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giovedì 20 febbraio 2020

Patricia Arquette

Una medium per l'Arquette

Nome: Patricia T. Arquette
51 anni, 8 Aprile 1968 (Ariete), Chicago (Illinois - USA)
occhiello
Gesù disse:il regno di Dio è dentro di te e tutto intorno a te
dal film Stigmate (1999) Patricia Arquette  Frankie Paige
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Patricia Arquette
Golden Globes 2020
Nomination miglior attrice secondaria serie miniserie film tv per il film The Act di Laure de Clermont-Tonnerre, Steven Piet, Christina Choe, Hannah Fidell

Critics Choice Award 2020
Nomination miglior attrice secondaria miniserie o film tv per il film The Act di Laure de Clermont-Tonnerre, Steven Piet, Christina Choe, Hannah Fidell

SAG Awards 2020
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film The Act di Laure de Clermont-Tonnerre, Steven Piet, Christina Choe, Hannah Fidell

Golden Globes 2020
Premio miglior attrice secondaria serie miniserie film tv per il film The Act di Laure de Clermont-Tonnerre, Steven Piet, Christina Choe, Hannah Fidell

Golden Globes 2019
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film Escape At Dannemora di Ben Stiller

Golden Globes 2019
Premio miglior attrice miniserie o film tv per il film Escape At Dannemora di Ben Stiller

Critics Choice Award 2019
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film Escape At Dannemora di Ben Stiller

Critics Choice Award 2019
Premio miglior attrice miniserie o film tv per il film Escape At Dannemora di Ben Stiller

SAG Awards 2019
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film Escape At Dannemora di Ben Stiller

SAG Awards 2019
Premio miglior attrice miniserie o film tv per il film Escape At Dannemora di Ben Stiller

Emmy Awards 2019
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film Escape At Dannemora di Ben Stiller

Emmy Awards 2019
Nomination miglior attrice secondaria miniserie o film tv per il film The Act di Laure de Clermont-Tonnerre, Steven Piet, Christina Choe, Hannah Fidell

Emmy Awards 2019
Premio miglior attrice secondaria miniserie o film tv per il film The Act di Laure de Clermont-Tonnerre, Steven Piet, Christina Choe, Hannah Fidell

Golden Globes 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Boyhood di Richard Linklater

BAFTA 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Boyhood di Richard Linklater

Golden Globes 2015
Premio miglior attrice non protagonista per il film Boyhood di Richard Linklater

Premio Oscar 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Boyhood di Richard Linklater

BAFTA 2015
Premio miglior attrice non protagonista per il film Boyhood di Richard Linklater

Premio Oscar 2015
Premio miglior attrice non protagonista per il film Boyhood di Richard Linklater

Critics Choice Award 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Boyhood di Richard Linklater

Critics Choice Award 2015
Premio miglior attrice non protagonista per il film Boyhood di Richard Linklater

SAG Awards 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Boyhood di Richard Linklater

SAG Awards 2015
Premio miglior attrice non protagonista per il film Boyhood di Richard Linklater

SAG Awards 2010
Nomination miglior attrice in una serie televisiva drammatica per il film Medium di Glenn Gordon Caron, Vince Misiano, Jeff Bleckner, Artie Mandelberg, Aaron Lipstadt, Peter Werner, Bill Norton, Eric Laneuville, Duane Clark, Ronald L. Schwary

Golden Globes 2008
Nomination miglior attrice in una serie televisiva drammatica per il film Medium di Glenn Gordon Caron, Vince Misiano, Jeff Bleckner, Artie Mandelberg, Aaron Lipstadt, Peter Werner, Bill Norton, Eric Laneuville, Duane Clark, Ronald L. Schwary

Golden Globes 2007
Nomination miglior attrice in una serie televisiva drammatica per il film Medium di Glenn Gordon Caron, Vince Misiano, Jeff Bleckner, Artie Mandelberg, Aaron Lipstadt, Peter Werner, Bill Norton, Eric Laneuville, Duane Clark, Ronald L. Schwary

