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Pesaro 2020, un’edizione che allarga i suoi luoghi e approda anche in streaming su MYmovies

Un programma ricchissimo di eventi, tra concorso e anniversari da festeggiare. Dal 22 al 29 agosto.
di Paola Casella

venerdì 31 luglio 2020 - Festival

Alla sua 56 esima edizione la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro (dal 22 al 29 agosto, uno slittamento di un paio di mesi rispetto alle tradizionali date di giugno, dovuto alla situazione sanitaria) allarga le sue piazze e i suoi luoghi di visibilità: dal Teatro Sperimentale al Cinema in spiaggia, da Palazzo Gradari al Cinema Astra, dal nuovo Spazio Bianco a Piazza del Popolo, cuore della città marchigiana, e in contemporanea su MYmovies, che proporrà in streaming Death of Nintendo di Raya Martin, già definito “lo Stranger Things filippino” poiché vede protagonisti quattro ragazzi appassionati di videogame ed è un excursus nella cultura pop delle Filippine negli anni ’90, e il film di animazione in forma di musical The Nose or Conspiracy of Mavericks del leggendario filmmaker (nonché scrittore e produttore) russo Andrey Khrzhanovskiy, liberamente ispirato al celebre racconto di Gogol “Il naso”.

18 i film in concorso, tutte opere di diversa natura e durata, fra cui ben cinque cortometraggi italiani: HI_8 [transfert on file] di Erik Negro, Non si sazia l’occhio di Francesco Dongiovanni, Thick Air di Stefano Miraglia, Guardarla negli occhi di Manuel Billi e Smarginature di Gabriele Di Munzio, cui si aggiunge Rosa Barba con Aggregate States of Matters
 

I sette lungometraggi in concorso sono accomunati dal tema delle radici familiari: il film d’animazione Kill It and Leave This Town dell’artista polacco Mariusz Wilczynski unisce il ricordo di una città con quello dei componenti perduti della propria famiglia, e in cerca dei fantasmi della propria famiglia è anche il regista protagonista del brasiliano Um animal amarillo di Felipe Braganca, così come il marinaio disperso in mare di Lua Vermella di Lois Patino evoca i fantasmi di un paesino galiziano.

Tre le registe in gara: la portoghese Catarina Vasconcelos con A metamorfose dos Passaros, la giapponese Kaori Oda con Cenote e la francese Eléonore Weber con Il n’y aura plus de nuit. Il primo vede un padre e una figlia confrontarsi con la perdita delle rispettive madri; il secondo attinge alle antiche fonti Maya per ritrovare la memoria del passato; l’ultimo è un film di montaggio che diventa una riflessione sullo sguardo.


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