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Strade perdute
Un film di David Lynch.
Con Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake, Robert Loggia.
continua»
Titolo originale Lost Highway.
Thriller,
durata 105 min.
- USA 1996.
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Fred (B. Pullman), sassofonista di Los Angeles, geloso della bruna moglie Renee (P. Arquette), riceve una videocassetta dove lo si vede accanto al corpo della consorte assassinata. Lo arrestano per uxoricidio, ma presto nella sua cella le guardie trovano, al suo posto, il giovane meccanico Pete (B. Getty) che, scarcerato, torna al lavoro in officina e si fa paladino di Alice (ancora P. Arquette), pupa bionda di un gangster (R. Loggia). Scritto da D. Lynch (1946) col coetaneo Barry Gifford, questo thriller allucinato come un incubo parla dell'incapacità di un uomo di mantenere il controllo sulla propria vita. Lo fa attraverso una struttura narrativa paragonabile a quella di una fuga (musicale) oppure all'anello di Moebius che si avvolge su sé stesso senza che sia possibile distinguere la parte esterna da quella interna, una struttura in cui è scardinato addirittura il fondamento di ogni narrazione, l'identità del protagonista. Si può anche non salire sul film, cioè respingerlo, ma “è difficile sottrarsi al suo fascino inquietante, negare la fosca bellezza delle sue immagini, dimenticare la presenza minacciosa dell'uomo misterioso” (R. Blake). Musiche di Angelo Badalamenti e Barry Adamson con una dozzina di canzoni. |
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Lungo le strade perdute dell'inconscio
martedì 7 novembre 2006
di Stefano Ricci
Strade Perdute costituisce un esempio di cinema moderno maledettamente noir e terrificante, percorso da decine di sentieri sconosciuti, ognuno avvolto da una propria luce misteriosa che gioca a dissolversi fino a tramutarsi in oscurità . È il trionfo di un simbolismo estremo, ambiguo, deformante, che frammenta in mille pezzi la nostra stessa identità fino a renderla irriconoscibile . Ancora una volta, come lo stesso Lynch ci ha insegnato nel corso della sua formidabile carriera, la soluzione, continua » |
Il genio delle forze oscure
lunedì 13 febbraio 2006
di MartaCol
film che minuto dopo minuto si fa piu' interessante.una trama che non si snoda da se, ma bisogna arrivarci da soli una volta spenta la tv.l'oscurità, la via del male è sempre presente, il corridoio buio della casa in cui entra Fred, è analogo alla scatolina in cui rita di mulholland drive infila la chiavetta. è entrare a contatto con la parte oscura di noi stessi. dopo non c'è più nulla di charo, tutto è confuso, perchè come dice il protagonista lui non vuole ricordare le cose come sono, ma come continua » |
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La bellezza di lasciarsi guidare dai sensi
venerdì 1 giugno 2007
di Medz
Che Lynch sia oramai un genio del cinema contemporaneo, è fuori discussione; ed è fuori discussione anche che i suoi film continuino a dividere ogni volta critica e pubblico, come è successo appunto per lo stesso “Strade perdute”: è un puro gioco intellettuale da parte di Lynch (ci sta prendendo tutti per i fondelli, sostiene qualcuno) oppure i suoi film sono veri capolavori? A mio avviso, i film di Lynch meritano tutta l’attenzione possibile perché un film di Lynch è un esperienza cinematografica continua » |
In medium stat virtus
martedì 1 novembre 2005
di Dusk
Si suole dire, riferendosi ai film realizzati da Lynch, che "o li si ama o li si odia". Da una parte, generalmente, c'è la platea di aficionados oltranzisti, per i quali il regista americano "non si discute", e chi non ama i suoi film è per forza un idiota fallito che "non capisce nulla di cinema". Dall'altra, c'è chi si indigna altrettanto perchè "i film di Lynch non hanno senso". Ho visto quasi tutte le opere dell'ideatore di Twin Peaks, e mi son fatto un'idea ben precisa della sua Arte. Idea continua » |
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| Fred Madison | |
| "Non mi piacciono le telecamere , a me piace ricordare le cose come le ricordo io" | |
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| Leslie Bega e Lisa Boyle | |
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Hai sentito di quel tizio che ha fatto la moglie in un milione di pezzi? Come potrei non averlo sentito? La tv non parla d'altro. Lo friggeranno sulla sedia. Andy viene dall'Utah. Dice che là almeno ti lasciano scegliere... Puoi morire impiccato o fucilato. Tu che cosa sceglieresti? A Andy questo piacerebbe di sicuro... Fucilazione, senza dubbio. Mirano alla testa o al cuore? Al cuore, immagino... Il cervello sarebbe consapevole di quello che ti sta accadendo. Il cuore, spaccato, cerca di pompare sangue, che si riversa nella cavità del petto. Un dolore terribile, Marian. ... Così tu preferiresti essere impiccata, eh? Assolutamente... Quando il collo si spezza, muori subito. Il corpo può metterci un po', ma a quel punto non senti più niente. |
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| Quel ragazzo vede più fica di una tazza del cesso. | |
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Altre frasi celebri del film Strade perdute
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DVD | Strade perduteUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 19 novembre 2009
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SOUNDTRACK | Strade perduteLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 18 febbraio 1997
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
David Lynch riemerge dal silenzio con Strade perdute, il suo film più notturno, decostruito e misterioso, simboleggiato da un'autostrada nel cuore oscuro del deserto americano, la Valle della Morte. Da Fuoco cammina con me gli ci son voluti, per cominciare a lavorare a un nuovo lungometraggio, quattro anni segnati da rifiuti e fallimenti: i progetti respinti della storia di tre ragazzi che un tempo erano mucche, Il sogno del bovino, e di Una bolla di saliva; una sitcom, On the Air, che la rete televisiva eliminò dopo appena tre puntate; Hotel Room, una tele-trilogia accolta con indifferenza o con preoccupazione. » |
Un capogiro firmato Lynch
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Lasciate ogni speranza di logica, voi che entrate. "Strade perdute" ("Lost high - way") è la dichiarazione del principio del Cinema come delirio emozionale: non più tempo e spazio, ma immaginazione e visionarietà, da parte di uno che di incubi se ne intende, David Lynch, il mitico regista di "Twin peaks" e "Cuore selvaggio", dato per disperso mentre la sua mente continuava a generare mostri. Con questo film "maledetto" (due anni di attesa per l'uscita) Lynch si assume il peso di un cambio di identità in piena corsa narrativa. » |
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