Emmy Awards 2007
Nomination miglior attrice in una serie televisiva drammatica per il film Medium di Glenn Gordon Caron, Vince Misiano, Jeff Bleckner, Artie Mandelberg, Aaron Lipstadt, Peter Werner, Bill Norton, Eric Laneuville, Duane Clark, Ronald L. Schwary

SAG Awards 2007
Nomination miglior attrice in una serie televisiva drammatica per il film Medium di Glenn Gordon Caron, Vince Misiano, Jeff Bleckner, Artie Mandelberg, Aaron Lipstadt, Peter Werner, Bill Norton, Eric Laneuville, Duane Clark, Ronald L. Schwary

SAG Awards 2006
Nomination miglior attrice in una serie televisiva drammatica per il film Medium di Glenn Gordon Caron, Vince Misiano, Jeff Bleckner, Artie Mandelberg, Aaron Lipstadt, Peter Werner, Bill Norton, Eric Laneuville, Duane Clark, Ronald L. Schwary

Golden Globes 2006
Nomination miglior attrice in una serie televisiva drammatica per il film Medium di Glenn Gordon Caron, Vince Misiano, Jeff Bleckner, Artie Mandelberg, Aaron Lipstadt, Peter Werner, Bill Norton, Eric Laneuville, Duane Clark, Ronald L. Schwary



Scopri tutti i film premiati alla 87a edizione degli Academy Awards.

Oscar 2015, il trionfo di Birdman

lunedì 23 febbraio 2015 - Tirza Bonifazi cinemanews

Oscar 2015, il trionfo di Birdman Tutti i pronostici che davano per vincitore Birdman di Alejandro González Iñárritu, gran favorito della stagione cinematografica, sono andati a segno. Per il secondo anno consecutivo è un messicano a guadagnare l'Oscar come Miglior regista: Alejandro González Iñárritu che in Birdman aveva sperimentato nuove architetture narrative mantenendo sempre il gusto per le storie intrecciate. Ma non solo. Il messicano si è anche guadagnato il premio più importante dell'Academy: quello di Miglior film. Quanto al suo grande rivale, Grand Budapest Hotel di Wes Anderson si è portato a casa quattro premi dei nove ai quali era candidato: Migliori costumi, Miglior trucco e acconciatura, Miglior scenografia, Miglior colonna sonora.

Più in generale l'edizione numero 87 della notte di gala più attesa dall'industria cinematografica e dagli appassionati di cinema e dello spettacolo non ha regalato grandi sorprese, se non per il premio a Miglior attore protagonista andato a Eddie Redmayne per La teoria del tutto (tutti davano per certa la vittoria di Michael Keaton). Tra le sorprese di questa edizione vista in più di cento paesi e più di 24 fusi orari c'è sicuramente la buona conduzione di Neil Patrick Harris. Il tre volte vincitore del People's Choice Awards divenuto celebre soprattutto per il ruolo del facoltoso donnaiolo Barney Stinson nella sitcom How I Met Your Mother, ha dato prova di tutte le sue qualità come attore, cantante, ballerino, presentatore e prestigiatore, a partire dal numero di apertura, un musical che sembrava una lettera d'amore scritta da Broadway a Hollywood. Uno dei momenti più divertenti della serata lo ha visto protagonista in mutande mentre riproponeva uno dei piani sequenza di Birdman nel quale compariva anche Miles Teller, il batterista di Whiplash.

Nessuna sorpresa nella categoria Miglior attore non protagonista. Per quanto fuori dagli schermi il professore di musica di Simmons possa essere criticato per i suoi metodi poco ortodossi, al cinema ha raccolto solo consensi. Dopo aver vinto i maggiori premi dell'industria, J. K. Simmons ha conquistato anche l'Academy che ha riconosciuto il suo immenso lavoro in Whiplash concedendogli l'Oscar. E pensare che tutto iniziò da un piccolo cortometraggio indipendente - per il quale l'attore non ricevette neanche un centesimo - che il regista Damien Chazelle presentò al Festival di Sundance nel 2012 e che ha finito per guadagnarsi tre premi. Nessuna sorpresa nella cinquina rosa: Patricia Arquette era la favorita per il suo ruolo di mamma in Boyhood ed era anche l'attrice non protagonista più quotata secondo i bookmakers. Non c'era storia neanche nella categoria Miglior Attrice perché si dava per scontato che a vincere fosse Julianne Moore per il ruolo di una professoressa di linguistica malata di una forma precoce di Alzheimer in Still Alice.

