Un piccolo grande film, una tragicommedia che unisce originalità narrativa, umorismo yiddish e ritmo impeccabile. Commedia, Francia, Belgio, Romania, Israele, Paesi Bassi1998. Durata 103 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Un piccolo villaggio ebreo nell'Europa dell'Est progressivamente invasa dai nazisti. I quali stanno ormai per sopraggiungere. Che fare? Espandi ▽
Uno shtetl, un piccolo villaggio ebreo nell'Europa dell'Est progressivamente invasa dai nazisti. I quali stanno ormai per sopraggiungere. Che fare? Il matto ha un'idea: raccogliere il denaro sufficiente per mettere insieme un treno, travestirsi da nazisti e da deportati e tentare così di passare le linee. L'impresa ha inizio tra consensi e dissensi (nasce persino un'agguerrita cellula comunista). Si beffano i nazisti, si disorientano i partigiani, ci si incontra (sul piano umano) e ci si scontra (su quello musicale) con gli zingari. Finché si giunge in una terra di nessuno. Ma sarà proprio così? Recensione ❯
Roma di fine diciannovesimo secolo. Il professor Boris è il direttore del Museo delle cere. Sonia viene assunta per preparare i costumi delle statue. ... Espandi ▽
La fonte d'ispirazione è il romanzo omonimo (vedi titolo originale) pubblicato nel 1915 da Joseph Conrad. Lo è stata per diversi registi (da Tourneu n... Espandi ▽
Il film è opera, oltre che di Nuridsany, che lo firma, anche di Marie Pérennou. Sono due biologi di Parigi che hanno abbandonato l'insegnamento per de... Espandi ▽
Il film è opera, oltre che di Nuridsany, che lo firma, anche di Marie Pérennou. Sono due biologi di Parigi che hanno abbandonato l'insegnamento per dedicarsi allo studio della vita animale attraverso tecniche particolari di ripresa. Hanno girato venti chilometri di pellicola per ottenere questo mediometraggio di poco più di un'ora. La loro tesi è, che esaminando al microscopio la vita degli organismi, ci si trova immersi in una magnifica favola, e non c'è nemmeno bisogno di andare tanto lontano, basta il giardino di casa propria. Una goccia di pioggia ristagnante, una foglia: sono tutto un mondo. Recensione ❯
Kassovitz osserva la banlieue senza paura di sporcarsi le mani, in un film folgorante, che non dà tregua. Drammatico, Francia1995. Durata 95 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Gioellino del cinema francese, da molti considerato un vero e prorpio capolavoro, si è aggiudicato il premio per la regia al Festival di Cannes 1995. Espandi ▽
In un quartiere periferico parigino (i francesi li chiamano le cité), scoppia il vento della rivolta dopo il pestaggio del sedicenne Abel da parte della polizia. I giovani della banlieu scendono in strada e si battono tutta la notte con gli agenti. Tra loro ci sono tre amici: l'ebreo Vinz, il maghrebino Said e il nero Hubert, un trio di sfigati, disoccupati, arrabbiati e senza futuro. La giornata balorda dei tre giovani disperati ha inizio quando Vinz, che ha trovato una pistola d'ordinanza persa da uno sbirro durante gli scontri, decide di usarla. Diretto da Matthieu Kassovitz, un venticinquenne di talento, in un bianco e nero splendido, e parlato con un dialetto non facile da tradurre, L'odio è un film durissimo che ha totalizzato milioni di spettatori in Francia, ottenendo anche il premio per la miglior regia a Cannes nel 1994. Recensione ❯
Mastroianni in tre diverse parti, soprattutto in tre vite diverse. Ama le donne e finisce sempre con dignità e ironia. Lavoro di un regista fuori dai ... Espandi ▽
Chabrol torna ad affondare il bisturi nella provincia francese. Questa volta però l'indagine è all'interno della psicologia maschile. Espandi ▽
Chabrol torna ad affondare il bisturi nella provincia francese. Questa volta però l'indagine è all'interno della psicologia maschile. Paul ha sposato una bella donna e insieme conducono un albergo. La gelosia prende a farsi spazio nella sua mente. Tutti sono possibili rivali e la moglie è una impudente fedifraga. Sarà davvero così? Chabrol non ci fornisce una risposta chiara, appagato dalla proposta dei film immaginari che l'uomo costruisce nella propria mente, montando e rimontando le sequenze dei (presunti) tradimenti. Recensione ❯
