| Titolo originale | Les Années Super 8 |
| Anno | 2022 |
| Genere | Documentario, Drammatico, |
| Durata | 61 minuti |
| Regia di | Annie Ernaux, David Ernaux-Briot |
| Uscita | martedì 6 dicembre 2022 |
| Tag | Da vedere 2022 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| MYmonetro | 3,72 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 5 dicembre 2022
La scrittrice francese Annie Ernaux, Premio Nobel 2022 per la Letteratura, ci apre il baule dei ricordi, tirando fuori video amatoriali girati tra il 1972 e il 1981. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, 1 candidatura a Lumiere Awards, In Italia al Box Office Annie Ernaux - I miei anni Super 8 ha incassato 16,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel 1972 Annie Ernaux e suo marito Philippe, rispettivamente insegnante (non ancora scrittrice) e segretario comunale, vivono ad Annecy, hanno più o meno trent'anni e due figli di sette e tre, Eric e David. Quando acquistano una cinepresa Super 8, tra le novità tecnologiche portatili di quegli anni, a filmare è quasi sempre Philippe. Dopo la separazione tra i due, nei primi anni '80, quelle immagini rimangono a lungo non viste, finché non vengono riportate alla luce dal figlio David. Si tratta di istantanee di vita familiare, ricorrenze, escursioni all'aperto e di alcuni viaggi compiuti dai quattro tra il 1972 e il 1981: Cile, Marocco, Albania, Inghilterra, Corsica, Spagna, Portogallo, Russia. Il figlio David (1968) ne immagina un nuovo assemblaggio, se pure osservando l'ordine cronologico e propone alla madre di apporre ad esse un commento critico, antidescrittivo, da incidere con la propria voce narrante.
Una nuova narrazione, con l'occhio dell'autrice riconosciuta, che ha il lusso e l'onere di potersi riguardare con la distanza non solo temporale ma emotiva con cui scrive i propri libri.
Tra questi, sono stati portati al cinema L'autre di Patrick-Mario Bernard e Pierre Trividic (Coppa Volpi a Dominique Blanc a Venezia nel 2008), L'amante russo di Danielle Arbid (dal romanzo "Passione semplice"), il Leone d'oro 2021 L'Evenement - La scelta di Anne di Audrey Diwan, tratto da "L'evento", mentre nel 2020 l'autrice ha partecipato al documentario J'ai aimé vivre à di Régis Sauder. Un esperimento simile era già stato tentato da Sara Fgaier con il cortometraggio Gli anni, su una lettura di "Gli anni" (il romanzo pubblicato da L'Orma nel 2015). Anche lì l'intento era tenere insieme - attraverso gli archivi privati, in quel caso, provenienti dalla Cineteca sarda - tempo personale e collettivo.
L'elemento più evidente e immediato di Annie Ernaux - I miei anni Super 8
è il potere evocativo della patina materica del supporto fisico. La pellicola cattura e restituisce la temperatura di un mondo analogico, non ancora assuefatto all'onnipresenza degli obiettivi: nei primi minuti di ripresa sono palpabili la sorpresa e l'imbarazzo nelle espressioni di chi è inquadrato. E poi l'impronta stilistica (lo stile di vita, l'abbigliamento, gli arredi, i mezzi di trasporto...) di un decennio, gli anni '70, tuttora fonte generosa di ispirazione.
Ma subito la nostalgia per un'era non completamente tracciabile lascia il posto al senso profondo delle riflessioni dell'autrice, in quel periodo al lavoro, di nascosto dai familiari, alle sue prime prove narrative ("Gli armadi vuoti" verrà pubblicato da Gallimard nel '74). La convenzionalità delle situazioni riprese - festeggiamenti di compleanno, scarto dei regali a Natale, attività sportive, pranzi in famiglia, passeggiate all'aperto - non disturba ma anzi in alcuni momenti esalta la riflessione ex post su ruoli di genere, rapporti di classe e una sorta di tradimento di quella d'origine, la presa di consapevolezza femminile attraverso la scrittura come strumento di emancipazione.
Il progressivo allontanarsi della cinepresa dagli ambienti domestici per concentrarsi sui viaggi nel mondo di una famiglia medio borghese è la prova dello sgretolamento di un matrimonio tradizionale e "performativo". Ma anche la testimonianza della frustrazione di illusioni giovanili: a livello politico, la repressione violenta del governo di Allende, il post colonialismo che produce un turismo bianco segregato in Marocco e Albania, le crescenti istanze ecologiste inascoltate; a quello individuale, la rabbia impotente e ferita di non essere ancora autorizzata a trovare una propria voce.
Una autofiction rigorosa, quasi un documentario naturalista, scientifico, non privo di punti di tensione, che sul piano della colonna audio non lascia spazio a facili commozioni - moderati gli interventi sonori e rumoristici sulle immagini altrimenti mute (ma la playlist di riferimento è nominata, a favore di chi vuole recuperarla). E che con la glaciale precisione del fraseggio di Ernaux riscrive e rimette a fuoco un decennio di conquiste sociali supersoniche e altrettante contraddizioni, eleva una sezione della propria esistenza a unità di misura e scandaglio del tempo. Della sua durata.
FORSE è SOLAMENTE UNA MIA IMPRESSIONE MA MI PARE DI NOTARE NEL COMMENTO DELLA PROTAGONISTA UNA GRANDE TRISTEZZA ED ANCHE MALINCONIA PER DEI MOMENTI, SIA FAMILIARI CHE POLITICI, CHE SONO STATI Sì BELLI MA CHE INEVITABILMENTE SONO DESTINATI A FINIRE NELL'OBLIO. COSì LA SUA STORIA PERSONALE CHE GLI AVVENIMENTI POLITICI , CHE HANNO SUSCITATO EMOZIONI, FATTIVA PARTECIPAZIONE MA [...] Vai alla recensione »
La scrittrice francese Annie Ernaux, premio Nobel per la Letteratura 2022 e autrice del romanzo "L'evento" che ha ispirato il film omonimo (vincitore del Leone d'Oro a Venezia 78), ripercorre la sua vita attraverso delle riprese private girate da lei stessa con l'aiuto del marito tra il 1972 e il 1981. Tutto ha inizio quando il marito Philippe Ernaux decide di comprare una cinepresa in super 8, riprendendo [...] Vai alla recensione »