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Ultima fermata Brooklyn
Un film di Ulrich Edel.
Con Burt Young, Jennifer Jason Leigh, Jerry Orbach, Alexis Arquette, Stephen Lang.
continua»
Titolo originale Letzte Ausfahrt Brooklyn.
Drammatico,
durata 98 (102) min.
- USA 1989.
- VM 14
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Nei primi anni '50 a Red Hook, uno dei distretti di Brooklyn (New York), sullo sfondo di uno sciopero a muso duro, s'intrecciano le vicende di operai, sindacalisti, soldati (guerra di Corea in corso), puttane, barboni. Uscita, non fermata. Da un romanzo (1957) di Hubert Selby Jr. un pomposo e costoso film che ha le pretese di una tragedia americana, ma è un melodramma di sesso e violenza, un film di taglio iperrealistico a programma sadico con forti componenti di masochismo e algofilia. Pur nella confezione di gran lusso tecnico-decorativo la violenza non è mai riscattata dalla forma, contraddistinta da una palese mancanza di simpatia (di pietà, di solidarietà) verso i personaggi persino nelle scene dello sciopero. |
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di Giovanni Grazzini
Da tempo immemorabile i teppisti, i depravati, le infamie dei bassifondi, gli orrori delle metropoli, quanto c'è di più sporco e perverso, hanno offerto materiale alla narrativa realistica che nel migliore dei casi vi ha letto una metafora dell'umanità, spinta dalla paura ad annientare la Ragione e ad autodistruggersi. E da tempo immemorabile vi sono scrittori che per la crudezza con cui rappresentano il mondo dapprima sono censurati quali osceni provocatori, poi vengono riveriti per la loro forza creativa. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Un fiume d'uomini, operai che hanno appena vinto un interminabile sciopero, passa il cancello della fabbrica e si allunga verso il fondo dello schermo. Dopo quasi due ore di tetraggini alla Fassbinder, la luce sembra averla vinta sul buio. La periferia sporca e disperata di Brooklyn ha perso il suo pesante odore di strade luride, amori comprati per pochi dollari, siringhe che promettono felicità in qualche cesso, bar puzzolenti di sudori e sbronze, sangue mischiato al fango e al sesso, stupri insistiti. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Interessante: un testo di letteratura di denuncia sociale americana degli anni Sessanta viene trasformato da un regista tedesco in un esempio di estetica della brutalità. Hubert Selby jr, scrittore newyorkese ora sessantenne corroso da tubercolosi, prigione, eroina, ospedali psichiatrici, alcol e matrimoni crudeli, pubblicò nel 1964 Last Exit to Brooklyn (edito in Italia da Feltrinelli), raccolta di racconti atroci e beffi sui declassati dell’America inaccettabile. Scandalo: per l’estrema violenza delle storie, per il linguaggio esplicito, per il personaggio d’un sindacalista presto sedotto da un travestito. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
La vicenda di Ultima fermata Brooklyn, che il regista tedesco Uli Edel ha tratto dall'omonimo romanzo-scandalo di Hubert Selby jr., si svolge in un ghetto operaio del grande quartiere di New York, agli inizi degli anni Cinquanta. C'è uno sciopero in corso, e la gente è all'esasperazione: nonostante lunghi mesi di lotta, la fine dell'agitazione sembra ancora lontana. Nel frattempo tutto scorre con la consueta, allucinante normalità: giovani teppisti aggrediscono chi si avventura nella zona, la bionda prostituta Tralala adesca militari di ritorno dalla Corea per poi farli rapinare da una banda di giovinastri, il delegato operaio per lo sciopero si dà alla bella vita con i soldi dei compagni. » |
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