazionale dell'Orlando Furioso e dell'Orestea, nel 1975 viene nominato direttore della Biennale Teatro. Ronconi li chiama tutti a Venezia, per un festival-laboratorio memorabile, che attira centinaia di giovani, alcuni destinati a lunghe carriere teatrali, come Roberto Bacci, Giorgio Barberio Corsetti, Federico Tiezzi. Attraverso
decine di interviste e materiali di repertorio, Jacopo Quadri restituisce il clima di quella stagione irripetibile, l'ultima fiammata dell'Utopia. E non a caso proprio Utopia si intitola lo spettacolo "impossibile" realizzato da Luca Ronconi in quell'occasione. Recensione ❯
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Francesco Clerici racconta Enrico Cattaneo (1933-2019): un fotografo unico, che si innamorò degli artisti dell'Arte povera divenendo poi artista lui stesso. Espandi ▽
Autore di film che hanno avuto circolazione internazionale come Il gesto delle mani e che hanno ribaltato le regole del genere del "documentario d'arte", Francesco Clerici si confronta empaticamente con il milanese Enrico Cattaneo (1933-2019): un fotografo unico, che partì dai reportage, si innamorò degli artisti dell'Arte povera diventandone il fotografo di fiducia, e poi divenne artista lui stesso, giocando con forme e oggetti. Beffardo e iconoclasta, Cattaneo fuma sigarette nella sua casa-museo-magazzino, partecipa scettico a retrospettive che gli vengono dedicate, attende con ironia rassegnata la fine di una vita e di un'epoca di cui è stato testimone. Recensione ❯
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Il teatro di Fo diventa spazio di riflessione sulla condizione umana e sulle distorsioni del potere, superando differenze linguistiche, geografiche e culturali. Espandi ▽
Manca poco all'entrata in scena. L'anziano attore si alza, si porta lentamente dal camerino alle quinte e dopo un accenno di esitazione entra in scena mettendo fine all'attesa. Il 1° agosto 2016 a Roma, il grande attore, drammaturgo e Premio Nobel Dario Fo, novantenne e al termine della carriera, sta per andare in scena con uno dei suoi cavalli di battaglia, Mistero Buffo, una pièce rivoluzionaria, censurata al debutto. Il film segue gli attori in un continuo confronto nel quale il teatro di Fo diventa spazio di riflessione sulla condizione umana e sulle distorsioni del potere, superando differenze linguistiche, geografiche e culturali. La magia del suo teatro si compie per un'ultima volta ancora. Recensione ❯
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Un saggio sublime di cinema documentario. Con un lascito al mondo e un finale luminoso. Documentario, Polonia2021. Durata 75 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un dialogo tra Roman Polanski e Ryszard Horowitz, amici separati dalla persecuzione nazista. Espandi ▽
Roman Polanski e Ryszard Horowitz, circa sei anni di differenza, hanno frequentato lo stesso liceo artistico a Cracovia. Polanski (1933) è nato a Parigi, Horowitz (1939) a Cracovia. Entrambe le loro famiglie sono state testimoni della costruzione del ghetto e delle deportazioni nei campi di concentramento dalla città polacca. A fine anni Cinquanta entrambi hanno lasciato la Polonia, trovando affermazione professionale rispettivamente l'uno come regista, l'altro come fotografo (o meglio photocomposer, come si dichiara) negli Stati Uniti (Polanski prima in Europa). Da allora non sono più tornati insieme nella loro città natale, dove, a oltre sessant'anni di distanza, si danno appuntamento. È l'occasione per ricordare, anche quando non si vorrebbe, per ovvi motivi. Recensione ❯
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Davide Ferrario racconta la biblioteca privata di Umberto Eco. Espandi ▽
Durante le sue lezioni al Politecnico di Milano o all'Università di Bologna, la voce di Umberto Eco risuonava diffusa attraverso casse installate tra i corridoi dell'ateneo e in altre aule. La classe dove "il Prof." teneva lezione era talmente colma di studenti, curiosi e appassionati che si creavano delle file all'esterno.
Le stesse file che vediamo strabordare fuori e dentro al Castello Sforzesco di Milano, dove si sono tenuti i suoi funerali il 23 febbraio 2016. Il film di Davide Ferrario parte da qui, dall'annuncio della perdita di questo personaggio che osserviamo, di spalle, camminare tra i corridoi apparentemente infiniti della sua biblioteca. Renate Eco Range, raffinata compagna di Eco e madre dei tanti figli, racconta di essere stata in mezzo a quella folla milanese (e non solo) cercando di raggiungere il marito, acclamato e salutato con affetto e stima.
