Il padre d'Italia

Film 2017 | Drammatico +13 93 min.

Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata93 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diFabio Mollo
AttoriLuca Marinelli, Isabella Ragonese, Anna Ferruzzo, Mario Sgueglia, Federica de Cola Miriam Karlkvist, Esther Elisha, Sara Putignano, Filippo Gattuso, Franca Maresa.
Uscitagiovedì 9 marzo 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneGood Films
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,90 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Fabio Mollo. Un film Da vedere 2017 con Luca Marinelli, Isabella Ragonese, Anna Ferruzzo, Mario Sgueglia, Federica de Cola. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2017, durata 93 minuti. Uscita cinema giovedì 9 marzo 2017 distribuito da Good Films. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,90 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il padre d'Italia
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L'incontro fra un uomo (Luca Marinelli) che ha paura della vita e una donna (Isabella Ragonese) che la vita se la mangia a morsi. Il film ha ottenuto 4 candidature ai Nastri d'Argento. In Italia al Box Office Il padre d'Italia ha incassato 168 mila euro .

Consigliato sì!
2,90/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 3,20
CONSIGLIATO SÌ
Un road movie che si fa favola attraverso immagini seducenti e dialoghi pieni di dolcezza e ironia.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 1 marzo 2017
Recensione di Paola Casella
mercoledì 1 marzo 2017

Paolo voleva diventare un falegname o un architetto, e invece fa il commesso in un megastore di arredamento preconfezionato. Da poco è stato lasciato dal suo compagno Mario, che sta provando a realizzare i suoi sogni (forse anche quelli preconfezionati) insieme a un altro uomo. Una sera, mentre Paolo va in cerca di Mario in un locale gay, incontra Mia, giovane donna incinta che sembra non sapere cosa fare di se stessa, men che meno della bambina che aspetta. Suo malgrado, Paolo si farà carico di Mia e cercherà di riportarla a casa, intraprendendo un viaggio che porterà entrambi in giro attraverso l'Italia del presente.
Fabio Mollo, al suo secondo lungometraggio di finzione dopo Il Sud è niente, sceglie il road movie e si inserisce nel solco di quello che è una sorta di genere a sé: l'incontro fra un uomo che ha paura della vita e una donna che la vita se la mangia a morsi.

I precedenti si perdono nella notte del cinema, ma Mollo si rifà esplicitamente a titoli come Qualcosa di travolgente che risalgono proprio al decennio in cui Paolo e Mia (ma anche il regista calabrese) sono nati, perché lì è stato inscritto (e si è inceppato) il loro destino.

Anche la colonna sonora contiene due brani anni Ottanta di Loredana Berté, ribelle fuggita al suo destino di diventare una signora a Bagnara Calabra, riesumati su un'audiocassetta analogica dai due nativi digitali. E Mia porta un giaccone luccicante con raffigurata una Madonna che ricorda molto più Cercasi Susan disperatamente che Nostra Signora della Misericordia.
L'errore, nel valutare Il padre d'Italia, sarebbe quello di considerarlo un pamphlet ideologico in difesa della genitorialità omosessuale, perché se anche quello fosse stato l'intento di Mollo, il risultato è infinitamente più complesso, e più in grado di cogliere lo spirito dei tempi in questa Italia dalla geografia improbabile. Le numerose implausibilità della trama (sceneggiata da Mollo insieme a Josella Porto) sono secondarie rispetto alla forza evocativa di una narrazione epidermica che racconta il presente di una generazione privata di futuro, e lo fa (finalmente) attraverso lo sguardo di un suo componente. Il padre d'Italia mostra il bisogno e la paura di appartenere a qualcuno, qualcosa o anche solo un luogo reale, parla del desiderio e dell'incapacità di accettarsi per poi accettare la direzione che prenderà il proprio destino. E incastona queste dinamiche eminentemente umane nel Paese in cui "come cazzo si fa" ad essere giovani e a ipotizzare un domani.