L'italiana Milena Canonero si è contraddistinta per essere stata la prima donna della serata a vincere l'Oscar (il quarto della sua carriera) che ha coinciso anche con la prima delle nove candidature messa a punto da Grand Budapest Hotel di Wes Anderson. Anche se i favoriti sembravano essere Bill Corso e Dennis Liddiard per Foxcatcher, per il lavoro svolto sull'attore Steve Carell che sotto il cerone appariva irriconoscibile, il premio per Miglior trucco e acconciatura se lo sono portati a casa Frances Hannon e Mark Coulier per Grand Budapest Hotel. Milena Canonero e Frances Hannon sono state anche tra le poche donne (nove in tutto) a impugnare l'Oscar in un'edizione che già contava poche candidate nelle varie categorie. L'altra critica che è stata mossa all'Academy riguardava la poca presenza di afroamericani nelle varie categorie (per la prima volta dal 1998 non ci sono candidati non bianchi tra gli attori) e dalla scarsa considerazione per Selma che ha ricevuto solo due nomination di cui solo una messa a segno: Migliore canzone originale per Glory.

Nella categoria Miglior film straniero il polacco Pawel Pawlikowski ha rispettato tutte le previsioni impugnando l'Oscar per Ida mettendo in chiaro ancora una volta che la tematica dell'Olocausto è sempre ben vista dall'Academy e tenendo un discorso di ringraziamento troppo lungo secondo i canoni della diretta televisiva da guadagnarsi lo spegnimento delle luci. Sorte che stava per toccare anche ai registi di Big Hero 6, vincitori nella categoria di Miglior film d'animazione. Citizenfour, film su Edward Snowden, ha invece trionfato quale Miglior Documentario (battendo in volata Alla ricerca di Vivian Maier, già disponibile in streaming su MYMOVIESLIVE). Finalmente dopo due ore dall'inizio della cerimonia il film più quotato dell'87 edizione degli Oscar, Birdman, si è guadagnato la prima statuetta, che è finita nelle mani del direttore della fotografia messicano Emmanuel Lubezki (il secondo è arrivato dopo un'altra ora per la Migliore sceneggiatura originale). Prima di giungere ai premi più importanti, il francese Alexandre Desplat, rivale di se stesso nella categoria Miglior colonna sonora (dove concorreva anche con The Imitation Game), ha finito per portarsi a casa l'Oscar al servizio di Wes Anderson in Grand Budapest Hotel.

Guarda il photocall dei vincitori »

   

Toy Story 4

Toy Story 4

* * * - -
(mymonetro: 3,31)
Un film di John Lasseter, Josh Cooley. Con Tom Hanks, Tim Allen, Don Rickles, Annie Potts, Patricia Arquette.
continua»

Genere Animazione, - USA 2019. Uscita 26/06/2019.
Boyhood

Boyhood

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,95)
Un film di Richard Linklater. Con Ethan Hawke, Patricia Arquette, Ellar Coltrane, Lorelei Linklater, Steven Chester Prince.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2014. Uscita 23/10/2014.
Vijay - Il mio amico indiano

Vijay - Il mio amico indiano

* * - - -
(mymonetro: 2,47)
Un film di Sam Garbarski. Con Moritz Bleibtreu, Patricia Arquette, Danny Pudi, Michael Imperioli, Catherine Missal.
continua»

Genere Commedia, - Belgio 2013. Uscita 13/02/2014.
Fast Food Nation

Fast Food Nation

* * * - -
(mymonetro: 3,01)
Un film di Richard Linklater. Con Wilmer Valderrama, Esai Morales, Luis Guzmán, Catalina Sandino Moreno, Greg Kinnear.
continua»

