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gioved 19 luglio 2018

Lea Padovani

Data nascita: 28 Luglio 1920 (Leone), Montalto di Castro (Italia)
Data morte: 23 Giugno 1991 (70 anni), Roma (Italia)
occhiello
Mmm che profumo Lavanda Cannavale?
No Notti d'Oriente

dal film Pane, amore e... (1955) Lea Padovani Donna Violante Ruotolo
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Lea Padovani

Pane, amore e...

* * * - -
(mymonetro: 3,27)
Un film di Dino Risi. Con Antonio Cifariello, Vittorio De Sica, Sophia Loren, Mario Carotenuto, Tina Pica.
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Genere Commedia, - Italia 1955.

La noia [1]

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,70)
Un film di Damiano Damiani. Con Catherine Spaak, Bette Davis, Horst Buchholz, Isa Miranda.
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Genere Drammatico, - Italia 1963.

Divisione folgore

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Duilio Coletti. Con Ettore Manni, Fausto Tozzi, Lea Padovani, Carlo Tamberlani.
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Genere Guerra, - Italia 1954.

La puttana del re

* * - - -
(mymonetro: 2,00)
Un film di Alex Corti. Con Valeria Golino, Timothy Dalton, Stphane Freiss, Lea Padovani, Arnoldo Fo.
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Genere Drammatico, - Italia, Francia, Gran Bretagna 1990.

Pane, amore e Andalusia

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,75)
Un film di Javier Set. Con Peppino De Filippo, Vittorio De Sica, Carmen Sevilla, Mario Carotenuto, Lea Padovani.
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Genere Comico, - Italia 1958.
Filmografia di Lea Padovani »

gioved 21 giugno 2018 - Un nuovo libro per raccontare la genesi di Too much Johnson, il film dimenticato che precedette Quarto Potere.

Orson Welles, la pazzia meno lucida e pi geniale

Pino Farinotti cinemanews

Orson Welles, la pazzia meno lucida e pi geniale Genio un lemma molto attribuito, spesso abusato, dispensato con generosit. Ma a Orson Welles (1915-1985) si addice, non c' dubbio. Cos come si addice "pazzia non lucida". Welles eterno, ha smesso pi volte di lavorare, diceva "ho chiuso", poi da qualche landa della terra arrivava una sua opera, conclusa o abortita. l'uomo dei paradossi violenti, nell'arte e nel privato. Esemplare il suo intervento nella La ricotta di Pasolini. Gli domandano cosa ne pensi degli italiani: " il popolo pi analfabeta, la borghesia pi ignorante d'Europa". E non credo che fossero parole suggerite da Pasolini. E ancora, quando gli chiedono cosa intenda esprimere con la sua nuova opera: "Il mio intimo profondo, arcaico cattolicesimo." Ma subito dopo dice: "...la morte, come marxista un fatto che non prendo in considerazione." La cifra paradossale e grottesca gli ha permesso di esprimere un concetto e subito contraddirlo e lo ha aiutato a giustificare la sua presenza, per denaro, come attore, in film spesso mediocri. Era Welles, andava bene cos, andava bene tutto. Paradossi, nel privato: ha sposato Rita Hayworth, e non vedeva l'ora di liberarsi di lei, poi preso una cotta per Lea Padovani, che certo non era una Hayworth, per essere del tutto snobbato da lei. Era il "disordine" assoluto e quasi nessuno lo sopportava, voleva imporre le sue idee accessibili a pochissimi. Faceva un film che poi i produttori affidavano ad altri per il montaggio. Nonostante tutta questa incompiutezza, questa anarchia, questa indecifrabilit, Welles rimane un sortilegio dell'intelligenza e dello spettacolo. Nessun cineasta stato pi raccontato di Welles. Decine di documentari e di libri, film di fiction, su di lui. Sono ricordabili RKO 281-La vera storia di Quarto potere, che narra la complicata costruzione del capolavoro dei capolavori. E poi Me and Orson Welles: quella volta che l'artista 23enne, alla radio, col suo La guerra dei mondi, spavent a morte gli americani convinti di essere davvero attaccati dagli alieni. Che stia per uscire un libro su Welles semplice routine. Chiss quanti ce ne saranno ancora, e tutti per delle ottime ragioni. Il titolo Alle origini di Quarto potere, edizione Memesis, dove l'autore Massimiliano Studer racconta Too much Johnson il film che precedette Quarto potere che doveva essere protetto nella suo primato: Welles doveva esordire col titolo pi importante del mondo, cosa che avvenne. Too much Johnson un esercizio nato abortito, "muto", un divertissement che coinvolgeva Joseph Cotten, l'alter ego, nei film, di Welles. Il genio disse che quella pellicola era andata perduta in un incendio della sua casa di Madrid. Un trucco, un'istantanea suggestiva, da piccola leggenda, perfettamente alla Welles. Contrappasso temporale dal primo all'ultimo film, misterioso, mai visto: The Other Side Of The Wind, che Netflix ha completato e restaurato, e che Welles aveva affidato a Peter Bogdanovic per il montaggio. Tutto questo Welles il genio matto, visionario, indecifrabile. Ma per la copertina di un libro di cinema, se devi scegliere un' unica icona, il disordinato Welles se la giocherebbe con l'"ordinatissimo" Hitchcock.

   

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