La scelta di Anne - L'Événement

Film 2021 | Drammatico, +13 100 min.

Titolo originaleL'evènement
Anno2021
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia
Durata100 minuti
Al cinema8 sale cinematografiche
Regia diAudrey Diwan
AttoriAnamaria Vartolomei, Kacey Mottet Klein, Luàna Bajrami, Louise Orry-Diquéro, Louise Chevillotte Pio Marmaï, Sandrine Bonnaire, Anna Mouglalis, Fabrizio Rongione, Alice de Lencquesaing, Julien Frison.
Uscitagiovedì 4 novembre 2021
TagDa vedere 2021
DistribuzioneEuropictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,27 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Audrey Diwan. Un film Da vedere 2021 con Anamaria Vartolomei, Kacey Mottet Klein, Luàna Bajrami, Louise Orry-Diquéro, Louise Chevillotte. Cast completo Titolo originale: L'evènement. Genere Drammatico, - Francia, 2021, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 4 novembre 2021 distribuito da Europictures. Oggi tra i film al cinema in 8 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,27 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Leone d'Oro come Miglior Film alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 78. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, In Italia al Box Office La scelta di Anne - L'Événement ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 183 mila euro e 85,9 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,27/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,53
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film amaro e limpido, secco come uno schiaffo, da cui è impossibile uscire indenni.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 7 settembre 2021
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 7 settembre 2021

Francia, 1963. Anne ama la letteratura e ha deciso di farne un mestiere, fuggendo un destino proletario. Sui banchi è brillante, sulla pista da ballo altrettanto. Tra una birra e un twist, dribbla gli uomini che la desiderano come in un romanzo rosa. Ma Anne preferisce la letteratura alta e affonda gli occhi blu tra le pagine di Sartre e di Camus. In un ambiente e in un Paese che condanna il suo desiderio e guarda con diffidenza alla sua differenza, Anne scopre un giorno di essere incinta e privata della libertà di decidere del proprio corpo e del proprio futuro. Intanto conta le settimane e cerca disperatamente di trovare una soluzione.

L'événement non è un film da cui si esce indenni. Adattamento del romanzo omonimo di Annie Ernaux, è la storia cruda di una ragazza al debutto della vita per cui è inimmaginabile avere un bambino e rinunciare ai suoi sogni.

Prima della legalizzazione dell'aborto e l'arrivo della pillola contraccettiva, l'interruzione della gravidanza per una donna era un campo di battaglia, il teatro di un vero dramma. L'evento del titolo accade quindici anni prima la Loi Veil, che segna un pre e un dopo. Nella Francia degli anni Sessanta, medici e pazienti rischiavano la prigione in caso di aborto. Prima che una legge consentisse a una donna il diritto all'interruzione volontaria, le donne non avevano scelta e non potevano scegliere di non avere un figlio. Rischiavano la propria salute abortendo clandestinamente e giocandosi a dadi il destino.

Emancipato con cognizione dalle questioni di coscienza, L'événement è soprattutto un'esperienza fisica, un viaggio corporale così freddo e preciso, così netto e frontale da sentire il gemito delle spettatrici in sala quando una sonda abortiva penetra il sesso della protagonista. Audrey Diwan gira in 4:3 e camera in spalla negandoci la via di fuga. Non abbiamo scelta, sentiremo da vicino tutte le emozioni di Anne. Come per la protagonista il mondo fuori non esiste. Non c'è fuori campo per noi e non c'è nessuno per lei, nessuno pronto ad aiutarla, a sostenerla, a consigliarla, a dirle anche solo che andrà tutto bene.

Non esistono personaggi empatici nel film di Audrey Diwan, secco come uno schiaffo ma riparatore come una carezza perché a prevalere alla fine è il corpo finalmente 'liberato' di una donna. Delle donne. Come in ogni libro di Annie Ernaux, il peccato è originale e la vergogna finisce per travolgere. Tutto il mondo si beffa delle sue protagoniste, che smettono di mangiare o di studiare come Anne, che perde la concentrazione e rischia l'avvenire letterario.

Il film avanza e stringe sul volto angosciato dell'eroina, flirtando col genere. Le sequenze dell'aborto non sono gore ma sono sensoriali e immersive fino al limite del sopportabile. Perché L'événement è il rovescio dei favolosi anni Sessanta, un percorso accidentato che opera nella trasparenza raggiungendo l'impensabile (l'espulsione del feto) con un tonfo sordo nella notte.