Di affetto e di stima è composto questo percorso narrativo fatto di libri. Ferrario è riuscito nell'intento raccontando un grande pensatore e intellettuale, tra i più speciali del nostro tempo - e di quello passato -, attraverso il suo elemento naturale, il libro. Recensione ❯
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L'incredibile storia del primo dirottatore di un volo transatlantico, veterano del Vietnam, emigrato italiano. Documentario, Italia2022. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
L'incredibile storia di Raffaele Minichiello che ha ispirato il personaggio di Rambo. Espandi ▽
Il 31 ottobre del 1969, Raffaele Minichiello, ventenne di Melito Irpino, Campania, emigrato a Seattle nel 1962, reduce dal Vietnam in credito con l’esercito degli Stati Uniti di 200 dollari, dirotta a Los Angeles un Boeing 707 della TWA diretto a San Francisco: è il primo caso di dirottamente aereo intercontinentale, e sarà anche il più lungo, visto che terminerà a Roma solo 19 ore più tardi. Da tempo Minichiello è un uomo libero e al regista Alex Infascelli racconta la sua vita con uno distacco e un sottile divertimento, quasi a sfidare un destino che per lui ha avuto in serbo terremoti, guerre, tragedie personali e guai di ogni sorta. Se nel film sono restituiti il pathos e l’enormità dell’azione più eclatante di Minichiello, ricostruita con materiali d’archivio, testimonianze e cronologia, il vero interesse di Infascelli, che gestisce il racconto con ritmo pur cedendo a un montaggio troppo televisivo, è ovviamente per la figura del dirottare improvvisato ma straordinariamente deciso, un soldato che si rivolta contro le stesse istituzioni che l’hanno formato. Recensione ❯
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Un'autofiction rigorosa che riscrive e rimette a fuoco un decennio di conquiste sociali supersoniche. E altrettante contraddizioni. Documentario, Drammatico - 2022. Durata 61 Minuti.
La scrittrice francese Annie Ernaux, Premio Nobel 2022 per la Letteratura, ci apre il baule dei ricordi, tirando fuori video amatoriali girati tra il 1972 e il 1981. Espandi ▽
Nel 1972 Annie Ernaux e suo marito Philippe, rispettivamente insegnante (non ancora scrittrice) e segretario comunale, vivono ad Annecy. Quando acquistano una cinepresa Super 8, tra le novità tecnologiche portatili di quegli anni, a filmare è quasi sempre Philippe. Dopo la separazione tra i due, nei primi anni '80, quelle immagini rimangono a lungo non viste, finché non vengono riportate alla luce dal figlio David. Si tratta di istantanee di vita familiare, ricorrenze, escursioni all'aperto e di alcuni viaggi compiuti dai quattro tra il 1972 e il 1981. Il figlio David (1968) ne immagina un nuovo assemblaggio, se pure osservando l'ordine cronologico e propone alla madre di apporre ad esse un commento critico, antidescrittivo, da incidere con la propria voce narrante.
Una nuova narrazione, con l'occhio dell'autrice riconosciuta, che ha il lusso e l'onere di potersi riguardare con la distanza non solo temporale ma emotiva con cui scrive i propri libri.
Una autofiction rigorosa, quasi un documentario naturalista, scientifico, non privo di punti di tensione, che sul piano della colonna audio non lascia spazio a facili commozioni - moderati gli interventi sonori e rumoristici sulle immagini altrimenti mute (ma la playlist di riferimento è nominata, a favore di chi vuole recuperarla). Recensione ❯
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Un doc che non si tira indietro e racconta la città israeliana, immersa nel presente e proiettata verso il futuro. Documentario, Italia2023. Durata 91 Minuti.
Strutturato come un racconto visivo che si snoda in 24 ore, il film racconta Tel Aviv, città che non dorme mai. Espandi ▽
Tel Aviv è la città che non dorme mai, la città del divertimento e dell'intraprendenza imprenditoriale. È la capitale della cultura gay, la metropoli con il maggior numero di start up per abitanti, un terreno di sperimentazione per l'architettura contemporanea, un luogo di cultura, di scambio e conoscenza. Nel documentario di Giovanna Gagliardo, prodotto da Cinecittà Luce, Tel Aviv è osservata, attraversata, raccontata da chi la rende una delle città più innovative e movimentate al mondo: politici, artisti, intellettuali, cittadini comuni. Restano le domande su cosa vive ancora dello spirito originario di Israele, su quale sia il peso del passato, su quale sia il futuro oltre le notti senza fine di Tel Aviv.
Giovanna Gagliardo dirige il suo documentario, un viaggio di scoperta, di osservazione e ascolto che investiga la città e la interroga il più possibile. Le parole dei suoi protagonisti - artisti, intellettuali, politici, professionisti, gente comune, amanti della notte - ne raccontano la natura, ne spiegano il cammino, ne illustrano l'origine e provano a tracciarne la direzione.
