Un risultato che, tuttavia, Cimino non riuscirà a bissare. Il 1980 è l'anno di I cancelli del cielo, western epico che racconta una contesa fra proprietari terrieri e immigrati europei nel Wyoming di fine Ottocento. Nel cast ci sono fra gli altri Kris Kristofferson, Christopher Walken, John Hurt, Isabelle Huppert, Joseph Cotten, Jeff Bridges. Scene ripetute decine e decine di volte, scenografie abbattute e ricostruite, centinaia di comparse. Il progetto è troppo ambizioso, i costi lievitano fino a diventare il quadruplo del budget iniziale, ciò comporta numerose battute d'arresto nelle riprese. Iniziano a circolare voci sul carattere del regista, dispotico, prepotente, in costante delirio di onnipotenza. All'uscita, il film incassa poco più di tre milioni di dollari negli Stati Uniti - ne era costato circa 44 - e recensioni negative che lo trasformano in uno dei più fragorosi flop della storia di Hollywood. La United Artists, che lo distribuisce, è al collasso, già provata dal fiasco di Stardust Memories di Woody Allen, e dopo sessantuno anni di onorato servizio finisce in bancarotta, viene rilevata dalla Transamerica. Al collasso anche la reputazione di Cimino che con un colpo si gioca la fama e il prestigio conquistati grazie a Il cacciatore. La sua carriera si interrompe.
Sorvegliato a vista, Cimino torna dietro alla macchina da presa cinque anni dopo, è il 1984, grazie a Dino De Laurentiis, che gli affida L'anno del dragone, con Mickey Rourke poliziotto-sceriffo segnato - anche lui - dal trauma del Vietnam. Ma anche stavolta è un mezzo fiasco. Negli anni successivi il regista realizzerà - e tra grandi difficoltà - solo tre film. Il siciliano, del 1987, racconta la figura del bandito Salvatore Giuliano, il protagonista è Christopher Lambert che, pur forte all'epoca di un certo appeal commerciale, non basta per far ottenere al film il successo necessario. Nel 1990 Cimino ci riprova con Ore disperate, remake di un film di William Wyler, con Humphrey Bogart, del 1955. Di nuovo Mickey Rourke, evaso che con una banda criminale prende in ostaggio la famiglia di Anthony Hopkins, ancora un reduce del Vietnam. Verso il sole, del 1996, rappresenta di fatto il congedo di Cimino dal cinema. Jon Seda è Brandon Monroe, criminale navajo gravemente malato in fuga verso le montagne sacre del suo popolo d'origine, convinto del loro potere salvifico. Prende in ostaggio Michael Reynolds (Woody Harrelson), il dottore che gli ha tolto ogni speranza. Poche speranze anche per il regista, che scompare dalla circolazione. Salvo partecipare, nel 2007, a Chacun son cinéma, film a episodi ideato e prodotto da Gilles Jacob per festeggiare i 60 anni del Festival di Cannes.