Costruito come un thriller e scandito dalle settimane della gravidanza, il film alza la posta e il rischio che la protagonista corre per sbarazzarsi di qualcosa di alieno che cresce dentro di lei, qualcosa che la possiede. L'événement ritorna meticolosamente su una situazione che sembra fortunatamente lontana oggi e che è vissuta con palpabile tensione e angoscia dalla giovane protagonista, Anamaria Vartolomei. Nei suoi larghi occhi chiari riaffiora tuttavia un soggetto ancora attuale in numerosi paesi del mondo, negli USA come nell'Europa dell'Est e ancora.

Audrey Diwan espone minuziosamente le stazioni di un incubo, procedendo con una sorta di determinazione politica. L'événement è la storia (vera) di Annie Ernaux, studentessa incinta a Rouen nell'inverno del 1963, offerta e condivisa come un documento che trascende l'individualità a forza di dettagli intimi. È una passione laica che può accadere e dirsi solo con il metodo e lo stile di Annie Ernaux. Audrey Diwan adatta le sue pagine attraverso una sintassi grigia ma necessaria che si scioglie in 'una scena di sacrificio'.

Amaro e limpido, implacabile e coriaceo, L'événement non mancherà di provocare irritazione o repulsione, ma aver 'vissuto' l'accidente sul proprio corpo dà il diritto inalienabile di scriverne, di raccontarlo, rompendo i tabù della clandestinità. L'aborto è diventato legale ma ci sono ancora poche storie e la letteratura sull'argomento è sovente soffocata da ellissi. Annie Ernaux e Audrey Diwan entrano nei dettagli perché sono i dettagli che uccidono.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 8 novembre 2021
FabioFeli

 Anne (Anamaria Vartolomei) è una giovane studentessa molto dotata e formata da letture importanti come le poesie e i drammi di Victor Hugo e Il muro di Jean Paul Sartre. E’ anche bella e tratta da pari a pari i ragazzi che vorrebbero filare con lei; la sua disinvoltura la fa spiccare rispetto alle sue amiche preferite quando frequentano la rumorosa discoteca di una città in [...] Vai alla recensione »

domenica 7 novembre 2021
angelo umana

 Molto bene, il film ha vinto il Leone d'Oro 2021 a Venezia, onore al merito. Non che, quasi 60 anni dopo, questa “vicenda o avvenimento” (così il dizionario traduce dal francese L'évenement) agiti molto i cuori nel mondo occidentale. L'aborto è in vari paesi una pratica permessa, salvo in quelli dove esso è considerato un crimine, come in Francia [...] Vai alla recensione »

sabato 13 novembre 2021
Abramo Rizzardo

Se con " Vera Drake " lo spettatore si immedesimava in una donna che desiderava solamente “ aiutare ” le ragazze in difficoltà, dunque dalla prospettiva di colei che eseguiva gli aborti, ora ci troviamo faccia a faccia con la questione, dal punto di vista di una ragazza, Anne, che è così tanto dedita e promettente allo studio, che decide di abortire per [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
sabato 6 novembre 2021
Pedro Armocida

Chissà se è davvero e solo un film su una ragazza che vuole abortire nella Francia del 1963 dove, come d’altro canto in Italia quando nello stesso anno le donne vengono ammesse nella magistratura, questa pratica non era contemplata legalmente. Certamente di questo parla La scelta di Anne - L’événement tratto dal romanzo "L’evento" di Annie Ernaux edito da noi da L’orma. Ma il film, opera seconda di Audrey Diwan, premiata con il Leone d’Oro alla 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dopo che al Festival di Cannes la Palma d’Oro era andata a un’altra storia di gravidanza, Titane di Julia Ducournau, non documenta questo evento da un punto di vista sociale o, diciamo così, politico. La parola aborto non viene mai pronunciata, non ci sono i soliti cartelli finali a giustificare il perché del racconto, oggi, di una storia di quasi 60 anni fa oppure per informare su quando l’interruzione di gravidanza è stata legalizzata in Francia, non c’è una contrapposizione ideologica della protagonista di fronte alla società che non prevede il diritto delle donne di scegliere. 