Per i primi dieci minuti il film è ammutolito perché a Paolo è stata tolta la parola, e Mia arriva a scuoterlo, ma è a sua volta un neurone spaiato che abbandona per non essere abbandonata. Al contrario di Paolo, però, Mia non permette alla paura di decidere quale degli accadimenti della sua esistenza caotica sia un bene o un male, un miracolo o una disgrazia, secondo una filosofia di vita che deve molto a Tolstoj. Intorno a loro c'è l'Italia che lascia orfani i suoi figli, che spinge Gretel a prendersi cura di Hansel, e Pollicino a cercare da solo la strada.
Mollo racconta la sua fiaba attraverso immagini seducenti (la bellissima fotografia è di Daria D'Antonio, raro caso di D.O.P. donna in Italia) e dialoghi pieni di dolcezza e ironia. L'ottimo cast - soprattutto Isabella Ragonese e Anna Ferruzzo - si pone al servizio della sua visione del mondo. Ma è Luca Marinelli che Il padre d'Italia consacra come star italiana capace di combinare carisma, duttilità espressiva e pathos interiore, e poi nasconderli tutti sotto la patina incolore del trentenne qualunque, che prima di diventare padre deve imparare a diventare uomo.

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IL PADRE D'ITALIA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 11 settembre 2017
sergio dal maso

“… mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via, mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia ... e io che non riesco a parlare nemmeno con me” oredana Bertè (Il mare d’inverno) Due anime fragili, sole e ferite. Due vite precarie, socialmente e sentimentalmente. Molto diverse, praticamente opposte. Quella di Paolo, taciturno e introverso, commesso in un megastore simil [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 marzo 2017
veritasxxx

Perché fatta la legge, trovato l'inganno. E visto che gli eterosessuali non fanno più figli sennó a lei non le rinnovano il contratto al call center, e le colleghe la guardano male quando ha il pancione e le gambe gonfie, e lui non si vuole prendere le sue responsabilità, ed è un casino trovare una babysitter decente, e negli asili nido gli ucraini e i cinesi oramai hanno la precedenza, allora i figli [...] Vai alla recensione »

sabato 18 marzo 2017
Emyliu`

IL titolo del film si risolve negli ultimi minuti, che a dire il vero emozionano fino alle lacrime, per il messaggio: "Ogni miracolo, per definizione, è contronatura. E la natura fa ogni giorno dei miracoli". Come la nascita di un bambino, che sarebbe la cosa più naturale del mondo, se non fosse per le circostanze. Un uomo e una donna possono fare dei figli.

giovedì 9 marzo 2017
casomai21

Senza dubbio il cinema italiano sembra in ripresa, se è riuscito con pochi mezzi e tanta professionalità, anche grazie a due grandi interpreti ad emozionare il pubblico nel realismo delle descrizioni e dei caratteri dei personaggi . Sembra quasi nell'incontro tra due solitudini il ripetersi di una ben più nota natività con un padre putativo  di un bimbo in arrivo [...] Vai alla recensione »

martedì 14 marzo 2017
Flyanto

 "Il Padre d'Italia" è il giovane protagonista dell'ultimo film di Fabio Mollo, interpretato da Luca Marinelli, il quale, lasciato dal proprio fidanzato per una vita più regolare, non troppo soddisfatto del proprio lavoro e con moltissimi sogni da realizzare ed assai difficili da renderli tali, una sera, in un locale per gay, incontra per caso una ragazza incinta [...] Vai alla recensione »

mercoledì 29 marzo 2017
ralphscott

Discreto road movie dalla sceneggiatura che vaga eterea come i suoi protagonisti. Ci troviamo nei paraggi del cinema minimalista che non cattura,non scalda. Vari i temi affrontati,ma nel complesso la coppia non fa trepidare per la sua futura sorte,anzi. La ragazza è irritante oltre il lecito e,quando ci si abitua alle sue bizzarrie,ci pianta in asso.

mercoledì 15 marzo 2017
Luxlux

Toccante, ben recitato, attuale, un film italiano di qualità, il regista, dopo 'il sud è niente', si conferma una nuova voce importante del cinema nostrano.

sabato 11 marzo 2017
GianpieroPerinu

Film stupendo per le numerose tematiche presentate : genitorialita delle coppie Lgbt ,cultura arcaica del sud Italia, solitudine dell'essere umano ( Paolo ricorda il giovane Leopardi) ,dialoghi stupendi e commoventi ,la coppia rappresenta la Natività 2.0 complimenti al regista ,rivedro' il film con piacere