Va riconosciuto al film, nonostante il tono didascalico e compilativo, di non tirarsi indietro, riconoscendo che il racconto delle glorie di una città va di pari passo con i problemi di un Paese, con le sue origini e le sue colpe. Recensione ❯
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2021: 426 operai in cassaintegrazione della multinazionale di elettrodomestici Whirlpool di Napoli
rischiano di essere licenziati e lottano per il loro posto. Espandi ▽
2021: 426 operai in cassaintegrazione della multinazionale di elettrodomestici Whirlpool di Napoli
rischiano di essere licenziati e lottano per il loro posto. Questa, infatti, è la storia di una fabbrica che
potrebbe scomparire entro l'anno, di un nucleo agguerrito di operai specializzati sull'orlo del
licenziamento e anche di un personaggio del nostro cinema che non ha dimenticato le proprie origini
proletarie. L'attore e regista Alessandro Siani, figlio di operai campani, solidarizza con i cassaintegrati
fermandosi davanti ai cancelli di Via Argine 310, al presidio, scambiando con loro opinioni, battute,
storie di vita intorno al fuoco che riscalda le ancora fresche giornate di tarda primavera. E partendo da
quel fuoco simbolico, prendono vita le vicende di alcuni operai, ciascuno di loro intervistato sulla
propria vicenda personale e "pedinato" durante le giornate passate al presidio. Recensione ❯
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Tre attori per interpretare Pio La Torre nelle diverse fasi della vita, dall'infanzia al sostegno alle lotte dei braccianti all'ingresso nel Pci, e tante interviste a materiali di repertorio per il film tra realtà e ricostruzione. Espandi ▽
Quarant'anni fa, la mattina del 30 aprile 1982, Pio La Torre, politico, sindacalista, segretario regionale
del Pci in Sicilia, fu assassinato insieme al suo amico e collaboratore Rosario Di Salvo mentre si recava
in ufficio a Palermo. Mandanti, concluse il processo svoltosi quasi dieci anni dopo nell'aula del carcere
dell'Ucciardone: i boss della Cupola di Cosa Nostra. Tre attori per interpretare La Torre nelle diverse
fasi della vita, dall'infanzia al sostegno alle lotte dei braccianti all'ingresso nel Pci, e tante interviste
a materiali di repertorio per il film tra realtà e ricostruzione con cui Walter Veltroni, insieme alla
sceneggiatrice Monica Zappelli, ricorda un uomo che si ostinava a voler
cambiare il mondo e la sua terra. "Ora tocca a noi" è la frase che La Torre disse a Emanuela Macaluso
pochi giorni prima di essere ucciso. Recensione ❯
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La regista Alice Tomassini riflette su cosa significhi oggi varcare un confine e mostra l'importanza del ruolo delle donne come operatrici di pace. Espandi ▽
Alice Tomassini segue quattro donne ucraine, quattro volontarie, che fanno la spola tra il loro Paese e
l'Ungheria, cercando di fare qualcosa per ridare speranza a un popolo sotto assedio. Quattro persone
sugli oltre sette milioni di donne e bambini che sono fuggiti dalla guerra. E intanto si chiede che cosa
significhi, nel mondo d'oggi, varcare una linea tanto invisibile quanto concreta come il confine tra due
Stati. Riflette su tutto ciò che ci si lascia alle spalle. E mostra l'importanza del ruolo delle donne come
operatrici di pace di fronte a un mondo impazzito. Recensione ❯
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James Ivory fruga tra i libri e gli scaffali della sua casa e ritrova le bobine di un documentario girato in
Afghanistan durante un suo viaggio nel 1960. Espandi ▽
James Ivory fruga tra i libri e gli scaffali della sua casa e ritrova le bobine di un documentario girato in Afghanistan durante un suo viaggio nel 1960. Virate e immalinconite dal tempo, le immagini di Bamiyan e Kabul si mescolano con quelle della sua infanzia nell'Oregon, sempre accompagnate dalla voce narrante dell'autore, che racconta le motivazioni, le scoperte e le conquiste di quel viaggio e che contemporaneamente legge, come fosse una fiaba iniziatica, pagine dell'autobiografia di Babur, il discendente di Tamerlano che nel 500 fondò la dinastia Moghul e dominò India e Afghanistan. Recensione ❯
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Hendrikx ragiona sulla guerra e le sue regole, cercando di affrontare la questione sulla volontà delle parti di accettarle e seguirle. Espandi ▽
Un'impostazione documentaristica semplice e concisa ci conduce a confrontarci con un film da
tematiche complesse eppure quanto mai attuali: un delegato della Croce Rossa e un gruppo di soldati
sudanesi si scontrano sulla loro visione della guerra e del conflitto. Il nuovo film di Guido
Hendrikx ci porta in un paese devastato dalla guerra, seguendo il delegato della Croce Rossa ed ex
soldato Albert Schoneveld, che viaggia nelle zone di conflitto del mondo per insegnare ai soldati
incalliti le regole della guerra giusta. In un allestimento minimalista che permette di far emergere con
chiarezza le complessità e i contrasti degli scambi tra i partecipanti, Hendrikx ragiona sulla guerra e le
sue regole, cercando di affrontare la questione sulla volontà delle parti di accettarle e seguirle. Recensione ❯
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