Ecco la chiave, la scelta, su cui il titolo italiano giustamente si sofferma. Anne sceglie di non voler proseguire la gravidanza in quel momento della sua vita. 23 anni, studia lettere, ha un rapporto occasionale con un ragazzo che ovviamente non si prenderà alcuna responsabilità, rimane incinta. E fa una scelta. Un giorno sì, lo vorrà un figlio. Sicuramente. Ma ora no, non lo potrà amare, dice, vuole continuare a studiare. Una donna che vuole disporre di sé, del suo corpo, del suo tempo, della sua libertà, insomma della sua vita.

La regista ci racconta tutto questo non usando mai toni militanti o apodittici, un po’ come il recente Mai raramente a volte sempre di Eliza Hittman, ma ricorrendo solo e soltanto alla messa in scena con le scelte di regia indirizzate a mostrarci il mondo di Anne attraverso il suo punto di vista. La macchina da presa, spesso in spalla, alla sua altezza, la segue da dietro con un’insistenza programmatica che ricorda Il figlio di Saul di László Nemes, di conseguenza viene annullato il gioco del campo/controcampo mentre la musica, utilizzata con giusta parsimonia, dà al sonoro forza e espressività. Certo poi tutto il film viene affidato al corpo e all’interpretazione di Anamaria Vartolomei che effettivamente se ne fa carico riuscendo a mostrare la forza e la determinatezza di una donna che persegue il suo obiettivo in maniera ostinata almeno quanto quella a lei contraria. 

Nel meccanismo oliato da secoli della negazione della possibilità di scelta, la figura di Anne raffigura il vizio di forma, l’inceppamento del meccanismo, l’anomalia, la diserzione. Non si vergogna mai Anne di quello che che sceglie di fare, il suo è uno sguardo fiero e sicuro anche se, ovviamente, e non certo perché è una donna, rimane ferita da comportamenti e parole che trovano paradossalmente nella parte femminile il grado zero della compassione.

Anche su questo aspetto il film ha molto da dire. «Sono la vergine più informata del pianeta» proclama ironica una sua amica dell’università che, poco prima, allo specchio con un reggiseno stretto, per comprimere e esaltare maggiormente le forme, da una spilla da balia (gli oggetti puntuti metallici saranno poi i protagonisti del film), aveva confessato ad Anne: «Se fossi uomo mi farei». Quando poi però una agisce, dal verbo latino ‘agere’ che curiosamente sentiamo declinare ripetutamente dalle tre amiche, e magari rimane incinta, allora «sono affari tuoi che non ci riguardano». 

Il film si sofferma molto su questa freddezza, tra gli amici, tra i medici, che Anne trova ogni qual volta fa capire di volere interrompere la gravidanza. Nel frattempo il tempo passa, e i cartelli con i numeri delle settimane trascorse mettono in allarme lo spettatore che avverte il contrasto tra la diversa esperienza e disponibilità del tempo di Anne e delle le sue coetanee. Piano piano il feto inizia a essere vissuto da Anne sempre più come un corpo estraneo. Un vero e proprio alien che lei fa di tutto per sopprimere, espellere, letteralmente e sonoramente, tanto che la regista non nasconde gli arnesi adatti alla bisogna trasformando il film in una sorta di body horror con il feto che resiste, lotta naturalmente per vivere. Ma neanche questo porta un benché minimo dilemma morale alla protagonista con il suo individualismo lucido, profondamente serio, definitivo. Femminile e rivoluzionario. Anche, e soprattutto, nel 2021.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 6 novembre 2021
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il cinema sta riprendendo. Senza fretta, prima c' erano da ricuperare tutte le cene al ristorante rimaste indietro, e una volta in pari portarsi avanti che male non fa. I titoli in uscita cominciano a stuzzicare, anche se "La scelta di Anne" non sta in cima alla nostra lista. Il titolo italiano ( ovviamente) drammatizza - era "L' evento", come il libro autobiografico di Annie Ernaux da cui è tratto. [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 novembre 2021
Stefano Giani
Il Giornale

Anne è disinvolta e disinibita ma pure sfortunata. E resta incinta. Che fare per sbarazzarsi del pupo dopo essersi disfatta del moroso... Nella Francia del '63 non è facile ma Anne vuol continuare gli studi e, pur di abortire, le tenta tutte. Scopiazzatura elegante del rumeno 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni che nel 2007 vinse la Palma d' oro a Cannes sullo stesso tema, ambientato in Romania.