Frasi
- Dimmi qualcosa!
- Sei bella!
Dialogo tra Paolo (Luca Marinelli) - Mia (Isabella Ragonese)
dal film Il padre d'Italia - a cura di MYmovies.it
"I miracoli sono contronatura."
Una frase di Paolo (Luca Marinelli)
dal film Il padre d'Italia
- Quanto tempo siete stati insieme?
- 8 anni.
- E perchè è finita?
- Perchè voleva una casa, una famiglia, dei figli...
- Ma tu un figlio lo vuoi o no?
Dialogo tra Mia (Isabella Ragonese) - Paolo (Luca Marinelli)
dal film Il padre d'Italia - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 9 marzo 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Che c'è al Sud? Niente, si schernisce Mia (Isabella Ragonese), citando il titolo d'esordio di Fabio Mollo. Sarà: ma è viaggiando da Torino verso il «niente» fervido di umori antichi del Meridione che l'orfano omosessuale Paolo, infelice dopo la rottura con l'uomo amato, ritrova se stesso; e molto conta l'incontro con una ragazza calabrese incinta con la quale intreccia uno strano rapporto dopo che [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 marzo 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Diciamo subito una cosa. Che Il padre d'Italia è l'ennesima dimostrazione del fatto che quanto di più interessante, stimolante, curioso, nuovo nel cinema italiano odierno non proviene dal flusso della commedia. Purtroppo. Dispiace, perché la commedia non solo continua a costituire, e semmai costituisce quantitativamente sempre di più, la principale massa critica della nostra produzione; ma anche perché [...] Vai alla recensione »

sabato 11 marzo 2017
Cristina Piccino
Il Manifesto

Un ragazzo gay con voglia di famiglia -lui che non ne ha mai avuta una - una ragazza coi capelli rosa che invece dall'oppressivo famiglione (meridionale e tiranno) è fuggita, ora incinta senza sapere di chi. Massacri della vita, solitudini, sogni messi da parte. Un duetto di attori di classe quali Isabella Ragonese e Luca Marinelli, ammiccamenti al presente e alla sua confusione di sentimenti - e condizioni [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 marzo 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Una storia finita da poco e trent'anni forse non pienamente vissuti, Paolo ha un lavoro che nemmeno gli sta stretto presso un'esposizione di mobili low cost, locali gay in cui passare abulicamente le serate e un appartamento piccolo e disadorno. Quale sia stata la mareggiata ancora non lo sappiamo, eppure il relitto che è non si spiega solo con l'amore che non è più: Paolo la precarietà l'ha aspirata [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 marzo 2017
Lee Marshall
Condé Nast Traveller

No, non è né Mazzini nè Cavour nè Garibaldi: l'uomo evocato nel titolo del nuovo film di Fabio Mollo, regista di Il sud è niente, è un inquieto ragazzo gay che assume la paternità di una neonata di nome Italia. Il gioco di parole svela l'ambizione del film, che non è solo quella di narrare una storia personale, ma di inserirsi in un dibattito nazionale.

giovedì 9 marzo 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Più che un racconto morale sulla paternità omo, con finale promettente, questa parabola d'incontro, amore e separazione di due cuori solitari riesce a profilare la nuova realtà del genitore unico, maschio. Scaricato dal fidanzato, il segaligno Paolo trova in Mia, vistosa cantante spiantata e incinta, un'occasione da esplorare. In viaggio da Torino a Roma, e poi al sud, la passione etero pone anche [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 marzo 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Pretenzioso dramma a due, uno sconclusionato giro d'Italia in furgone. Il depresso trentenne gay Paolo, commesso in un megastore torinese, si è lasciato con Mario dopo sette anni. In un locale omo incontra la scombinata Mia, incinta al sesto mese. Senza casa e scaricata dal partner, si fa scarrozzare a Roma, a Napoli e in Calabria. Ma nessuno la vuole.

NEWS
TRAILER
venerdì 10 febbraio 2017
 

Paolo, trentenne alla ricerca di se stesso, della sua sessualità e della sua identità, incontra in un locale gay la dirompente Mia, estremamente libera e volitiva. Improvvisamente Mia ha un malore e Paolo l'accompagna in ospedale.

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