Per questo dramma Chabrol si è ispirato a un racconto del romanziere Georges Simenon. Espandi ▽
Per questo dramma Chabrol si è ispirato a un racconto del romanziere Georges Simenon. È un ritorno del regista alla qualità dei suoi migliori film. Betty ha avuto esperienze negative con gli uomini che l'hanno portata all'alcol e a una visione pessimistica della vita. Tutto ciò viene narrato dopo che la poverina è tratta in salvo, dallo squallore di un ennesimo bar in quel di Versailles, da una ricca signora che la conduce in un grande albergo. Recensione ❯
Un killer giovane e un po' fuori di testa (Jerémie) deve uccidere un vecchio professionista del crimine (Max), finiranno col ritrovarsi dalla stessa p... Espandi ▽
La polacca Weronika e la francese Veronique sono ragazze ultrasensibili che vivono per la musica ma ricavandone solo dolori. Identiche, le incontriamo... Espandi ▽
La polacca Weronika e la francese Veronique sono ragazze ultrasensibili che vivono per la musica ma ricavandone solo dolori. Identiche, le incontriamo in due momenti diversi e per la prima il destino è addirittura crudele. Un importante concerto le sarà fatale per un vizio cardiaco. La seconda, che ha avuto una vita simile, trova il solo conforto dalla realtà nel rapporto con uno scrittore che si diletta coi burattini. Dopo un capolavoro assoluto come il lungo e diversificato Decalogo era difficile per Kieslowski ripetere l' exploit. Irene Jacob ha vinto il premio a Cannes per la migliore interpretazione femminile. Recensione ❯
È probabilmente, con il film di Jean Renoir del '34, la migliore versione apparsa sullo schermo della storia di Madame Bovary. Espandi ▽
Insieme al film di Jean Renoir del '34 è la migliore versione apparsa sullo schermo della storia di Madame Bovary. Quello che accade alla protagonista nel romanzo di Flaubert è cosa nota: in una borghese vita di provincia, Madame Bovary conduceva una esistenza noiosa, così non trovò di meglio che tradire il marito, quasi per gioco, per occupare la sua giornata. Le conseguenze per lei furono tragiche e la portarono al suicidio. Nel film di Chabrol il tema è affrontato con eleganza. Vero protagonista del film è il bovarismo, cioè la mentalità della provincia in una certa fascia sociale. La Huppert è brava, segue il suo destino con un'annoiata tranquillità (proprio quello che Flaubert voleva esprimere), quasi non sapesse a cosa va incontro; gli altri personaggi sono descritti con molta fedeltà al testo originale. Recensione ❯
Secondo film di Patrice Leconte distribuito in Italia dopo L'insolito caso di Mr.Hire e la conferma che dovrebbero essere conosciute anche tutte le sue opere precedenti. Espandi ▽
Secondo film di Patrice Leconte distribuito in Italia dopo L'insolito caso di Mr.Hire e la conferma che dovrebbero essere conosciute anche tutte le sue opere precedenti. Un bambino è innamorato dell'immagine tranquilla e rassicurante della parrucchiera. Da adulto riesce a coronare il suo sogno: sposarne una. Molto bella la musica di Michael Nyman, collaboratore, oltre che di Leconte, di Peter Greenaway. Recensione ❯
La storia di Marie Latour che nel 1943 venne condannata a morte e ghigliottinata. Marie procurava aborti (la chiamarono la "fabbricante di angeli"). Espandi ▽
La storia di Marie Latour che nel 1943 venne condannata a morte e ghigliottinata. Marie procurava aborti (la chiamarono la "fabbricante di angeli"). Perché lo faceva? Per mantenere agiata la famiglia (il marito era tornato dalla guerra invalido). Uno Chabrol d'annata con la Isabelle Huppert più brava che si sia mai vista, in una parte che trent'anni fa sarebbe andata a Jeanne Moreau. Recensione ❯
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