Genere Commedia, - USA, Gran Bretagna 2006. Uscita 20/07/2007.
Ed Wood

Ed Wood

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,82)
Un film di Tim Burton. Con Martin Landau, Patricia Arquette, Johnny Depp, Sarah Jessica Parker, Juliet Landau.
continua»

Genere Commedia, - USA 1994.
Filmografia di Patricia Arquette »

lunedì 6 gennaio 2020 - Delusione Netflix quasi a mani vuote. Per le serie TV trionfano Fleabag e Succession.

Golden Globe 2020, ribaltati i pronostici: vincono Tarantino e 1917

Massimiliano Carbonaro cinemanews

Golden Globe 2020, ribaltati i pronostici: vincono Tarantino e 1917 L'operazione The Irishman non porta risultati a Netflix, i Golden Globe 2020, trascurando le grandi produzioni dello streaming, premiano a sorpresa 1917 come miglior film e Sam Mendes come miglior regista. Mentre C'era una volta a... Hollywood si afferma nella categoria come miglior commedia e il suo regista Quentin Tarantino vince per la miglior sceneggiatura.

Durante la serata dei Golden Globe ha fatto discutere l'intervento di Patricia Arquette. L'attrice ha attaccato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump per aver portato il Paese sull'orlo della guerra con l'Iran: "Nei libri di storia vedremo un Paese a un passo dalla guerra e un presidente che twitta di bombardare 52 posti inclusi siti culturali".
Golden Globe 2020, i premi per il Cinema

La 77esima edizione dei Golden Globe andati in scena come di consueto al Beverly Hilton di Los Angeles rappresenta un succoso antipasto in vista degli Oscar per un'edizione che ha stravolto molti pronostici. A cominciare da quello che vedeva la mega produzione di Netflix, The Irishman di Martin Scorsese, sicuro grande vincitore. Invece, il colosso dello streaming ha visto ridimensionate le sue ambizioni per un'operazione cinematografica e di marketing che non ha convinto la giuria rappresentata dall'associazione della stampa straniera ad Hollywood. E sono state frustrate anche tutte le aspettative relative al drammatico e acclamato Storia di un matrimonio di Noah Baumbach sempre prodotto da Netflix. A vincere infatti la categoria per il miglior film e miglior regia è stato 1917 firmato da Sam Mendes. Curiosamente è stato premiato un film che per il momento hanno visto in pochi, dato che è stato presentato in anteprima a Londra lo scorso dicembre, mentre il grosso della distribuzione è previsto per gennaio del nuovo anno (in Italia sbarca il 23 gennaio). Per Sam Mendes, premio Oscar con American Beauty, un altro riconoscimento per un film che passerà alla storia per uno straordinario piano sequenza.

Premiato anche il bellissimo atto di amore per il cinema di Quentin Tarantino. Il suo C'era una volta a... Hollywood ha ottenuto il riconoscimento come miglior commedia, mentre il suo regista è stato premiato per la sceneggiatura originale. Inoltre la statuetta come miglior attore non protagonista è andata al bravissimo Brad Pitt che nel film contendeva la scena a Leonardo DiCaprio e Margot Robbie.

Non è uscito a mani vuote neanche il coinvolgente Joker, ma del film di Todd Phillips è stato premiata solo la straordinaria performance di Joaquin Phoenix giustamente vincitore come miglior attore (oltre che l'azzeccata colonna sonora di Hildur Guðnadóttir). Sul fronte femminile escono trionfanti Renée Zellweger grazie alla sua performance Judy, il biopic sulla sfortunata attrice Judy Garland, e Laura Dern che si è imposta grazie alla sua interpretazione in Storia di un matrimonio in definitiva l'unico riconoscimento portato a casa al cinema di Netflix. Non c'è stata partita infine per il miglior film in lingua straniera, come ampiamente pronosticato Parasite del coreano Bong Joon-ho ha sbaragliato la concorrenza.

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