giovedì 4 novembre 2021
Alessandra Levantesi
La Stampa

Un centro Aids e un enorme sollievo nell'apprendere che il responso è negativo: «Mi ero salvata un'altra volta» riflette Annie Ernaux. E intanto le riaffiora la memoria di un'analoga esperienza «di orrore e incredulità» che, con infallibile arte di scrittura, condensa nel romanzo autobiografico L'evento (L'Orma Editore) ambientato nella Francia del 1963: quando - studentessa di risolute ambizioni letterarie [...] Vai alla recensione »

martedì 2 novembre 2021
Caterina Bogno
Film TV

Che cos'è la memoria? Per Annie Ernaux, che pubblica L'evento nel 2000, a quasi 40 anni dall'aborto clandestino vissuto da studentessa nel 1963 e rivissuto nel presente durante la stesura del libro, è innanzitutto un fatto «materiale». Una «sensazione violenta» che sopraggiunge a più riprese, cogliendola alle spalle e costringendola a mettere a fuoco sulla pagina un tempo lontano e sfocato ma ancora [...] Vai alla recensione »

martedì 2 novembre 2021
Natalia Aspesi
La Repubblica

In sala da giovedì il film Leone d 'oro alla Mostra di Venezia visto da Natalia Aspesi Una sola sera di sesso casuale e Anne dopo 4, 5 settimane, scrive sul suo diario "Ancora niente!". Niente sangue. Le settimane scorrono mute e feroci, sempre più si restringe il tempo, lei non si è posta neppure per un attimo il dubbio: quell' ingombro non lo vuole, quel nemico che cresce in lei deve scomparire perché [...] Vai alla recensione »

sabato 30 ottobre 2021
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Prendete Robert Bresson, per esempio Mouchette - Tutta la vita in una notte (1967), sostituite a George Bernanos Annie Ernaux, quindi levate la Grazia e metteteci l' aborto. Ecco, forse di Bresson non rimane poi molto, ma quello stile austero, quella intenzionale rinuncia agli psicologismi e agli accessi melodrammatici, dunque, il residuo minimalista, piano e fattuale ritorna ne La scelta di Anne, [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 settembre 2021
Clarisse Fabre
Le Monde

Il film di Audrey Diwan, classe 1980, parla di aborto, un argomento che, con una nuova legge in Texas che riduce notevolmente i diritti delle donne, suona attuale. Ma al di là di questo, L'événement ha la forma semplice e radicale di un diario filmato, con inquadrature serrate sulla protagonista. Roba da grandi film, se l'interprete è eccellente, come in effetti è Anamaria Vartolomei.

mercoledì 15 settembre 2021
Giulia Diamante Genovese
Close-up

Tra i temi ricorrenti delle pellicole in Concorso alla 78° Mostra di Venezia, c'è, senza dubbio, la maternità. L'Evénement di Audrey Diwan la inquadra, però, da una prospettiva, ulteriormente, differente - e, per alcuni, forse, provocatoria. Tratta dal romanzo L'Evento, di Annie Ernaux, l'opera seconda della sceneggiatrice e regista francese racconta, infatti, di una brillante studentessa di letteratura, [...] Vai alla recensione »

martedì 14 settembre 2021
Ilaria Feole
Film TV

Francia, 1963: l'aborto è illegale e Anne, studentessa brillante, è incinta. Il film segue tre mesi di gravidanza indesiderata e i tentativi disperati di Anne di riappropriarsi del suo corpo e del suo futuro. Con la presa asfissiante di un thriller, perché la vita della protagonista è in pericolo: in senso letterale, dati i rischi dell'interruzione clandestina della gravidanza, e in senso esistenziale, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 settembre 2021
Tonino De Pace
Duels.it

All'origine c'è l'omonimo romanzo di Annie Ernaux che, sgombrando ogni fraintendimento, chi scrive non ha letto. La storia è quella di Anne, giovane e ambiziosa studentessa di lettere della provincia francese. Siamo in un anno imprecisato, ma sicuramente alla fine degli anni '50 o inizio dei '60 del secolo scorso e Anne, i cui genitori sono proprietari di un bar che dà da vivere alla famiglia, ha superato [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 settembre 2021
Enrico Azzano
Quinlan

Non è un film semplice L'événement. Trasposizione dell'omonimo romanzo di Annie Ernaux, il film di Audrey Diwan ci riporta nella Francia degli anni Sessanta, ma senza i colori radiosi di Demy; ci ritroviamo tra studenti e studentesse, ma senza gli amabili confronti letterari à la Kechiche. Il tema è evidente fin da subito: l'introversa ma brillante Anne è incinta.

martedì 7 settembre 2021
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Un po' più robusto è senza dubbio "L'événement", anch'esso in Concorso, che ci porta in Francia a inizio anni '60, quando abortire era un reato che portava alla prigione. La studentessa Anne scopre di essere incinta, decidendo di non voler tenere il figlio che dovrebbe arrivare. Inizia così un calvario tra dottori che respingono la richiesta, tentativi personali di disfarsi del feto e il ricorso a [...] Vai alla recensione »

martedì 7 settembre 2021
Luca Mosso
Il Manifesto

Anne studia, va alle feste, ha qualcuno che potrebbe diventare un fidanzato, con le amiche parla di Sartre nel modo in cui se ne parla al liceo: tutto abbastanza normale, soprattutto se si pensa che la storia è ambientata nella provincia francese del 1963. Eppure, fin dall' inizio, è impossibile non notare qualcosa di strano, proprio a partire dagli elementi fondamentali dell' immagine.

martedì 7 settembre 2021
Alessandra Levantesi
La Stampa

L' evento di Annie Ernaux è del 2000, da noi è stato pubblicato (da L' Orma Editore) nel 2019; e ora il film che ne ha tratto Audrey Diwan - presentato al Lido in sincrono con la legge sul divieto di aborto dopo le prime sei settimane di gravidanza, entrata in vigore in Texas il primo settembre scorso - si direbbe fatto apposta per riaccendere il dibattito pro e contro.

lunedì 6 settembre 2021
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Più che la storia contano i gesti. Sono negli scatti nervosi di Anne, nei suoi occhi pieni di paura e di vergogna, negli sguardi sul suo corpo mentre continuano a trascorrere le settimane. Viene seguita di spalle, ma il desiderio della ragazza è anche quello di scappare dalla storia. Davanti a sé trova solo muri. I ragazzi che conosce e la loro fuga dalle responsabilità, l'insegnante che sottolinea [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 settembre 2021
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Il dramma dell'aborto clandestino in L'événement della regista e sceneggiatrice francese Audrey Diwan, che in Concorso a Venezia 78 adatta il libro omonimo, in Italia L'evento, di Annie Ernaux. La scrittrice transalpina (Il posto, Gli anni, Una donna) vi ha travasato la propria esperienza biografica allorché nel 1963 da studentessa universitaria ventitreenne si decise a un'interruzione di gravidanza [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 settembre 2021
Pier Maria Bocchi
Cineforum

À plein temps chiede di prendere una posizione precisa. Il dramma sociale e lavorativo vissuto dalla protagonista Julie (interpretata da una grandissima Laure Calamy) è lo specchio di un mondo che rischia di consumare lentamente, di risucchiare l'esistenza nel vortice incessante ed opprimente della vita metropolitana, trascinando piano piano lontano dalla famiglia e dagli affetti.

lunedì 6 settembre 2021
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Coincidenza curiosa: se nel film tratto da "Ilusions perdues" di Balzac il giovane Lucien, tipografo e aspirante poeta, parte da Angoulême per conquistare Parigi, in "L'événement" la coetanea Annie, studente di letteratura, lì frequenta l'università e vorrebbe restare per laurearsi. Ma siamo nella Francia del 1963, l'aborto è reato, si può finire in carcere se beccate, e per quella 23enne, scopertasi [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
sabato 30 ottobre 2021
 

Tratto dal romanzo di Annie Ernaux, un film forte come una 'richiesta d'aria'. Dal 4 novembre al cinema. Guarda la clip »

TRAILER
giovedì 14 ottobre 2021
 

Regia di Audrey Diwan. Un film con Pio Marmaï, Sandrine Bonnaire, Kacey Mottet Klein, Anamaria Vartolomei. Da giovedì 4 novembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
lunedì 20 settembre 2021
 

Una ragazza rimane incita. La gravidanza è indesiderata ma l'aborto è ancora illegale in Francia. Vai all'articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
sabato 11 settembre 2021
 

Il film francese di Audrey Diwan ha conquistato il massimo riconoscimento. È stata la mano di Dio e Il buco tra i film premiati. Vai all’articolo »

PREMI
sabato 11 settembre 2021
 

Il film di Audrey Diwan si è aggiudicato il massimo riconoscimento della Mostra. Vai all'articolo »

winner
leone d'oro
Festival di Venezia
2021
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